RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE
AL 31 DICEMBRE 2025
1
Il presente documento costituisce copia, in formato PDF, della Relazione Finanziaria Annuale di Centrale del
Latte d'Italia S.p.A. al 31 dicembre 2025 e non costituisce il documento in formato ESEF richiesto dai Technical
Standard ESEF di cui al Regolamento Delegato (UE) 2019/815 (c.d. “Regolamento ESEF”).
La Relazione Finanziaria Annuale di Centrale del Latte d’Italia S.p.A. al 31 dicembre 2025 nel formato ESEF,
richiesto dal Regolamento ESEF, è disponibile sul sito internet della Società
https://centralelatteitalia.com/investor-relations/bilanci-e-relazioni/ e sul meccanismo di stoccaggio autorizzato
eMarket Storage www.emarketstorage.com.
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3
SOMMARIO
ORGANI SOCIALI ................................................................................................................... 5
LA CORPORATE GOVERNANCE ........................................................................................ 8
RELAZIONE SULLA GESTIONE ........................................................................................ 13
ALTRE INFORMAZIONI ..................................................................................................... 18
RAPPORTI CON PARTI CORRELATE .............................................................................. 24
RENDICONTAZIONE INDIVIDUALE DI SOSTENIBILITÀ ........................................ 25
SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA ......................................................... 189
CONTO ECONOMICO ....................................................................................................... 190
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO .......................................................................... 190
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO .................................. 191
RENDICONTO FINANZIARIO ........................................................................................ 192
RAPPORTI CON PARTI CORRELATE ............................................................................. 239
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO D’ESERCIZIO, AI SENSI DELL’ARTICOLO 154-BIS
DEL D.DLGS 58/98 .............................................................................................................. 245
RELAZIONE DELLA SOCIETA’ DI REVISIONE ........................................................... 246
RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE E DELL’ASSEMBLEA DEGLI
AZIONISTI ........................................................................................................................... 246
4
Relazione degli amministratori
sull’andamento della gestione
5
ORGANI SOCIALI
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
C.
E.
C.
N.
E.
C.
I.
C.
C.
R.
C.
N.R.
O.
P.
C.
C.
C.
I.
Angelo Mastrolia Presidente
Giuseppe Mastrolia Vice Presidente
Stefano Cometto Amministratore Delegato
Benedetta Mastrolia Consigliere
Giovanni Maria Rayneri Consigliere
Anna Claudia Pellicelli Consigliere
Valeria Bruni Giordani Consigliere
C.E. = Consigliere esecutivo
C.N.E = Consigliere non esecutivo
C.I. = Consigliere indipendente
C.N.R. = Comitato remunerazione nomine
O.P.C. = Comitato operazioni parti correlate
SOCIETA’ DI REVISIONE
PricewaterhouseCoopers S.p.A. - Torino
COMITATO PER IL CONTROLLO SULLA GESTIONE
A partire dall’esercizio 2024, la Società ha introdotto il sistema monistico i cui membri del Comitato per il Controllo
sulla Gestione sono:
Giovanni Maria Rayneri Presidente
Anna Claudia Pellicelli Componente
Valeria Bruni Giordani Componente
DIRIGENTE PREPOSTO
Fabio Fazzari CFO e Investor Relator
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Al 31 dicembre 2025 Centrale del Latte d’Italia S.p.A., possiede una partecipazione di collegamento:
25%
Gli azionisti
Il capitale sociale della Società è pari a Euro 28.840.041,20 i.v. suddiviso in n. 14.000.020 azioni ordinarie senza valore
nominale.
A seguito della cessazione dei diritti di voto maggiorati, per effetto di quanto previsto dall’art. 127 quinquies, comma
2, del TUF e art. 44 del Provvedimento unico post-trading CONSOB-Banca d’Italia, nonché di quanto disposto dallo
Statuto Sociale all’art. 5, il numero dei diritti di voto è pari a 14.000.020. I detentori di azioni ordinarie in misura
superiore al 5% sono:
In data 12 novembre 2024
la Società, a seguito dell’esito dell’offerta in opzione e prelazione, ha deliberato
procedere direttamente al rimborso mediante acquisto di complessivi n. 771.204 azioni di CLI al valore
liquidazione di Euro 2,966 cadauna per un controvalore complessivo pari a Euro 2.287.391,06.
NewPrince S.p.A.:
67,74%
Comune di Firenze:
12,31%
Azioni Proprie: 5,51%
Mercato: 9,18%
Azionisti
NewPrinces S.p.A. Comune di Firenze Azioni Proprie Mercato
7
I detentori di azioni ordinarie, in misura superiore al 5%, detengono le seguenti percentuali, in termini di
diritti di voto:
NewPrinces S.p.A.:
74,27%
Comune di Firenze:
13,51%
AZIONISTI
NewPrinces S.p.A. Comune di Firenze
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LA CORPORATE GOVERNANCE
La Governance aziendale rappresenta l’insieme di strumenti, regole e meccanismi finalizzati ad una più efficace
realizzazione dei processi decisionali dell’organizzazione, nell’interesse di tutti gli stakeholders della Società. La società
Centrale del Latte d’Italia S.p.A. aderisce al Codice di Corporate Governance elaborato dal Comitato per la Corporate
Governance delle Società Quotate, approvato nel gennaio 2020, in sostituzione del precedente Codice di Autodisciplina.
Il sistema di amministrazione adottato è fondato sulla presenza di tre organi: l’Assemblea degli Azionisti, il Consiglio
di Amministrazione e il Comitato interno per la gestione.
Il Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione è l’organo sociale preposto all’amministrazione della Società e possiede i poteri allo
stesso assegnati dalla normativa e dallo statuto. Esso si organizza e opera in modo da garantire un effettivo ed efficace
svolgimento delle proprie funzioni. I consiglieri agiscono e deliberano, perseguendo l’obiettivo della creazione di valore
per gli azionisti e riferiscono sulla gestione in occasione dell’Assemblea degli azionisti. Lo statuto della Società, in tema
di nomina e sostituzione del Consiglio di Amministrazione e/o dei suoi membri, prevede che all'elezione dei membri
del Consiglio di Amministrazione si proceda sulla base di liste di candidati secondo le modalità indicate con maggiore
dettaglio nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari (allegato al presente documento) e nel rispetto
della disciplina vigente inerente all’equilibrio tra generi.
Comitati interni al Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione non ha costituito al suo interno comitati diversi da quelli previsti dal Codice di Corporate
Governance, salvo il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate, al fine di ottemperare alle previsioni di cui al
Regolamento Parti Correlate.
La Società ha attribuito ad un unico comitato, precisamente al Comitato Remunerazione e Nomine, le funzioni previste
dagli artt. 4 e 5 del Codice di Corporate Governance.
I comitati interni al Consiglio di Amministrazioni sono i seguenti:
Il Comitato Controllo e Rischi assiste il Consiglio di Amministrazione nelle valutazioni e decisioni relative al
Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, all’approvazione dei bilanci e delle relazioni semestrali ed ai
rapporti tra la Società ed il revisore esterno, onde siano supportate da un’adeguata attività istruttoria. A tal fine, tale
Comitato risulta composto da tre consiglieri con adeguata esperienza in materia contabile e finanziaria, nelle persone
degli Amministratori non esecutivi ed indipendenti Giovanni Maria Rayneri, in qualità di Presidente, nonché di Anna
Claudia Pellicelli e Valeria Bruni Giordani, in qualità di componenti.
Il Comitato per le Remunerazioni e Nomine svolge un ruolo consultivo e propositivo, con funzioni istruttorie,
nelle valutazioni e nelle decisioni relative alla composizione del Consiglio di Amministrazione ed alla remunerazione
degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche vigilando sulla loro applicazione e formulando
raccomandazioni generali in materia. Il Comitato risulta composto da tre consiglieri con adeguata esperienza in materia
contabile e finanziaria, nelle persone degli Amministratori non esecutivi ed indipendenti Anna Claudia Pellicelli, in
qualità di Presidente, nonché di Giovanni Maria Rayneri eValeria Bruni Giordani, in qualità di componenti. Per quanto
riguarda il processo di determinazione della remunerazione dei membri del Consiglio di Amministrazione si prevede
che venga attribuito, da parte dell'Assemblea, per il periodo di durata del mandato, un emolumento che può essere
formato da una parte fissa e una variabile commisurata al raggiungimento di determinati obiettivi e/o ai risultati
economici conseguiti dalla Società.
Per ogni informazione riguardante la politica generale per la remunerazione, la remunerazione degli amministratori
esecutivi e dei dirigenti con responsabilità strategiche e degli amministratori non esecutivi si rinvia alla relazione sulla
remunerazione pubblicata ai sensi dell'articolo 123-ter del Testo Unico della Finanza.
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Il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate (di seguito anche “Comitato OPC”) ha l’onere di garantire
la correttezza sostanziale dell’operatività con parti correlate, tramite il rilascio di un parere sull’interesse della società al
compimento di una specifica operazione, nonché sulla convenienza e correttezza delle relative condizioni. Tale
comitato è composto da tre Amministratori non esecutivi e indipendenti, Valeria Bruni Giordani, nel ruolo di
Presidente, nonché Giovanni Maria Rayneri ed Anna Claudia Pellicelli, in qualità di componenti.
Comitato per il Controllo sulla Gestione
Il Consiglio di Amministrazione della Società, nella seduta del 18 marzo 2024, ha deciso di adottare il sistema di
governance monistico in luogo di quello tradizionale. Il Consiglio di Amministrazione ha valutato il passaggio a un
sistema monistico perché in grado di migliorare la qualità della governance, tramite una semplificazione degli assetti
organizzativi, amministrativi e contabili dell’impresa, garantendo un’elevata trasparenza ed una maggior efficacia dei
controlli tramite flussi informativi completi e costanti e il superamento delle inefficienze determinate dall’esistenza di
un organo separato dall’organo di gestione.
Tale sistema di governance concorre inoltre ad aumentare la riconoscibilità internazionale della società, con
conseguente maggiore attrattività per potenziali investitori internazionali.
Il sistema di governance monistico si caratterizza per la presenza di un Consiglio di Amministrazione, cui competono
le funzioni di supervisione strategica e di gestione, e di un Comitato per il Controllo sulla Gestione, costituito all'interno
dello stesso Consiglio, che svolge funzioni di controllo.
L’Assemblea degli Azionisti ha deliberato a favore della modifica statutaria e dell’adozione del sistema di governance
monistico in data 29 Aprile 2024.
Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi
Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR) è l’insieme delle regole, delle procedure e delle
strutture organizzative volte a consentire, attraverso un adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e
monitoraggio dei principali rischi, una conduzione dell’impresa corretta e coerente con gli obiettivi prefissati. Il
Consiglio di Amministrazione, nell'ambito della definizione dei piani strategici, industriali e finanziari, ha individuato la
natura e il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici della Società, includendo nelle proprie valutazioni
tutti i rischi che possono assumere rilievo nell'ottica della sostenibilità nel medio-lungo periodo dell'attività della Società.
Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre definito, con l'assistenza del Comitato Controllo Rischi, le linee di indirizzo
del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi, identificano il sistema stesso come un processo trasversale ed
integrato a tutte le attività aziendali che si ispira ai principi internazionali dell'Enterprise Risk Management (ERM).
Questo sistema ha come finalità quella di aiutare la Società a realizzare i propri obiettivi di performance e redditività,
ad ottenere informazioni economico-finanziarie affidabili e ad assicurare la conformità alle leggi e ai regolamenti in
vigore, evitando all'azienda danni reputazionali e perdite economiche. In questo processo assume particolare
importanza l'identificazione degli obiettivi aziendali e la classificazione ed il controllo dei rischi ad essi connessi,
mediante l'implementazione di azioni specifiche finalizzate al loro contenimento.
I rischi aziendali, oltre ai rischi strategici, possono avere diversa natura: di carattere operativo (legati all'efficacia e
all'efficienza delle operations aziendali), di reporting (legati all'affidabilità delle informazioni economico-finanziarie) e,
infine, di compliance (relativi all'osservanza delle leggi e regolamenti in vigore, evitando all'azienda danni di immagine e/o
perdite economiche). A fronte di ciò, la Funzione di Internal Audit verifica l’idoneità del sistema di controllo interno e
di gestione dei rischi attraverso un piano di audit, approvato dal Consiglio di Amministrazione, predisponendo relazioni
periodiche contenenti le adeguate informazioni circa lo svolgimento della sua attività, nonché tempestive relazioni su
eventi di particolare importanza.
Il Consiglio di Amministrazione valuta annualmente l'efficacia del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi
e l'adeguatezza dello stesso rispetto alle caratteristiche dell'impresa sulla base delle informazioni e delle evidenze ricevute
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con il supporto dell'attività istruttoria svolta dal Comitato Controllo Rischi, dal Responsabile della funzione di Internal
Audit e dall'Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001.
Modello Organizzativo ex Decreto Legislativo 231/2001, Codice Etico e lotta alla corruzione
Il Consiglio di Amministrazione della Centrale del Latte S.p.A. ha approvato l’ultima versione del “Modello di
organizzazione, gestione e controllo”, ai sensi del D. Lgs. 231/2001, in data 9 settembre 2024. Il Modello, redatto in
base alle linee guida emanate da Confindustria e nel rispetto della giurisprudenza in materia, delinea una serie di norme
di comportamento, di procedure e di attività di controllo, nonché un sistema di poteri e deleghe, finalizzate a prevenire
la commissione dei reati espressamente previsti dal D. Lgs. 231/2001.
Il Modello Organizzativo è stato pubblicato e comunicato a tutto il personale, terzi collaboratori, clienti, fornitori e
partner.
Nel corso dell’esercizio non sono pervenute segnalazioni riguardo comportamenti non conformi ovvero violazioni del
Codice Etico.
Al fine di garantire la corretta implementazione del Modello, è stato istituito un Organismo di Vigilanza (OdV),
attualmente costituito dal Dott. Massimo Carlomagno, nel ruolo di Presidente, e dalla Dott.ssa Ester Sammartino.
L’OdV trasmette al Consiglio di Amministrazione, con cadenza semestrale, un rapporto scritto sull’attuazione ed
effettiva conoscenza del Modello 231 all’interno di ogni comparto aziendale.
L’implementazione di adeguati flussi informativi periodici e/o occasionali verso l’OdV costituisce un ulteriore
importante strumento a supporto dell’assolvimento dei compiti di monitoraggio attribuiti dalla legge alla competenza
dell’OdV e, pertanto, dell’efficacia “esimente” del Modello stesso.
Dall’esame dell’informativa pervenuta dai responsabili delle diverse aree aziendali non sono emersi fatti censurabili o
violazioni del Modello, né si è venuti a conoscenza di atti o condotte che comportino una violazione delle disposizioni
contenute nel D. Lgs. 231/2001.
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FATTI DI RILIEVO DELL’ESERCIZIO
Di seguito vengono illustrati i fatti di rilievo intervenuti durante l’esercizio oggetto di analisi:
In data 15 maggio 2025 il Consiglio di Amministrazione ha esaminato ed approvato il Resoconto Intermedio
di Gestione al 31 marzo 2025.
In data 9 settembre 2025 il Consiglio di Amministrazione ha esaminato ed approvato la Relazione Finanziaria
Semestrale al 30 giugno 2025.
In data 11 novembre 2025 il Consiglio di Amministrazione ha esaminato ed approvato il Resoconto Intermedio
di Gestione al 30 settembre 2025.
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AZIONISTI E MERCATI FINANZIARI
Centrale del latte d’Italia S.p.A. mantiene un dialogo costante con i propri azionisti, attraverso una responsabile e
trasparente attività di comunicazione svolta dalla funzione di Investor Relations e finalizzata ad agevolare la comprensione
della situazione aziendale, la prevedibile evoluzione della gestione, le strategie e le prospettive del mercato di
riferimento. A tale funzione è, inoltre, affidato il compito di organizzare presentazioni, eventi e Roadshow che
consentano di instaurare una relazione diretta tra la comunità finanziaria ed il Top Management della Società. Per ulteriori
informazioni e per prendere visione dei dati economico-finanziari, delle presentazioni istituzionali, delle pubblicazioni
periodiche, dei comunicati ufficiali e degli aggiornamenti sul titolo, è possibile visitare la sezione Investor Relations nel
sito https://centralelatteitalia.com/.
Nel periodo in esame dal 2 gennaio 2025 al 31 dicembre 2025 il prezzo ufficiale del titolo ha segnato un incremento
passando da Euro 2,74 a Euro 4,82.
La capitalizzazione di Borsa al 31 dicembre 2025 era pari ad Euro 67.480.096.
Tutte le azioni emesse sono state interamente versate.
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RELAZIONE SULLA GESTIONE
La Società è un’importante player nel settore agro-alimentare italiano ed europeo attiva nel settore dei prodotti lattiero-
caseari. L’offerta di prodotti si articola nelle seguenti business unit:
Milk Products;
Dairy Products;
Altre Attività
Analisi dell’andamento economico della Società
Nella tabella che segue è riportato il conto economico della Società:
(In migliaia di Euro e in percentuale sui
ricavi da contratti con i clienti)
Al 31 dicembre
2025
%
2024
%
2025 vs 2024
%
Ricavi da contratti con i clienti
351.498
100,0%
349.712
100,0%
1.786
0,5%
Costo del venduto
(281.705)
(80,1%)
(281.541)
(80,5%)
(164)
0,1%
Risultato operativo lordo
69.793
19,9%
68.171
19,5%
1.622
2,4%
Spese di vendita e distribuzione
(54.556)
(15,5%)
(51.696)
(14,8%)
(2.860)
5,5%
Spese amministrative
(8.562)
(2,4%)
(8.563)
(2,4%)
1
(0,0%)
Svalutazioni nette di attività finanziarie
(569)
(0,2%)
(197)
(0,1%)
(372)
188,8%
Altri ricavi e proventi
6.653
1,9%
4.078
1,2%
2.575
63,1%
Altri costi operativi
(2.405)
(0,7%)
(2.056)
(0,6%)
(349)
17,0%
Risultato operativo (EBIT)
10.354
2,9%
9.737
2,8%
617
6,3%
Proventi finanziari
1.302
0,4%
1.729
0,5%
(427)
(24,7%)
Oneri finanziari
(4.991)
(1,4%)
(5.139)
(1,5%)
148
(2,9%)
Risultato prima delle imposte
6.665
1,9%
6.328
1,8%
337
5,3%
Imposte sul reddito
(2.014)
(0,6%)
(1.909)
(0,5%)
(105)
5,5%
Risultato netto
4.651
1,3%
4.419
1,3%
232
5,2%
In un contesto ancora instabile, ed in generale caratterizzato da un forte incremento del costo delle materie prime,
dobbiamo rilevare come il confronto con il pari periodo del precedente esercizio mostri una sostanziale linearità sia in
termini assoluti che di incidenza sui ricavi di vendita (EBITDA pari a 26,4 milioni di Euro, ovvero pari al 7,5% dei
ricavi contro i 25,2 milioni di Euro al 31 dicembre 2024 pari al 7,2%).
La Società nel corso dell’esercizio ha continuato ad acquisire nuova clientela sempre con l’obiettivo di creare valore nel
medio lungo periodo. I ricavi al 31 dicembre 2025 registrano un ulteriore lieve incremento (+1%) rispetto a quanto già
avvenuto nel precedente esercizio.
A fronte del buon andamento dell’EBITDA e di una gestione finanziaria particolarmente efficiente il 31 dicembre 2025
chiude con un utile d’esercizio pari a 4.651 migliaia di Euro, in forte aumento rispetto all’utile d’esercizio registrato al
31 dicembre 2024 pari ad Euro 4.419 migliaia.
Di seguito sono brevemente commentate le variazioni più significative intervenute negli esercizi in esame con
riferimento alle principali voci di conto economico.
INFORMATIVA DI SETTORE
Criteri sottostanti alla redazione dell’informativa di settore, identificazione dei settori operativi
L’informativa di settore, predisposta utilizzando i medesimi criteri contabili utilizzati nella redazione del bilancio di
Centrale del Latte d’Italia Spa, è coerente con le modalità di reporting utilizzate dal management per l'assunzione delle
decisioni operative. In particolare, l'identificazione dei settori operativi e la valutazione delle loro performance è basata
sulla reportistica interna regolarmente rivista dal Top Management - che s’identifica con il Chief Operating Decision
Maker ai sensi dell’IFRS 8 - al fine di allocare le risorse ai singoli settori e monitorarne l'andamento economico e
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finanziario. L’informativa di settore riporta tutti i principali Key Performance Indicators, oggetto di monitoraggio da
parte del management quali ricavi e EBITDA.
Il CODM ha individuato i seguenti settori in cui opera la società:
Milk Products; in cui sono stati clusterizzati i prodotti lattiero-caseari derivanti da una lavorazione diretta del
latte alimentare come per esempio Latte UHT, Latte Fresco, Panna, Yogurt
Dairy Products; in cui sono stati clusterizzati i prodotti lattiero-caseari complessi come per esempio il
mascarpone. Si noti che questa tipologia di prodotti siano afferenti al ramo d’azienda affittato dalla controllante
NewPrinces Spa (già Newlat Food Spa)
Altre Attività; in cui sono clusterizzati i prodotti che non hanno una derivazione lattiero-casearia, come per
esempio le bevande vegetali o le insalate.
La tabella che segue riporta il dettaglio dei ricavi da contratti con i clienti per business unit:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
Variazioni
2025
%
2024
%
2025 vs 2024
%
Milk Products
269.203
76,6%
274.547
78,5%
(5.344)
(1,9%)
Dairy Products
67.092
19,1%
60.139
17,2%
6.953
11,6%
Altre attività
15.203
4,3%
15.026
4,3%
177
1,2%
Ricavi da contratti con i clienti
351.498
100,0%
349.712
100,0%
1.786
0,5%
I ricavi relativi al segmento Milk Products risultano essere in diminuzione per effetto di una riduzione del prezzo medio
di vendita rispetto l’esercizio precedente e di una lieve flessione dei volumi di vendita.
I ricavi relativi al segmento Dairy Products risultano essere in aumento per effetto di un incremento della domanda su
clientela già esistente e di un prezzo medio di vendita più elevato rispetto lo stesso periodo del precedente esercizio.
I ricavi relativi al segmento altre attività risultano essere in linea rispetto all’esercizio precedente.
La tabella che segue riporta il dettaglio dei ricavi da contratti con i clienti per canale:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
Variazioni
2025
%
2024
%
2025 vs 2024
%
Grande Distribuzione Organizzata
221.036
62,9%
220.519
63,0%
517
0,2%
B2B partners
11.204
3,2%
11.432
3,3%
(228)
(2,0%)
Normal trade
84.097
23,9%
83.855
24,0%
242
0,3%
Private labels
17.150
4,9%
16.073
4,6%
1.077
6,7%
Food services
18.011
5,1%
17.833
5,1%
178
1,0%
Totale ricavi da contratti con i clienti
351.498
100,0%
349.712
100,0%
1.786
0,5%
I ricavi relativi al canale Grande Distribuzione Organizzata risultano essere in linea per effetto combinato di una
diminuzione del fatturato nel settore milk e di un incremento dello stesso nel settore dairy
I ricavi relativi al canale B2B sono sostanzialmente in linea rispetto al 31 dicembre 2024.
I ricavi relativi al canale Normal trade e Food Services registrano un andamento lineare rispetto a quanto accaduto nel corso
del 2024
I ricavi relativi al canale Private labels risultano essere in aumento per effetto di un incremento del prezzo medio di
vendita rispetto al 31 dicembre 2024 nel segmento Dairy.
Ai sensi di quanto richiesto dal paragrafo 34 dell’IFRS 8, si segnala che al 31 dicembre 2025 non sono presenti singoli
clienti esterni i cui ricavi abbiano generato una quota pari o superiore al 10% dei ricavi della società. Il portafoglio
clienti si concentra principalmente nel settore Milk e nel Canale distributivo GDO come di seguito evidenziato.
La tabella che segue riporta il dettaglio dei ricavi da contratti con i clienti per area:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
Variazioni
2025
%
2024
%
2025 vs 2024
%
15
Italia
304.725
86,7%
305.470
87,3%
(745)
(0,2%)
Germania
18.305
5,2%
17.686
5,0%
619
3,5%
Altri Paesi
28.468
8,1%
26.556
7,7%
1.912
7,2%
Totale ricavi da contratti con i clienti
351.498
100,0%
349.712
100,0%
1.786
0,5%
I ricavi relativi all’Italia diminuiscono per effetto combinato di un decremento del fatturato nel settore milk
parzialmente compensato da un incremento nel Dairy.
I ricavi relativi alla Germania risultano in aumento per effetto di un incremento del fatturato nel segmento Dairy.
I ricavi relativi agli Altri Paesi risultano in forte aumento per effetto di un incremento dei volumi di vendita legati al
canale Grande Distribuzione Organizzata e al segmento Dairy.
Risultato operativo lordo e risultato operativo
Il ROS (return on sales) è in aumento rispetto al bilancio chiuso al 31 dicembre 2025 per effetto di un netto miglioramento
della marginalità. La tabella che segue presenta la riconciliazione del ROS per i periodi in esame:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al e per l'esercizio chiuso al 31
dicembre
2025
2024
Risultato Operativo (EBIT)
10.354
9.737
Ricavi da contratti con i clienti
351.498
349.712
ROS (*)
2,9%
2,8%
(*) Il ROS (return on sales) è un indicatore alternativo di performance, non identificato come misura contabile nell’ambito degli IFRS e, pertanto, non deve essere considerata
misura alternativa a quelle fornite dagli schemi di bilancio della Società per la valutazione dell’andamento economico della Società.
Il ROI (return on investment) si incrementa principalmente per effetto di quanto già evidenziato nel paragrafo precedente
della presente relazione sulla gestione ed in particolare per effetto di un netto miglioramento del risultato operativo
(EBIT).
La tabella che segue presenta la riconciliazione del ROI per i periodi in esame.
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al e per l'esercizio chiuso al 31
dicembre
2025
2024
Risultato Operativo (EBIT)
10.354
9.737
Capitale investito netto (*)
91.722
106.912
ROI (*)
11,3%
9,1%
(*) Il Capitale investito netto e il ROI (return on investments) sono indicatori alternativi di performance, non identificati come misura contabile nell’ambito degli IFRS e,
pertanto, non devono essere considerate misure alternative a quelle fornite dagli schemi di bilancio della Società per la valutazione dell’andamento economico della Società.
EBITDA
La tabella che segue presenta la riconciliazione dell’EBITDA, dell’EBITDA Margin e del Cash conversion al 31 dicembre
2025 e 2024:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al e per l'esercizio chiuso al 31
dicembre
2025
2024
Risultato Operativo (EBIT)
10.354
9.737
Ammortamenti e svalutazioni
15.517
15.266
Svalutazioni nette di attività finanziarie
569
197
EBITDA (*) (A)
26.440
25.200
Ricavi da contratti con i clienti
351.498
349.712
EBITDA
Margin
(*)
7,5%
7,2%
Investimenti (B)
3.366
3.336
Cash conversion [(A)-(B)]/(A)
87,3%
86,8%
16
(*) Il Risultato Operativo (EBIT), l’EBITDA; l'EBITDA Margin; e il Cash conversion sono indicatori alternativi di performance, noni identificati come misura contabile
nell’ambito degli IFRS e, pertanto, non devono essere considerate misure alternative a quelle fornite dagli schemi di bilancio della Società per la valutazione dell’andamento
economico della Società
Per valutare l’andamento delle attività, il management della Società monitora, tra l’altro, l’EBITDA per business unit,
così come evidenziato nella seguente tabella:
(In migliaia di Euro e in percentuale sui
ricavi da contratti con i clienti)
Al 31 dicembre
Variazioni
2025
%
2024
%
2025 vs 2024
%
Milk Products
19.100
5,4%
19.316
5,5%
(216)
(1,1%)
Dairy Products
6.960
2,0%
5.498
1,6%
1.462
26,6%
Altre attività
380
0,1%
386
0,1%
(6)
(1,6%)
EBITDA
26.440
7,5%
25.200
7,2%
1.240
4,9%
L’EBITDA relativo al segmento Milk Products si decrementa in valori assoluti prevalentemente per effetto di una
diminuzione dei volumi.
L’EBITDA relativo al segmento Dairy Products si incrementa, per effetto di un incremento dei volumi di vendita.
L’EBITDA relativo al segmento Altri Prodotti risulta sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente.
Risultato netto
La tabella che segue riporta la riconciliazione del ROE al 31 dicembre 2025 e 2024.
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al e per l'esercizio chiuso al 31
dicembre
2025
2024
Risultato netto
4.651
4.419
Patrimonio netto
73.671
68.879
ROE (*)
6,3%
6,4%
(*) Il ROE (return on equity) è un indicatore alternativo di performance, non identificato come misura contabile nell’ambito degli IFRS e, pertanto, non deve essere
considerata misura alternativa a quelle fornite dagli schemi di bilancio della Società per la valutazione dell’andamento economico della Società.
Indebitamento finanziario netto
Di seguito si riporta il prospetto di dettaglio della composizione dell’indebitamento finanziario netto della Società al 31
dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024, determinato secondo quanto previsto dalla Comunicazione CONSOB
DEM/6064293 del 28 luglio 2006 e in conformità a quanto previsto dal paragrafo 175 e seguenti delle raccomandazioni
contenute nel documento predisposto dall’ESMA, n. 32-382-1138 del 4 marzo 2021 (orientamenti in materia di obblighi
di informativa ai sensi del Regolamento UE 2017/1129, c. d. “Regolamento sul Prospetto”):
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
Indebitamento finanziario netto
2025
2024
A. Disponibilità liquide
7.737
7.394
B. Mezzi equivalenti a disponibilità liquide
56.476
35.219
C. Altre attività finanziarie correnti
2.526
2.540
D. Liquidità (A)+(B)+(C)
66.738
45.153
E. Debiti finanziari correnti
(33.583)
(34.312)
F. Parte corrente del debito finanziario non corrente
(19.728)
(10.461)
G. Indebitamento finanziario corrente (E)+(F)
(53.311)
(44.773)
H. Indebitamento finanziario corrente netto (G)+(D)
13.427
380
I. Debiti finanziari non correnti
(31.477)
(38.413)
J. Strumenti di debito
-
K. Debiti commerciali e altrei debiti non correnti
-
-
L. Indebitamento finanziario non corrente (I)+(J)+(H)
(31.477)
(38.413)
M. Indebitamento finanziario netto (H)+(L) determinato in conformità alle
comunicazioni CONSOB ed ESMA
(18.050) (38.033)
17
La variazione dell’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2025 rispetto al 31 dicembre 2024 pari
complessivamente a Euro 19.983 migliaia, è principalmente dovuta alla capacità della Società di generare cassa
dall’attività operativa.
Di seguito viene riportata la posizione finanziaria netta escludendo l’effetto IFRS 16:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2024
2024
Indebitamento finanziario al lordo delle passività per leasing
(18.050)
(38.033)
Passività per leasing non corrente
7.420
8.358
Passività per leasing corrente
9.161
10.033
Indebitamento finanziario al netto delle passività per leasing
(1.469)
(19.642)
In alcuni contratti di finanziamento è previsto il rispetto di parametri finanziari, che risultano essere tutti rispettati al
31 dicembre 2025.
INVESTIMENTI
La tabella che segue riporta il dettaglio degli investimenti effettuati dalla Società in immobilizzazioni materiali e
immateriali negli esercizi chiusi al 31 dicembre 2025 e 2024:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2025
%
2024
%
Terreni e fabbricati
117
3,4%
64
1,9%
Impianti e macchinari
2.081
61,8%
2.533
75,9%
Attrezzature industriali e commerciali
184
5,5%
251
7,5%
Attività materiali in corso e acconti
985
29,3%
488
14,7%
Investimenti in attività materiali
3.366
100,0%
3.336
100,0%
Nel corso del periodo in esame, la Società ha effettuato investimenti per complessivi Euro 3.366 migliaia. La
politica degli investimenti attuata dalla Società è volta all’innovazione e alla diversificazione in termini di offerta
dei prodotti. In particolare, per la Società assume rilevanza lo sviluppo di nuovi prodotti, con l’obiettivo di
migliorare continuamente la soddisfazione dei propri clienti.
Gli investimenti in immobilizzazioni materiali sono relativi prevalentemente ad acquisti di impianti e macchinari,
riconducibili principalmente a progetti di aggiornamento e rinnovamento delle linee produttive nel settore Milk
and Dairy.
La tabella che segue riporta il dettaglio per business unit degli investimenti effettuati dalla Società in immobilizzazioni
materiali e immateriali al 31 dicembre 2025 e 2024:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2025
%
2024
%
Milk Products
3.291
97,8%
2.879
86,3%
Dairy Products
75
2,2%
457
13,7%
Investimenti totali
3.366
100,0%
3.336
100,0%
Gli investimenti nella business unit Milk Products si riferiscono principalmente all’efficientamento di impianti produttivi
presso gli stabilimenti di Torino e Firenze.
Gli investimenti nella business unit Dairy Products si riferiscono principalmente alle linee di confezionamento del
mascarpone presso il sito di Lodi.
18
ALTRE INFORMAZIONI
Politica di analisi e gestione dei rischi connessi all’attività della Società
Nella presente sezione vengono fornite informazioni relative all’esposizione ai rischi connessi all’attività della Società,
nonché gli obiettivi, le politiche e i processi di gestione di tali rischi e i metodi utilizzati per valutarli e mitigarli. Le linee
di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi della Società, definite dal Consiglio di
Amministrazione, identificano il sistema di controllo interno come un processo trasversale ed integrato a tutte le attività
aziendali. Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi ha come finalità quella di aiutare la Società a realizzare
i propri obiettivi di performance e redditività, ad ottenere informazioni economico-finanziarie affidabili e ad assicurare
la conformità alle leggi e ai regolamenti in vigore, evitando all’azienda danni di immagine e perdite economiche. In
questo processo, assume particolare importanza l’identificazione degli obiettivi aziendali, la classificazione (in base a
valutazioni combinate circa la probabilità e il potenziale impatto) ed il controllo dei rischi ad essi connessi, mediante
l’implementazione di azioni specifiche finalizzate al loro contenimento. I rischi aziendali possono avere diversa natura:
rischi di carattere strategico, operativi (legati all’efficacia e all’efficienza delle operations aziendali), di reporting (legati
all’affidabilità delle informazioni economico-finanziarie), di compliance (relativi all’osservanza delle leggi e regolamenti in
vigore, evitando all’azienda danni di immagine e/o perdite economiche) e, infine, finanziari. I responsabili delle diverse
direzioni aziendali individuano e valutano i rischi di competenza, di provenienza esogena oppure endogena alla Società,
e provvedono alla individuazione delle azioni di contenimento e di riduzione degli stessi (c.d. “controllo primario di
linea”).
Alle attività di cui sopra, si aggiungono quelle del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti societari e del suo
staff (c.d. “controllo di secondo livello”) e del Responsabile della funzione di Internal Audit (c.d. “controllo di terzo
livello”), che verifica continuativamente l’effettività e l’efficacia del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi,
attraverso l’attività di risk assessment, lo svolgimento dei controlli e la successiva gestione del follow up.
I risultati delle procedure di identificazione dei rischi sono riportati e discussi a livello di Top management della Società,
al fine di creare i presupposti per la loro copertura, assicurazione e valutazione del rischio residuale.
Di seguito si riportano i rischi ritenuti significativi e connessi all’attività della Società (l’ordine con il quale essi sono
riportati non implica nessuna classificazione, né in termini di probabilità del loro verificarsi né in termini di possibile
impatto).
RISCHI STRATEGICI
Rischi relativi alla congiuntura macroeconomica e di settore
L’attività della Società è influenzata dalle condizioni generali dell’economia nei vari mercati in cui opera. Una fase di
crisi economica, con il conseguente rallentamento dei consumi, può avere un effetto negativo sull’andamento delle
vendite della Società. Il contesto macroeconomico attuale determina una significativa incertezza sulle previsioni future,
con il conseguente rischio che minori performances potrebbero influenzare nel breve periodo i margini. La Società
persegue l’obiettivo di incrementare la propria efficienza industriale e migliorare la propria capacità produttiva,
riducendo, allo stesso tempo, i costi di struttura. Il principale rischio legato all’attività industriale propria della Società
è rappresentato dalla fluttuazione del prezzo della materia prima latte. La Società controlla, durante i periodi normali,
il rischio stipulando contratti annuali con i produttori di latte fissando il prezzo di acquisto all’inizio dell’annata casearia
e mantenendolo, normalmente, tale per tutto il periodo fatte salve particolari situazioni nelle quali la contrattazione
avviene su basi diverse.
19
RISCHI OPERATIVI
Rischi connessi all’elevato livello di competitività del settore
Il mercato food&beverage nel quale opera la Società si contraddistingue per un livello di concorrenza, competitività e
dinamismo particolarmente significativo. Tale mercato è caratterizzato in particolare da (i) crescente competitività delle
aziende che realizzano prodotti c.d. private label con prezzi inferiori a quelli praticati dalla Società; (ii) crescente incidenza
delle vendite online (ove la Società inizia ad essere presente), con conseguente decremento dei prezzi dei prodotti, specie
nel canale di vendita GDO, tramite il quale la Società realizza una percentuale significativa dei propri ricavi, pari al
62,9%; (iii) campagne promozionali frequenti nel tempo e con scontistiche significative; (iv) consolidamento degli
operatori esistenti, specie nel canale di vendita GDO. La Società persegue l’obiettivo di incrementare la propria
efficienza industriale e migliorare la propria capacità produttiva, riducendo allo stesso tempo i costi di struttura, ed
essere competitivo sui mercati di riferimento. Inoltre, grazie alla presenza di alcuni prodotti “unici”, la Società riesce a
fronteggiare qualsiasi livello di concorrenza.
RISCHI AMBIENTALI E CLIMATICI
Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali forze dirompenti con il potenziale di determinare
cambiamenti sostanziali nelle operazioni della Società nel breve, medio e lungo termine. Molti dei potenziali impatti del
cambiamento climatico possono essere definiti come rischi: rischi fisici per il nostro ambiente o rischi legati alla
transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio per perseguire gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Il rischio
climatico può colpire aziende, istituzioni finanziarie, famiglie, paesi e il sistema finanziario in generale. Tuttavia,
potrebbero sorgere opportunità per quelle aziende che favoriscono la transizione verso un’economia a basse emissioni
di carbonio quali una migliore attrattività verso gli investitori, un rafforzamento della reputazione dell’azienda tra gli
stakeholder ed una maggiore sostenibilità del business a lungo termine.
Il Gruppo NewPrinces, e conseguentemente la Società, monitorano costantemente i rischi legati ai cambiamenti
climatici ed effettuano regolari valutazioni per misurare la propria resilienza nei confronti dei rischi ritenuti rilevanti.
Tale analisi è stata effettuata anche nel corso del 2025, in concomitanza con l’aggiornamento dell’ERM di Gruppo. Vi
sono poi altri elementi che permettono di accrescere la resilienza della Società. Primo tra questi, la solidità finanziaria
della Società e del Gruppo a cui appartiene che consente di ottenere capitali a un costo sostenibile, facilitando il
finanziamento di investimenti strategici e di misure di mitigazione dei rischi senza compromettere l’equilibrio
economico-finanziario.
Inoltre, la capacità di riconvertire, potenziare o dismettere gli asset esistenti rappresenta un fattore chiave di adattabilità,
permettendo di ottimizzare le risorse, ridurre il rischio di immobilizzazioni obsolete e rispondere tempestivamente alle
evoluzioni del mercato o a eventuali criticità operative.
L’analisi dei rischi sopra menzionata ha incluso la valutazione dell’impatto del cambiamento climatico sulla catena di
approvvigionamento, sugli asset aziendali e sulle performance economico-finanziarie, considerando anche l’aderenza
alle normative ambientali e gli impegni internazionali di transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
Tale valutazione degli impatti derivanti dai cambiamenti climatici sulle nostre operazioni effettuata nel 2024 non ha
evidenziato problematiche tali da compromettere l’ordinario svolgimento delle attività o che non siano affrontabili con
le risorse a disposizione e non risulta emersa alcuna questione economica materiale significativa che abbia avuto effetti
sulla redazione del presente bilancio.
Nello specifico, sono state fatte le seguenti considerazioni:
il rischio di dipendenze critiche e/o possibili interruzioni nella catena di approvvigionamento è stato mitigato
mediante l’attivazione di piani di emergenza e di diversificazione geografica dei fornitori;
20
per quanto riguarda i rischi relativi agli asset, alle infrastrutture e alla continuità operativa, non sono stati
riscontrati, negli ultimi anni, problemi significativi dovuti a eventi climatici estremi. Il monitoraggio costante di
questi aspetti consente l’adozione tempestiva di misure preventive per minimizzare eventuali impatti;
in materia di conformità normativa, la Società ha istituito un sistema di gestione ambientale con figure dedicate
sia al controllo dei consumi e delle emissioni sia al monitoraggio dell’evoluzione della normativa europea per
garantire la piena conformità alle direttive sulla decarbonizzazione.
In ultimo, la Società ha tenuto conto degli impatti derivanti dal cambiamento climatico con riferimento:
alle previsioni dei flussi di cassa utilizzate nelle valutazioni di perdita di valore del valore d'uso delle attività non
correnti compreso l'avviamento e le atre attività a vita utile indefinita: non sono stati identificati fattori di rischio
nel 2025;
ai fattori che determinato il valore contabile delle attività non correnti (quali valori residui, vite utili e metodi
ammortamento, accantonamenti e contratti onerosi): non sono stati identificati fattori di rischio nel 2025.
RISCHI FINANZIARI
Gestione dei rischi finanziari
Nell’ambito dei rischi d’impresa, i principali rischi identificati, monitorati e, per quanto di seguito specificato,
attivamente gestiti dalla Società sono i seguenti:
rischio di mercato, derivante dall’oscillazione dei tassi di cambio tra l’Euro e le altre valute nelle quali opera la
Società e dei tassi di interesse;
rischio di credito, derivante dalla possibilità di default di una controparte;
rischio di liquidità, derivante dalla mancanza di risorse finanziarie per far fronte agli impegni finanziari.
Obiettivo della Società è il mantenimento, nel tempo, di una gestione bilanciata della propria esposizione finanziaria,
atta a garantire una struttura del passivo in equilibrio con la composizione dell’attivo di bilancio, e in grado di assicurare
la necessaria flessibilità operativa attraverso l’utilizzo della liquidità generata dalle attività operative correnti e il ricorso
a finanziamenti bancari.
La capacità di generare liquidità dalla gestione caratteristica, unitamente alla capacità di indebitamento, consente alla
Società di soddisfare in maniera adeguata le proprie necessità operative, di finanziamento del capitale circolante
operativo e di investimento, nonché il rispetto dei propri obblighi finanziari. La politica finanziaria della Società e la
gestione dei relativi rischi finanziari sono guidate e monitorate a livello centrale. In particolare, la funzione di finanza
centrale ha il compito di valutare e approvare i fabbisogni finanziari previsionali, di monitorare l’andamento e di porre
in essere, ove necessario, le opportune azioni correttive.
Rischio di cambio
L’esposizione al rischio di variazioni dei tassi di cambio deriva dalle attività commerciali della Società condotte anche
in valute diverse dall’Euro. Ricavi e costi denominati in valuta possono essere influenzati dalle fluttuazioni del tasso di
cambio, con impatto sui margini commerciali (rischio economico), così come i debiti e i crediti commerciali e finanziari
denominati in valuta possono essere impattati dai tassi di conversione utilizzati, con effetto sul risultato economico
(rischio transattivo). Infine, le fluttuazioni dei tassi di cambio si riflettono anche sui risultati economici e sul patrimonio.
I principali rapporti di cambio a cui la Società è esposta riguardano:
Euro/CHF, in relazione alle transazioni effettuate in franchi svizzeri.
21
La Società non adotta politiche specifiche di copertura delle oscillazioni dei tassi di cambio, in considerazione del fatto
che il management non ritiene che tale rischio possa influire negativamente sui risultati della Società in modo significativo,
in quanto l’ammontare dei flussi in entrata ed uscita di valuta estera risulta essere, oltre che poco rilevante, abbastanza
similare per volumi e tempistiche.
Una ipotetica variazione positiva o negativa pari a 100 bps dei tassi di cambio relativi alle valute in cui opera la Società
non avrebbe un impatto significativo sul risultato netto e sul patrimonio netto degli esercizi in esame.
Rischio di tasso di interesse
La Società utilizza risorse finanziarie esterne sotto forma di debito, e impiega la liquidità disponibile in strumenti di
mercato. Variazioni nei livelli dei tassi d’interesse influenzano il costo e il rendimento delle varie forme di finanziamento
e di impiego, incidendo, pertanto, sul livello degli oneri finanziari netti. L’esposizione al rischio di tasso di interesse è
costantemente monitorata in base all’andamento della curva Euribor, al fine di valutare eventuali interventi per il
contenimento del rischio di un potenziale rialzo dei tassi di interesse di mercato. Alle date di riferimento non vi sono
in essere coperture effettuate mediante negoziazione di strumenti derivati.
Con riferimento al rischio di tasso d’interesse, è stata elaborata un’analisi di sensitività per determinare l’effetto sul
conto economico e sul patrimonio netto che deriverebbe da una ipotetica variazione positiva e negativa di 50 bps dei
tassi di interesse rispetto a quelli effettivamente rilevati in ciascun periodo. L’analisi è stata effettuata avendo riguardo
principalmente alle seguenti voci: (i) cassa e disponibilità liquide equivalenti e (ii) passività finanziarie a breve e a
medio/lungo termine. Con riferimento alle disponibilità liquide ed equivalenti, è stato fatto riferimento alla giacenza
media e al tasso di rendimento medio del periodo, mentre per quanto riguarda le passività finanziarie a breve e
medio/lungo termine, l’impatto è stato calcolato in modo puntuale.
La tabella di seguito evidenzia i risultati dell’analisi svolta:
(In migliaia di Euro)
Impatto sull'utile al netto
dell'effetto fiscale
Impatto sul patrimonio netto al
netto dell'effetto fiscale
- 50 bps
+ 50 bps
- 50 bps
+ 50 bps
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(461)
461
(461)
461
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2024
(155)
155
(155)
155
Rischio di credito
La Società fronteggia l’esposizione al rischio di credito insito nella possibilità di insolvenza e/o nel deterioramento del
merito creditizio della clientela, esercitando un monitoraggio continuo.
Il rischio di credito deriva sostanzialmente dall’attività commerciale della Società, le cui controparti sono
prevalentemente operatori della grande distribuzione organizzata (GDO) e della distribuzione al dettaglio. I crediti del
secondo settore sono estremamente frazionati, mentre il settore della grande distribuzione è caratterizzato da una
esposizione su singolo cliente relativamente più consistente.
La seguente tabella fornisce una ripartizione dei crediti commerciali al 31 dicembre 2025 e 2024 raggruppati per scaduto,
al netto del fondo svalutazione crediti:
(In migliaia di Euro)
A scadere
Scaduti da 1
a 90 giorni
Scaduti da
91 a 180
giorni
Scaduti da
oltre 181
giorni
Totale
Crediti commerciali lordi al 31 Dicembre 2025
3.032
17.669
876
4.829
26.406
Fondo svalutazione crediti
-
-
-
(3.151)
(3.151)
Crediti commerciali netti al 31 Dicembre 2025
3.032
17.669
876
1.678
23.255
Crediti commerciali lordi al 31 Dicembre 2024
18.716
17.647
1.082
3.447
40.892
Fondo svalutazione crediti
-
-
-
(2.624)
(2.624)
Crediti commerciali netti al 31 Dicembre 2024
18.716
17.647
1.082
823
38.268
22
Inoltre, dal 1° gennaio 2021 si segnala che la Società ha in essere polizze assicurative del credito con primarie società
del settore al fine di mitigare il rischio connesso alla solvibilità della clientela.
Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità rappresenta il rischio che, a causa dell’incapacità di reperire nuovi fondi o di liquidare attività sul
mercato, la Società non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento, determinando un impatto negativo sul
risultato economico nel caso in cui fosse costretto a sostenere costi addizionali per fronteggiare i propri impegni o una
situazione di insolvibilità.
Il rischio di liquidità cui la Società potrebbe essere soggetto consiste nel mancato reperimento di adeguati mezzi
finanziari necessari per la sua operatività, nonché per lo sviluppo delle proprie attività industriali e commerciali. I due
principali fattori che determinano la situazione di liquidità della Società sono da una parte le risorse generate o assorbite
dalle attività operative e di investimento, dall’altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito o di liquidità
degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato. In particolare, il principale fattore che influenza la liquidità della
Società è costituito dalle risorse assorbite dall’attività operativa: il settore in cui la Società opera presenta fenomeni di
stagionalità delle vendite, con picchi di fabbisogno di liquidità nel terzo trimestre dell’esercizio causati da un maggiore
volume di crediti commerciali rispetto al resto dell’anno. Il governo della variabilità del fabbisogno è affidato all’attività
di coordinamento tra l’area commerciale e l’area finanza, che si traduce in un’attenta pianificazione dei fabbisogni
finanziari legati alle vendite, attraverso la stesura del budget finanziario ad inizio anno, ed un attento monitoraggio dei
fabbisogni nel corso di tutto l’esercizio.
Anche il fabbisogno di liquidità legato alle dinamiche di magazzino risulta essere oggetto di analisi, essendo soggetto
anch’esso a fenomeni di stagionalità: la pianificazione degli acquisti di materie prime per il magazzino è gestita secondo
prassi consolidate, che prevedono il coinvolgimento della Presidenza nelle decisioni che potrebbero avere conseguenze
sugli equilibri finanziari della Società.
L’attività finanziaria della Società comporta, in base a prassi consolidate ispirate a criteri di prudenza e tutela degli
stakeholders, la negoziazione delle linee di affidamento con il sistema bancario e l’esercizio di un costante monitoraggio
dei flussi finanziari della Società.
La tabella successiva evidenzia, per fasce di scadenza contrattuale, i fabbisogni finanziari della Società al 31 dicembre
2025 e 2024 espressi seguendo le seguenti ipotesi:
(i) i flussi di cassa non sono attualizzati;
(ii) i flussi di cassa sono imputati alla fascia temporale di riferimento in base alla prima data di esigibilità prevista
dai termini contrattuali;
(iii) tutti gli strumenti detenuti alla data di chiusura dell'esercizio per i quali i pagamenti sono stati già
contrattualmente designati sono inclusi. I futuri impegni pianificati ma non ancora iscritti a bilancio non
sono inclusi;
(iv) quando l’importo pagabile non è fisso (es. futuri rimborsi di interessi), la passività finanziaria è valutata alle
condizioni di mercato alla data di reporting; e
(v) i flussi di cassa includono anche gli interessi che l’azienda pagherà fino alla scadenza del debito al momento
della chiusura del bilancio.
(vi)
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2025
entro 1 anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività finanziarie
44.150
9.358
20.102
384
73.994
68.208
Passività per leasing
9.160
2.427
3.901
1.092
16.580
16.580
23
Debiti commerciali
75.829
-
-
-
75.829
75.829
Altre passività correnti
16.309
-
-
-
16.309
16.309
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2024
entro 1 anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività finanziarie
34.741
13.259
15.098
2.238
65.336
64.795
Passività per leasing
10.033
3.293
4.172
894
18.392
18.391
Debiti commerciali
81.309
-
-
-
81.309
81.309
Altre passività correnti
14.761
-
-
-
14.761
14.761
I fabbisogni finanziari sono adeguatamente coperti dalle disponibilità liquide e dalle linee di credito in essere nonché
dalle risorse finanziarie che si genereranno in futuro dalla gestione operativa.
Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali
Ai sensi della Comunicazione Consob n. 6064293 del 28 luglio 2006, si segnala che nel corso dell’esercizio 2025 non
sono avvenute operazioni atipiche e/o inusuali rispetto alla normale gestione dell’impresa, che possano dare luogo a
dubbi in ordine alla correttezza e completezza dell’informazione in bilancio, al conflitto d’interesse, alla salvaguardia
del patrimonio aziendale e alla tutela degli Azionisti di minoranza. Sono precedentemente stati illustrati gli effetti
contabili e finanziari delle operazioni straordinarie avvenute nell’esercizio.
Azioni proprie e di società controllanti
In ottemperanza a quanto disposto dall’art. 2428 del Codice Civile, si informa che la Società detiene azioni proprie pari
a 771.204.
Sedi secondarie
Il Consiglio di Amministrazione della Centrale del Latte d’Italia S.p.A., in occasione della seduta del 16 luglio 2020, ha
deliberato di istituire una propria sede secondaria nel Comune di Firenze.
Corporate governance
Le informazioni sul governo societario sono contenute in apposito fascicolo, parte integrante della documentazione di
bilancio, in allegato alla presente Relazione.
24
RAPPORTI CON PARTI CORRELATE
Le operazioni poste in essere dalla Società con le Parti Correlate (di seguito, leOperazioni con Parti Correlate”),
individuate sulla base dei criteri definiti dallo IAS 24 “Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate”,
sono principalmente di natura commerciale e finanziaria e sono effettuate a normali condizioni di mercato. La Società
ha adottato la propria Procedura per le Operazioni con le Parti Correlate, la cui ultima versione è stata approvata in
data 25 giugno 2021, con efficacia a far data dal 1° luglio 2021, previo parere favorevole del Comitato OPC espresso
durante la riunione del 17 giugno 2021. Tale procedura è stata elaborata tenendo in considerazione le linee guida fornite
dal Regolamento Parti Correlate di CONSOB, così come da ultimo modificato dalla Delibera n. 22144 del 22 dicembre
2021.
Nelle note illustrative del bilancio, si riportano i valori economici al 31 dicembre 2025 e 2024, nonché i valori
patrimoniali alla stessa data relativi alle operazioni con parti correlate. Tali informazioni sono state estratte dal bilancio
e da elaborazioni effettuate dalla Società sulla base delle risultanze della contabilità generale e gestionale.
La Società non ha posto in essere Operazioni con Parti Correlate inusuali per caratteristiche, ovvero significative per
ammontare, diverse da quelle aventi carattere continuativo o già precedentemente illustrate con particolare riferimento
all’operazione di affitto ramo d’azienda descritta nel paragrafo “Fatti di rilievo dell’esercizio”.
La Società intrattiene rapporti con le seguenti parti correlate:
società controllante diretta o indiretta (“Società controllante”);
società controllate dalla controllante diretta o dalle controllanti indirette e diverse dalle proprie controllate e
collegate (“Società sottoposte al controllo delle controllanti”).
Partecipazioni rilevanti nel capitale (ex art. 123-bis comma 1 lettera c) TUF)
I detentori di azioni ordinarie in misura superiore al 5% al 31 dicembre 2024 risultano essere:
PARTECIPAZIONI RILEVANTI
Dichiarante
Azionista diretto
Quota % sul
Quota % sul
Capitale
ordinario
Capitale
votante
Angelo Mastrolia
NewPrinces S.p.A.
67,74%
74,27%
Comune di Firenze
Comune di Firenze
12,31%
13,51%
Eventi successivi alla chiusura del periodo
Non vi sono ulteriori eventi significativi successivi alla data di chiusura della presente relazione annuale.
25
RENDICONTAZIONE INDIVIDUALE DI SOSTENIBILITÀ
Redatta ai sensi del D.Lgs. 125/24
26
ESRS 2 INFORMAZIONI GENERALI
ESRS 2 BP-1 - Criteri generali per la redazione
Predisposizione della Rendicontazione individuale di Sostenibilità
La Rendicontazione individuale di Sostenibilità di seguito anche “Rendicontazione di Sostenibilità”,
“Rendicontazione”, “Documento” o “Dichiarazione”) è stata predisposta ai sensi del D.Lgs. 125/2024, recepimento
italiano della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) - Direttiva UE 2022/2464, e costituisce parte
integrante della Relazione sulla Gestione 2025.
La Dichiarazione è redatta annualmente secondo gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), adottati
dall’Unione Europea tramite il Regolamento Delegato 2023/2772, e attualmente in fase di revisione (applicabile, stante
quanto previsto alla data di pubblicazione del presente documento, a partire dal prossimo esercizio), con l'obiettivo di
fornire una chiara comprensione delle attività aziendali di Centrale del Latte d’Italia S.p.A. (di seguito anche “Centrale
del Latte”, “CLI”, “Società” o “Azienda”) e delle sue questioni di sostenibilità più rilevanti.
L’analisi di doppia rilevanza, il cui processo e relativi risultati sono illustrati nella sezione “Informativa sul processo di
valutazione della rilevanza” prende in considerazione i data point degli ESRS che ricomprendono, ove opportuno,
considerazioni sulla value chain oltre che sulle operation dirette aziendali.
La Rendicontazione di Sostenibilità è sottoposta a Revisione Limitata da parte di PricewaterhouseCoopers S.p.A. in
conformità al Principio di Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità - Standard on Sustainability Assurance
Engagement SSAE (Italia) e la relazione è disponibile nell’apposita sezione in calce alla presente Rendicontazione
individuale di Sostenibilità.
Struttura della Rendicontazione di Sostenibilità
La Rendicontazione è strutturata in quattro sezioni: “Informativa Generale”, “Informazioni Ambientali”,
“Informazioni Sociali”, “Informazioni sulla Governance”, coerentemente con quanto previsto dall’Appendix D: Structure
of the ESRS sustainability statement dello standard ESRS 1.
Caratteristiche delle disclosure fornite
Le informazioni riportate nella Rendicontazione rispettano le caratteristiche qualitative indicate nell’Appendix B dello
standard ESRS 1, quali: pertinenza, rappresentazione fedele, comparabilità, verificabilità, comprensibilità.
Gli intervalli per il breve, medio e lungo termine utilizzati nella Rendicontazione di Sostenibilità coincidono con gli
orizzonti temporali definiti dall'ESRS 1, “General requirements” Sezione 6.4:
Breve termine: 1 anno dalla fine del periodo di riferimento;
Medio termine: fino a 5 anni dalla fine del periodo di riferimento;
Lungo termine: oltre 5 anni dalla fine del periodo di riferimento.
Dove le metriche presentate sono state ottenute da stime o sono soggette a incertezze di misurazione, CLI ha segnalato
le specifiche assunzioni, approssimazioni e fonti di incertezza con note dedicate. Si precisa che i dati quantitativi di
natura ambientale e sociale non sono stati sottoposti a revisione di terze parti differenti dalla società di revisione
nell’ambito dell’incarico di assurance del presente documento.
Ai fini della rendicontazione delle informazioni prospettiche in conformità agli ESRS, agli amministratori è richiesta
l’elaborazione di tali informazioni sulla base di ipotesi, descritte nella rendicontazione individuale di sostenibilità, in
merito a eventi che potranno accadere in futuro e a possibili future azioni da parte della Società. A causa dell’aleatorietà
connessa alla realizzazione di qualsiasi evento futuro, sia per quanto concerne il concretizzarsi dell’accadimento sia per
27
quanto riguarda la misura e la tempistica della sua manifestazione, gli scostamenti fra i valori consuntivi e le
informazioni prospettiche potrebbero essere significativi.
La raccolta delle informazioni quantitative e qualitative è avvenuta tramite la condivisione di reporting package, al fine
di adempiere ai requisiti dei principi di reporting.
Gli Impatti, Rischi e Opportunità (IRO) oggetto di disclosure sono stati individuati attraverso l'analisi della doppia
rilevanza. Ulteriori informazioni sulla metodologia adottata per condurre l'analisi sono disponibili nella sezione
“Informativa sul processo di valutazione della rilevanza”.
Nel valutare impatti, rischi e opportunità, la Società ha considerato l’intera catena del valore (si veda il paragrafo ESRS
2 SBM-1 - Strategia, modello aziendale e catena del valore).
Ad oggi, la Rendicontazione di Sostenibilità copre solo una parte delle informazioni relative alla catena del valore a
monte e a valle di Centrale del Latte d’Italia. Ricorrendo alla disposizione transitoria prevista dall'ESRS 1, Sezione 10.2
“Disposizione transitoria relativa al capitolo 5 Catena del valore” prevista per i primi 3 anni di rendicontazione, CLI ha
divulgato informazioni sulla catena del valore a monte e a valle facendo riferimento solo a dati interni o pubblicamente
disponibili su impatti, rischi e opportunità.
Inoltre, le informazioni relative alla catena del valore sono presentate esclusivamente in forma qualitativa. Ciò è dovuto
anche al fatto che molti fornitori dell’Azienda sono realtà di medie e piccole dimensioni, non pienamente strutturate
per il livello di rendicontazione richiesto dalla normativa.
Per quanto riguarda le PAT (Policies, Actions, Targets), alcune di esse si estendono alla catena di fornitura, in particolare
quelle legate a obiettivi di approvvigionamento sostenibile per materie prime critiche, come olio di palma o derivati e
cacao. Maggiori dettagli su queste iniziative sono riportati all’interno dei capitoli dedicati alle questioni di sostenibilità
rilevanti.
Infine, la Società non si è avvalsa dell’opzione di omettere specifiche informazioni corrispondenti a proprietà
intellettuale, know-how o a risultati dell’innovazione.
Approvazione della Rendicontazione di Sostenibilità
La Rendicontazione assieme all’analisi di doppia rilevanza è sottoposta ad approvazione del Consiglio di
Amministrazione di Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
Il Comitato Controllo e Rischi propedeuticamente esamina l’impostazione generale della Rendicontazione di
Sostenibilità, nonché la completezza e la trasparenza dell’informativa, rilasciando un parere preventivo per
l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione.
Gli impegni di sostenibilità prevedono soprattutto un processo di integrazione mirato a uniformare, per quanto
possibile, le politiche in vigore, garantendo coerenza e sinergie all’interno del Gruppo NewPrinces, di cui Centrale del
Latte è parte.
ESRS 2 BP-2 - Informativa in relazione a circostanze specifiche
Come già specificato all’interno del paragrafo “ESRS 2 BP-1 - Criteri generali per la redazione”, il concetto di breve,
medio e lungo termine utilizzato da CLI nella Rendicontazione di Sostenibilità coincide con gli orizzonti temporali
definiti dall'ESRS 1, Sezione 6.4.
Le informazioni sulla catena del valore sono presentate in forma qualitativa, con l’obiettivo di implementare
progressivamente un processo che consenta la rendicontazione di metriche quantitative su base annuale. Questo
28
approccio è dovuto al fatto che gran parte degli attori coinvolti, soprattutto a monte della catena, sono piccole e medie
imprese, molte delle quali non dispongono ancora di una struttura adeguata ai fini della raccolta di questi dati.
Per quanto riguarda le metriche relative alle attività dell’azienda, laddove siano state ottenute tramite stime o soggette
a incertezze di misurazione, Centrale del Latte d’Italia ha indicato nelle note all’interno dei paragrafi rilevanti le
specifiche assunzioni, approssimazioni e fonti di incertezza. Qualora nella presente Rendicontazione siano state incluse
informazioni mediante riferimento, tali inclusioni rispettano le disposizioni definite all’interno di ESRS 1, sezione 9.1
“Inclusione mediante riferimento”.
Non si segnala alcuna modifica nella redazione e nella presentazione delle informazioni sulla sostenibilità. La Società
ha, infatti, adottato le metriche previste dagli ESRS, senza introdurre indicatori aggiuntivi specifici.
CLI si avvale inoltre della disposizione transitoria prevista dall'ESRS 1, Sezione 10.4, per le seguenti metriche incluse
nell'Appendice C, "Elenco degli obblighi di informativa introdotti gradualmente", contenuta nel medesimo ESRS 1, e
del cosiddetto “quick fix”, adottato con il Regolamento Delegato (UE) 2024/2234 della Commissione del 28 maggio
2024. È stato inoltre considerato il paragrafo 17 dell’ESRS 2 BP-2 “Uso di disposizioni transitorie in conformità
dell’appendice C dell’ESRS 1” secondo il quale per i temi valutati come rilevanti tra quelli contemplati in ESRS E4, S1,
S2, S3, S4, vengono rendicontati, laddove applicabili, i punti da a) ad e).
Nella seguente tabella sono rendicontati gli obblighi di informativa (DR) e i data point oggetto di disposizione transitoria
e gli obblighi di informativa (DR) e i data point non considerati materiali:
DR
DP
Motivo
E1-6 Emissioni lorde di GES di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali
di GES
44c / 45c / 51 Phase-in
E1-9 Effetti finanziari attesi di rischi fisici e di transizione
rilevanti e potenziali opportunità legate al clima
64 (a) - 70 Phase-in
E2-6 Effetti finanziari attesi di rischi e opportunità rilevanti legati
all'inquinamento
36 - 41 Phase-in
E3-5
Effetti finanziari attesi derivanti da rischi e opportunità
rilevanti connessi alle acque e alle risorse marine
30 33 (c) Phase-in
E4 Biodiversità ed ecosistemi Tutti gli obblighi
dell’informativa
Phase-in
E5-6
Effetti finanziari attesi derivanti da rischi e opportunità
rilevanti connessi all'uso delle risorse e all'economia
circolare
41 43 (c) Phase-in
E2-4 Inquinamento di aria, acqua e suolo
(Microplastiche)
28 (b)
Le tematiche sono risultati
non rilevanti per la Società a
seguito dell’analisi di doppia
rilevanza
E2-5 Inquinamento di aria, acqua e suolo
(Sostanze preoccupanti e sostanze estremamente
preoccupanti)
32 -35
29
S1 Forza lavoro propria Tutti gli obblighi
dell’informativa ad
eccezione di S1-6, S1-8,
S1-9, S1-14, S1-17
Phase-in
S1-4 Metriche di salute e sicurezza 88 e)
86-90 per i lavoratori
non dipendenti
Phase-in
S2 Lavoratori nella catena del valore Tutti gli obblighi
dell’informativa
Phase-in
S3 Comunità interessate Tutti gli obblighi
dell’informativa
Phase-in
S4 Consumatori e utilizzatori finali Tutti gli obblighi
dell’informativa
Phase-in
ESRS 2 GOV-1 - Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo
La Società adotta un modello di governance monistico, in linea con il Codice di Corporate Governance elaborato dal
Comitato per la Corporate Governance delle Società Quotate, con un Consiglio di Amministrazione impegnato nella
tutela e nella valorizzazione degli interessi degli stakeholder.
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Il Consiglio di Amministrazione è l'organo principale di governo della Società, con la responsabilità di supervisionare
le attività della direzione e prendere decisioni strategiche di alto livello. Esso opera nel rispetto della normativa vigente,
dello statuto societario e delle raccomandazioni del Codice di Corporate Governance di Borsa Italiana, garantendo
un'efficace gestione aziendale.
Il Consiglio di Amministrazione agisce perseguendo l'obiettivo della creazione di valore per gli azionisti, riferendo sulla
gestione in occasione dell'Assemblea degli Azionisti.
Comitato per il Controllo sulla Gestione (CCG)
CLI ha adottato un sistema di governance monistico, caratterizzato dalla presenza di un Consiglio di Amministrazione,
al quale sono attribuite le funzioni di supervisione strategica e di gestione, e di un Comitato per il Controllo sulla
Gestione, istituito al suo interno e incaricato di svolgere funzioni di controllo. Il sistema monistico favorisce un elevato
livello di trasparenza e una maggiore efficacia dei presidi, grazie a flussi informativi completi e continuativi e al
superamento delle inefficienze derivanti dalla separazione tra organo di gestione e organo di controllo.
Ruoli Chiave nel Consiglio di Amministrazione
Presidente del Consiglio: guida le riunioni del Consiglio, facilita le discussioni e garantisce il funzionamento
efficace dell'organo. Inoltre, funge da principale interlocutore tra il Consiglio e la direzione aziendale.
Amministratori Non Esecutivi: non sono coinvolti nella gestione operativa, ma portano un punto di vista
indipendente e monitorano le performance della direzione.
30
Amministratori Indipendenti: rappresentano una sottocategoria degli amministratori non esecutivi, senza
legami materiali con la Società o i suoi azionisti di riferimento, assicurando indipendenza e oggettività nelle
decisioni strategiche.
Comitati Interni al Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione ha istituito al suo interno i comitati previsti dal Codice di Corporate Governance,
delegando loro specifiche funzioni di supporto decisionale e controllo:
Comitato Controllo e Rischi (CCR): assiste il Consiglio nelle valutazioni e decisioni riguardanti il Sistema di
Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, l'approvazione dei bilanci e delle relazioni finanziarie periodiche,
così come raccomandato all’interno del Codice di Corporate Governance
1
, nonché nei rapporti con la società
di revisione.
Comitato per le Remunerazioni e Nomine (CNR): svolge un ruolo consultivo e propositivo nella
determinazione della composizione del Consiglio e della politica di remunerazione degli amministratori e
dirigenti con responsabilità strategiche. Il Comitato garantisce l'applicazione dei principi di buona governance
e vigila sulla trasparenza del sistema retributivo,
Comitato per le Operazioni con Parti Correlate (Comitato OPC): garantisce la correttezza delle operazioni
con parti correlate, esprimendo pareri sull'interesse della Società, sulla convenienza e sulla correttezza delle
condizioni contrattuali.
Il Consiglio di Amministrazione della Società è composto come segue:
Nome Carica
Esecutivo/Non
Esecutivo
Indipendente
Fascia
d'età
Genere Comitati
Angelo
Mastrolia
Presidente del
CdA e
Consigliere
Esecutivo No >50 M
Giuseppe
Mastrolia
Amministratore
Delegato e
Consigliere
Esecutivo No 30-50 M
Stefano
Cometto
Amministratore
Delegato e
Consigliere
Esecutivo No >50 M
Benedetta
Mastrolia
Consigliere Non Esecutivo No 30-50 F
Valeria
Bruni
Giordani
Consigliere Non Esecutivo >50 F
CCR
CNR
CCG
Presidente COPC
Anna
Claudia
Pellicelli
Consigliere Non Esecutivo >50 F
CCR
Presidente CNR
CCG
1
Raccomandazione 32 (c), Codice di Corporate Governance, gennaio 2020.
31
COPC
Giovanni
Maria
Rayneri
Consigliere Non Esecutivo >50 M
Presidente CCR
CNR
Presidente CCG
COPC
L'analisi della composizione del Consiglio di Amministrazione evidenzia la diversificazione dei membri del Consiglio
di Amministrazione, in linea con le migliori pratiche di governance aziendale:
Ripartizione per genere:
ο Maschi: 4 (57,1%)
ο Femmine: 3 (42,9%)
Ripartizione per amministratori indipendenti:
ο Indipendenti: 3 (42,9%)
ο Non indipendenti: 4 (57,1%)
Ripartizione per amministratori esecutivi e non esecutivi:
ο Esecutivi: 3 (42,9%)
ο Non esecutivi: 4 (57,1%)
In linea con la normativa vigente, non è prevista la rappresentanza dei dipendenti e degli altri lavoratori all’interno del
Consiglio di Amministrazione.
Le responsabilità degli organi di governo in relazione alle tematiche di sostenibilità e al perseguimento della mission
aziendale sono declinate nella Politica di Sostenibilità e nei regolamenti dei comitati endoconsiliari.
I componenti del Consiglio di Amministrazione hanno una equilibrata combinazione di profili manageriali e
professionali, con competenze complementari tra loro tali da garantire il corretto e diligente svolgimento delle funzioni
ad essi spettanti, comprese quelle in ambito ESG.
I Consiglieri hanno una significativa esperienza nei settori industriale, finanziario, contabile, legale, HR, in materia di
Governance e di Sostenibilità. Tali competenze sono state sviluppate anche in contesti internazionali.
Angelo
Mastrolia
Giuseppe
Mastrolia
Stefano
Cometto
Benedetta
Mastrolia
Anna Claudia
Pellicelli
Valeria Bruni
Giordani
Giovanni
Maria Rayneri
Esperienza nel
settore
industriale
X X X X X X X
Finance,
Accounting and
Risk
Management
X X X X X X
Corporate
Governance
X X X X X X X
Legal &
Compliance
X X X X X
Human Capital
X
X
X
X
X
X
32
Sostenibili
X
X
X
X
X
X
X
Esperienza
internazionale
X X X X X
Durante il 2025, non sono state organizzate sessioni specifiche di induction per i membri del Consiglio di
Amministrazione. Tuttavia, i regolari incontri dei comitati endoconsiliari hanno offerto occasioni preziose di
approfondimento e confronto su tematiche e competenze considerate centrali per la Società, incluse quelle legate agli
aspetti ESG, strettamente correlati agli impatti, ai rischi e alle opportunità di rilievo.
GOVERNANCE DELLA SOSTENIBILITÀ
Nel contesto di una crescente attenzione agli aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG), la Società ha sviluppato
un modello di governance che integra la sostenibilità nelle strategie aziendali e nei processi decisionali. L’obiettivo è
garantire una gestione responsabile degli impatti, rischi e opportunità (IRO), attraverso l’approccio metodologico
dell’analisi di doppia rilevanza, promuovendo trasparenza, accountability e coinvolgimento degli stakeholder.
Il Comitato per il Controllo sulla Gestione, nell’ambito delle ampie funzioni conferitegli dall'ordinamento giuridico, si
occupa di garantire il rispetto delle normative, inclusi gli obblighi relativi alla Rendicontazione di Sostenibilità. Questo
comprende la verifica del rispetto degli standard di rendicontazione, il monitoraggio del processo di rendicontazione e
la redazione della Relazione del Comitato per il Controllo sulla Gestione.
Sia il Consiglio di Amministrazione che il Comitato per il Controllo sulla Gestione, in modo autonomo e indipendente,
conducono regolarmente un’autovalutazione del proprio funzionamento e della composizione. Tale processo considera
anche le competenze e le esperienze specifiche presenti all’interno di ciascun organo, incluse quelle fondamentali per
la sostenibilità.
Per assicurare, inoltre, un approccio strutturato e allineato alle migliori pratiche internazionali, la Capogruppo
NewPrinces S.p.A. ha istituito specifici organi con ruoli chiave nella supervisione e gestione delle tematiche ESG, tra
cui il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità e il Comitato Manageriale denominato “ESG Steering
Committee”. Questi organismi operano in sinergia con il Consiglio di Amministrazione della Società Centrale del
Latte d’Italia S.p.A. per monitorare i rischi aziendali, garantire la conformità normativa e favorire il successo sostenibile
dell’azienda.
Più nel dettaglio, il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità della Capogruppo supporta il Consiglio di
Amministrazione della Società nella supervisione del sistema di controllo interno e gestione dei rischi, con particolare
attenzione ai rischi ESG e alla conformità normativa. Le sue principali responsabilità includono:
Valutazione dei rischi aziendali, inclusi quelli ESG, e supporto alle decisioni strategiche del Consiglio di
Amministrazione in merito alla loro gestione;
Esame della rendicontazione periodica, finanziaria e di sostenibilità, per garantire una corretta rappresentazione
del modello di business, delle strategie aziendali, degli impatti e delle performance;
Monitoraggio del sistema di rendicontazione di sostenibilità, con particolare riferimento e ai rischi connessi;
Revisione e valutazione delle relazioni di audit interno, nonché eventuale affidamento di verifiche su specifiche
aree operative;
Relazione periodica al Consiglio di Amministrazione sull’adeguatezza del sistema di controllo interno e sulla
gestione dei rischi.
33
Lo ESG Steering Committee, composto da sette membri delle principali società del Gruppo (tra cui il Dirigente
Preposto, l’Internal Audit e un consigliere di Centrale del Latte d’Italia S.p.A.) ha invece il compito di discutere, guidare
e monitorare le tematiche ambientali, sociali e di governance (ESG), garantendo l’integrazione dei relativi principi nelle
operazioni aziendali e nei processi decisionali. Le sue principali responsabilità includono:
Valutazione e monitoraggio degli impatti e rischi ESG, con l’elaborazione di politiche aziendali dedicate;
Supervisione del sistema di rendicontazione di sostenibilità in conformità alla CSRD, inclusa la raccolta e
validazione dei dati necessari;
Coinvolgimento degli stakeholder e gestione delle relative relazioni;
Definizione e monitoraggio degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas effetto serra dell’Azienda;
Analisi dell’impatto ESG sulle strategie di approvvigionamento.
Lo ESG Steering Committee riferisce periodicamente al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità della Capogruppo,
e al Comitato Controllo e Rischi della Società assicurando trasparenza e accountability nei confronti degli stakeholder.
Il Dirigente Preposto ai sensi della L. 262/05 è stato identificato come soggetto responsabile dell'adeguatezza e della
conformità del sistema di controllo interno a presidio del sistema di reporting finanziario. A questo è assegnato anche
il compito di responsabilità, introdotto dal D. Lgs. 125/24, per il sistema di controllo interno a presidio della
Rendicontazione di Sostenibilità al fine di garantire accuratezza, completezza e tempestività della disclosure,
assicurando la trasparenza e la fiducia nei confronti degli stakeholder.
ESRS 2 GOV-2 - Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo
dell'impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate
Il Consiglio di Amministrazione governa il perseguimento del successo sostenibile. Il Consiglio di Amministrazione e
il Comitato Controllo sulla Gestione, almeno semestralmente, sono informati dal Comitato Controllo, Rischi e
Sostenibilità della Capogruppo in merito agli impatti, ai rischi e alle opportunità rilevanti, all'attuazione del dovere di
diligenza nonché ai risultati e all'efficacia delle politiche, delle azioni, delle metriche e degli obiettivi adottati per
affrontarli. Tale monitoraggio include l'evoluzione del quadro normativo europeo in ambito ESG e l’analisi delle
incertezze derivanti dal contesto geopolitico, con particolare attenzione alle potenziali criticità operative e alle
dinamiche di approvvigionamento lungo l’intera catena del valore. Il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità è, a
sua volta, a contatto con lo ESG Steering Committee che ha il compito operativo di supervisionare e di calare nella
pratica le politiche ESG di Centrale del Latte d'Italia S.p.A.
Il Comitato Controllo e Rischi riceve relazioni periodiche in materia di impatti e rischi generati o subiti dall’azienda.
Gli interlocutori sono i soggetti preposti al controllo secondo quanto definito dal sistema di controllo interno e
gestione dei rischi, ovvero Risk Management, Internal Audit e appositi comitati manageriali, tra cui lo ESG Steering
Committee.
Vi sono periodici confronti tra i membri dello ESG Steering Committee ed il Comitato Controllo e Rischi.
Durante questi incontri vengono discussi ed illustrati i principali impatti, rischi ed opportunità e vengono valutate
variazioni significative all’esercizio di Doppia Rilevanza.
Nell’attuare la strategia aziendale, nonché nell’attuazione dei piani e delle scelte strategiche, il Consiglio di
Amministrazione, di concerto con il management, tiene conto degli impatti, dei rischi e delle opportunità in
merito a operazioni importanti. Le analisi includono le scelte attuate tenendo presente gli impatti, i rischi e le
opportunità.
Durante il periodo di riferimento gli Organi di Amministrazione, Direzione e Controllo ed i relativi Comitati
hanno affrontato gli impatti, i rischi e le opportunità risultati rilevanti. Tali impatti, rischi ed opportunità sono
riportati nel dettaglio all’interno di ogni sezione dedicata alle diverse questioni di sostenibilità.
34
ESRS 2 GOV-3 - Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di
incentivazione
La Società ha incluso obiettivi di sostenibilità nella componente variabile delle politiche retributive del Presidente, degli
Amministratori Delegati, degli Amministratori non esecutivi (esclusi gli indipendenti) e dei Dirigenti con responsabilità
strategiche.
Per queste figure è prevista una componente variabile subordinata al raggiungimento di obiettivi triennali approvati dal
Consiglio di Amministrazione. All'interno di questa quota variabile, gli obiettivi di sostenibilità incidono per il 30% e
sono i seguenti:
a) mantenimento certificazione ISO 14001;
b) riduzione del rapporto tra emissioni di CO2 e fatturato;
c) mantenimento del rapporto di genere donna su uomo in linea con il benchmark di settore.
La Politica di Remunerazione viene definita annualmente dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Comitato
Nomine e Remunerazione e successivamente sottoposta all’approvazione dell’Assemblea ordinaria degli Azionisti.
Il Comitato Nomine e Remunerazione e il Consiglio di Amministrazione sono responsabili dell’attuazione della Politica
di Remunerazione, garantendone la corretta applicazione.
ESRS 2 GOV-4 - Dichiarazione sul dovere di diligenza
Due Diligence
nella Catena del Valore e Dialogo con gli Stakeholder
Nel corso del presente esercizio finanziario, il Gruppo NewPrinces ha avviato un processo di aggiornamento della
Politica sui Diritti Umani e sulla Condotta Responsabile dei Fornitori, al fine di riflettere le operazioni di acquisizione
perfezionate nel medesimo periodo e di estendere in modo coerente il relativo perimetro di applicazione alle società
recentemente integrate. La versione aggiornata della Politica sarà approvata secondo i processi di governance del
Gruppo, con entrata in vigore prevista nel corso del 2026; il relativo aggiornamento sarà inoltre esteso anche al
perimetro di Centrale del Latte. La Società assicura, inoltre, un canale di segnalazione anonima o riservata (whistleblowing),
attraverso il quale i fornitori possono segnalare eventuali violazioni del Codice Etico e di Condotta, della Politica sui
Diritti Umani e sulla Condotta Responsabile dei Fornitori nonché delle normative vigenti, rafforzando così il sistema
di controllo e trasparenza lungo la filiera.
In un'ottica di miglioramento continuo, la Società è impegnata nell'armonizzazione delle politiche e dei processi di due
diligence, al fine di adottare un approccio integrato e uniforme.
Dialogo con gli Stakeholder e Gestione degli Impatti
Per rispondere alle aspettative dei propri portatori di interesse e garantire una gestione efficace della due diligence nella
catena di fornitura, la Società mantiene un dialogo costante con gli stakeholder individuati. A ciascuna tipologia di
stakeholder corrisponde una specifica linea di relazione, volta a garantire un'interlocuzione mirata e costruttiva.
Questo dialogo consente alla Società, da un lato, di migliorare la consapevolezza sugli impatti sia positivi che negativi
nonché sui rischi e sulle opportunità lungo la propria Catena del Valore, con particolare attenzione ai tier più lontani.
Dall’altro, rappresenta uno strumento fondamentale per attuare azioni di miglioramento laddove emergano criticità.
Per un'analisi più approfondita sul coinvolgimento degli stakeholder, si veda la sezione dedicata allo Stakeholder
Engagement nel paragrafo ESRS 2 SBM-2 - Interessi e opinioni dei portatori di interesse.
35
Una panoramica dettagliata sugli impatti, i rischi e le opportunità individuati attraverso il processo di due diligence e il
dialogo con gli stakeholder è disponibile nel paragrafo ESRS 2 SBM-2 - Interessi e opinioni dei portatori di interesse.
ELEMENTI FONDAMENTALI DEL DOVERE DI
DILIGENZA
PARAGRAFI NELLE DICHIARAZIONI SULLA
SOSTENIBILITÀ
a) Integrare il dovere di diligenza nella governance, nella
strategia e nel modello aziendale
GOV-4 Dichiarazione sul dovere di diligenza
b) Coinvolgere i portatori di interessi in tutte le fasi
fondamentali del dovere di diligenza
GOV-4 Dichiarazione sul dovere di diligenza
c) Individuare e valutare gli impatti negativi
IRO-1 Descrizione del processo per individuare e valutare gli
impatti, i rischi e le opportunità rilevanti
SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro+
interazione con la strategia e il modello aziendale
d) Intervenire per far fronte agli impatti negativi
E1-2; E1-3; E2-1; E2-2; E3-1; E3-2; E4; E5-1; E5-2; S1-1; S1-3;
S1-4; S2-1; S2-3; S2-4; S3-1; S3-3; S3-4; S4-1; S4-2; S4-4; G1-1
e) Monitorare l'efficacia degli interventi e comunicare
E1-4; E2-3; E3-3; E4; E5-3; S1-5; S2-5; S3-5; S4-5
ESRS 2 GOV-5 - Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità
I rischi legati alla predisposizione della Rendicontazione di Sostenibilità fanno parte integrante dei processi di controllo
interno e di gestione del rischio dell’Impresa.
Pertanto, la Società, su base annuale, identifica e aggiorna i rischi riferiti al processo di predisposizione della
Rendicontazione di Sostenibilità, misurandoli in termini di impatto e probabilità. Già negli scorsi anni CLI ha iniziato
ad impostare un modello di controllo interno, avendo come riferimento quanto già in essere per i dati finanziari, il cui
processo di reporting è generalmente più maturo rispetto a quello dei dati di sostenibilità. In particolare, sono stati
elaborati documenti che descrivono i ruoli e le responsabilità in materia di raccolta dei dati e formalizzano i controlli
inerenti necessari a garantire la robustezza del processo. La funzione Internal Audit presidia i rischi legati al reporting
e i processi sottostanti e, insieme al relativo action plan per colmare gli eventuali gap, condivide con il Dirigente
Preposto e con il Comitato endoconsiliare Controllo e Rischi le risultanze delle attività svolte.
Centrale del Latte d’Italia ha adottato un Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (SCIGR) che consiste
nell’insieme di regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire, attraverso un adeguato processo di
identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, una conduzione dell’impresa corretta e
coerente con gli obiettivi prefissati.
Il Consiglio di Amministrazione, nell’ambito della definizione dei piani strategici, industriali e finanziari, ha individuato
la natura e il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici della Società, includendo nelle proprie valutazioni
tutti i rischi che possono assumere rilievo nell’ottica della sostenibilità nel breve, medio e lungo periodo dell’attività
della Società.
A supporto del SCIGR vi è il Comitato Controllo Rischi che assiste il Consiglio di Amministrazione nell’identificazione
di un processo trasversale ed integrato a tutte le attività aziendali implementando un Modello di Gestione Integrata dei
Rischi (Enterprise Risk Management - ERM) al fine di misurare, monitorare e gestire gli stessi secondo modalità di
approccio internazionalmente riconosciute. Il Modello è uno strumento dell’organo di amministrazione redatto con la
collaborazione di tutte le funzioni aziendali, al fine di avere:
36
una mappatura completa e aggiornata dei rischi a cui il Gruppo e la Società sono esposti;
una valutazione e una classificazione degli stessi mediante metriche comuni finalizzate all’individuazione e alla
prioritizzazione di misure per assicurarne una corretta gestione.
All’interno dell’Azienda, inoltre, sono definiti i ruoli e le responsabilità necessari per assicurare la corretta identificazione
e gestione dei principali rischi che potrebbero compromettere il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Il Risk
Assessment svolto valuta i rischi Strategici, Operativi, di Reporting e di Compliance, includendo, come già
precedentemente menzionato, anche i rischi di natura ESG. Questo processo supporta CLI e tutto il Gruppo nel
raggiungimento dei propri obiettivi di performance e redditività, garantendo informazioni economico-finanziarie
affidabili ed assicurando la conformità alle leggi e ai regolamenti in vigore. Tale processo, inoltre, contribuisce a mitigare
potenziali danni reputazionali e perdite economiche, rafforzando la resilienza aziendale. A fronte di ciò, la Funzione di
Internal Audit verifica l’idoneità del SCIGR attraverso un piano di audit, approvato dal Consiglio di Amministrazione,
predisponendo relazioni periodiche contenenti le adeguate informazioni circa lo svolgimento della sua attività, nonché
tempestive relazioni su eventi di particolare importanza. Il Consiglio di Amministrazione valuta annualmente l’efficacia
del SCIGR e l’adeguatezza dello stesso rispetto alle caratteristiche dell’impresa sulla base delle informazioni e delle
evidenze ricevute con il supporto dell’attività istruttoria svolta dal Comitato Controllo e Rischi, dal Responsabile della
funzione di Internal Audit e dall’Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001.
ESRS 2 SBM-1 - Strategia, modello aziendale e catena del valore
Oggi, Centrale del Latte d’Italia è un importante player nel settore lattiero caseario italiano. L’offerta di prodotti si
articola nelle seguenti business unit:
Milk Products
Dairy Products
Altri Prodotti
CLI opera prevalentemente sul mercato italiano e ha una marginale quota di affari sui mercati esteri. Le recenti
acquisizioni effettuate da parte della controllante NewPrinces S.p.A. risultano strategiche anche per l’azienda dal
momento che beneficia costantemente delle sinergie generate dalle nuove integrazioni di business complementari. Per
un dettaglio sulla catena del valore della Società, si rimanda alla sezione “ESRS 2 BP-1 - Criteri generali per la
redazione”.
Un dettaglio sui ricavi per paese e per business unit è disponibile all’interno dell’apposita sezione della Relazione sulla
Gestione al paragrafo “Informativa di Settore”. La totalità dei dipendenti si trova in Italia, dove l’azienda ha i propri
stabilimenti, suddivisi geograficamente da nord a sud per offrire un servizio più capillare.
La Catena del Valore di Centrale del Latte d’Italia
Le principali risorse impiegate dall’Azienda per le proprie attività comprendono terreni agricoli, acqua, capitale umano,
bestiame risorse energetiche e fossili come petrolio e carburanti, oltre a materie prime industriali quali metalli, minerali
e legname. La catena del valore di CLI ha origine nel settore agricolo, soprattutto attraverso l’allevamento di bovini per
la produzione di latte e, marginalmente, attraverso la coltivazione di prodotti agroalimentari per la produzione di
bevande vegetali. Queste materie prime rappresentano la base per la produzione e vengono trasformate con
l’integrazione di ingredienti di natura chimico-alimentare, come zucchero, destrosio, bevande vegetali e aromi.
Parallelamente, l’Azienda si approvvigiona di materiali per il packaging primario e secondario, essenziali per il
confezionamento e la conservazione ottimale dei prodotti, tra cui plastica, carta, cartone, vetro, metalli e materiali
poliaccoppiati. Il funzionamento degli impianti produttivi richiede inoltre l’utilizzo di fonti energetiche come gas
metano, energia elettrica e gasolio, fondamentali per garantire efficienza e continuità operativa.
37
Infine, la filiera produttiva si avvale di ulteriori forniture, tra cui componentistica per la manutenzione degli impianti e
dei macchinari, servizi di supporto tecnico e gestionale, oltre a partner logistici che assicurano il trasporto delle materie
prime e degli ingredienti verso gli stabilimenti produttivi. Il valore aggiunto derivante dalle attività operative aziendali
proprie consiste nella trasformazione delle materie prime ed ingredienti utili a generare prodotti alimentari per i clienti
e i consumatori finali.
Una volta completata la produzione, i prodotti vengono distribuiti ai diversi punti vendita. Il prodotto finale viene
quindi consumato, generando rifiuti da imballaggio, mentre l’intero processo produttivo comporta la produzione di
rifiuti industriali, emissioni e il trattamento delle acque reflue, aspetti che richiedono una gestione attenta per
minimizzare l’impatto ambientale.
La value chain di Centrale del Latte d’Italia riflette un impegno continuo verso la qualità, l'innovazione e la sostenibilità,
garantendo un'offerta diversificata di prodotti che risponde alle esigenze dei consumatori moderni.
I clienti di CLI sono primariamente B2B, sia GDO con marchi dell’Azienda, che Private Label e l’attenzione è verso il
consumatore finale. I prodotti di Centrale del Latte d’Italia sono, dunque, utilizzati e scelti dai consumatori in Italia e
all’estero e valorizzati dagli stakeholder per la scelta della Società di focalizzarsi sull’utilizzo di materie prime organiche
e per l’impegno nel ridurre gli scarti e i rifiuti.
Le principali iniziative per la sostenibilità includono:
Filiera produttiva responsabile: monitoraggio della provenienza e certificazioni delle materie prime (es. latte
da allevamenti certificati per il benessere animale);
Riduzione dell'impatto ambientale delle proprie operazioni: ottimizzazione dei processi per ridurre gli
sprechi e favorire il riciclo degli scarti produttivi;
Innovazione nei prodotti: sviluppo di alimenti biologici, "free-from" e a ridotto impatto ambientale;
Packaging sostenibile: utilizzo crescente di materiali a minor impatto ambientale;
Efficienza energetica: ottimizzazione dei consumi energetici negli impianti produttivi.
Tali iniziative sono state definite tenendo presenti le aspettative provenienti dalle principali categorie di clienti. La
definizione di specifici impegni è ancora in fase di elaborazione e verrà completata sulla base del piano di integrazione
delle Società acquisite nel corso dell’anno dalla controllante NewPrinces S.p.A.
Il Gruppo di cui Centrale del Latte d’Italia fa parte si posiziona come un attore chiave nell'offerta di prodotti della dieta
mediterranea e nella fornitura di alimenti salutari. Alcuni degli impegni che il Gruppo NewPrinces si prefigge in
relazione alle tematiche di sostenibilità all’interno della propria catena del valore riguardano anche Centrale del Latte
d’Italia.
Tra queste rientra, ad esempio, l’attenzione all’impatto climatico: a tal proposito, NewPrinces Group calcola le proprie
emissioni di Scope 3, includendo anche le emissioni di CLI nella disclosure consolidata.
Attualmente, il Gruppo NewPrinces è impegnato in un dialogo continuo e proattivo con i propri stakeholder, tra cui
anche quelli di CLI, per accrescere la consapevolezza sulle tematiche di sostenibilità, sugli impatti generati dalle proprie
attività e sulle eventuali criticità da affrontare.
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Centrale del Latte d’Italia interagisce costantemente con consumatori e clienti per cogliere le tendenze di mercato e
rispondere alle loro aspettative in materia di sostenibilità. Allo stesso tempo, collabora con fornitori e agricoltori per
affrontare insieme le sfide ambientali e sociali lungo l’intera catena di fornitura, promuovendo pratiche responsabili e
sostenibili.
È, inoltre, costante il confronto con i sindacati e i propri dipendenti per assicurare condizioni di lavoro eque, inclusive
e rispettose dei diritti dei lavoratori. Per una panoramica completa sugli stakeholder dell’azienda e sulle modalità di
coinvolgimento adottate, si rimanda alla relativa sezione.
Il Gruppo continuerà a rafforzare la propria strategia di sostenibilità, garantendo trasparenza e monitoraggio costante
del progresso rispetto agli obiettivi prefissati.
I prodotti e i risultati di Centrale del Latte d’Italia offrono benefici concreti per clienti, investitori e stakeholder. In
particolare, ai clienti viene offerto un prodotto di qualità, sicuro dal punto di vista alimentare e oggetto di frequenti
innovazioni, rispondendo, così, alle esigenze di consumatori attenti alla salute e alla responsabilità delle proprie scelte.
Agli investitori viene proposta una crescita stabile grazie a un modello di business resiliente e a un impegno rispetto
alle tematiche di sostenibilità. Rispetto a tutti gli altri stakeholder, la Società promuove una filiera responsabile,
riducendo l’impatto ambientale e sostenendo progetti ed iniziative per le comunità locali.
ESRS 2 SBM-2 - Interessi e opinioni dei portatori di interesse
Centrale del Latte d’Italia interagisce con diverse categorie di soggetti, generando per ciascuno di essi interessi e aspettative.
Tali soggetti, gli Stakeholders, comprendono sia attori interni, come i soci, gli azionisti e i dipendenti, sia esterni, tra cui
fornitori, clienti, consumatori e comunità locali.
Stakeholder Engagement
Il coinvolgimento degli Stakeholder si articola in base alla specificità dei loro interessi e alle aspettative maturate. A
ciascuna categoria di stakeholder viene dedicato un approccio di dialogo differenziato e mirato, con l’obiettivo di
rispondere adeguatamente alle diverse esigenze e di favorire una comunicazione efficace. Questo approccio è cruciale
per il raggiungimento di obiettivi di miglioramento e potenziamento delle relazioni, nonché per l’adozione di misure
che minimizzino gli impatti negativi e massimizzino quelli positivi, in linea con le politiche di sostenibilità del Gruppo
di cui la società fa parte.
Con l'intento di rafforzare il dialogo con i portatori di interesse e garantire un coinvolgimento continuativo, il Gruppo
NewPrinces ha lanciato un piano pluriennale di Stakeholder Engagement integrato, includendo anche gli Stakeholder
di Centrale del Latte d'Italia. Tale piano prevede diverse modalità di interazione, tra cui incontri one-to-one, workshop
e survey online, favorendo una comprensione più approfondita delle dinamiche in corso e permettendo di cogliere
tempestivamente eventuali variazioni negli impatti e di adattare le strategie aziendali di conseguenza. Gli stakeholder
sono rappresentati schematicamente nella tabella sottostante, che riflette l'importanza attribuita a ciascun soggetto
coinvolto, considerando la specificità di ciascun gruppo.
Categoria
Descrizione dello Stakeholder
Metodo di Coinvolgimento
Enti di
certificazione
Collaborano con la Società per garantire la conformità alle
normative e best practice.
Incontri diretti, survey online, feedback
durante audit.
Consumatori
Al centro delle attività di CLI. La loro salute, sicurezza e
soddisfazione sono la priorità dell’Azienda.
Panel di valutazione, interviste, survey,
eventi e open days.
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Clienti
Sia grandi rivenditori che normal trade. L'impegno principale è
garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti attraverso
controlli rigorosi lungo tutta la filiera produttiva.
Survey biennali, scorecard annuali, incontri
diretti, tavole rotonde.
Agricoltori e
produttori
Rapporti essenziali per la qualità e sostenibilità delle materie
prime.
Incontri individuali, survey online, tavole
rotonde.
Governo e
istituzioni
Dialogo per rappresentare priorità aziendali e contribuire a
politiche sostenibili.
Incontri con policymaker, gruppi di lavoro
istituzionali, feedback da audit.
Istituti di
credito
Relazioni basate su trasparenza e fiducia, possibilità di
finanziamenti sostenibili.
Assemblee, incontri con azionisti, survey.
Comunità locali
Supporto attraverso iniziative sociali e collaborazioni con enti
di beneficenza.
Interviste, survey online, incontri diretti,
programmi di volontariato.
Ambiente ed
ecosistemi
Tutela ambientale attraverso approvvigionamento responsabile
e riduzione emissioni.
Collaborazioni con enti di conservazione,
valutazioni d’impatto, certificazioni.
Dipendenti
Programmi di benessere, sviluppo e valorizzazione del
personale.
Survey biennali, incontri regolari,
programmi di formazione.
Azionisti e
investitori
Dialogo trasparente su performance aziendali e strategie future.
Assemblee, report finanziari, roadshow,
incontri con analisti.
Fornitori
Promozione di acquisti responsabili e sostenibilità nella supply
chain.
Survey online, incontri one-to-one, criteri
di sostenibilità nelle gare d’appalto.
Sindacati Dialogo su relazioni industriali e libertà di associazione.
Incontri costanti, possibilità di survey
online.
Università e
istituzioni
accademiche
Collaborazioni su ricerca e innovazione in ambito
agroalimentare e sostenibilità.
Progetti di ricerca, survey online,
partnership accademiche.
Stakeholder Engagement e Strategia Aziendale
Centrale del Latte d’Italia ha integrato il concetto di Stakeholder Engagement nel proprio modello di business e nella
strategia aziendale. Tale approccio permette a Centrale del Latte di allineare le proprie decisioni aziendali con gli
interessi dei portatori di interesse, facendo in modo che le loro opinioni e aspettative siano adeguatamente considerate.
Il dialogo continuo con gli stakeholder contribuisce, inoltre, ad alimentare un processo di sviluppo responsabile del
business, con un impatto positivo sull’ambiente e sulla società.
Alla luce del piano di stakeholder engagement recentemente definito, le opinioni e gli interessi dei portatori di interesse
verranno progressivamente analizzate nel corso del processo di due diligence e/o durante l’analisi di rilevanza prevista
per i prossimi esercizi. Questo processo permetterà di identificare le priorità degli stakeholder e di adattare le strategie
aziendali in modo che siano allineate agli interessi comuni.
Tenendo conto degli interessi e delle opinioni raccolte, l’impresa valuta e, se necessario, modifica la propria strategia e
il proprio modello di business.
Gli organi di amministrazione, direzione e controllo dell’azienda vengono regolarmente informati riguardo agli impatti
delle attività aziendali sulla sostenibilità e agli interessi degli stakeholder coinvolti. In questo modo, le decisioni aziendali
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sono sempre orientate a rispondere alle esigenze della comunità, dell’ambiente e degli altri portatori di interesse,
garantendo un approccio integrato alla gestione delle risorse e delle relazioni.
ESRS 2 SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il
modello aziendale
Una rappresentazione completa degli impatti, rischi ed opportunità rilevanti è fornita, suddivisa per questioni di
sostenibilità, all’interno dei rispettivi capitoli, ovvero E1 Cambiamenti climatici ed S1 Forza lavoro propria.
Descrizione della resilienza dell’Azienda
Parte integrante della strategia di resilienza della Società è il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, già
ampiamente descritto all’interno della sezione GOV-5 a cui si rimanda.
Per affrontare i rischi ambientali, tra cui quelli legati al cambiamento climatico e alla transizione verso un'economia a
basse emissioni di carbonio, CLI monitora costantemente l’evoluzione normativa e adotta strategie per la gestione
sostenibile delle risorse. Gli impatti ambientali legati alle proprie operazioni, invece, sono mitigati attraverso il rispetto
rigoroso delle normative ambientali e l’adozione di prassi orientate alla minimizzazione delle ripercussioni sugli
ecosistemi.
Sul fronte sociale e in relazione ai consumatori, la Società assicura la qualità e la sicurezza alimentare, implementando
un sistema di valutazione dei fornitori basato anche su criteri etici e ambientali e promuove il dialogo con le comunità
locali.
Per quanto riguarda le tematiche relative al personale, Centrale del Latte d’Italia gestisce tali rischi ed impatti
impegnandosi a rispettare le normative vigenti in materia di diritti dei lavoratori, di diversità e inclusione (D&I) e di
equilibrio tra vita lavorativa e personale. L'Azienda assicura l’adeguata applicazione delle disposizioni in tema di salute
e sicurezza sul lavoro, prevenendo potenziali criticità attraverso valutazioni dei rischi e promuovendo ambienti di lavoro
conformi agli standard di settore. Inoltre, monitora costantemente l’evoluzione normativa per adeguare processi e
procedure, garantendo pari opportunità e un trattamento equo a tutti i dipendenti.
Centrale del Latte d’Italia si impegna, inoltre, a favorire il rispetto dei diritti umani all’interno della propria catena del
valore, sottoponendo i fornitori più rilevanti a controlli periodici per assicurare la loro conformità a standard e linee
guida in materia di diritti umani e diritti dei lavoratori. Coerentemente con l’evoluzione del perimetro di consolidamento
a seguito delle recenti acquisizioni, è in corso l’aggiornamento della Politica sui Diritti Umani e sulla Condotta
Responsabile dei Fornitori
2
, che seguirà l'iter di approvazione previsto dai processi di governance del Gruppo, con
entrata in vigore prevista entro il 2026. L’entrata in vigore di tale Politica sarà progressivamente estesa a tutte le società
controllate da NewPrinces, includendo anche CLI. Infine, la Società attua misure di anticorruzione e garantisce la
conformità normativa nelle relazioni con clienti, fornitori e autorità attraverso la predisposizione di politiche mirate e
tramite l’adozione di un Modello di Organizzazione e Controllo ex D.Lgs. 231/01. Grazie a questi presidi, Centrale del
Latte d'Italia è in grado di affrontare i rischi rilevanti e cogliere opportunità strategiche, mantenendo un modello di
business resiliente e sostenibile.
2
La Politica sui Diritti Umani e sulla Condotta Responsabile dei Fornitori costituisce l’evoluzione e l’aggiornamento del precedente Codice di
Condotta Fornitori predisposto dalla Capogruppo NewPrinces S.p.A. e applicato anche da Centrale del Latte d’Italia.
41
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Informativa sul processo di valutazione della rilevanza
ESRS 2 IRO-1 - Descrizione del processo per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le
opportunità rilevanti
Processo di Identificazione e Valutazione di Impatti, Rischi e Opportunità nella Rendicontazione di
Sostenibilità
Il processo di individuazione e valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità, nonché la determinazione delle
informazioni da includere nella presente Rendicontazione di Sostenibilità per l’anno 2025 si articola in diversi passaggi.
Per quanto riguarda il processo di consultazione degli stakeholder (portatori di interesse), tale attività è stata avviata
negli anni precedenti assieme alle altre società del Gruppo NewPrinces e, nel corso dei prossimi anni, tale processo sarà
ulteriormente sviluppato in coerenza con il piano di stakeholder engagement.
Di seguito vengono descritti i principali step adottati per ottenere l’analisi di doppia rilevanza.
Primo Step: Mappatura delle Catene del Valore
Il primo passaggio riguarda la mappatura della catena del valore e sono stati identificati:
Le risorse naturali e sociali chiave utilizzate per le proprie operazioni, nonché le dipendenze e l'influenza
esercitata dalla loro disponibilità su prezzi e qualità;
I settori coinvolti, incluso il settore di riferimento per le attività di CLI, con i relativi beni e servizi offerti,
operanti nei diversi livelli della catena del valore (a monte e a valle), fino al fine vita del prodotto.
Secondo Step: Analisi di Impatti, Rischi e Opportunità
Al fine di individuare gli impatti, i rischi e le opportunità all’interno della propria catena del valore, la Società ha valutato
attentamente in quali questioni di sostenibilità ritiene probabile che tali impatti, rischi e opportunità possano
manifestarsi, in base alla natura delle attività delle varie industry, dei rapporti commerciali, delle aree geografiche o di
altri fattori considerati critici.
Per svolgere questa analisi, la Società, innanzitutto, integra in modo strutturato i pareri degli stakeholder nell’analisi di
doppia materialità attraverso un processo continuativo di stakeholder engagement condotto da NewPrinces lungo la
catena del valore. Il coinvolgimento avviene mediante strumenti quantitativi e qualitativi quali survey, interviste e
focus group, workshop bilaterali con partner della supply chain, nonché l’analisi dei reclami e dei feedback dei clienti e
delle evidenze di mercato. I contributi raccolti vengono analizzati e consolidati per aggiornare la mappatura degli
impatti, dei rischi e delle opportunità (IRO), assicurando che i temi rilevanti emersi dal confronto con i portatori di
interesse siano adeguatamente considerati nel reporting di sostenibilità.
Sono state, inoltre, considerate tutte le questioni di sostenibilità previste dagli ESRS tematici (RA 16, Appendice A di
ESRS 1) valutando il modo in cui ogni settore della catena del valore potesse impattare ed ottenendo, così, un elenco
delle questioni di sostenibilità ordinate per priorità.
Per supportare questa analisi, la Società ha fatto riferimento a diverse fonti, tra queste vi è, ad esempio, il Working
Paper Draft ESRS SEC1 Sector Classification Standard (pubblicato da EFRAG), gli standard SASB, studi provenienti
da organizzazione internazionali quali il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC) e
42
l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), nonché altri studi e ricerche di settore provenienti da organizzazioni
e centri studio internazionali.
Infine, la società nell’effettuare la suddetta analisi ha preso in considerazione i collegamenti dei suoi impatti e delle sue
dipendenze con i rischi e le opportunità che possono derivare da detti impatti e dipendenze. Tali collegamenti sono
descritti in forma dettagliata all’interno di ogni sezione dedicata alle questioni di sostenibilità.
A partire da questo elenco, è stata stilata una long-list delle questioni di sostenibilità applicabili per Centrale del Latte.
Terzo Step: Rilevanza d’Impatto
A partire dalla long-list delle questioni di sostenibilità applicabili per la Società sono stati individuati e descritti i relativi
impatti negativi o positivi, effettivi o potenziali, ovvero gli effetti che Centrale del Latte d’Italia, attraverso le sue
operazioni genera sulla società o sull’ambiente (cosiddetto approccio inside-out) in relazione ad ogni questione. Tali
analisi sono state fatte prendendo in considerazione i tre orizzonti temporali previsti dal paragrafo 6.4 di ESRS 1 ovvero
di breve, di medio e di lungo termine, includendo non solo gli impatti derivanti dalle operazioni dirette di CLI ma anche
quelli derivanti dai propri rapporti commerciali e dalla propria catena del valore, sia a monte che a valle.
Per definire le questioni rilevanti in ottica inside-out, ogni impatto è stato valutato attraverso la media dei due criteri:
Gravità che include:
o Entità: severità dell'impatto o benefici apportati;
o Portata: diffusione degli impatti (geografica o sulle persone);
o Irrimediabilità: possibilità di ripristinare la condizione originaria applicabile solo per gli impatti
negativi.
Probabilità: possibilità che l’impatto si verifichi.
Nel caso di impatti sui diritti umani, la gravità è prevalsa sulla probabilità.
A seguito di questa prima valutazione, è stato effettuato un benchmark con i principali competitor per integrare con
eventuali questioni di sostenibilità fino a quel momento non incluse.
È stata, dunque, adottata una soglia per valutare la rilevanza di una questione di sostenibilità in relazione all'impatto.
Di conseguenza, gli impatti, sia positivi che negativi, potenziali o effettivi, con un punteggio maggiore o uguale a tale
soglia sono stati considerati rilevanti per l'azienda.
Quarto Step: Rilevanza Finanziaria
Un tema di sostenibilità è finanziariamente rilevante quando genera, o si prevede che possa generare, effetti significativi
su:
Sviluppo aziendale;
Situazione patrimoniale e finanziaria;
Risultati economici;
Flussi di cassa;
Accesso ai finanziamenti;
Costo del capitale.
Per definire la rilevanza finanziaria, similmente a quanto fatto per l’analisi di rilevanza d’impatto, sono stati associati
rischi ed opportunità ad ogni questione di sostenibilità inclusa nella long-list di cui al secondo step.
43
Per fare ciò, è stato preso in considerazione il Modello di Gestione Integrata dei Rischi (Enterprise Risk Management
- ERM) ed in particolare i rischi di natura ESG già precedentemente integrati all’interno del Risk Assessment. Tali rischi
sono elencati all’interno della sezione GOV-5.
Parallelamente, per individuare le opportunità, sono stati valutati i potenziali benefici economico-finanziari a vantaggio
della Società in relazione alle questioni di sostenibilità.
I rischi e le opportunità individuati possono derivare da eventi passati o futuri e non si limitano agli aspetti sotto il
diretto controllo dell'Azienda, ma includono anche elementi attribuibili alla propria catena del valore ed ai rapporti
commerciali al di fuori dell'ambito di consolidamento del bilancio.
Per ottenere le questioni di sostenibilità rilevanti in ottica outside-in, ogni rischio ed opportunità è stato valutato
attraverso la media dei seguenti criteri:
Magnitudo: l’entità delle conseguenze di un rischio o di un’opportunità;
Probabilità: possibilità che il rischio o l’opportunità si concretizzino sulla base di dati storici, scenari prospettici
o analisi statistiche.
Entrambi i criteri sono stati misurati su una scala da 1 a 5.
È stata, dunque, adottata una soglia per valutare la rilevanza di una questione di sostenibilità rispetto ai rischi ed alle
opportunità. Di conseguenza, i rischi e le opportunità, con un punteggio maggiore o uguale a tale soglia sono stati
considerati rilevanti per CLI.
Anche la valutazione dei rischi e delle opportunità è stata condotta su tre orizzonti temporali (breve, medio e lungo
termine), in linea con il paragrafo 6.4 di ESRS 1.
Quinto step: Doppia Rilevanza
In ultima istanza, l'esito della rilevanza d’impatto e quello della rilevanza finanziaria sono stati integrati per offrire una
visione completa della doppia rilevanza. Questo approccio consente di analizzare sia gli effetti di un evento o un'azione
sull’ambiente e sulla società, sia le relative implicazioni economico-finanziarie per la Società.
Di seguito si riporta una sintesi dei principali rischi generati e subiti in relazione alle tematiche di sostenibilità. Sono poi
definite anche le modalità di gestione in essere, oltre che le politiche praticate, al fine di mitigare i rischi identificati, e,
quindi, di garantire la continuità operativa e la realizzazione degli obiettivi aziendali.
Rischio
Macro-argomento
Rischio fisico acuto derivante da eventi meteorologici che possono danneggiare gli
impianti di produzione e interrompere le catene del valore
E
Rischio di interruzione delle catene di approvvigionamento globali: problemi logistici e
di fornitura derivanti da eventi globali come pandemie o disastri naturali
E
Rischio di eventi catastrofici che possono compromettere le operazioni aziendali e
causare la perdita permanente di dati aziendali
E
Rischio fisico cronico dovuto ai cambiamenti climatici a lungo termine (aumento delle
temperature, innalzamento del livello del mare, ridotta disponibilità d'acqua, perdita di
biodiversità, cambiamenti nei suoli e nella loro produttività)
E
44
Rischio di aumento dei costi e delle sanzioni legati a normative sempre più stringenti per
la riduzione delle emissioni e degli impatti negativi
E
Rischio legato all’uso di imballaggi non sostenibili: impatto ambientale negativo
derivante dall’uso di imballaggi non riciclati, non riciclabili o non biodegradabili
E
Rischio di non rispettare gli impegni ESG dichiarati pubblicamente
G
Rischio di mancato rispetto delle normative sulla sicurezza alimentare e sulla sicurezza
degli approvvigionamenti alimentari
S
Rischio di assenza di un processo di due diligence sulla conformità nella catena di
approvvigionamento
G
Rischio legato a possibili episodi di corruzione che danneggiano l'integrità aziendale
G
Rischio di mancato rispetto dei diritti umani nella gestione delle relazioni di lavoro
S
Rischi legati alla gestione inadeguata delle relazioni di lavoro e di qualsiasi altra questione
relativa al personale
S
Rischio di scarsa attenzione e mancata tutela e valorizzazione della diversità e
dell’inclusione, garantendo un trattamento equo per tutti i dipendenti
S
Integrazione del processo di valutazione della Doppia Rilevanza con il Processo Decisionale e le Procedure
di Controllo Interno
Come già menzionato all’interno della sezione GOV-5, CLI ha adottato un Sistema di Controllo Interno e di Gestione
dei Rischi (SCIGR), un insieme strutturato di regole, procedure e strutture organizzative finalizzato a identificare,
misurare, gestire e monitorare i principali rischi aziendali, inclusi quelli di natura ESG. Questo sistema garantisce una
gestione dell’impresa coerente con gli obiettivi strategici e operativi, consentendo un’integrazione efficace della
sostenibilità nel processo decisionale e nei controlli interni.
Parallelamente, l’azienda ha implementato presidi specifici per monitorare e gestire gli impatti derivanti dalle proprie
attività. In particolare, la Società si impegna per garantire il rispetto delle normative vigenti, delle linee guida e degli
standard internazionali tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo:
la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e i principi del Global Compact proposti dalle Nazioni Unite
(ONU);
le Linee Guida OCSE per le Imprese Multinazionali;
gli standard contenuti nella Social Accountability 8000 (SA8000);
i core labour standards promossi dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO); le Linee Guida per la
costruzione dei Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo di Confindustria.
In coerenza con tale allineamento, il Gruppo NewPrinces ha avviato un processo di revisione e aggiornamento delle
politiche e delle procedure aziendali che disciplinano la conformità delle attività operative agli standard ESG e ai
requisiti legali applicabili, finalizzato ad estendere progressivamente il perimetro di applicazione alle società
recentemente integrate e a garantirne l’allineamento alle attività del Gruppo nel nuovo perimetro consolidato. In tale
contesto, anche Centrale del Latte d’Italia beneficerà di tale aggiornamento, con l’estensione e l’applicazione delle
politiche al relativo perimetro. Per un approfondimento sulle politiche, le azioni e gli obiettivi adottati per gestire o
mitigare impatti e rischi, nonché per cogliere le opportunità relative a ciascuna questione di sostenibilità rilevante, si
rimanda ai paragrafi dedicati alle specifiche tematiche. In tali sezioni, è data inoltre disclosure sulle metriche utilizzate.
45
ESRS 2 IRO-2 - Obbligo di informativa degli ESRS oggetto della dichiarazione sulla sostenibilità
d’impresa
Per il requisito di riferimento si rimanda all’Indice dei Contenuti presente in calce al Documento.
46
INFORMAZIONI AMBIENTALI
Informativa a norma dell’articolo 8 del Regolamento (UE) 2020/852
Di seguito si riportano le informazioni richieste dalle disposizioni introdotte dalla Tassonomia Europea, approvata con
il Regolamento 2020/852 (di seguito anche “Regolamento”) ricompreso nel Piano d’Azione per la Finanza Sostenibile
avviato nel 2018 dalla Commissione Europea. Obiettivo del Regolamento, infatti, è individuare il “grado di
ecosostenibilità” di un investimento, aumentando la trasparenza del mercato a beneficio di consumatori e investitori.
Il Regolamento introduce un sistema di classificazione unico a livello comunitario per l’identificazione di attività
economiche ecosostenibili. La normativa, infatti, prevede che, per stabilire se un’attività sia ecosostenibile, essa deve
contribuire al raggiungimento di uno o più dei seguenti sei obiettivi ambientali:
mitigazione del cambiamento climatico;
adattamento al cambiamento climatico;
uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine;
transizione verso l’economia circolare, con riferimento anche a riduzione e riciclo dei rifiuti;
prevenzione e riduzione dell’inquinamento;
protezione e ripristino della biodiversità e della salute degli ecosistemi.
Nel 2021, la Commissione Europea ha adottato il Climate Delegated Act che disciplina i primi due obiettivi climatici
(mitigazione e adattamento), stabilendo i criteri di vaglio tecnico per le attività economiche che possono contribuire in
modo sostanziale al loro raggiungimento senza arrecare danni significativi ai restanti obiettivi ambientali. Nel corso del
2023 la Commissione ha pubblicato due importanti aggiornamenti relativi alla tassonomia ed in particolare:
pubblicazione del Regolamento Delegato 2023/2485 (giugno 2023) che modifica il Climate Delegated Act, il
quale ha introdotto delle nuove attività e fissato alcuni criteri di vaglio tecnico supplementari sui primi due
obiettivi esistenti “mitigazione del cambiamento climatico” e “adattamento al cambiamento climatico”;
adozione dell’Environmental Delegated Act (novembre 2023), che definisce negli allegati I, II, III e IV, le
attività ammissibili rispetto ai quattro obiettivi ambientali della Tassonomia, ovvero: i) uso sostenibile e
protezione delle risorse idriche e marine ii) transizione verso l’economia circolare iii) prevenzione e riduzione
dell’inquinamento, iv) protezione e ripristino della biodiversità e della salute degli ecosistemi, ed i relativi criteri
di vaglio tecnico.
Nel corso dell’esercizio, il quadro normativo di riferimento in materia di Tassonomia UE è stato oggetto di
aggiornamento attraverso la proposta di modifiche c.d. “Pacchetto Omnibus” pubblicato a febbraio 2025 e adottato
formalmente con il Regolamento Delegato (UE) 2026/73, che rivede il Regolamento Delegato (UE) 2021/2178 per
quanto riguarda il contenuto e le modalità di presentazione dell’informativa da parte delle imprese non finanziarie. Il
regolamento è in vigore da gennaio 2026, tuttavia, riconosce la possibilità alle imprese di applicare la normativa
previgente per l’esercizio 2025. Pur tenendo conto delle indicazioni introdotte dal nuovo Regolamento, la Società ha
scelto, per il presente esercizio, di mantenere la metodologia di rendicontazione già adottata negli esercizi precedenti,
al fine di assicurare la continuità e la comparabilità delle informazioni fornite nel tempo.
Le imprese non finanziarie soggette al Regolamento sono tenute a pubblicare un’informativa relativa alle attività
economiche ammissibili e allineate con riferimento ai sei obiettivi ambientali e agli indicatori quantitativi di prestazione
economica (KPI) ossia le quote di fatturato, spese in conto capitale (CapEx) e spese operative (OpEx) ad esse
riconducibili.
Per l’esercizio 2025, CLI ha aggiornato l’analisi di ammissibilità finalizzata a determinare le attività esercitate dalla
Società che trovano riscontro con quelle elencate e descritte negli allegati I e II del Climate Delegated Act, negli allegati
I, II, III, IV dell’Environmental Delegated Act e all’interno dell’Atto Delegato 2023/2485. Inoltre, l’Azienda ha anche
47
analizzato le eventuali attività ammissibili con riferimento a investimenti (CapEx) e costi operativi (OpEx) relativi
all’acquisto di prodotti derivanti da attività economiche ammissibili e allineate alla Tassonomia e a singole misure che
consentono alle attività obiettivo di ridurre il proprio profilo emissivo. Tale analisi ha portato all’individuazione delle
seguenti attività ammissibili.
Attività ammissibili di Centrale del Latte d’Italia
In considerazione della natura delle attività svolte dalla Società, non risultano attività economiche generatrici di fatturato
riconducibili nell’insieme di quelle ammissibili ai sensi della Tassonomia europea. Di conseguenza, la quota di fatturato
ammissibile alla Tassonomia è pari a zero.
Con riferimento alle attività che hanno comportato investimenti in conto capitale (CapEx) e/o costi operativi (OpEx)
potenzialmente ammissibili ai sensi della Tassonomia europea, CLI ha effettuato una valutazione dell’ammissibilità in
relazione ai sei obiettivi ambientali previsti dal Regolamento. Le attività risultanti sono state ricondotte ai seguenti
obiettivi ambientali: mitigazione del cambiamento climatico (CCM) e adattamento al cambiamento climatico (CCA),
con specifico riferimento anche alla riduzione e al riciclo dei rifiuti.
Tuttavia, con riferimento all’obiettivo adattamento al cambiamento climatico, la Comunicazione della Commissione
C/2023/305, del 20 Ottobre 2023, ha chiarito che, per quanto concerne le attività adattate, ossia quelle non abilitanti,
per determinare l’ammissibilità, l’impresa comunicante deve aver svolto un climate change risk assessment e dovrebbe
implementare le soluzioni di adattamento che potrebbero rendere l’attività economica adattata più resiliente ai
cambiamenti climatici.
Sulla base di questo chiarimento, si rileva che l'Azienda non effettua un’attività di climate change risk assessment sui
propri sistemi in linea con le practice previste dal Regolamento tassonomico. Di conseguenza, le attività identificate
sono da considerarsi non ammissibili.
Di seguito si riporta l’elenco delle attività economiche ammissibili di CLI, le quali fanno riferimento all'obiettivo
ambientale CCM:
Installazione e funzionamento di pompe di calore elettriche;
Cogenerazione ad alto rendimento di calore/freddo ed energia elettrica a partire da combustibili gassosi fossili;
Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua;
Rinnovo di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua;
Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue;
Rinnovo di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue;
Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per l’efficienza energetica;
Si specifica che l’attività “Cogenerazione ad alto rendimento di calore/freddo ed energia elettrica a partire da
combustibili gassosi fossili” è compresa tra le attività economiche del settore energetico, incluso quello nucleare e del
gas, richiamate dal Regolamento Delegato 2022/1214.
Valutazione di allineamento per le attività legate alla mitigazione del cambiamento climatico (CCM)
Al fine di valutare l’allineamento delle attività individuate come ammissibili, CLI ha analizzato, per ciascun obiettivo
ambientale, il rispetto dei criteri di Do Not Significant Harm (DNSH) e delle garanzie minime di salvaguardia. L’analisi
condotta ha evidenziato un soddisfacimento solo parziale di tali requisiti; di conseguenza, i criteri di contributo
sostanziale non risultano rilevanti ai fini del calcolo dei KPI di allineamento e le attività ammissibili della Società sono
pertanto considerate non allineate alla Tassonomia europea.
Si riporta di seguito nel dettaglio l’analisi svolta sui DNSH con riferimento all'obiettivo sopra citato per ciascuna attività
ammissibile; inoltre, si riporta l’analisi delle garanzie minime di salvaguardia dell'Azienda.
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Criteri di Do No Significant Harm
I criteri “Do No Significant Harm” (DNSH) definiscono le condizioni secondo le quali le attività sono svolte senza
arrecare un danno agli altri obiettivi ambientali. La Società ha verificato, per ciascuna attività ammissibile rispetto
all’obiettivo mitigazione al cambiamento climatico, la relativa conformità a tali criteri.
4.16 Installazione e funzionamento di pompe di calore elettriche
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 4.16, l’allegato I del Climate
Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto a quattro obiettivi: adattamento ai cambiamenti climatici, uso
sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine, transizione verso un’economia circolare e prevenzione e
riduzione dell’inquinamento. Con riferimento agli interventi svolti nel corso del 2024, in assenza di elementi sufficienti
da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un approccio conservativo e prudenziale, la
Società ritiene l’attività non allineata.
4.30 Cogenerazione ad alto rendimento di calore/freddo ed energia elettrica a partire da combustibili gassosi
fossili
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 4.30, l’allegato I del Climate
Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici, uso sostenibile
e protezione delle acque e delle risorse marine, e prevenzione e riduzione dell’inquinamento e protezione e ripristino
della biodiversità e degli ecosistemi. Con riferimento agli interventi svolti nel corso del 2024, in assenza di elementi
sufficienti da permettere una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un approccio conservativo e
prudenziale, la Società ritiene l’attività non allineata.
5.1 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 5.1, l’allegato I del Climate
Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici, uso sostenibile
e protezione delle acque e delle risorse marine e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. Con riferimento agli
interventi svolti nel corso del 2024, in assenza di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del
rispetto del criterio, secondo un approccio conservativo e prudenziale, la Società ritiene l’attività non allineata.
5.2 Rinnovo di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 5.2, l’allegato I del Climate
Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici, uso sostenibile
e protezione delle acque e delle risorse marine e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. Con riferimento agli
interventi svolti nel corso del 2024, in assenza di elementi sufficienti da permettere una completa valutazione del
rispetto del criterio, secondo un approccio conservativo e prudenziale, la Società ritiene l’attività non allineata.
5.3 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 5.3, l’allegato I del Climate
Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici, uso sostenibile
e protezione delle acque e delle risorse marine, prevenzione e riduzione dell’inquinamento e ripristino della biodiversità
e degli ecosistemi. Con riferimento agli interventi svolti nel corso del 2024, in assenza di elementi sufficienti da
permettere una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un approccio conservativo e prudenziale, la
Società ritiene l’attività non allineata.
5.4 Rinnovo di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per l’attività 5.4, l’allegato I del Climate
Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici, uso sostenibile
49
e protezione delle acque e delle risorse marine, prevenzione e riduzione dell’inquinamento e ripristino della biodiversità
e degli ecosistemi. Con riferimento agli interventi svolti nel corso del 2025, in assenza di elementi sufficienti da
permettere una completa valutazione del rispetto del criterio, secondo un approccio conservativo e prudenziale, la
Società ritiene l’attività non allineata.
7.3 - Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per l’efficienza energetica
VALUTAZIONE DEI CRITERI DI DNSH PER L’OBIETTIVO CCM: Per le spese in conto capitale relative
all’attività 7.3, l’allegato I del Climate Delegated Act prevede criteri di DNSH rispetto agli obiettivi di adattamento ai
cambiamenti climatici e di prevenzione e riduzione dell’inquinamento. Con riferimento agli investimenti sostenuti
nell’anno per l’installazione di impianti per l’efficienza, in assenza di elementi sufficienti da permettere una completa
valutazione del rispetto del criterio, secondo un approccio conservativo e prudenziale, la Società ritiene l’attività non
allineata.
In aggiunta a quanto sopra riportato, si richiama il tema del climate change risk assessment, richiesto come DNSH
all’obiettivo di adattamento al cambiamento climatico per ognuna delle attività in oggetto. Come anticipato, la Società
non svolge un’attività di climate change risk assessment ai sensi dei requisiti del Regolamento tassonomico e non
identifica né implementa soluzioni di adattamento corrispondenti ai rischi identificati. Questo elemento contribuisce
all’impossibilità di decretare l’allineamento delle attività della Società.
Analisi di allineamento per gli obiettivi ambientali: Garanzie minime di salvaguardia
La Società ha analizzato il proprio grado di adesione ai principi richiamati dell’Articolo 18 del Regolamento, che
definisce le misure minime volte a garantire che un’attività economica sia svolta nel rispetto dei diritti umani e del lavoro
in linea con le linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali e con i Principi guida dell’ONU su imprese e
diritti umani, compresi quelli stabiliti dalle otto convenzioni fondamentali dell’Organizzazione internazionale del lavoro
(ILO), e dalla Carta internazionale dei diritti dell’uomo. L'Azienda ha quindi effettuato un’analisi degli elementi
esplicitati nei documenti richiamati nell’Articolo 18, anche sulla base delle indicazioni fornite dalla Platform on
Sustainable Finance, e considerando i chiarimenti forniti dalla Commissione attraverso la Comunicazione (2023/C
211/01). Tenendo presente questi riferimenti, ha verificato il livello di presidio in essere in tema di diritti umani, interessi
del consumatore, corruzione, concorrenza e fiscalità. La normativa italiana, in materia di diritti umani e del lavoro,
disciplina diversi aspetti richiamati dall’Articolo 18, come, ad esempio la tutela della privacy, la salute e sicurezza, la
corruzione, la concorrenza leale, la fiscalità. CLI, oltre ad agire nel rispetto delle normative nazionali vigenti nei paesi
in cui opera, svolge le proprie attività perseguendo una crescita sostenibile e inclusiva, operando in linea con la
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, le Convenzioni ILO e i principi emanati dal Global Compact delle Nazioni
Unite (United Nations Global Compact) cui ha aderito.
Tra gli strumenti che la Società adotta per promuovere il rispetto delle garanzie minime di salvaguardia, sia all’interno
che all’esterno dell’organizzazione, rientra il Codice etico e di condotta. Inoltre, CLI dimostra di osservare il principio
di “non arrecare danno significativo” così come previsto dalla SFDR, art. 2, punto 17, trattando il tema del gender pay
gap e della diversità di genere negli organi di governance e riportando i rispettivi indicatori all’interno della
Rendicontazione.
Tuttavia, visti i chiarimenti della Commissione, la quale ha specificato che le “garanzie minime di salvaguardia”
prevedono delle “procedure di dovuta diligenza e di riparazione attuate da un’impresa che svolge un’attività
economica”, CLI, avendo identificato degli aspetti di miglioramento e di ulteriore formalizzazione delle attività di
valutazione condotte, secondo un approccio conservativo e prudenziale, ritiene che i minimum safeguards non siano
pienamente allineati ai requisiti dell’articolo 18 del Regolamento UE 2020/852. La Società, tuttavia, continuerà nel
proprio esercizio di integrazione con le altre società del Gruppo cogliendo l’opportunità di adottare le buone pratiche
delle realtà già allineate.
50
Metodologia di calcolo dei KPI
Gli allegati del Disclosure Delegated Act (EU) 2021/2178 (di seguito “Disclosure Delegated Act”) richiedono di
calcolare la percentuale di Turnover, CapEx ed OpEx associati ad attività ammissibili ed allineate. Per rispondere a tale
obbligo normativo, come indicato nei paragrafi precedenti, la Società ha individuato le proprie attività ammissibili e ha
calcolato i KPI previsti dal Regolamento. I paragrafi successivi presentano in dettaglio le analisi svolte per rispondere
ai requisiti informativi del Disclosure Delegated Act, dettagliando le metodologie applicate e le voci contabili
considerate ai fini del calcolo dei KPI.
Turnover
L’attività d’impresa non rientra tra i settori specificamente contemplati dal Regolamento 2020/852, pertanto per l’anno
fiscale 2025 non sono stati registrati ricavi né ammissibili né allineati.
CapEx
La Società, per il calcolo del denominatore del KPI di CapEx, ha considerato gli incrementi incorsi nel periodo di
riferimento relativi ad attività materiali, ad attività immateriali e le immobilizzazioni per diritto d’uso. L’approccio
utilizzato per l’estrazione delle suddette numeriche ha previsto un’analisi dei dati contabili, riportante gli investimenti
condotti nel corso dell’esercizio. In linea con il Disclosure Delegated Act, per il calcolo della quota di CapEx, la Società
ha considerato i seguenti valori:
denominatore: per il calcolo del denominatore la Società ha considerato le attività materiali contabilizzate secondo
il principio contabile IAS 16, le attività immateriali contabilizzate secondo il principio contabile IAS 38 e i leasing
contabilizzati secondo il principio contabile IFRS 16. Tale analisi ha restituito un valore totale riferito all’esercizio
2025 pari a: 3.365.602 Euro.
numeratore delle attività ammissibili: al fine della determinazione del numeratore, sono stati considerati i CapEx
relativi ad asset o processi associati ad attività ammissibili e all’acquisto di prodotti derivanti da attività economiche
ammissibili alla tassonomia. A questo proposito, la Società ha incluso nel numeratore del KPI i seguenti valori:
o 4.16 Installazione e funzionamento di pompe di calore elettriche 50.955€
o 5.1 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua 2.180€
o 5.3 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue 116.425€
o 5.4 Rinnovo di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue 6.325
Inoltre, si specifica che l’estrazione del dato associato alle categorie ammissibili sopracitate è stata effettuata in modo
puntuale, dove possibile, dalle informazioni disponibili nei sistemi contabili attualmente in uso.
numeratore delle attività allineate: la quota parte degli incrementi relativi alle voci considerate per il calcolo del
denominatore associate ad attività allineate risulta pari a € 0 in quanto la società (o i suoi fornitori, dove applicabile)
non rispetta i criteri di vaglio tecnico e le garanzie minime di salvaguardia delle attività sopracitate.
OpEx
In linea con il Disclosure Delegated Act, per il calcolo della quota di OpEx, la Società ha considerato i seguenti valori:
denominatore: per il calcolo del denominatore si è proceduto con un’analisi del piano dei conti della Società,
individuando gli item associabili alle categorie di costo citate dal Disclosure Delegated Act.
Il risultato di tali analisi ha determinato un valore pari a 30.349 migliaia di Euro.
numeratore delle attività ammissibili: la Società ha sostenuto le seguenti spese:
o 4.16 Installazione e funzionamento di pompe di calore elettriche 253.457€
o 4.30 Cogenerazione ad alto rendimento di calore/freddo ed energia elettrica a partire da combustibili gassosi
fossili 181.221€
o 5.1 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua 30.619€
o 5.2 Rinnovo di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua 142.608€
51
o 5.3 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue 1.157.960€
o 7.3 Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per l’efficienza energetica 14.033€
numeratore delle attività allineate: la quota parte di OpEx associata ad attività allineate risulta pari a € 0 in quanto
la società per le attività sopra citate non rispetta i criteri di vaglio tecnico e le garanzie minime di salvaguardia.
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E1 - CAMBIAMENTI CLIMATICI
ESRS 2 - GOV-3 - Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di
incentivazione
Come illustrato nel paragrafo “GOV-3” della sezione “ESRS 2 – Informazioni generali”, Centrale del Latte d’Italia ha
integrato obiettivi di sostenibilità nella componente variabile delle politiche retributive del Presidente,
dell’Amministratore Delegato, degli Amministratori non esecutivi (ad eccezione degli Indipendenti) e dei Dirigenti con
responsabilità strategiche.
Per queste figure, parte della retribuzione variabile è subordinata al conseguimento di specifici obiettivi quantitativi
triennali, approvati dal Consiglio di Amministrazione. Tra questi, è incluso un obiettivo mirato alla riduzione delle
emissioni di CO, in particolare alla riduzione del rapporto tra emissioni di CO (relativamente allo Scope 1 e Scope 2)
e fatturato. L’obiettivo incide per il 10% sul totale della remunerazione variabile
3
.
ESRS 2 IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti i rischi e le
opportunità rilevanti legate al clima
Analisi degli scenari legati al clima
Per valutare l'esposizione della Società ai rischi legati al clima è stata effettuata una valutazione basata su due scenari:
aumento limitato della temperatura (1,5 gradi) aumento elevato della temperatura (3-4 gradi).
I rischi legati al clima sono generalmente suddivisi in due principali categorie:
1. Rischi legati alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, che possono comportare ampi
cambiamenti di policy, legali, tecnologici e di mercato. Questi sono indicati come rischi di transizione.
2. Rischi legati agli impatti fisici del cambiamento climatico, causati da eventi meteorologici estremi, come
uragani e inondazioni, così come cambiamenti cronici a lungo termine, come l'aumento delle temperature
medie globali e del livello del mare. Questi cambiamenti possono avere impatti ampi sulle operazioni e sulle
catene di approvvigionamento, sulle reti di distribuzione, sui clienti e sui mercati. Questi sono comunemente
indicati come rischi fisici.
RCP 2.6 (transizione accelerata) aumento limitato tra 1.5° C e 2.0° C
In questo scenario, tutte le attuali promesse di zero emissioni nette vengono realizzate completamente e ci sono sforzi
estensivi per raggiungere riduzioni delle emissioni a breve termine. Lo scenario è coerente con il limite dell'aumento
della temperatura globale a meno di 2°C.
RCP 8.5 (business as usual) aumento della temperatura tra 3,3° C e 4.5° C
Questo scenario non è allineato alle promesse delineate nell'Accordo di Parigi e rappresenta un contesto in cui i paesi
non riescono a soddisfare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Essenzialmente significa che le
emissioni continuano a crescere ai tassi storici finora registrati. L'aumento della temperatura supererà i 4°C entro il
2100, portando ad una elevata perdita di biodiversità ed estinzione delle specie.
Nel completare la nostra valutazione del rischio sono stati considerati i seguenti rischi, ritenuti materiali in termini di
impatto e probabilità di accadimento:
Le future risposte politiche normative per affrontare il cambiamento climatico che potrebbero portare
all'imposizione di tasse sul carbonio da parte dei paesi in cui produciamo o acquistiamo beni da terze parti.
3
In tutto, gli obiettivi di performance non finanziaria incidono per il 30% sul totale della remunerazione variabile. Ai due menzionati all’interno della sezione
E1, si aggiunge un terzo obiettivo di carattere sociale che incide per un ulteriore 10% e riguarda il mantenimento del rapporto di genere donna su uomo in linea
con il benchmark di settore.
53
Aumenti dei livelli di stress idrico che potrebbero portare a interruzioni nella fornitura di acqua alla Società e
ai siti di fornitura di terze parti.
Aumento della frequenza e dell'impatto degli eventi meteorologici estremi che potrebbero causare interruzioni
ai siti di Centrale del Latte d’Italia e dei fornitori terzi.
Sono, dunque, stati identificati i seguenti rischi fisici e di transizione legati al clima. Gli orizzonti temporali considerati
dalla Società sono breve, medio e lungo, come definito dagli standard ESRS.
Rischi di Transizione
Tema Rischio Orizzonte
temporale
Impatto sul business
Market Competitor più celeri
nelle risposte ai
fabbisogni derivanti dai
rischi climatici
Breve Perdita di ricavi ed EBITDA sia per prodotti realizzati
internamente, che per prodotti realizzati da terzi.
Ridotta efficienza operativa dei macchinari e aumento
dell’impatto dei costi generali e amministrativi
Policy Aumento degli obblighi
di reporting ESG
Breve Costi di conformità più elevati e di conseguenza
aumento del costo dei prodotti e dei servizi
Nuovi regolamenti o
leggi che portano ad un
aumento delle imposte
su prodotti o servizi e
conseguente aumento
degli oneri
Medio I prodotti principali sono soggetti a maggiori imposte e
quindi ad un aumento del costo per il consumatore o
una riduzione del margine per la Società
Normative ambientali
più severe possono
imporre tasse sul
carbonio e obblighi di
conformità che
aumentano i costi
aziendali
Lungo Aumento dei costi operativi a causa di un aumento dei
costi legati alle emissioni di carbonio
Sanzioni legate al
mancato
raggiungimento di
obiettivi climatici di
dominio pubblico
Breve Impatto reputazionale, con conseguenza finanziarie
che incidono sulle prestazioni aziendali
Tecnologico Aumento dei costi
energetici e del prezzo
del carbonio
Medio Costi operativi e spese più elevati per condurre le
proprie operation e realizzare i target Net Zero
Mancato monitoraggio
dei consumi energetici Breve
Un controllo inefficace dei consumi energetici può
portare a sprechi, costi elevati e una percezione
negativa dell’azienda
54
Rischi fisici
Tema Rischio Orizzonte
temporale
Impatto sul business
Rischi fisici
sulle
operation
Incremento di costo
delle materie prime e
potenziale interruzione
della catena distributiva
Breve
Maggiore spesa per le materie prime a causa delle
fluttuazioni dei prezzi. Instabilità causata da rischi
climatici di transizione nella catena di distribuzione
Aumento dei costi
operativi per
riscaldamento e
raffreddamento;
Aumento della
dipendenza da acqua da
aree a stress idrico;
Potenziale interruzione
della catena distributiva
Lungo Il cambiamento delle temperature o gli estremi di
calore/freddo richiedono costi aggiuntivi per
riscaldare/raffreddare; aumento dei costi assicurativi in
caso di eventi meteorologici acuti e danni associati al
sito e interruzioni della produzione
Rischi fisici
sulla supply
chain
Riduzione della resa
della fornitura agricola
e ittica per molteplici
cause (inondazioni,
eventi estremi, parassiti,
riduzione biodiversità,
ecc.)
Lungo L'alterazione degli ecosistemi e fenomeni come
aumento delle temperature, innalzamento del livello del
mare, scarsità d’acqua, perdita di biodiversità,
cambiamenti nella produttività del suolo possono
compromettere la disponibilità di materie prime e
aumentare i costi operativi
Interruzione della
catena di fornitura
Lungo
La dipendenza da fornitori globali può essere
compromessa da eventi imprevisti, causando ritardi e
carenze di materie prime
ESRS 2 SBM 3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il
modello aziendale
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, illustrata in dettaglio nella sezione "Informativa sul processo di valutazione
della rilevanza”, emergono alcuni impatti negativi significativi legati al tema E1 – Cambiamento Climatico.
Impatti rilevanti
Sub-topic
Impatto
Descrizione dell'Impatto
Posizionamento nella C.V.
Adattamento ai
cambiamenti climatici
Ricollocazione degli
impianti di produzione
in aree più resilienti
La ricollocazione degli impianti in aree più
resilienti può portare, da un lato, alla
creazione di nuovi posti di lavoro in altre
aree, ma dall'altro comporta la perdita di
occupazione per le persone impiegate
stabilmente nei siti di produzione.
Operazioni proprie
55
Mitigazione dei
cambiamenti
Emissioni di gas serra
legate all’agricoltura e
all’allevamento (e
relativo cambiamento
climatico)
Nel settore agricolo e zootecnico, la
maggior parte delle emissioni deriva
direttamente dagli animali, attraverso il
rilascio di metano durante la
fermentazione enterica e dalla gestione e
trattamento del letame. Le emissioni
dirette derivanti dall'allevamento e dalla
produzione di bestiame rappresentano una
quota significativa delle emissioni totali di
gas serra.
Upstream
Mitigazione dei
cambiamenti
Emissioni di gas serra
derivanti dalle attività
manifatturiere (e
relativo cambiamento
climatico)
I produttori del settore Food & Beverage
generano emissioni dirette di gas serra
(GHG) attraverso le operazioni di
trasformazione e trasporto dei beni via
terra e via mare. Le attività di produzione e
trasformazione richiedono un elevato
consumo di energia, prevalentemente da
fonti non rinnovabili, contribuendo così
alle emissioni di GHG e al cambiamento
climatico.
Operazioni proprie
Downstream
Energia
Processi ad alta
intensità energetica
nelle attività agricole e
di allevamento
I settori agricolo e zootecnico sono ad alta
intensità energetica. L'energia è essenziale
per diverse attività agricole, tra cui il
funzionamento dei macchinari,
l'irrigazione, il riscaldamento e il
raffreddamento delle serre, nonché la
produzione di input come fertilizzanti e
pesticidi.
Upstream
Energia
Attività ad alta
intensità energetica
nelle operazioni interne
Nel settore alimentare, la gestione
dell'energia è cruciale a causa degli elevati
consumi richiesti dalla produzione e
trasformazione degli alimenti. Queste
operazioni sono ad alta intensità energetica
e comprendono attività come
pastorizzazione, sterilizzazione,
refrigerazione e trasporto. Un'efficace
gestione dell'energia può ridurre
significativamente i costi operativi e
l'impatto ambientale.
Operazioni proprie
L'analisi di rilevanza d’impatto ha evidenziato che le operazioni della Società e la sua catena del valore generano impatti
climatici significativi su orizzonti temporali di breve, medio e lungo termine, con una crescente rilevanza nel medio-
lungo periodo. In particolare, le emissioni di gas serra derivanti dalle attività agricole e zootecniche, dai processi di
trasformazione e dal trasporto contribuiscono direttamente ai cambiamenti climatici, aggravando fenomeni come il
riscaldamento globale. Inoltre, l’elevata intensità energetica dei processi produttivi, basata prevalentemente su fonti non
rinnovabili, accresce l’impronta carbonica complessiva. Infine, la rilocalizzazione degli impianti produttivi per adattarsi
a condizioni climatiche più resilienti può influenzare i territori, creando opportunità economiche in alcune aree, ma
causando al contempo la perdita di posti di lavoro in altre.
56
Rischi rilevanti
Sub-topic Rischio Descrizione del rischio Tipologia
Posizionamento
nella V.C.
Adattamento ai
cambiamenti
climatici
Rischio fisico acuto derivante da
eventi meteorologici che possono
danneggiare gli impianti di
produzione e interrompere le
catene del valore
Eventi estremi come uragani,
alluvioni o ondate di calore possono
causare danni alle infrastrutture e
interruzioni operative.
Fisico
Upstream
Operazioni
proprie
Downstream
Adattamento ai
cambiamenti
climatici
Rischio di interruzione delle catene
di approvvigionamento globali:
problemi logistici e di fornitura
derivanti da eventi globali come
pandemie o disastri naturali
La dipendenza da fornitori globali
può essere compromessa da eventi
imprevisti, causando ritardi e carenze
di materie prime.
Fisico Upstream
Adattamento ai
cambiamenti
climatici
Rischio di eventi catastrofici che
potrebbero compromettere le
operazioni aziendali e causare la
perdita permanente di dati aziendali
Terremoti, incendi o altri eventi
estremi possono mettere a rischio la
continuità operativa e la sicurezza
delle informazioni aziendali.
Fisico
Operazioni
proprie
Adattamento ai
cambiamenti
climatici
Rischio fisico cronico dovuto ai
cambiamenti climatici a lungo
termine
L'alterazione degli ecosistemi e
fenomeni come aumento delle
temperature, innalzamento del livello
del mare, scarsità d’acqua, perdita di
biodiversità, cambiamenti nella
produttività del suolo possono
compromettere la disponibilità di
materie prime e aumentare i costi
operativi.
Fisico
Upstream
Operazioni
proprie
Downstream
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici
Rischio di aumento dei costi e delle
sanzioni a causa di normative
sempre più stringenti per ridurre le
emissioni e gli impatti negativi
Normative ambientali più severe
possono imporre tasse sul carbonio e
obblighi di conformità che
aumentano i costi aziendali.
Transizione
Upstream
Operazioni
proprie
Downstream
Energia
Rischio di mancato monitoraggio
dei consumi energetici e degli
impatti ambientali della Società,
con conseguenti inefficienze nei
costi, possibili sanzioni e danni
reputazionali
Un controllo inefficace dei consumi
energetici può portare a sprechi, costi
elevati e una percezione negativa
dell’azienda.
Transizione
Upstream
Operazioni
proprie
Downstream
In termini di rilevanza finanziaria, anche in questo caso, per alcuni dei rischi individuati in relazione ai cambiamenti
climatici si presenta una tendenza di crescita della significatività nel medio-lungo termine. Una descrizione più
approfondita sugli effetti negativi che tali rischi potrebbero avere sul business del Gruppo, nonché delle strategie di
resilienza, è fornita all’interno della precedente sezione “ESRS 2 SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro
interazione con la strategia e il modello aziendale” paragrafo "Analisi di resilienza”.
57
Opportunità rilevanti
Sub-topic
Opportunità
Descrizione dell’opportunità
Posizionamento nella V.C.
Adattamento
ai
cambiamenti
climatici
Opportunità per migliorare
l’attrattività verso gli investitori
sostenibili e rafforzare la
reputazione dell’azienda tra gli
stakeholder, favorendo al
contempo la sostenibilità a lungo
termine del business.
Adottare strategie climatiche
ambiziose può aumentare la fiducia
degli investitori, migliorare l'immagine
aziendale e garantire una maggiore
resilienza economica nel lungo
periodo.
Operazioni proprie
Infine, un posizionamento solido in termini di sostenibilità può facilitare l’accesso a capitali a condizioni più
vantaggiose, ridurre il costo del capitale e migliorare la competitività sul mercato. Inoltre, il rafforzamento della
reputazione aziendale può incrementare la fiducia dei consumatori e dei partner commerciali, favorendo la crescita delle
vendite e la fidelizzazione del cliente. In un contesto di crescente attenzione verso la sostenibilità, CLI può quindi
beneficiare di un vantaggio competitivo duraturo, migliorando la propria resilienza economica nel lungo periodo
4
.
Analisi di resilienza
Il Gruppo NewPrinces, di cui CLI è parte, monitora costantemente i rischi legati ai cambiamenti climatici ed effettua
regolari valutazioni per misurare la propria resilienza nei confronti dei rischi ritenuti rilevanti. Tale analisi è stata
effettuata anche nel corso del 2025, in concomitanza con l’aggiornamento dell’ERM
5
, ed ha considerato tutte le Società
incluse nel perimetro di consolidamento finanziario, tra cui Centrale del Latte d’Italia, coprendo i tre orizzonti temporali
di breve, medio e lungo periodo come definiti all’interno del paragrafo 6.4 di ESRS 1.
L’analisi ha incluso la valutazione dell’impatto del cambiamento climatico sulla catena di approvvigionamento, sugli
asset aziendali e sulle performance economico-finanziarie, considerando anche l’aderenza alle normative ambientali e
gli impegni di transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
L’analisi ha evidenziato diversi aspetti rilevanti:
Possibili interruzioni nella catena di approvvigionamento: operando nel settore alimentare, il Gruppo nonché
Centrale del Latte d’Italia dipendono fortemente dalle materie prime agroalimentari, la cui disponibilità è
strettamente influenzata dalle condizioni climatiche e dagli eventi meteorologici estremi.
Potenziali danni agli asset, alle infrastrutture e alla continuità operativa: alcuni stabilimenti si trovano in
prossimità di corsi d’acqua o bacini artificiali, e, pertanto, più esposte in caso di precipitazioni particolarmente
intense, con il rischio di esondazioni improvvise o di un progressivo aumento del livello del mare legato al
riscaldamento globale.
Rischi di non conformità normativa in ambito ambientale: in quanto realtà produttiva, la Società è tenuta a
rispettare specifici requisiti e scadenze normative. L’evoluzione costante della regolamentazione ambientale
richiede un monitoraggio continuo per garantire la conformità, prevenire sanzioni e mitigare eventuali impatti
operativi.
4
Per una panoramica approfondita sulla valutazione dei rischi si veda l’apposito paragrafo all’interno della sezione GOV-5 in ESRS 2.
5
Per una panoramica approfondita sulla valutazione dei rischi si veda l’apposito paragrafo all’interno della sezione GOV-5 in ESRS 2.
58
In particolare, per mitigare i rischi legati alla catena di approvvigionamento, Centrale del Latte d’Italia ha attivato piani
di emergenza e ha diversificato geograficamente i fornitori, evitando dipendenze critiche e riducendo il rischio di
interruzioni.
Per quanto riguarda i rischi relativi agli asset, alle infrastrutture e alla continuità operativa, negli ultimi anni, non sono
stati riscontrati problemi significativi dovuti a eventi climatici estremi. Il monitoraggio costante di questi aspetti
consente l’adozione tempestiva di misure preventive per minimizzare eventuali impatti.
Infine, in materia di conformità normativa, Centrale del Latte d’Italia ha istituito un sistema di gestione ambientale con
figure dedicate sia al controllo dei consumi e delle emissioni sia al monitoraggio dell’evoluzione della normativa europea
per garantire la piena conformità alle direttive sulla decarbonizzazione.
Vi sono poi altri elementi che permettono di accrescere la resilienza di Centrale del Latte d’Italia. Primo tra questi, la
solidità finanziaria del Gruppo di cui fa parte consente di ottenere capitali a un costo sostenibile, facilitando il
finanziamento di investimenti strategici e di misure di mitigazione dei rischi senza compromettere l’equilibrio
economico-finanziario.
Inoltre, la capacità di riconvertire, potenziare o dismettere gli asset esistenti rappresenta un fattore chiave di adattabilità,
permettendo di ottimizzare le risorse, ridurre il rischio di immobilizzazioni obsolete e rispondere tempestivamente alle
evoluzioni del mercato o a eventuali criticità operative.
Infine, l’aggiornamento costante dell’offerta e l’integrazione di prodotti e servizi innovativi e sostenibili permettono
alla Società di adattarsi alle nuove esigenze del mercato, garantendo competitività e crescita nel lungo periodo.
E1-1 - Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici
Come già anticipato nelle precedenti sezioni, nel corso del 2025, il Gruppo NewPrinces, di cui Centrale del Latte d’Italia
è parte, ha avviato un processo di integrazione e armonizzazione delle politiche ESG a livello di Gruppo. Pertanto, non
è stato ancora definito un piano di transizione la mitigazione dei cambiamenti climatici per il perimetro dell’intero
Gruppo. A seguito dell’integrazione, nel corso dei prossimi esercizi, si valuterà la definizione di tale piano.
In tale contesto, Centrale del Latte d'Italia monitora costantemente i propri consumi energetici e calcola le proprie
emissioni di Scope 1 e 2 adottando la metodologia proposta dal GHG Protocol.
Nell’ambito del Gruppo NewPrinces, vi sono realtà che stanno definendo un piano di decarbonizzazione, del quale
CLI beneficerà mutuando politiche e scelte strategiche per valutare, a sua volta, l’adozione di un piano di
decarbonizzazione con impatto anche sul proprio perimetro.
E1-2 - Politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici
Per identificare, valutare e gestire i propri impatti, rischi e opportunità legati ai cambiamenti climatici, l'Azienda adotta
diversi documenti strategici.
Nel corso dell’esercizio, la Capogruppo ha, inoltre, avviato un processo di aggiornamento del Codice Etico e di
Condotta, della Politica sui Diritti Umani e sulla Condotta Responsabile dei Fornitori e della Politica di Sostenibilità,
documenti che definiscono i principi etici e di comportamento del Gruppo, promuovono il rispetto dei diritti umani
lungo la catena del valore e orientano l’impegno verso la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile.
L’aggiornamento è volto a includere nel perimetro di applicazione le società recentemente acquisite e a estenderne
l’adozione anche a CLI. La versione aggiornata di tali documenti sarà approvata secondo i processi di governance del
Gruppo, con entrata in vigore prevista nel corso del 2026.
59
Oltre a questi, Centrale del Latte d’Italia ha adottato una Politica del Sistema di Gestione Integrato, con l’impegno di
migliorare l’efficienza dei processi, ridurre i consumi energetici e limitare le emissioni di CO, contribuendo così alla
mitigazione dell’impatto ambientale delle proprie operazioni.
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente della Capogruppo o da soggetti da questo delegati ed estesi
alle società del Gruppo, tra cui CLI. L’Organo Dirigente ne definisce anche le modalità di attuazione.
Politica
Ambito di applicazione
Argomento trattato
Stakeholder
beneficiari
Codice Etico e di Condotta di
Gruppo
Tutte le sedi di Centrale del Latte
d’ Italia S.p.A.
Efficienza energetica
Miglioramento continuo
Salvaguardia delle risorse
Promozione dell’etica ambientale
Natura ed ecosistemi
Comunità locali
Fornitori
Politica di Sostenibilità
Tutte le sedi di Centrale del Latte
d’ Italia S.p.A.
Mitigazione dei cambiamenti climatici
Efficienza energetica
Salvaguardia delle risorse
Natura ed ecosistemi
Comunità locali
Fornitori
Politica del Sistema di
Gestione Integrato
Tutte le sedi di Centrale del Latte
d’ Italia S.p.A.
Efficienza energetica
Diffusione delle energie rinnovabili
Salvaguardia delle risorse
Natura ed ecosistemi
Comunità locali
Fornitori
E1-3 - Azioni e risorse in relazione alle politiche sui cambiamenti climatici
La Società, nel corso del 2025, ha adottato una serie di misure finalizzate a minimizzare e gestire i propri impatti, rischi
e opportunità legati al cambiamento climatico. In particolare:
monitora costantemente i consumi energetici e il mix energetico attraverso specifici KPI
calcola le proprie emissioni dirette (Scope 1 e Scope 2)
Le azioni sopra descritte sono relative alle own operations. Il principale stakeholder che beneficia delle azioni elencate
è l’ecosistema.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno valutate e
prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione con le società recentemente acquisite
dalla Capogruppo. Infatti, a valle di tali acquisizioni, le politiche di sostenibilità, incluse le iniziative per la transizione
verso la mitigazione dei cambiamenti climatici e le relative azioni, saranno integrate, ove possibile, per coprire l’intero
perimetro del Gruppo, tra cui la controllata CLI.
Metriche e obiettivi
E1-4 - Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all’adattamento degli stessi
Centrale del Latte d'Italia non ha ancora definito target specifici per la gestione e la mitigazione degli impatti, rischi e
opportunità legati ai cambiamenti climatici, in attesa di una integrazione a livello di Gruppo NewPrinces di buone
pratiche tra le società recentemente acquisite. Tuttavia, la Società monitora costantemente l’implementazione e
60
l’efficacia delle politiche esistenti attraverso indicatori ambientali, garantendo il pieno rispetto delle normative, in
particolare quelle relative alle emissioni e ai consumi energetici.
E1-5 - Consumo e mix energetico
Nella tabella sottostante vengono rappresentati i consumi ed il mix energetico della Società nel corso dell’anno 2025.
Informativa
Udm
FY2024
FY2025
1)
Consumo di combustibile da carbone e prodotti del carbone
MWh
0
0
2)
Consumo di combustibile da petrolio grezzo e prodotti
petroliferi
6
MWh 1.533,9 1.768,1
3)
Consumo di combustibile da gas naturale
7
MWh 113.772,8 121.319,7
4)
Consumo di combustibile da altre fonti non rinnovabili
MWh
0
0
5)
Consumo di energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da
fonti fossili, acquistati o acquisiti
8
MWh 35.950,2 37.072,7
6)
Consumo totale di energia da fonti fossili
MWh
151.256,8
160.160,4
Quota di fonti fossili sul consumo totale di energia
%
99,8
99,8
7)
Consumo da fonti nucleari
MWh
0
0
Quota di fonti nucleari sul consumo totale di energia
%
0
0
8)
Consumo di combustibili per le fonti rinnovabili, compresa la
biomassa
MWh 0 0
9)
Consumo di energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da
fonti rinnovabili, acquistati o acquisiti
MWh 0 0
10)
Consumo di energia rinnovabile autoprodotta senza ricorrere a
combustibili
9
MWh 340,3 356,3
11)
Consumo totale di energia da fonti rinnovabili
MWh
340,3
356,3
Quota di fonti rinnovabili sul consumo totale di energia
%
0,2
0,2
Consumo totale di energia
MWh
151.597,1
160.516,7
Produzione di energia
MWh
8.358,4
8.257,2
Di cui:
Da fonti rinnovabili
MWh
340,3
356,3
6
Il dato in MWh è stato ottenuto a partire dai consumi rilevati in litri, utilizzando i fattori di conversione DEFRA 2025 per gli specifici combustibili.
7
Il dato in MWh è stato ottenuto a partire dai consumi rilevati in metri cubi, utilizzando i fattori di conversione DEFRA 2025.
8
La misurazione è effettuata direttamente in MWh, pertanto non sono stati applicati fattori di conversione.
9
La misurazione è effettuata direttamente in MWh, pertanto non sono stati applicati fattori di conversione.
61
Da fonti non rinnovabili
MWh
8.018,1
7.900,9
Intensità energetica associata ad attività in settori ad alto
impatto climatico
10
Consumi Mwh /
Ricavi in migliaia
di €
0,43 0,46
Ricavi netti da attività nei settori ad alto impatto climatico utilizzati
per calcolare l'intensità energetica
11
349.712.000 351.497.984
Ricavi netti (altri)
0
0
Totale ricavi netti (secondo il bilancio)
349.712.000
351.497.984
L’energia elettrica viene utilizzata dalla Società per alimentare gli impianti, per effettuare trattamenti termici e per la
refrigerazione, il gas naturale è utilizzato prevalentemente per la produzione di calore nei processi di trasformazione ed i
carburanti sono utilizzati per alimentare i mezzi aziendali ed i generatori che devono garantire la continuità operativa. Tutti
i dati sono puntualmente rilevati.
E1-6 - Emissioni di gas effetto serra
Di seguito viene fornito il dato sulle emissioni di gas effetto serra della Società. Si faccia riferimento alle note a piè di pagina
per un dettaglio sulla metodologia.
Le emissioni di Scope 1 sono riconducibili principalmente a consumi di gas naturale e alla movimentazione dei mezzi
aziendali; le emissioni di Scope 2 sono riconducibili ai consumi di energia elettrica. Entrambe queste sono calcolate in base
ai dati presentati all’indicatore E1-5.
Informativa
Udm
FY2024
FY2025
Emissioni di GES in ambito 1
a)
Emissioni lorde di GES di ambito 1
12
tCO2eq
22.076,7
23.894,1
Di cui:
Centrale del Latte d’Italia
tCO2eq
22.076,7
23.894,1
Partecipate, collegate, joint vendute su cui si esercita controllo operativo
tCO2eq
0
0
b)
Percentuale di emissioni di GES di ambito 1 coperta da sistemi
regolamentati di scambio di quote di emissioni
% 0 0
Emissioni di GES in ambito 2
a)
Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sulla posizione
13
tCO2eq
15.523,4
10.379,8
14
10
L’intero business del Gruppo è da considerarsi associato ad attività in settori ad alto impatto climatico.
11
Corrispondente alla voce di bilancio “Ricavi da contratti con i clienti”.
12
Calcolate utilizzando i fattori di conversione DEFRA 2025.
13
Calcolate utilizzando il fattore di conversione AIB total supplier mix (aggiornamento 2024).
14
Si evidenzia che la contrazione di tale dato è prevalentemente riconducibile a una variazione del fattore di emissione utilizzato alla luce di un miglioramento
del mix energetico nazionale.
62
Di cui:
Centrale del Latte d’Italia
tCO2eq
15.523,4
10.379,8
Partecipate, collegate, joint vendute su cui si esercita controllo operativo
tCO2eq
0
0
b)
Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sul mercato
15
tCO2eq
18.023,2
16.461,1
16
Di cui:
Centrale del Latte d’Italia
tCO2eq
18.023,2
16.461,1
Partecipate, collegate, joint vendute su cui si esercita controllo operativo
tCO2eq
0
0
Emissioni totali di GES (basate sulla posizione)
tCO2eq
37.600,1
34.273,9
Emissioni totali di GES (basate sul mercato)
tCO2eq
40.099,9
40.355,2
Emissioni totali di GES rispetto ai ricavi netti (basate sulla
posizione)
17
tCO2eq
/Ricavi in
migliaia di
0,11 0,10
Emissioni totali di GES rispetto ai ricavi netti (basate sul
mercato)
18
tCO2eq
/ Ricavi in
migliaia di
0,11 0,11
.
15
Calcolate utilizzando il fattore di conversione AIB residual mix (aggiornamento 2024).
16
Si evidenzia che la contrazione di tale dato è prevalentemente riconducibile a una variazione del fattore di emissione utilizzato alla luce di un miglioramento
del mix energetico nazionale.
17
Corrispondente alla voce di bilancio “Ricavi da contratti con i clienti”.
18
Corrispondente alla voce di bilancio “Ricavi da contratti con i clienti”.
63
E2 - INQUINAMENTO
ESRS E2 IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le
opportunità rilevanti legati all'inquinamento
Il processo di individuazione e valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti per la Società, inclusi
quelli relativi al tema E2 Inquinamento, è descritto in dettaglio nella sezione Gestione degli Impatti, dei Rischi e delle
Opportunità, a cui si rimanda per un approfondimento.
A supporto dell’analisi di Doppia Rilevanza, il Gruppo NewPrinces ha elaborato un piano di stakeholder engagement
per coinvolgere i principali portatori di interesse nell’identificazione delle questioni di sostenibilità rilevanti, includendo
anche la controllata Centrale del Latte d’Italia. Le consultazioni con gli stakeholder sulle questioni relative
all’inquinamento, in particolare con le comunità interessate, avranno luogo a partire dai prossimi esercizi, seguendo le
linee guida del piano di Gruppo illustrato nella sezione Stakeholder Engagement.
CLI ha passato al vaglio l’ubicazione dei suoi siti e le attività aziendali per individuare gli impatti, i rischi e le opportunità
legati all’inquinamento, sia effettivi che potenziali, nelle operazioni proprie e lungo la catena del valore a monte e a
valle. Di seguito vengono presentati, con una breve descrizione, gli impatti rilevanti individuati associati ai relativi
sottotemi. In relazione al tema E2 Inquinamento, Centrale del Latte d’Italia non ha individuato né alcun rischio rilevante
né alcuna opportunità rilevante.
Impatti rilevanti
Sub-topic
Impatto
Descrizione dell’Impatto
Posizionamento nella V.C.
Inquinamento
dell’aria
Inquinamento
atmosferico da attività
agricole e di
allevamento
L’agricoltura è una fonte significativa di
vari inquinanti atmosferici, tra cui
ammoniaca, metano e particolato,
generati dall'uso di fertilizzanti e
pesticidi, dalla gestione dei rifiuti
zootecnici e dalla combustione dei
residui colturali.
Upstream
Inquinamento
dell’aria
Aumento
dell'inquinamento
atmosferico dovuto alle
operazioni locali
L’elevato consumo di energia da
combustibili fossili può generare
inquinanti atmosferici, con effetti
negativi sulla qualità dell'aria locale e
possibili problemi respiratori per le
comunità vicine.
Operazioni proprie
Inquinamento
dell’acqua
Contaminazione dei
corpi idrici dovuta ad
attività agricole e di
allevamento
L’agricoltura e l’allevamento possono
provocare il deflusso di fertilizzanti,
pesticidi e rifiuti animali nelle acque
superficiali, causando inquinamento da
nutrienti, fioriture algali nocive e zone
morte negli ecosistemi acquatici.
Upstream
Inquinamento
dell’acqua
Acque reflue derivanti
dalle attività produttive
I processi di produzione generano acque
reflue contenenti sostanze organiche,
prodotti chimici e agenti patogeni, che
possono contaminare i corpi idrici se
non adeguatamente trattate.
Operazioni proprie
64
Inquinamento
del suolo
Deflusso di sostanze
chimiche e gestione dei
rifiuti animali
L’uso di pesticidi e fertilizzanti, così
come la gestione dei rifiuti derivanti
dall’allevamento, può causare la
contaminazione del suolo,
compromettendone la salute e riducendo
la produttività agricola.
Upstream
E2-1 Politiche relative all'inquinamento
Il Codice Etico e di Condotta ribadisce l’impegno per la tutela dell’ambiente, promuovendo il rispetto rigoroso delle
normative vigenti e l’adozione di misure preventive volte a ridurre al minimo l’inquinamento generato dalle attività
aziendali.
Inoltre, la Politica sui Diritti Umani e sulla Condotta Responsabile dei Fornitori (che funge anche da Codice di Condotta
Fornitori) richiede agli operatori della supply chain di adottare pratiche responsabili e conformi alla normativa
ambientale. A queste iniziative si affiancano la Politica di Sostenibilità e la Politica del Sistema di Gestione Integrato,
finalizzate a migliorare l’efficienza operativa e a limitare l’impatto ambientale.
Nel corso dell’esercizio, la Capogruppo NewPrinces ha avviato un processo di aggiornamento del Codice Etico e di
Condotta, della Politica sui Diritti Umani e sulla Condotta Responsabile dei Fornitori e della Politica di Sostenibilità, al
fine di includere nel perimetro di applicazione le società recentemente acquisite ed estenderne l’adozione anche a CLI;
la versione aggiornata di tali documenti sarà approvata secondo i processi di governance del Gruppo, con entrata in
vigore prevista nel corso del 2026.
A livello operativo, sono inoltre adottate procedure specifiche di sito per la gestione delle emergenze ambientali, con
particolare attenzione a possibili sversamenti o emissioni accidentali. Tali procedure mirano a contenere rapidamente
eventuali impatti, garantendo interventi tempestivi e riducendo il rischio di contaminazione dell’aria, dell’acqua e del
suolo.
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente della Capogruppo o da soggetti da questo delegati ed estesi
alle società del Gruppo, tra cui CLI. L’Organo Dirigente ne definisce anche le modalità di attuazione.
E2-2 Azioni e risorse connesse all'inquinamento
La Società adotta una serie di misure finalizzate a minimizzare e gestire i propri impatti, rischi e opportunità legati
all’inquinamento. In particolare, sono presenti periodici monitoraggi delle emissioni di inquinanti, sia attraverso
autoanalisi, sia tramite verifiche condotte da terzi.
Le azioni sopra descritte sono relative alle own operations.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno valutate e
prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione con il Gruppo NewPrinces.
Metriche e obiettivi
E2-3 Obiettivi connessi all'inquinamento
Centrale del Latte d’Italia non ha ancora definito obiettivi specifici per la riduzione dell’inquinamento, ma questi
potranno essere stabiliti nei prossimi esercizi. Tuttavia, grazie a un sistema strutturato di monitoraggio, che include
65
analisi interne e verifiche condotte da enti terzi, oltre all’implementazione di sistemi di gestione ambientale, l'Azienda
si impegna a garantire il rispetto dei limiti di emissioni inquinanti previsti dalla normativa vigente.
E2-4 Inquinamento di aria, acqua e suolo
Inquinanti emessi nelle operazioni proprie:
Udm
FY2024
FY2025
Idrofluorocarburi (HFC)
19
Kg
473,3
606,9
Per le emissioni di inquinanti di aria, acqua e suolo, Centrale del Latte d'Italia considera unicamente gli F-Gas. L’utilizzo
degli F-Gas è fondamentale per il funzionamento degli impianti di refrigerazione. Il consumo di questi è limitato ad eventuali
rabbocchi degli impianti, registrati di volta in volta e puntualmente rilevati, talvolta fisiologici a seguito dell’utilizzo
continuativo, ed eventuali emissioni sono periodicamente controllate come previsto dai sistemi di gestione in essere e dalle
normative in vigore.
Le Microplastiche, data la natura del business, non sono risultate un tema materiale che necessita di ulteriore disclosure.
19
I consumi di F-Gas nel 2025 hanno riguardato prevalentemente lo stabilimento di Rapallo.
66
E3 - Acque e risorse marine
ESRS 2 - Informazioni generali
ESRS 2 IRO-1 - Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le
opportunità rilevanti legati alle acque e alle risorse marine
L’analisi degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti per Centrale del Latte d’Italia, inclusi quelli legati al tema
E3 Acque e Risorse Marine, è illustrata in dettaglio nella sezione ESRS 2 IRO-1 Gestione degli Impatti, dei Rischi e
delle Opportunità, a cui si rimanda per maggiori approfondimenti.
Per rafforzare questa analisi, il Gruppo NewPrinces, di cui CLI è parte, ha sviluppato un piano di stakeholder
engagement per coinvolgere i principali portatori di interesse nell’individuazione delle tematiche di sostenibilità più
rilevanti e questi sono stati interrogati anche sull’utilizzo delle risorse idriche. Ulteriori consultazioni, in particolare con
le comunità direttamente interessate, verranno avviate nei prossimi esercizi in linea con le indicazioni fornite nella
sezione Stakeholder Engagement, anche se nelle realtà italiane in cui la Società opera non vi sono sinora state criticità
legate a questa risorsa.
Di seguito sono riportati i principali impatti individuati per ciascun sottotema. Relativamente al tema E3 Acque e
Risorse Marine, la Società non ha identificato rischi né opportunità rilevanti.
Impatti rilevanti
Sotto-tema e sotto-sotto-
tema
Impatto Descrizione dell’Impatto Posizionamento nella V.C.
Acqua Consumo idrico Utilizzo di acqua per le attività
agricole e di allevamento
L’acqua è essenziale per
l’irrigazione delle colture e il
mantenimento del bestiame,
soprattutto nelle aree aride.
Upstream
Acqua Consumo idrico Uso dell'acqua nei processi di
produzione e trasformazione
L’acqua è fondamentale per la
lavorazione alimentare, il
riscaldamento, il
raffreddamento e la
sanificazione.
Operazioni proprie
Acqua Prelievi idrici Depauperamento delle risorse
idriche a causa dell'eccessivo
prelievo per le attività agricole
e di allevamento
L’eccessivo sfruttamento
idrico può ridurre le falde
acquifere, minacciando
l’agricoltura e la disponibilità
di acqua potabile.
Upstream
Acqua Prelievi idrici Prelievo idrico eccessivo
legato alle attività produttive
L’uso inefficiente dell’acqua
nelle industrie alimentari può
esaurire le risorse idriche e
compromettere le attività
future.
Operazioni proprie
Acqua Scarichi idrici Inquinamento delle acque e
eutrofizzazione dovuta agli
scarichi delle attività agricole
Gli scarichi agricoli non
trattati possono contaminare
le acque e causare
Upstream
67
eutrofizzazione, con impatti
sugli ecosistemi e la
biodiversità.
E3-1 Politiche connesse alle acque e alle risorse marine
Il Codice Etico e di Condotta di Gruppo, adottato anche dalla controllata CLI, ribadisce l’impegno per la tutela
dell’ambiente, promuovendo il rispetto rigoroso delle normative vigenti e l’adozione di misure preventive volte a ridurre
al minimo gli impatti ambientali, inclusi quelli derivanti da una gestione non ottimale delle risorse idriche.
Inoltre, la Politica sui Diritti Umani e sulla Condotta Responsabile dei Fornitori richiede agli operatori della supply
chain di adottare pratiche responsabili nella gestione delle risorse idriche, limitandone gli sprechi, ottimizzandone
l’utilizzo e prevedendo, ove possibile, sistemi di monitoraggio che ne consentano una gestione efficiente.
A tali presidi si affiancano la Politica di Sostenibilità e la Politica del Sistema di Gestione Integrato, finalizzate a
migliorare l’efficienza operativa anche attraverso il monitoraggio continuo dei consumi idrici, al fine di ridurne
progressivamente gli sprechi.
Nel corso dell’esercizio, la Capogruppo ha inoltre avviato un processo di aggiornamento del Codice Etico e di
Condotta, della Politica sui Diritti Umani e sulla Condotta Responsabile dei Fornitori e della Politica di Sostenibilità, al
fine di includere le società recentemente acquisite ed estenderne l’applicazione anche a CLI; la versione aggiornata sarà
approvata secondo i processi di governance del Gruppo, con entrata in vigore prevista nel corso del 2026.
Tutte le politiche sono approvate dall’Organo Dirigente della Capogruppo, o da soggetti da questo delegati, che ne
definisce altresì le modalità di attuazione.
A livello operativo, sono inoltre adottate procedure specifiche di sito per la gestione delle risorse idriche, con le quali i
vari siti si impegnano a favorire un utilizzo efficiente e sostenibile dell’acqua nei processi produttivi. Alcuni di questi
siti si trovano in aree soggette a stress idrico; sebbene per essi non siano ancora state implementate politiche dedicate,
rientrano comunque nel sistema di gestione ambientale della Società. Di conseguenza, sono soggetti a procedure e
strategie volte all’ottimizzazione delle risorse, inclusa la gestione responsabile dell’acqua.
E3-2 Azioni e risorse connesse alle acque e alle risorse Marine
La Società, nel corso del 2025, ha adottato una serie di misure finalizzate a minimizzare e gestire i propri impatti, rischi
e opportunità legati all’acqua e alle risorse marine. In particolare:
Adozione, per alcuni siti produttivi, di tecnologie per il trattamento delle acque reflue, che permette di
massimizzarne il riutilizzo e ridurre gli scarichi. Ad esempio, lo stabilimento di Vicenza ha da tempo
implementato un sistema di recupero attraverso l’installazione di due serbatoi che permettono di recuperare
acqua tra i diversi processi di lavaggio, limitando prelievi e scarichi. Presso la sede di Firenze, al fine di ridurre
il consumo dell’acqua nei processi di lavorazione del latte è stato installato un impianto di potabilizzazione.
Analisi regolari sulle acque trattate e scaricate, sia attraverso autoanalisi sia tramite verifiche di enti terzi, come
le autorità locali, per garantire il pieno rispetto della normativa vigente.
Le azioni sopra descritte sono relative alle own operations. I principali stakeholder beneficiari delle azioni sono gli
ecosistemi.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno valutate e
prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione con le società recentemente acquisite dal
Gruppo NewPrinces.
68
Metriche e obiettivi
E3-3 Obiettivi connessi alle acque e alle risorse marine
Centrale del Latte d’Italia non ha ancora definito obiettivi specifici per l’utilizzo delle risorse idriche. Tuttavia, tutte le
sedi si impegnano a monitorare periodicamente i consumi e a rispettare rigorosamente le normative vigenti. Pur non
avendo fissato target di riduzione, CLI punta a un miglioramento continuo della gestione idrica, in linea con le
certificazioni ottenute secondo lo standard 14001.
E3-4 Consumo idrico
Centrale del Latte d’Italia adotta convenzionalmente i prelievi idrici, rilevati da misurazioni puntuali, come parametro
di riferimento per l'analisi dei consumi, considerandoli l'indicatore più rappresentativo. Questo approccio è motivato
dal fatto che la maggior parte dell'acqua prelevata viene impiegata per il lavaggio degli impianti (essenziale per garantire
la sicurezza alimentare e il rispetto delle normative igienico-sanitarie), per il raffreddamento degli impianti ed una parte
residuale come materia prima nei prodotti. Una parte significativa di questa acqua, inoltre, torna nell'ambiente attraverso
scarichi o per evaporazione. Questo approccio consente un monitoraggio dettagliato e consapevole, supportando
l’adozione di strategie di ottimizzazione volte a migliorare l’efficienza idrica.
Informativa
Udm
FY2024
FY2025
Consumo idrico totale
Metri cubi
2.811.018
3.151.076
Consumo idrico totale in zone a rischio idrico, comprese
quelle a elevato stress idrico
Metri cubi 325.885 334.489
Volume totale di acqua riciclata e riutilizzata
Metri cubi
0
0
Volume totale di acqua immagazzinata e relative variazioni
Metri cubi
0
0
Consumo idrico totale nelle operazioni proprie
Metri cubi per
milione di EUR di
ricavi netti
8,05 8,96
69
E4 - BIODIVERSITÀ ED ECOSISTEMI
Centrale del Latte d’Italia, per la disclosure del tema in oggetto, si avvale del phase-in conformemente all’Appendice C
dell’ESRS 1 e ottempera agli obblighi di informativa riportati all’interno di ESRS 2 BP-2, sezione 17, par. a), b), c), d),
e) in caso di tema valutato come rilevante.
Le questioni di sostenibilità, dettagliate per sottotema, ritenute rilevanti sono le seguenti:
- Fattori di impatto diretto sulla perdita di biodiversità;
- Impatti sull’estensione e sulla condizione degli ecosistemi;
- Impatti e dipendenze in termini di servizi ecosistemici.
Strategia
Centrale del Latte d’Italia, in considerazione del processo di integrazione attualmente in corso da parte della controllante
NewPrinces S.p.A., non ha ancora sviluppato un Piano integrato di transizione in materia di biodiversità ed ecosistemi.
La possibilità di definire tale piano verrà valutata nei prossimi anni, parallelamente al progresso dell’integrazione delle
Società recentemente acquisite dalla Capogruppo.
E4-2 Politiche relative alla biodiversità e agli ecosistemi
CLI, come controllata del Gruppo NewPrinces, affronta il tema della biodiversità attraverso la corretta applicazione
del Codice Etico e di Condotta, che sancisce l’impegno nella tutela dell’ambiente per il bene della collettività e delle
future generazioni. Anche nella Politica di Sostenibilità adottata si parla di salvaguardia ambientale ed attenzione alla
biodiversità. Inoltre, anche all’interno della Politica sui Diritti Umani e sulla Condotta Responsabile dei Fornitori sono
richieste pratiche responsabili a tutela dell’ambiente e della biodiversità.
Nel 2025 la Capogruppo ha avviato un processo di aggiornamento del Codice Etico e di Condotta, della Politica sui
Diritti Umani e sulla Condotta Responsabile dei Fornitori e della Politica di Sostenibilità, al fine di includere le società
recentemente acquisite ed estenderne l’applicazione anche a CLI; la versione aggiornata dei documenti sarà approvata
secondo i processi di governance del Gruppo, con entrata in vigore prevista nel corso del 2026.
Infine, ogni sito opera nel rispetto delle normative locali tramite le autorizzazioni e le procedure previste.
E4-3 Azioni e risorse relative alla biodiversità e agli ecosistemi
Le azioni attuate da CLI per mitigare gli impatti sulla biodiversità si basano sul coinvolgimento degli attori della catena
di fornitura. Centrale del Latte d’Italia ha da sempre instaurato e consolidato collaborazioni con la propria filiera
produttiva: attraverso progetti e accordi di filiera a lungo termine, la società si impegna a valorizzare la produzione del
latte italiano. Integrando nella propria offerta referenze di materia prima biologica, CLI risponde alle crescenti esigenze
dei consumatori supportando, allo stesso tempo, le aziende agricole e gli allevamenti che adottano pratiche conformi
agli standard biologici, contribuendo così alla tutela della biodiversità.
Le azioni sopra descritte sono relative sia alle own operations, sia alla catena di fornitura, sia alle vendite dei prodotti.
I principali stakeholder beneficiari delle azioni sono: consumatori finali ed ecosistemi.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno valutate e
prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione con le società recentemente acquisite dal
Gruppo NewPrinces.
70
Metriche e obiettivi
E4-4 - Obiettivi relativi alla biodiversità e agli ecosistemi
Centrale del Latte d’Italia non ha ancora definito obiettivi sulla biodiversità; tuttavia, si impegna a operare nel rispetto
di questa, conformandosi alle normative ambientali e alle autorizzazioni locali.
E4-5 - Metriche d'impatto relative ai cambiamenti della biodiversità e degli ecosistemi
Come già anticipato, la Società non ha siti all’interno di aree protette. Inoltre, non sono stati individuati impatti rilevanti
per quanto riguarda il cambiamento di uso del suolo, o impatti sull'estensione e sulle condizioni degli ecosistemi in
relazione alle operazioni proprie.
71
E5 - USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE
ESRS 2 IRO-1 - Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Il processo di individuazione e valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti per la Società, inclusi
quelli relativi al tema E5 Uso delle Risorse ed Economia Circolare, è descritto in dettaglio nella sezione Gestione degli
Impatti, dei Rischi e delle Opportunità, a cui si rimanda per un approfondimento.
A supporto dell’analisi di Doppia Rilevanza, CLI ha elaborato un piano di stakeholder engagement per coinvolgere i
principali portatori di interesse nell’identificazione delle questioni di sostenibilità rilevanti.
Gli impatti significativi derivano principalmente dall'uso lineare delle risorse, dalla gestione inefficiente dei rifiuti e dallo
spreco alimentare, con conseguenze dirette sull'ambiente e sulle risorse naturali.
L'uso lineare delle risorse, che non prevede un riutilizzo o riciclo efficace, porta a inefficienze e sprechi, esaurendo le
risorse naturali, come acqua, energia e materie prime, e contribuendo al degrado ambientale.
Inoltre, i flussi in uscita legati a prodotti e servizi generano eccesso di rifiuti, in particolare imballaggi monouso in
plastica, che contribuiscono all'inquinamento ambientale e all'accumulo nelle discariche. Anche i prodotti difficili da
riciclare o senza piani adeguati per la fine del ciclo di vita aumentano i rifiuti e riducono la circolarità dei materiali.
Infine, la gestione inefficiente degli sprechi alimentari è un altro impatto rilevante. Pratiche inadeguate in questo ambito
portano ad un aumento delle emissioni di gas serra e alla perdita di materia organica, aggravando ulteriormente il
degrado ambientale.
Relativamente ai rischi a cui è esposta la Società, uno tra questi riguarda l'uso di imballaggi non sostenibili, che può
avere un impatto ambientale negativo significativo. L'adozione di imballaggi non riciclati, non riciclabili o non
biodegradabili può comportare sanzioni economiche, come la plastic tax, e danneggiare la reputazione dell'azienda.
Questo rischia di influenzare negativamente la percezione dei consumatori e degli stakeholder, con conseguenti
implicazioni economiche e operative.
CLI, infine, ha individuato un'opportunità nell'investire in soluzioni di imballaggio sostenibili, come materiali
biodegradabili, riciclabili o riutilizzabili. Questa scelta riduce i rifiuti, migliora l'efficienza delle risorse e risponde alle
normative ambientali. Inoltre, rafforza la reputazione aziendale, attrae consumatori sensibili alla sostenibilità e offre
vantaggi competitivi.
E5-1 - Politiche relative all'uso delle risorse e all'economia circolare
Come già evidenziato nel presente Documento, Centrale del Latte d’Italia non ha ancora definito politiche specifiche
in merito, ma adotta i principi relativi all’uso delle risorse e all’economia circolare contenuti nei Documenti e nelle
Politiche della Capogruppo NewPrinces S.p.A. Tra questi vi è la Politica di Sostenibilità, che promuove le pratiche di
economia circolare, il Codice Etico e di Condotta, che sancisce l’impegno nella tutela dell’ambiente, promuovendo la
riduzione di inefficienze e sprechi e la Politica sui Diritti Umani e sulla Condotta Responsabile dei Fornitori che richiede
alla catena di fornitura di minimizzare l’impatto ambientale degli imballaggi, ad esempio privilegiando materiali
riciclabili, riciclati, compostabili o provenienti da fonti rinnovabili, in linea con i principi di circolarità.
Nel 2025 la Capogruppo ha avviato un processo di aggiornamento di tali documenti, al fine di includere le società
recentemente acquisite ed estenderne l’applicazione anche a CLI; la versione aggiornata sarà approvata secondo i
processi di governance del Gruppo, con entrata in vigore prevista nel corso del 2026.
72
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente della Capogruppo o da soggetti da questo delegati. L’Organo
Dirigente ne definisce anche le modalità di attuazione.
E5-2 - Azioni e risorse relative all'uso delle risorse e all'economia circolare
La Società, nel corso del 2025, ha adottato una serie di misure finalizzate a minimizzare e gestire i propri impatti, rischi
e opportunità legati all’uso delle risorse e all’economia circolare. In particolare:
Per gli imballaggi in materiali plastici relativi ad alcune linee produttive, vengono utilizzati materiali
parzialmente provenienti da riciclo, riducendo così l’uso di plastica vergine.
Taluni scarti di produzione, invece di essere trasformati in rifiuti, vengono riutilizzati dall’industria zootecnica,
evitando così di generare ulteriori avanzi da smaltire.
Le azioni sopra descritte sono relative sia alle own operations, sia alla catena di fornitura, sia allo smaltimento dei
prodotti. I principali stakeholder beneficiari delle azioni sono: agricoltori ed ecosistemi.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno valutate e
prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione delle realtà acquisite nel corso del 2025
dalla Capogruppo.
Metriche e obiettivi
E5-3 Obiettivi relativi all'uso delle risorse e all'economia circolare
Centrale del Latte d’Italia non ha ancora definito obiettivi specifici rispetto all’uso delle risorse e all’economia circolare.
Tuttavia, si impegna ad accrescere la riciclabilità dei propri rifiuti riducendo ciò che richiede uno smaltimento
potenzialmente a maggior impatto. Per fare ciò, grazie al lavoro di estensione dei sistemi di gestione ambientali, è
fondamentale l’attività di formazione e sensibilizzazione in materia, nonché l’ordinata gestione delle apposite aree di
gestione dei rifiuti. Inoltre, CLI beneficerà degli obiettivi che la sua controllante, NewPrinces S.p.A., definirà a livello
di Gruppo a valle dell’integrazione delle importanti acquisizioni avvenute nel 2025.
E5-4 Flussi di risorse in entrata
Come già evidenziato nella sezione dedicata alla Catena del Valore, le principali materie prime impiegate nel processo
produttivo di Centrale del Latte d’Italia sono prevalentemente di origine agroalimentare. Tra queste, rientrano il latte,
la panna e il siero di latte, nonché ingredientistica di natura alimentare per bevande vegetali e per altri prodotti di natura
lattiero-casearia.
Oltre alle materie prime alimentari, un ruolo fondamentale è svolto dagli imballaggi, che comprendono plastica, carta,
cartone, vetro e materiali poliaccoppiati. Inoltre, il funzionamento degli impianti richiede l’impiego di risorse
energetiche come gas metano, energia elettrica, vapore e carburanti quali benzina, gasolio e GPL.
L’approvvigionamento di queste risorse è un elemento chiave per la sostenibilità complessiva dell’impresa, in quanto
incide direttamente sui consumi, sulle emissioni e sulla gestione responsabile delle materie prime lungo l’intera filiera
produttiva.
Informativa
Udm
FY2024
FY2025
Peso totale complessivo dei prodotti e dei materiali tecnici e biologici
utilizzati
20
Kg 240.298.962 244.390.249
20
Dato relativo alle principali materie prime utilizzate (latte, panna e siero), al packaging (tutte le tipologie) e ai prodotti finiti in ingresso.
73
% di materiali biologici provenienti da filiera sostenibile
21
%
0
0
Peso totale dei componenti secondari riutilizzati o riciclati e dei prodotti
e dei materiali intermedi secondari utilizzati
22
Kg 0 0
% dei componenti secondati riutilizzati o riciclati e dei prodotti e dei materiali
intermedi secondari utilizzati
%
0 0
E5-5 Flussi di risorse in uscita
Nella tabella seguente sono riportati i quantitativi di rifiuti prodotti da CLI, con un dettaglio sulla loro destinazione,
puntualmente rilevati tramite Formulario. Trattandosi di business produttivo, le principali tipologie sono rifiuti organici,
rifiuti da imballaggi, rifiuti chimici per l’igiene ed il funzionamento dei macchinari, rifiuti industriali come i fanghi di
depurazione e rifiuti derivanti dalle attività di manutenzione. Non vi sono, tra questi, rifiuti radioattivi.
Informativa
Udm
FY2024
FY2025
a)
Quantità totale di rifiuti prodotti
Kg
13.335.590
10.663.710
b)
Rifiuti non destinati allo smaltimento
Kg
12.620.449
10.435.320
Rifiuti pericolosi non destinati allo smaltimento
Kg
16.241
18.670
di cui:
preparazione per il riutilizzo
Kg
4.569
0
riciclaggio
Kg
4.130
0
altre operazioni di recupero
23
Kg
7.542
18.670
Rifiuti non pericolosi non destinati allo smaltimento
24
Kg
12.604.208
10.416.650
di cui:
preparazione per il riutilizzo
Kg
36.306
0
riciclaggio
Kg
1.066.070
9.131.540
altre operazioni di recupero
Kg
11.501.832
1.285.110
c)
Rifiuti destinati allo smaltimento
Kg
715.141
228.400
Rifiuti pericolosi destinati allo smaltimento
Kg
10.151
7.700
di cui:
21
Pur essendovi approvvigionamenti di materiali da filiere sostenibili da parte della Società, non è presente un sistema di raccolta dati che consenta di dichiarare
con ragionevole approssimazione il presente data point.
22
Pur essendovi approvvigionamenti di materiali provenienti da riciclo da parte della Società, non è presente un sistema di raccolta dati che consenta di dichiarare
con ragionevole approssimazione il presente data point.
23
Per il 2025 è stata adottata una metodologia più accurata per il calcolo dell'indicatore. Di conseguenza, il dato comparativo è stato riproposto al fine di garantire
una maggiore coerenza delle informazioni.
24
Si specifica che nel corso del 2025 è stata affinata la rendicontazione dei destini dei rifiuti a seguito dell'introduzione di un sistema gestionale dedicato.
74
incenerimento
Kg
3.686
0
smaltimento in discarica
Kg
1.440
1.110
altre operazioni di smaltimento
Kg
5.025
6.590
Rifiuti non pericolosi destinati allo smaltimento
Kg
704.990
220.700
di cui:
incenerimento
Kg
39.960
0
smaltimento in discarica
Kg
636.970
720
altre operazioni di smaltimento
Kg
28.060
219.980
d)
Quantità totale di rifiuti non riciclati
Kg
12.265.390
1.532.170
Percentuale di rifiuti non riciclati
%
92,0
14,4
Quantità totale di rifiuti pericolosi
Kg
26.392
26.370
I principali prodotti e materiali derivanti dal processo produttivo includono alimenti destinati al consumo. La loro
durabilità è regolata da normative rigorose in materia di conservazione e scadenza, garantendo qualità, sicurezza e
conformità agli standard vigenti.
75
INFORMAZIONI SOCIALI
S1 - FORZA LAVORO PROPRIA
ESRS 2 SBM-2 Interessi e opinioni dei portatori d'interessi
I portatori d’interesse sono stati coinvolti durante l’esercizio di stakeholder engagement e si rimanda all’apposita sezione
all’interno dell’ESRS 2 per maggiori informazioni.
ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il
modello aziendale
Centrale del Latte d’Italia opera unicamente su territorio italiano, contesto caratterizzato da un forte impegno nella
tutela dei diritti umani e dei lavoratori. Data la natura produttiva della Società, l’analisi di rilevanza ha evidenziato una
forte dipendenza dal capitale umano. CLI si avvale principalmente di personale dipendente, supportato da una quota
minore di lavoratori non dipendenti, impiegati prevalentemente in attività di pulizia, logistica e gestione dei magazzini.
La maggior parte dei dipendenti è coinvolta direttamente nelle attività produttive, mentre la restante parte svolge ruoli
amministrativi e gestionali negli uffici. Un'analisi dettagliata delle caratteristiche del personale dipendente è riportata
nelle sezioni successive, in particolare nella S1-6.
Tra i temi più significativi in termini di impatto emergono, in primo luogo, la salute e la sicurezza dei dipendenti, seguiti
da aspetti fondamentali come le pari opportunità, incluse la parità di genere, la diversity & inclusion, la crescita
professionale e la formazione. Altri ambiti cruciali riguardano la tutela dei lavoratori contro ogni forma di
discriminazione o violenza, il bilanciamento tra vita lavorativa e privata, la prevenzione di forme di lavoro forzato e la
protezione della privacy. Gli impatti individuati, strettamente legati alle operazioni proprie del Gruppo, sono di natura
sistemica, ovvero il settore produttivo è potenzialmente interamente coinvolto, da un lato a causa della forte dipendenza
dal capitale umano e dall’altra per la natura delle operazioni che richiedono lavoro su turni, a stretto contatto con
macchinari.
Tali impatti rilevanti sono legati ai principali rischi individuati, i quali, se non gestiti adeguatamente, potrebbero avere
conseguenze sia reputazionali che sanzionatorie. Il mancato rispetto dei diritti umani nei rapporti di lavoro potrebbe
esporre l’azienda a gravi ripercussioni legali e reputazionali. Allo stesso modo, una gestione inefficace delle risorse
umane potrebbe generare insoddisfazione diffusa, aumento del turnover e deterioramento del clima aziendale, con
effetti negativi sulla produttività e sulla capacità di attrarre e trattenere talenti. Inoltre, una scarsa attenzione alla diversity
& inclusion e alla parità di trattamento rappresenterebbe un ulteriore fattore di rischio, poiché l’assenza di iniziative
concrete per favorire un ambiente di lavoro equo e inclusivo potrebbe compromettere il coinvolgimento dei dipendenti,
danneggiare la reputazione aziendale ed esporre l’azienda a potenziali azioni legali per discriminazione. Alcuni di questi
rischi si collocano nella fase upstream della catena del valore della Società, in particolare quelli legati al mancato rispetto
dei diritti umani, che riguardano le aree più remote della catena di fornitura, dove il controllo su queste tematiche è
meno incisivo. Altri rischi, invece, sono presenti anche all'interno delle operazioni della Società, come quelli relativi alla
promozione della diversità e dell'inclusione, nonché alla gestione dei rapporti di lavoro.
Tuttavia, questi rischi sono adeguatamente presidiati e mitigati attraverso un rigoroso rispetto delle normative, nonché
tramite l'implementazione di iniziative e azioni specifiche mirate alla gestione e valorizzazione della forza lavoro, come
descritto nella sezione successiva.
76
S1-1 Politiche relative alla forza lavoro propria
Centrale del Latte d’Italia ha adottato un Codice Etico e di Condotta, emanato dalla sua controllante NewPrinces S.p.A.
Il documento si basa su standard e linee guida internazionali, tra cui la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, i
principi del Global Compact delle Nazioni Unite e gli standard fondamentali del lavoro promossi dall’Organizzazione
Internazionale del Lavoro (ILO).
Tra i principi vi è il rifiuto di qualsiasi forma di discriminazione, garantendo pari diritti e opportunità a tutti i lavoratori,
indipendentemente da etnia, colore della pelle, credo religioso, genere, orientamento sessuale, origine nazionale o
regionale, età, disabilità o qualsiasi altra condizione personale.
Oltre al Codice Etico e di Condotta, il Gruppo, e di conseguenza la Società, hanno adottato alcune politiche
fondamentali in relazione alla forza lavoro propria, tra queste vi è:
La Politica di Sostenibilità: affronta in modo globale tutte le tematiche ESG, tra cui la salute e la sicurezza dei
dipendenti, la valorizzazione del capitale umano, la tutela dei diritti umani, l’inclusione e la diversità;
La Politica sulla Diversità e l’Inclusione: promuove la parità di trattamento e la non discriminazione,
riconoscendo la diversità come un valore strategico per la competitività aziendale. La politica si concentra sulla
parità di genere, la diversità generazionale, l’inclusione delle persone con disabilità e la valorizzazione delle
differenze culturali;
La Politica del Sistema di Gestione Integrato (Qualità, Ambiente, Salute e Sicurezza): sancisce l’impegno per
garantire un ambiente di lavoro sicuro e salubre, sottolineando l'importanza della corretta applicazione delle
normative sulla sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori.
Nel corso del 2025, a seguito delle importanti acquisizioni, la Capogruppo NewPrinces ha avviato un processo di
aggiornamento delle principali politiche ESG, tra cui il Codice Etico e di Condotta, la Politica di Sostenibilità, la Politica
sui Diritti Umani e sulla Condotta Responsabile dei Fornitori e la Politica sulla Diversità e l’Inclusione. L’obiettivo è
estendere l’applicazione di tali politiche a tutto il perimetro del Gruppo, tra cui CLI. L’adozione delle versioni aggiornate
avverrà nel corso del 2026, secondo i processi di approvazione previsti dalla governance.
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente della Capogruppo o da soggetti da questo delegati. L’Organo
Dirigente ne definisce anche le modalità di attuazione.
S1-2 Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria e dei rappresentanti dei lavoratori in
merito agli impatti
Centrale del Latte d’Italia riconosce l'importanza di un dialogo costante e strutturato con i propri dipendenti riguardo
agli impatti rilevanti, effettivi e potenziali. Questo confronto avviene direttamente, ma anche attraverso i rappresentanti
dei lavoratori e le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di garantire trasparenza e coinvolgimento nelle decisioni
aziendali. La responsabilità di assicurare che tale coinvolgimento abbia luogo e che i risultati orientino l’approccio
dell’Azienda è in capo all’Organo Dirigente.
La comunicazione con i lavoratori si svolge in diverse modalità: per la semplice condivisione di informazioni, vengono
utilizzate bacheche aziendali e comunicazioni via e-mail per il personale impiegatizio. Nei casi in cui sia necessario un
coinvolgimento attivo nel processo decisionale, ad esempio per la definizione di contratti collettivi, premi e benefit
aziendali, il dialogo avviene attraverso i rappresentanti dei lavoratori e le organizzazioni sindacali. Questo approccio
assicura che le esigenze e le opinioni dei dipendenti siano ascoltate e integrate nelle scelte aziendali, promuovendo un
ambiente di lavoro più equo e partecipativo, in linea con la normativa locale ed i contratti collettivi nazionali applicabili.
77
Il dialogo con le organizzazioni sindacali è un elemento centrale delle relazioni industriali dell’Azienda. Centrale del
Latte d’Italia opera, infatti, in un contesto in cui la consapevolezza dei diritti dei lavoratori è elevata e le rappresentanze
sindacali svolgono un ruolo attivo, favorendo un'interazione trasparente e proattiva.
S1-3 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori propri
di sollevare preoccupazioni
La Società ha adottato strumenti formali per consentire alla forza lavoro di segnalare eventuali preoccupazioni,
comportamenti scorretti o violazioni di leggi e regolamenti. Tutti i dipendenti hanno accesso a canali e meccanismi di
reclamo dedicati.
Oltre alla tradizionale cassetta delle segnalazioni, ancora presente in alcune sedi, è disponibile un canale online,
accessibile a tutti i dipendenti nelle diverse sedi. Questo sistema è integrato nel Modello di Organizzazione, Gestione e
Controllo ex D.Lgs. 231/01 (di seguito anche “MOG 231”).
Il canale di whistleblowing, ospitato su server di un fornitore terzo e indipendente, è operativo 24 ore su 24, 7 giorni
su 7, e rispetta i requisiti della Direttiva UE 2019/1937, in relazione a tematiche quali la riservatezza e protezione dei
dati del segnalante, il rispetto delle tempistiche relative al processo di gestione delle segnalazioni, la protezione del
segnalante verso qualsiasi forma di ritorsione, tra cui licenziamento o altre discriminazioni.
Le segnalazioni sono valutate da membri appositamente incaricati. A tal fine, è stato istituito un Comitato Etico che,
assieme all’Organismo di Vigilanza, ha il compito di gestirle nel pieno rispetto della normativa vigente.
Per favorire la trasparenza e l’accessibilità a tali canali nonché la comunicazione alla propria forza lavoro, Centrale del
Latte d’Italia ha adottato procedure specifiche che informano i dipendenti sull’esistenza del canale e ne definiscono
diritti e doveri in caso di segnalazione. Tali informazioni sono diffuse attraverso diversi mezzi, tra cui affissioni nelle
bacheche aziendali, pubblicazioni sui portali online e comunicazioni via e-mail. Tali informazioni vengono, inoltre,
integrate nelle sessioni di formazione sul MOG 231 previste dalla normativa, assicurandone la diffusione all’interno
della propria forza lavoro.
Attualmente, non esiste un sistema strutturato e formalizzato per valutare il livello di consapevolezza dei lavoratori
riguardo all’esistenza di queste strutture e processi. Tuttavia, l’ampia comunicazione adottata facilita la diffusione delle
informazioni tra le varie funzioni e categorie di dipendenti, permettendo loro di sapere a chi rivolgersi per eventuali
segnalazioni.
S1-4 - Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e approcci per la gestione dei rischi
rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria, nonché
efficacia di tali azioni
Tra i temi più significativi in termini di impatto emergono, in primo luogo, la salute e la sicurezza dei dipendenti, data
la centralità del lavoro produttivo nelle attività della Società. Per garantire ambienti di lavoro sicuri e conformi alle
normative vigenti, le diverse sedi adottano Sistemi di Gestione della Salute e Sicurezza conformi alla normativa di
riferimento: tutte le sedi di Centrale del Latte d’Italia sono, infatti, asseverate al D.Lgs. 81/2008.
Nel concreto, la Società porta avanti iniziative ed azioni volte a minimizzare gli impatti negativi relativi alle tematiche
di salute e sicurezza sul lavoro e i rischi connessi, tra queste, vi sono:
78
Valutazione e gestione dei rischi: l’individuazione e la gestione dei pericoli nei luoghi di lavoro sono
fondamentali per prevenire incidenti e malattie professionali. Questi processi sono condotti periodicamente ed
in occasione di modifiche significative alle attività, agli impianti o alle attrezzature.
Monitoraggio sanitario: tutti i dipendenti sono sottoposti a visite mediche periodiche per verificare la loro
idoneità alla mansione. La frequenza di tali controlli è definita in base ai rischi specifici del ruolo, in linea con
la normativa vigente.
Formazione obbligatoria: la formazione in materia di salute e sicurezza è obbligatoria e viene erogata
periodicamente. I corsi sono strutturati in funzione delle mansioni e dei rischi specifici associati a ciascun ruolo,
con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza dei lavoratori e promuovere comportamenti sicuri.
Segnalazione e gestione degli incidenti: i lavoratori sono attivamente incoraggiati a segnalare situazioni di
pericolo attraverso un sistema strutturato di raccolta e analisi delle segnalazioni.
Monitoraggio degli infortuni: Centrale del Latte d’Italia adotta un sistema di monitoraggio costante della
sicurezza sul lavoro attraverso l’analisi di KPI specifici. Questo approccio consente di valutare l’andamento
degli incidenti, misurare l’efficacia delle misure adottate e identificare eventuali aree di miglioramento.
Coinvolgimento attivo dei lavoratori: la partecipazione della forza lavoro è garantita attraverso incontri
periodici tra i rappresentanti dei lavoratori ed i responsabili della sicurezza, in cui vengono discusse criticità,
segnalazioni e possibili interventi migliorativi.
Parallelamente, per presidiare o mitigare gli impatti negativi ed i rischi legati alle pari opportunità, alla parità di genere,
alla diversity & inclusion, alla crescita professionale e alla tutela dei lavoratori, la Società, come approfondito nella
sezione precedente, ha istituito un canale di segnalazione dedicato, attraverso il quale i dipendenti possono riportare
eventuali violazioni di legge o comportamenti illeciti, anche in riferimento a queste tematiche.
Oltre a ciò, Centrale del Latte d’Italia adotta le seguenti misure per rafforzare il proprio impegno su questi aspetti:
Prevenzione del lavoro forzato e tutela dei diritti dei lavoratori: la Società applica una politica di tolleranza zero
nei confronti del lavoro forzato e del lavoro minorile, garantendo il pieno rispetto della normativa sui diritti
dei lavoratori. Inoltre, in alcune sedi vengono condotti audit SMETA per verificare la conformità agli standard
lavorativi.
Processi di selezione inclusivi: l’Azienda ha adottato pratiche di assunzione non discriminatorie, garantendo
che i processi di selezione valutino, in aggiunta alle competenze tecniche, anche il rispetto dei principi di
diversità e inclusione, con l’obiettivo di creare un ambiente di lavoro equo e rappresentativo.
Protezione della privacy e dei dati personali: Centrale del Latte d’Italia assicura il rispetto della normativa in
materia di trattamento dei dati personali, con l’istituzione di registri dedicati alla gestione dei dati. Inoltre,
vengono effettuati investimenti in sistemi di sicurezza e programmi di formazione specifici per sensibilizzare i
dipendenti.
Le azioni sopra descritte sono relative alle own operations. I principali stakeholder beneficiari delle azioni sono i
lavoratori propri.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno valutate e
prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione con il Gruppo Princes.
S1-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti
positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
La Società non ha, nel corso dell’esercizio, attuato nuove azioni al fine di mitigare gli impatti negativi e cogliere nuove
opportunità rilevanti. Ha mantenuto il proprio operato allineato agli obiettivi preesistenti e aderente ai regolamenti e
alle procedure di Gruppo.
79
Le recenti acquisizioni effettuate nel corso del 2025 dalla Capogruppo NewPrinces S.p.A., controllante di Centrale del
Latte d’Italia, hanno reso indispensabile l’integrazione degli obiettivi relativi alla gestione degli impatti negativi e dei
rischi a livello di Gruppo. Questo processo di armonizzazione sarà implementato gradualmente nei prossimi anni e
consentirà a Centrale del Latte d’Italia di allineare i propri obiettivi e sviluppare un piano di azioni coerente con la
strategia di Gruppo, in particolare per quanto riguarda la gestione della forza lavoro.
Metriche
S1-6 Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa
Le tabelle seguenti presentano la composizione del personale, con un focus sulla distribuzione per genere e tipologia
contrattuale. Poiché tutti i dipendenti impiegati da Centrale del Latte d’Italia operano presso sedi italiane non è
necessario presentare le informazioni sulla tipologia contrattuale in base alla regione.
Per rappresentare le caratteristiche della forza lavoro è stato considerato il numero di persone (headcount) presenti nella
Società al 31 dicembre 2025. Dato che Centrale del Latte d’Italia non impiega lavoratori stagionali, questa fotografia di
fine anno risulta rappresentativa della forza lavoro complessiva.
In merito alla metodologia adottata, i dati riportati provengono direttamente dal sistema gestionale del dipartimento
HR, senza ricorso a stime.
Genere
Dipendenti al 31/12/2024
Dipendenti al 31/12/2025
Uomini
461
465
Donne
151
158
Altro
-
-
Non comunicato
-
-
Totale dipendenti
612
623
Paese
Numero di dipendenti
Italia
623
Totale dipendenti
623
Numero di dipendenti al 31/12/2024
DONNE UOMINI ALTRO
NON
COMUNICATO
TOTALE
Numero di dipendenti
151
461
-
-
612
Numero di dipendenti con contratto a tempo indeterminato
126
428
-
-
554
Numero di dipendenti con contratto a tempo determinato
80
25
33
-
-
58
Numero di dipendenti ad orario variabile
-
-
-
-
-
Numero di dipendenti con contratto full-time
124
446
-
-
570
Numero di dipendenti con contratto part-time
27
15
-
-
42
Numero di dipendenti al 31/12/2025
DONNE UOMINI ALTRO
NON
COMUNICATO
TOTALE
Numero di dipendenti
158
465
-
-
623
Numero di dipendenti con contratto a tempo indeterminato
141
430
-
-
571
Numero di dipendenti con contratto a tempo determinato
17
35
-
-
52
Numero di dipendenti ad orario variabile
-
-
-
-
-
Numero di dipendenti con contratto full-time
135
452
-
-
587
Numero di dipendenti con contratto part-time
23
13
-
-
36
FY2024
FY2025
Numero di dipendenti che hanno lasciato l’impresa durante il periodo di
riferimento
56 51
Tasso di avvicendamento
9,15
8,19
I dati mostrano che circa il 75% della forza lavoro è composta da collaboratori di sesso maschile, un dato considerato
caratteristico del settore produttivo, dove le attività di produzione coinvolgono prevalentemente tale categoria.
Per quanto riguarda la tipologia contrattuale, oltre il 90% dei dipendenti è impiegato con un contratto a tempo
indeterminato e full-time.
Con riferimento, invece, all’avvicendamento, nel corso del 2025, 51 lavoratori hanno lasciato l’Azienda con un tasso
pari a 8,19, in miglioramento rispetto al 2024.
81
S1-8 Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale
Mantenere un dialogo costante e proattivo con la propria forza lavoro rafforza lo spirito di collaborazione all’interno
di Centrale del Latte d’Italia e favorisce la creazione di valore. L’Azienda si impegna a costruire relazioni industriali
efficaci e vantaggiose per entrambe le parti, garantendo il rispetto delle normative nazionali e dei contratti collettivi,
inclusi i diritti dei dipendenti alla libertà di associazione e alla contrattazione collettiva.
I lavoratori possono essere rappresentati da sindacati, comitati aziendali o altri rappresentanti, in conformità con le
normative vigenti. Il dialogo con i rappresentanti sindacali si svolge nel pieno rispetto della legislazione applicabile e
degli accordi sindacali in essere. Centrale del Latte d’Italia assicura ai rappresentanti dei lavoratori la possibilità di
svolgere attività sindacali nel rispetto delle normative locali e degli accordi collettivi in vigore.
Nel FY2025, il 100% della forza lavoro propria di Centrale del Latte d’Italia è coperto da un contratto collettivo ed è
rappresentato sul luogo di lavoro.
Copertura della contrattazione
collettiva
Dialogo sociale
Tasso di copertura Lavoratori dipendenti SEE
Rappresentanza sul luogo di
lavoro (soltanto SEE)
0-19%
-
-
20-39%
-
-
40-59%
-
-
60-79%
-
-
80-100%
Italia
Italia
S1-9 Metriche della diversità
Le tabelle seguenti presentano la composizione del personale, con un focus sulla distribuzione per genere per quanto
riguarda i Dirigenti di Centrale del Latte d’Italia.
Genere
Numero dei membri dell’Alta Dirigenza
% dei membri dell’Alta Dirigenza
FY2024
FY2025
FY2024
FY2025
Donne
-
1
0%
8,3%
Uomini
9
11
100%
91,7%
Totale
dipendenti
9 12 100% 100%
Per quanto riguarda le fasce di età, come si può vedere dalla tabella di seguito, la forza lavoro della Società è composta
per la metà da individui Over 50 (49,9%).
82
Fascia d’età
Numero dei dipendenti
Percentuale dei dipendenti
FY2024
FY2025
FY2024
FY2025
<30
88
89
14,4%
14,3%
30-50
220
223
35,9%
35,8%
>50
304
311
49,7%
49,9%
Totale dipendenti
612
623
100%
100%
S1-10 - Salari adeguati
Tutti i dipendenti della Società ricevono una retribuzione equa e in linea con gli standard di settore. Il compenso è
infatti determinato nel pieno rispetto dei contratti collettivi nazionali o, laddove non applicabili o non presenti, delle
normative vigenti nei singoli Paesi. Questo approccio garantisce condizioni salariali adeguate e coerenti con il contesto
normativo.
S1-14 Metriche di salute e sicurezza
La salute e sicurezza, data la natura manifatturiera del business, è uno degli elementi chiave per la strategia della Società.
Si riportano di seguito le metriche principali calcolate sulla base di dati puntualmente tracciati sui registri e sui sistemi
aziendali.
Il tasso di infortuni è calcolato come il numero di infortuni (in sito, durante il lavoro da casa o durante il tragitto) diviso
per il totale delle ore lavorate, moltiplicato per 1.000.000. Il tasso di infortuni è pari a 13,3. Nel totale vengono
considerati solo i dipendenti della società ad esclusione degli stagisti e dei dipendenti con orario non garantito.
Informativa
Udm
FY2024
FY2025
a)
% di lavoratori coperti dal
sistema di gestione della salute e
sicurezza
dell'impresa, in base a prescrizioni giuridiche e/o norme od
orientamenti riconosciuti, di cui:
% 100 100
Lavoratori dipendenti
%
100
100
Lavoratori non dipendenti
%
0
0
b)
Numero di decessi
, fra i propri lavoratori, avvenuti nel corso dell'anno
di rendicontazione, di cui:
Numero - -
dovuti a lesioni connesse al lavoro
Numero
-
-
dovuti a malattie connesse al lavoro
Numero
-
-
Numero di decessi, fra altri lavoratori che operano nei siti dell'impresa,
quali i lavoratori nella catena del valore se operano nei siti dell'impresa,
avvenuti nel corso dell'anno di rendicontazione, di cui:
Numero - -
dovuti a lesioni connesse al lavoro
Numero
-
-
dovuti a malattie connesse al lavoro
Numero
-
-
c)
Numero di infortuni sul lavoro registrabili
Numero
13
13
83
Numero totale di ore lavorate dai lavoratori propri
Numero
967.151
980.638
Tasso di infortuni sul lavoro
Numero per milione
di ore lavorate
13,4 13,3
S1-16 - Metriche di remunerazione (divario retributivo e remunerazione totale)
L’azienda adotta una politica retributiva fondata sui principi di equità e trasparenza, garantendo la parità di trattamento
economico tra uomini e donne. Tale impegno si realizza attraverso l’applicazione rigorosa del Contratto Collettivo
Nazionale di Lavoro (CCNL) di riferimento.
S1-17 Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani
Nel corso del periodo di reporting, è stato identificato n. 1 caso di discriminazione sul luogo di lavoro, non classificato
come grave, in quanto non riconducibile a lavoro minorile, tratta di esseri umani o lavoro forzato. La segnalazione, di
natura interna, è pervenuta attraverso i canali ufficiali accessibili alla forza lavoro. A seguito della ricezione, l’Azienda
ha avviato indagini interne in conformità alle procedure formalizzate, adottando le azioni correttive ritenute
appropriate.
Ai fini della rendicontazione, sono escluse:
le segnalazioni ancora oggetto di indagine e non chiuse entro la fine del periodo di riferimento o chiuse
successivamente;
le segnalazioni ricevute e valutate come non fondate.
Il caso identificato non ha comportato l’applicazione di multe o sanzioni ai danni della società o risarcimenti.
84
S2 - LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE
Centrale del Latte d’Italia, per la disclosure del tema in oggetto, si avvale del phase-in conformemente all’Appendice C
dell’ESRS 1 e ottempera agli obblighi di informativa riportati all’interno di ESRS 2 BP-2, sezione 17, par. a), b), c), d),
e) in caso di tema valutato come rilevante.
Le questioni di sostenibilità, dettagliate per sottotema, risultate rilevanti sono le seguenti:
- Condizioni di lavoro;
- Parità di trattamento e di opportunità per tutti;
- Altri diritti connessi al lavoro.
Strategia
La forza lavoro a monte delle operazioni di Centrale del Latte d’Italia si concentra principalmente nel settore agricolo,
includendo l’allevamento bovino e la coltivazione di prodotti agroalimentari, ma coinvolge anche la silvicoltura, la
chimica, la metalmeccanica e il settore minerario. Pertanto, all'interno della catena di fornitura, possono emergere
diverse sfide legate alle condizioni lavorative. La natura agroalimentare degli approvvigionamenti, infatti, comporta una
forte domanda di lavoratori stagionali, il che può incidere sulla stabilità occupazionale al termine delle stagioni di
raccolta. Inoltre, nei periodi di picco, vi è il rischio di orari di lavoro prolungati, straordinari non regolamentati e
condizioni di lavoro potenzialmente abusive, tra cui la mancanza di alloggi adeguati, la scarsa qualità dell’acqua e
l’insufficienza dei servizi igienico-sanitari, con possibili ripercussioni sul benessere dei lavoratori.
Alcuni settori della catena di fornitura, come l’agricoltura e l’estrazione mineraria, sono soggetti a forti pressioni sui
costi della materia prima prodotta, fattore che potrebbe contribuire a situazioni di sfruttamento e salari inadeguati, in
particolare in contesti dove la regolamentazione nazionale e la contrattazione collettiva risultano meno stringenti.
Anche la parità di genere e la valorizzazione della diversità rappresentano ambiti di attenzione. Nei settori che
richiedono resistenza fisica, come l’agricoltura, l’allevamento e l’industria mineraria, la forza lavoro è spesso a
prevalenza maschile, mentre le donne tendono a essere impiegate in ruoli meno strategici e con salari inferiori,
riflettendo disparità sia nell’assegnazione delle mansioni sia nella retribuzione. Più in generale, nelle filiere agricole,
minerarie e dell’energia, la diversità viene talvolta sottovalutata, soprattutto in regioni remote ed in aree rurali con una
minore attenzione ai diritti umani, dove fattori culturali e socioeconomici possono ostacolare una piena inclusione.
In alcuni contesti critici, come l’agricoltura, possono inoltre verificarsi situazioni di vulnerabilità, tra cui episodi di
molestie o violenza sul luogo di lavoro, specialmente nelle aree più isolate. Un’altra potenziale criticità riguarda il lavoro
minorile, che in alcune zone vede i minori impegnati in attività gravose ed in condizioni difficili e senza adeguate misure
di sicurezza, con impatti significativi sul loro sviluppo e benessere, specialmente nelle aree più remote dei Paesi con
una minore tutela dei diritti umani.
Tali impatti rilevanti si posizionano tutti nella fase upstream della catena del valore della Società, essendo strettamente
legati ai settori estrattivo, dell’agricoltura e della pesca.
Questi temi sono strettamente legati ai principali rischi individuati nella gestione della catena di fornitura. Se non
adeguatamente affrontati, potrebbero comportare conseguenze significative sia a livello reputazionale che
sanzionatorio.
In particolare, uno dei principali rischi è la mancanza di un adeguato processo di due diligence sulla conformità nella
supply chain. Un monitoraggio insufficiente delle condizioni di lavoro dei fornitori potrebbe esporre la Società a criticità
legate alla mancata osservanza degli standard etici e normativi, con possibili ripercussioni in termini di responsabilità
legale e perdita di fiducia da parte degli stakeholder.
85
Un ulteriore rischio è rappresentato dalla non conformità ai diritti umani nella gestione delle relazioni di lavoro, che
può manifestarsi attraverso fenomeni come il lavoro minorile ed il lavoro irregolare. La presenza di queste
problematiche nella catena di fornitura, se non adeguatamente prevenuta e contrastata, potrebbe compromettere
l’integrità dell’Azienda, con impatti negativi sulla reputazione aziendale e possibili sanzioni da parte delle autorità
competenti. I rischi individuati sono generati principalmente nella fase upstream della catena del valore della Società,
tuttavia, alcuni di essi potrebbero avere ripercussioni sulle operazioni proprie, ad esempio con sanzioni o danni
reputazionali, nel caso in cui non vi sia un adeguato presidio. Nell’ambito dell’analisi di Doppia Rilevanza, non sono
stati identificati impatti né rischi rilevanti sulla forza lavoro impiegata a valle della catena del valore. Le operazioni a
valle, infatti, si svolgono prevalentemente in Paesi con un’elevata consapevolezza sui diritti umani e un framework
legislativo solido e tutelante in questo ambito. Inoltre, i settori coinvolti a valle presentano minori criticità rispetto a
quelli agricoli o minerari, poiché caratterizzati da condizioni di lavoro generalmente più regolamentate e con un rischio
inferiore di violazioni dei diritti umani.
S2-1 - Politiche relative ai lavoratori nella catena del valore
La Capogruppo NewPrinces S.p.A. ha adottato una Politica sui Diritti Umani e sulla Condotta Responsabile dei
Fornitori, ispirata ai principali standard internazionali, tra cui la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, le
Convenzioni ILO e il Global Compact dell’ONU. La Politica disciplina il rispetto dei diritti umani nella catena di
fornitura, richiedendo ai fornitori:
Non-discriminazione: pari opportunità per tutti i lavoratori e processi di selezione, assunzione e retribuzione
equi;
Contratti legali: riconoscimento formale dei rapporti di lavoro in conformità con le normative nazionali;
Divieto di lavoro minorile e forzato: tutela dei minori e rifiuto di qualsiasi forma di lavoro coatto;
Orario di lavoro e retribuzione equa: rispetto delle normative su orari, riposo e compensi adeguati;
Libertà sindacale e contrattazione collettiva: diritto di associazione e negoziazione per condizioni di lavoro
dignitose;
Salute e sicurezza: ambienti di lavoro sicuri, con formazione e misure preventive adeguate.
Nel corso del 2025, a seguito delle recenti acquisizioni, la Capogruppo ha avviato un processo di aggiornamento delle
principali politiche ESG, tra cui la Politica sui Diritti Umani e sulla Condotta Responsabile dei Fornitori. L’obiettivo è
estendere progressivamente l’ambito di applicazione delle versioni aggiornate all’intero perimetro del Gruppo, tra cui
CLI. L’adozione delle versioni aggiornate è prevista nel corso del 2026, secondo i processi di approvazione previsti
dalla governance.
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente della Capogruppo o da soggetti da questo delegati ed estesi
alle società del Gruppo, tra cui CLI. L’Organo Dirigente ne definisce anche le modalità di attuazione.
S2-2 - Processi di coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore in merito agli impatti
Nell'ambito del piano di stakeholder engagement sviluppato negli scorsi esercizi dalla Capogruppo NewPrinces S.p.A.,
sono stati convolti diversi attori della propria catena del valore, includendo agricoltori, allevatori, rappresentanti delle
filiere, alcuni fornitori e clienti. Questo processo ha permesso di avviare un dialogo strutturato sulle tematiche relative
alla forza lavoro di questi, prendendo in considerazione gli impatti generati e raccogliendo riscontri utili per migliorare
le pratiche adottate.
Per un approfondimento sulle strategie di stakeholder engagement, si rimanda alla sezione dedicata all'interno dell’ESRS
2.
86
S2-3 - Processi per porre rimedio agli impatti e canali che consentono ai lavoratori nella catena
del valore di esprimere preoccupazioni
Centrale del Latte d’Italia ha adottato strumenti formali per consentire alla forza lavoro della propria catena del valore
di segnalare preoccupazioni, comportamenti scorretti o violazioni di leggi e regolamenti. Questi canali, descritti in
dettaglio nella sezione S1-3, sono gli stessi utilizzati per la forza lavoro interna e rispettano le normative sulla protezione
dei dati e del segnalante, ma sono facilmente accessibili ai lavoratori della catena del valore tramite il sito corporate
aziendale.
S2-4 - Interventi su impatti rilevanti per i lavoratori nella catena del valore e approcci per la
gestione dei rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti per i lavoratori nella catena
del valore, nonché efficacia di tali azioni
La Società ha adottato una serie di misure finalizzate a minimizzare e gestire i propri impatti, rischi e opportunità legati
ai lavoratori nella catena del valore. In particolare, vengono condotte valutazioni del rischio sui fornitori di materie
prime e/o prodotti finiti, considerando anche il rispetto dei diritti umani nella forza lavoro impiegata. A tale scopo,
vengono effettuati audit sia in fase di qualifica che di mantenimento dei fornitori, per garantire la conformità agli
standard di tutela dei lavoratori lungo l’intera catena di fornitura. Ai fornitori può essere richiesto di sottoporsi ad audit
di terze parti per verificare il rispetto delle tematiche etiche e dei diritti umani per la propria forza lavoro, come gli audit
SMETA o la certificazione SA8000. Inoltre, per le società italiane, è richiesta documentazione come il DURC.
Le azioni sopra descritte sono relative alla catena di fornitura. I principali stakeholder beneficiari delle azioni sono i
lavoratori nell’ambito della catena di fornitura.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno valutate e
prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione delle società acquisite nel corso del 2025
dalla Capogruppo.
Nel 2025, non sono stati segnalati gravi problemi o incidenti rilevanti in materia di diritti umani lungo la catena del
valore.
S2-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti
positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
Nel corso dell’esercizio, la Società ha mantenuto il proprio operato allineato agli obiettivi preesistenti e aderente ai
regolamenti e alle procedure di Gruppo. Le recenti acquisizioni da parte di NewPrinces S.p.A, controllante di Centrale
del Latte d’Italia, hanno reso indispensabile l’integrazione degli obiettivi relativi alla gestione degli impatti negativi e dei
rischi a livello di Gruppo. Questo processo di armonizzazione sarà implementato gradualmente nei prossimi anni e
consentirà a Centrale del Latte d’Italia di allineare i propri obiettivi e sviluppare un piano di azioni coerente con la
nuova strategia di Gruppo.
87
S3 - COMUNITÀ INTERESSATE
Centrale del Latte d’Italia, per la disclosure del tema in oggetto, si avvale del phase-in conformemente all’Appendice C
dell’ESRS 1 e ottempera agli obblighi di informativa riportati all’interno di ESRS 2 BP-2, sezione 17, par. a), b), c), d),
e) in caso di tema valutato come rilevante.
La questione di sostenibilità, dettagliata per sottotema, risultata rilevante è la seguente:
- Diritti economici, sociali e culturali delle comunità.
Strategia
Centrale del Latte d’Italia riconosce che le attività agricole, in particolare la coltivazione di materie prime e l’allevamento,
possono generare potenziali impatti sulle comunità locali e sull’ambiente nelle aree in cui vengono svolte. Pur non
essendo direttamente riconducibili alle operazioni proprie, questi impatti rappresentano fattori di rischio lungo la catena
del valore, soprattutto nelle fasi a monte, ed in regioni dove la regolamentazione locale e la tutela dei diritti delle
comunità possono essere meno consolidate. Tali dinamiche possono influenzare in particolare l’accesso equo alla terra,
la salvaguardia dei diritti culturali, la gestione sostenibile delle risorse idriche e l’utilizzo responsabile del suolo.
Tra i vari impatti rilevanti, vi sono, ad esempio, quelli legati all’uso intensivo del suolo ed all’espansione delle coltivazioni
e delle attività di allevamento che possono incidere sull’accesso delle comunità locali ai terreni e sulla produttività degli
stessi, soprattutto in aree con minore regolamentazione sui diritti umani e l’uso del suolo. Anche la gestione delle risorse
idriche risente delle attività agricole. L’uso intensivo di acqua per l’irrigazione può ridurre la disponibilità per le comunità
locali, in particolare nelle aree caratterizzate da stress idrico. Inoltre, eventuali scarichi derivanti dalle operazioni agricole,
nonché l’uso intensivo di pesticidi e fertilizzanti, se non adeguatamente gestiti, possono compromettere la qualità delle
risorse idriche, con possibili conseguenze sulla salute e sulle condizioni di vita delle popolazioni coinvolte. Tuttavia, le
principali materie prime agricole della catena di fornitura della Società, come la materia prima latte, provengono da
fornitori operanti in aree con regolamentazioni avanzate sulla tutela delle comunità locali e dei diritti territoriali, come
l’Unione Europea e l’Italia.
In un'ottica di rilevanza finanziaria, strettamente legato agli impatti sopra menzionati, vi è il rischio che la Società non
riesca a gestire in modo adeguato i rapporti con le comunità locali, con possibili ripercussioni sulla forza lavoro. La
mancata considerazione delle esigenze delle comunità, inclusa la necessità di supportare lo sviluppo economico locale,
potrebbe compromettere il contesto operativo e mettere a rischio la resilienza delle attività agricole nel lungo periodo,
generando non solo danni reputazionali, qualora le operazioni risultassero collegate alla catena di CLI, ma anche impatti
economici derivanti da difficoltà negli approvvigionamenti.
S3-1 - Politiche relative alle comunità interessate
All’interno del Codice Etico e di Condotta, che adotta anche Centrale del Latte d’Italia, viene riconosciuta l’attenzione
verso le comunità in cui l’Azienda opera. Il Codice sottolinea l’impegno nel condurre le proprie attività e investimenti
in modo responsabile, contribuendo allo sviluppo economico e sociale delle comunità locali e nazionali.
Nel corso del 2025 il Codice Etico e di Condotta è stato oggetto di aggiornamento, anche al fine di riflettere le
acquisizioni perfezionate ed estendere in modo coerente il relativo perimetro di applicazione alle società recentemente
integrate. La versione aggiornata sarà approvata secondo i processi di governance del Gruppo, con entrata in vigore
prevista nel corso del 2026, estendendo la propria applicazione anche al perimetro di CLI.
Attualmente, la Società non dispone di politiche specifiche per la gestione delle relazioni con le comunità locali.
Tuttavia, gli impatti e i rischi rilevanti in questo ambito sono principalmente legati a fattori ambientali, come la gestione
delle risorse idriche e degli scarichi, nonché al rispetto dei diritti umani nella forza lavoro, sia interna al Gruppo che
88
lungo la catena di fornitura, la quale rappresenta parte integrante delle comunità locali. Per maggiori dettagli sulle
politiche adottate in relazione a questi aspetti, si rimanda alle sezioni pertinenti sugli indicatori ambientali (E), sulla
gestione della forza lavoro diretta (S1) e sulla catena di fornitura (S2).
Nel corso dei prossimi esercizi, tra le attività di integrazione post acquisizione, il Gruppo e la Società valuteranno la
possibilità di sviluppare politiche dedicate e di rafforzare la collaborazione con la propria catena del valore per
migliorare la gestione dei rapporti con le comunità locali. Tali iniziative potranno includere misure volte a tutelare il
diritto alla terra e a garantire il rispetto dei diritti economici, sociali e culturali delle comunità coinvolte.
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente o da soggetti da questo delegati. L’Organo Dirigente ne
definisce anche le modalità di attuazione.
S3-2 Processi di coinvolgimento delle comunità interessate in merito agli impatti
Nell’ambito del piano di stakeholder engagement sviluppato negli ultimi esercizi, il Gruppo, tra cui anche la controllata
Centrale del Latte d’Italia, ha coinvolto attivamente le comunità locali, avviando un confronto volto a considerare gli
impatti generati e raccogliere feedback utili per migliorare le proprie pratiche.
Tuttavia, a seguito della recente e significativa acquisizione, si è reso necessario un adeguamento del piano di
coinvolgimento degli stakeholder a livello di Gruppo, ridefinendo tempistiche e modalità di consultazione per garantire
un approccio più coerente e integrato. Il nuovo piano punta a rafforzare il dialogo con gli attori della comunità locale,
favorendo una maggiore consapevolezza e collaborazione sulle tematiche legate agli impatti potenzialmente negativi.
Per un approfondimento sulle strategie di stakeholder engagement, si rimanda alla sezione dedicata all’interno
dell’ESRS 2.
S3-3 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono alle comunità
interessate di esprimere preoccupazioni
Centrale del Latte d'Italia dispone di strumenti formali che consentono alle comunità locali di segnalare preoccupazioni,
comportamenti scorretti o violazioni di leggi e regolamenti. Questi canali, condivisi con la forza lavoro interna e
progettati nel rispetto delle normative sulla protezione dei dati e del segnalante sono facilmente accessibili a tutti gli
stakeholder, comprese le comunità locali, attraverso il sito corporate aziendale.
S3-4 Interventi su impatti rilevanti sulle comunità interessate e approcci per gestire i rischi
rilevanti e conseguire opportunità rilevanti per le comunità interessate, nonché efficacia di tali
azioni
La Società ha adottato una serie di misure finalizzate a minimizzare e gestire i propri impatti, rischi e opportunità legati
alle comunità. In particolare, il processo di qualifica e monitoraggio dei fornitori del Gruppo prevede una valutazione
del rischio geografico, considerando fattori ambientali e sociali. Questo approccio consente di privilegiare fornitori
situati in Paesi con solidi meccanismi di tutela dei diritti delle comunità, come l’Unione Europea e l’Italia, soprattutto
per le materie prime che richiedono un ampio utilizzo di terreni.
Le azioni sopra descritte sono relative alla catena di fornitura. I principali stakeholder beneficiari delle azioni sono le
comunità locali.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno valutate e
prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione delle società recentemente acquisite dalla
Capogruppo.
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Nel corso del 2025, non sono stati segnalati gravi problemi ed incidenti in materia di diritti umani in relazione alle
comunità interessate.
S3-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti
positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
Nel corso dell’esercizio, la Società non ha attuato alcuna nuova azione al fine di mitigare gli impatti negativi e cogliere
nuove opportunità rilevanti. Ha mantenuto il proprio operato allineato agli obiettivi preesistenti e aderente ai
regolamenti e alle procedure di Gruppo. Le recenti acquisizioni da parte di NewPrinces S.p.A., controllante di Centrale
del Latte d’Italia, hanno reso indispensabile l’integrazione degli obiettivi relativi alla gestione degli impatti negativi e dei
rischi a livello di Gruppo. Questo processo di armonizzazione sarà implementato gradualmente nei prossimi anni e
consentirà a Centrale del Latte d’Italia di allineare i propri obiettivi e sviluppare un piano di azioni coerente con la
nuova strategia di Gruppo.
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S4 - CONSUMATORI E UTILIZZATORI FINALI
Centrale del Latte d’Italia, per la disclosure del tema in oggetto, si avvale del phase-in conformemente all’Appendice C
dell’ESRS 1 e ottempera agli obblighi di informativa riportati all’interno di ESRS 2 BP-2, sezione 17, par. a), b), c), d),
e) in caso di tema valutato come rilevante.
Le questioni di sostenibilità, dettagliate per sottotema, risultate rilevanti sono le seguenti:
- Sicurezza personale dei consumatori e/o degli utilizzatori finali;
- Inclusione sociale dei consumatori e/o degli utilizzatori finali.
Strategia
Le attività della Società potrebbero generare impatti negativi potenziali sulla salute e sicurezza dei consumatori, in
particolare per quanto riguarda la qualità e la sicurezza alimentare. Se non adeguatamente gestito lungo l'intera filiera
produttiva, il rischio di contaminazione da agenti patogeni, sostanze pericolose o deterioramento del prodotto potrebbe
manifestarsi in diverse fasi, dalla produzione e trasformazione fino al trasporto, alla distribuzione e alla vendita al
dettaglio.
Un ulteriore rischio potenziale riguarda la possibile presenza accidentale di corpi estranei all'interno dei prodotti
alimentari, come frammenti di plastica o clip metalliche derivanti dagli imballaggi. Tali elementi potrebbero
compromettere la sicurezza dei consumatori, esponendoli a pericoli quali lesioni interne o contaminazione.
Anche le pratiche di marketing responsabile potrebbero influire sulla fiducia e sulla consapevolezza dei consumatori.
Un’etichettatura poco chiara, incompleta o fuorviante potrebbe ostacolare scelte alimentari informate, aumentando il
rischio di decisioni nutrizionali non consapevoli. In particolare, la mancanza di trasparenza sulla provenienza degli
ingredienti, sulle informazioni nutrizionali o sulla presenza di elementi controversi, come gli OGM, potrebbe generare
incertezza e confusione.
In un’ottica di rilevanza finanziaria, questi impatti negativi potenziali comportano un rischio significativo di non
conformità alle normative sulla sicurezza e qualità alimentare. Il mancato rispetto di tali regolamenti potrebbe esporre
la Società a sanzioni economiche, richiami di prodotto e restrizioni commerciali, con conseguenti perdite finanziarie
dirette.
Oltre agli effetti normativi, esiste un elevato rischio reputazionale: episodi di non conformità, soprattutto se legati alla
sicurezza degli alimenti destinati all’infanzia, potrebbero compromettere la fiducia dei consumatori e danneggiare
l’immagine della Società e dei suoi marchi. Questo scenario potrebbe tradursi in un calo delle vendite e in una perdita
di quote di mercato, con impatti economici rilevanti nel breve e lungo termine.
Accanto ai potenziali impatti negativi, CLI ha identificato anche impatti positivi legati alla salute e sicurezza dei
consumatori. In particolare, l'azienda promuove e sviluppa prodotti alimentari sani, sicuri e poco processati, come latte,
formaggi freschi o yogurt, con l’obiettivo di garantire un’alimentazione equilibrata e nutriente per i consumatori.
Un ulteriore impatto positivo riguarda l'attenzione dedicata alle fasce d’età più tenere della popolazione, attraverso la
produzione di alimenti nutrienti e sicuri specificamente formulati per bambini e neonati. Questi prodotti sono arricchiti
con vitamine e minerali essenziali per la crescita e realizzati con materie prime selezionate secondo criteri rigorosi, nel
pieno rispetto delle normative di settore, per tutelare la salute dei più piccoli.
In relazione a questi impatti positivi, CLI ha inoltre identificato un’opportunità strategica nello sviluppo e nella
commercializzazione di prodotti innovativi e più salutari, in risposta alla crescente attenzione dei consumatori verso
un’alimentazione sana e consapevole. Questo trend di mercato rappresenta un'occasione per ampliare l'offerta con
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prodotti formulati per rispondere alle esigenze nutrizionali emergenti, garantendo al contempo elevati standard di
sicurezza e qualità.
S4-1 - Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali
Il Codice Etico e di Condotta, adottato da Centrale del Latte d’Italia, definisce tra i principi fondamentali l’impegno nel
garantire la piena soddisfazione dei consumatori. L’impegno viene perseguito attraverso l’offerta di prodotti che
rispettano rigorosi requisiti di qualità e sicurezza alimentare, oltre a un costante investimento in ricerca e sviluppo per
anticipare e rispondere alle esigenze emergenti, con particolare attenzione alla salute e al benessere.
Anche la Politica di Sostenibilità sottolinea l’importanza della tutela del consumatore, assicurando un controllo
continuo su tutti gli aspetti legati alla qualità e alla sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti.
Nel corso del 2025 tali documenti sono stati oggetto di aggiornamento, anche al fine di riflettere le acquisizioni
perfezionate ed estendere in modo coerente il relativo perimetro di applicazione alle società recentemente integrate. Le
versioni aggiornate saranno approvate secondo i processi di governance del Gruppo, con entrata in vigore prevista nel
corso del 2026, estendendo la propria applicazione anche al perimetro di Centrale del Latte.
Oltre a tali documenti, è stata adottata una specifica Politica sulla Qualità e tutte le sedi della Società sono certificate
secondo lo standard UNI EN ISO 9001:2015, a conferma dell’impegno nell’implementazione di un sistema di gestione
della qualità solido ed efficace.
Tutte le Politiche sono approvate dall’Organo Dirigente della Capogruppo o da soggetti da questo delegati ed estesi
alle società del Gruppo, tra cui CLI. L’Organo Dirigente ne definisce anche le modalità di attuazione.
S4-2 - Processi di coinvolgimento dei consumatori e degli utilizzatori finali in merito agli impatti
Centrale del Latte d’Italia riconosce i consumatori come uno dei principali stakeholder e li ha inclusi nel proprio piano
di stakeholder engagement. Sebbene per la presente rendicontazione non sia stato ancora raccolto il loro parere, a
partire dal prossimo esercizio verrà avviato un processo di coinvolgimento progressivo, con l’obiettivo di valutare gli
impatti generati e raccogliere riscontri utili al miglioramento delle pratiche aziendali.
Per un approfondimento sulle strategie di stakeholder engagement, si rimanda alla sezione dedicata all’interno
dell’ESRS 2.
S4-3 Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai consumatori e
agli utilizzatori finali di esprimere preoccupazioni
La Società mette a disposizione dei consumatori canali formali per segnalare qualsiasi problematica o reclamo relativo
ai prodotti. L’accesso a tali canali è garantito a tutti i consumatori attraverso le pagine online dedicate ai marchi e ai
prodotti, assicurando trasparenza e facilità di utilizzo. Questi strumenti permettono di raccogliere segnalazioni in modo
tempestivo, consentendo di rispondere prontamente e adottare le misure necessarie per porre rimedio agli eventuali
impatti negativi segnalati.
S4-4 Interventi su impatti rilevanti sui consumatori e gli utilizzatori finali, approcci per gestire
rischi rilevanti e conseguire opportunità rilevanti in relazione ai consumatori e agli utilizzatori
finali, ed efficacia di tali azioni
Le misure di mitigazione adottate dalla società per prevenire e gestire gli impatti negativi ed i rischi sui consumatori
includono:
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Implementazione di procedure rigorose basate sui principi HACCP per identificare e gestire i rischi lungo tutta
la filiera produttiva, supportate da audit interni regolari per garantire il rispetto degli standard di sicurezza
alimentare.
Svolgimento di valutazioni di rischio approfondite e adesione volontaria a certificazioni di qualità e sicurezza
alimentare, come BRCGS e IFS, per validare e rafforzare gli standard applicati.
Selezione attenta dei fornitori attraverso processi di due diligence strutturati, che includono audit e valutazioni
del rischio, assicurando una catena di fornitura affidabile e conforme ai requisiti normativi.
Utilizzo di strumenti avanzati come scanner a raggi X e metal detector per rilevare corpi estranei nei prodotti
e garantire elevati standard di sicurezza. Inoltre, sistemi di tracciabilità robusti consentono l'identificazione e la
risoluzione tempestiva di eventuali problematiche lungo la filiera.
Controllo rigoroso delle etichette da parte delle funzioni marketing e qualità, assicurando che le informazioni
siano accurate, complete e conformi alle normative. Ciò include dettagli chiari sul contenuto nutrizionale, la
provenienza delle materie prime e i processi produttivi.
Gestione trasparente delle tematiche regolatorie e delle preoccupazioni dei consumatori, fornendo
informazioni dettagliate sulle pratiche di approvvigionamento per ingredienti controversi, come l’olio di palma
e gli OGM. La Società promuove inoltre pratiche di marketing etico e mette a disposizione canali di feedback
per i consumatori, rafforzando la fiducia e garantendo la conformità normativa.
Per quanto riguarda gli impatti positivi e le opportunità rilevanti, la Società, consapevole del crescente interesse dei
consumatori verso un'alimentazione più sana, sostenibile e adatta alle diverse esigenze nutrizionali, ha investito in
progetti di ricerca e sviluppo (R&D) volti a innovare la propria offerta di prodotti. Questa strategia non solo consente
di rispondere alle nuove tendenze di mercato, ma rappresenta anche un'opportunità per creare valore attraverso lo
sviluppo di prodotti ad alto valore aggiunto.
In un contesto in cui i consumatori pongono maggiore attenzione all'impatto ambientale e sociale della propria dieta,
la Società ha ampliato la propria gamma con prodotti biologici, prodotti provenienti da allevamenti certificati per il
benessere animale e da prodotti con materie prime locali, contribuendo alla valorizzazione e alla tutela del territorio.
Allo stesso tempo, le innovazioni nel packaging mirano a ridurre l'impatto ambientale, allineandosi alle aspettative di
un pubblico sempre più attento alla sostenibilità.
Dal punto di vista nutrizionale, la Società ha sviluppato linee di prodotti specializzati per diverse esigenze, tra questi vi
sono: infant formula e prodotti per l’infanzia, con ingredienti selezionati e standard di sicurezza più stringenti rispetto
alla normativa vigente; prodotti funzionali e arricchiti con vitamine, minerali ed altri nutrienti; alimenti per intolleranze
ed allergie, come ad esempio i prodotti senza lattosio e senza glutine ed, infine, alternative vegetali e prodotti per
soddisfare specifiche esigenze etiche e religiose, attraverso, ad esempio l’ottenimento di certificazioni Halal e Kosher.
Le azioni sopra descritte sono relative alla componente upstream della catena del valore. I principali stakeholder
beneficiari delle azioni sono i consumatori finali dei prodotti venduti.
A seguito dell’analisi di Doppia Rilevanza, sono state identificate una serie di potenziali azioni, che verranno valutate e
prioritizzate nel corso dei prossimi esercizi, anche nell’ottica dell'integrazione delle società recentemente acquisite dalla
Capogruppo.
S4-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti
positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
Nel corso dell’esercizio, la Società non ha posto in essere alcuna nuova azione al fine di mitigare gli impatti negativi e
cogliere nuove opportunità rilevanti. Ha mantenuto il proprio operato allineato agli obiettivi preesistenti e aderente ai
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regolamenti e alle procedure di Gruppo. Le recenti acquisizioni da parte di NewPrinces S.p.A, controllante di Centrale
del Latte d’Italia, hanno reso indispensabile l’integrazione degli obiettivi relativi alla gestione degli impatti negativi e dei
rischi a livello di Gruppo. Questo processo di armonizzazione sarà implementato gradualmente nei prossimi anni e
consentirà a Centrale del Latte d’Italia di allineare i propri obiettivi e sviluppare un piano di azioni coerente con la
nuova strategia di Gruppo.
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INFORMAZIONI SULLA GOVERNANCE
G1 - CONDOTTA DELLE IMPRESE
ESRS 2 GOV-1 Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo
Si rimanda alla sezione GOV-1 all’interno della sezione ESRS 2 – Informazioni generali.
ESRS 2 IRO-1 Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le
opportunità rilevanti
Per quanto riguarda le tematiche di governance, tra i principali impatti negativi potenziali rientrano quelli legati al
benessere animale, collocati, quindi, nella fase upstream della catena del valore di Centrale del Latte d’Italia.
Un’inadeguata gestione degli approvvigionamenti potrebbe infatti compromettere l’adozione di pratiche etiche
appropriate, con possibili ripercussioni sul benessere degli animali.
Un altro impatto rilevante, legato alle operazioni proprie dell’Azienda, riguarda la tutela dei segnalanti: in assenza di
adeguate misure di protezione, la propensione a denunciare comportamenti scorretti potrebbe diminuire,
compromettendo la trasparenza aziendale e la fiducia interna, oltre a rendere meno efficace la prevenzione delle
irregolarità.
Anche la gestione delle relazioni con i fornitori può rappresentare un aspetto critico, soprattutto per quanto riguarda
le pratiche di pagamento. Ritardi nei pagamenti o condizioni contrattuali non eque potrebbero compromettere la
stabilità delle imprese più piccole.
Alcuni dei rischi individuati sono strettamente legati agli impatti. Uno tra questi riguarda la mancata adozione di una
due diligence strutturata in grado di garantire la conformità agli standard sul benessere animale lungo la catena di
approvvigionamento, con possibili ripercussioni sulla reputazione aziendale e sulla conformità normativa. In tema di
corruzione, CLI ha evidenziato il rischio di episodi corruttivi che potrebbero compromettere l’integrità aziendale, con
conseguenze non solo reputazionali ma anche sanzionatorie. Infine, nella gestione delle relazioni con i fornitori, ritardi
o mancati pagamenti potrebbero causare interruzioni nelle forniture, incidendo sulla continuità operativa e sulla stabilità
della catena di approvvigionamento.
Altri rischi, non direttamente collegati agli impatti negativi indentificati riguardano, ad esempio, il mancato rispetto
degli impegni ESG dichiarati pubblicamente, che potrebbe influire sulla credibilità aziendale e sulla fiducia degli
stakeholder. Sul piano della corporate governance, una gestione inadeguata delle tematiche di compliance potrebbe
comportare sia danni reputazionali che sanzioni. Infine, in merito alle attività di lobbying e coinvolgimento politico, il
rischio riguarda la possibilità che l’azienda intraprenda iniziative che possano generare conflitti di interesse o essere
associate a episodi di corruzione e altre forme di frode.
Centrale del Latte d’Italia ha inoltre individuato alcuni impatti positivi. Uno di questi riguarda la comunicazione efficace
e trasparente, fondamentale per consentire agli investitori di prendere decisioni consapevoli. Fornire informazioni
chiare e accessibili sulle performance finanziarie, le strategie aziendali, i rischi e le prospettive di crescita permette agli
investitori di valutare i potenziali rendimenti e di allineare i propri investimenti ai propri valori e obiettivi.
Un altro impatto positivo è legato alla capacità di favorire l’innovazione. Investire nella ricerca e sviluppo consente di
introdurre sul mercato prodotti più sani, sostenibili e dal gusto migliorato, rispondendo alle esigenze in continua
evoluzione dei consumatori. Ad esempio, lo sviluppo di prodotti a base vegetale o privi di allergeni può soddisfare
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specifiche necessità alimentari ed etiche, mentre innovazioni nel packaging possono contribuire a ridurre l’impatto
ambientale.
G1-1 Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese
Il modello di Centrale del Latte d’Italia per una gestione responsabile del business, ispirato alle migliori prassi nazionali
e internazionali, si basa su Codici interni e un sistema di regole chiare e periodicamente aggiornate. Questi strumenti,
tra cui il Codice Etico e di Condotta, la Politica Anticorruzione e il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo
adottati ai sensi del D.Lgs. 231/01, favoriscono comportamenti coerenti e consapevoli.
L'Azienda rafforza la governance e la gestione attraverso la sensibilizzazione continua dei dipendenti, le attività di due
diligence, i controlli interni, le metodologie di valutazione dei rischi e un approccio trasparente alle informazioni e ai
processi aziendali. Questo sistema è volto a prevenire rischi, promuovere una cultura etica d'impresa e sviluppare una
gestione responsabile. La Capogruppo NewPrinces S.p.A. ha inoltre aderito al Codice di Corporate Governance
pubblicato da Borsa Italiana, estendendo, quindi, le buone pratiche in esso contenute alla sua controllata Centrale del
Latte d’Italia.
Oltre a ciò, la Società ha istituito meccanismi formali per individuare e segnalare possibili comportamenti illeciti,
comprese violazioni di leggi, regolamenti, Modelli Organizzativi, Codici di Condotta, pratiche e procedure aziendali.
Tra le tematiche monitorate rientrano attività fraudolente, episodi di corruzione, questioni contabili e rendicontazioni
interne ed esterne. Tali meccanismi di segnalazione sono accessibili non solo a tutti i dipendenti, ma anche a soggetti
terzi come fornitori e clienti.
Per garantire la tutela dei segnalanti, sono state adottate procedure dedicate che assicurano la riservatezza delle
informazioni e prevedono misure per garantire l’anonimato. Le segnalazioni vengono gestite tempestivamente e, per
prevenire qualsiasi forma di ritorsione nei confronti dei whistleblower, è stato istituito un sistema sanzionatorio. La
gestione delle segnalazioni avviene in conformità con le leggi nazionali e con la Direttiva UE 2019/1937.
Per affrontare i principali impatti negativi e i rischi legati alla condotta aziendale e alla cultura d’impresa sono state
adottate specifiche policy, tra queste vi è la Politica del Sistema di Gestione Integrato, che promuove rapporti trasparenti
con le filiere agroalimentari per garantire condizioni adeguate all’interno delle stalle.
Il tema della corruzione, dell’etica e dell’integrità è affrontato nel Codice Etico e di Condotta di Gruppo, adottato anche
da Centrale del Latte d’Italia, ispirato alle migliori pratiche internazionali e ai principi contro la corruzione, sia attiva
che passiva, oltre che ai criteri di equità e trasparenza. Questi principi sono inoltre integrati nei codici che regolano i
rapporti con i fornitori. Inoltre, la capogruppo NewPrinces S.p.A. ha adottato una Politica Anticorruzione, mentre la
Società si è dotata di un Modello di Organizzazione e Gestione ex D.lgs. 231.
Nel corso del 2025 alcune Politiche, tra cui il Codice Etico e di Condotta e la Politica Anticorruzione sono state oggetto
di aggiornamento, anche al fine di riflettere le acquisizioni perfezionate ed estendere in modo coerente il relativo
perimetro di applicazione alle società recentemente integrate. Le versioni aggiornate saranno approvate secondo i
processi di governance del Gruppo, con entrata in vigore prevista nel corso del 2026, estendendo la propria applicazione
anche al perimetro di CLI.
G1-2 Gestione dei rapporti con i fornitori
Tra i principi presenti nei Codici di Condotta vi è l'impegno a promuovere pratiche commerciali corrette e a rispettare
le normative sul commercio. In particolare, CLI si impegna a garantire correttezza negoziale e concorrenza leale,
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evitando di approfittare di eventuali squilibri di forza contrattuale, soprattutto nei confronti di controparti di dimensioni
più ridotte, e astenendosi da comportamenti collusivi, nel rispetto del valore della libera concorrenza.
Attualmente, non è stata ancora definita una politica specifica riguardante il ritardo nei pagamenti alle PMI. Tuttavia,
la Società adotta un approccio improntato al rispetto dei principi sopra indicati.
Come anticipato nelle sezioni precedenti, infatti, adottare pratiche corrette, comprese quelle relative ai pagamenti, è
essenziale non solo per tutelare i fornitori, in particolare le piccole e medie imprese, dai rischi di instabilità economica,
ma anche per prevenire possibili criticità negli approvvigionamenti. Ritardi nei pagamenti o pratiche scorrette
potrebbero infatti compromettere i rapporti con i fornitori, mettendo a rischio la continuità della fornitura.
In questo contesto, il processo di valutazione dei fornitori riveste un ruolo cruciale per garantire il rispetto delle
normative vigenti e la conformità ai requisiti autorizzativi. Per ridurre i potenziali rischi sugli approvvigionamenti e
verificare l’idoneità professionale, CLI può richiedere documentazione specifica, come piani di gestione della sicurezza
alimentare, campioni di materiali e materie prime, nonché effettuare controlli su aspetti contrattuali e assicurativi.
Durante la fase di valutazione vengono inoltre analizzate la qualità e la sicurezza delle forniture, definite attraverso
capitolati e schede tecniche. Questi requisiti possono andare oltre le soglie minime previste dalla normativa, includendo
parametri legati alla sostenibilità ambientale e al rispetto di principi etici e sociali. Gli audit di qualifica dei fornitori
prevedono infatti la verifica di criteri specifici, tra cui, ad esempio, il possesso di certificazioni ambientali, come la ISO
14001, certificazioni etiche, come la SA8000 e l’audit SMETA, oltre ad attestazioni relative al benessere animale, alla
sicurezza dei lavoratori e alla qualità delle materie prime fornite.
G1-3 Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva
Per quanto riguarda la prevenzione e l’individuazione della corruzione attiva e passiva, il Gruppo e la Società hanno
implementato politiche specifiche, tra cui i Codici di Condotta e Modelli di Organizzazione e Gestione conformi al
D.Lgs. 231/01, adottati dalle società italiane. Il sistema è supportato da una serie di procedure e strumenti, come
meccanismi di segnalazione (whistleblowing), valutazioni periodiche dei rischi e soggetti dedicati, come comitati etici,
dedicati alla supervisione della conformità e alla gestione di eventuali violazioni. Tali elementi sono oggetto di
formazione periodica nei confronti di tutti i dipendenti.
Oltre alla formazione, CLI ha implementato ulteriori misure di controllo, tra cui:
1. Valutazione dei rischi: analisi periodiche dei rischi legati alle tematiche di governance e, in particolare, alla
corruzione e alla concussione.
2. Canali di segnalazione cd. Whistleblowing: strumenti accessibili a tutti i dipendenti con protocolli di indagine
specifici, tema ampiamente trattato nelle precedenti sezioni.
3. Monitoraggio continuo: revisioni regolari delle transazioni finanziarie e delle attività dei dipendenti per
individuare eventuali anomalie.
G1-4 Casi di corruzione attiva o passiva
Nel 2025 non sono state eseguite condanne né comminate multe per incidenti di corruzione. In ogni caso, gli strumenti
normativi interni prevedono l'applicazione di eventuali sanzioni disciplinari - fino anche al licenziamento per giusta
causa - in caso di violazione della politica e delle procedure interne in materia di anticorruzione, a seconda della gravità
della violazione.
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G1-5 Influenza politica e attività di lobbying
Sebbene l’analisi di Doppia Rilevanza abbia evidenziato un rischio significativo rilevante in merito alle attività di
lobbying e al coinvolgimento politico, in particolare per il potenziale insorgere di conflitti di interesse o associazioni
con episodi di corruzione e frode, CLI non svolge attualmente alcuna attività rilevante in questo ambito.
Nel corso del 2025, non è stato erogato alcun contributo politico, né in denaro né in natura. Le uniche donazioni in
natura effettuate dall’azienda riguardano sponsorizzazioni, prevalentemente di carattere sportivo, e contributi a enti
caritatevoli e fondazioni. Tali donazioni devono essere conformi alle procedure aziendali relative a omaggi, regalie e
benefici, che stabiliscono principi chiari affinché tali contributi non possano risultare sospetti. Tali procedure
prevedono inoltre una struttura approvativa con soglie di importo prestabilite.
Centrale del Latte d’Italia non è iscritta nel registro dell’UE per la trasparenza o in altri registri per la trasparenza
equivalenti di uno Stato membro. Tuttavia, è iscritta ad associazioni di categoria, tra cui Unindustria e Assolatte,
l’associazione nazionale che raggruppa le principali realtà del settore lattiero-caseario.
G1-6 Prassi di pagamento
Centrale del Latte d’Italia, al momento, non è in grado di fornire un dettaglio specifico relativo alle PMI, ma tale
informazione sarà resa disponibile nei prossimi esercizi. Tuttavia, in merito alle prassi di pagamento verso i fornitori, il
tempo medio di pagamento della Società è di 85 giorni (92 nel 2024). Di seguito, vengono riportate le diverse categorie
di fornitura con i relativi termini di pagamento e la percentuale dei pagamenti che rispettano tali condizioni:
FY2024
Categoria di fornitori Termini di pagamento
% pagamenti in linea con i
termini
Materie prime, ingredienti e prodotti
commercializzati
30-60 giorni 95%
Packaging
60-90 giorni
88%
Manutenzione, servizi ed investimenti
90-120 giorni
83%
FY2025
Categoria di fornitori Termini di pagamento
% pagamenti in linea con i
termini
Materie prime, ingredienti e prodotti
commercializzati
30-60 giorni 95%
Packaging
60-90 giorni
88%
Manutenzione, servizi ed investimenti
90-120 giorni
83%
98
Allegato 1/A: QUOTA DEL FATTURATO DERIVANTE DA PRODOTTI O SERVIZI ASSOCIATI AD ATTIVITÀ ECONOMICHE ALLINEATE ALLA
TASSONOMIA INFORMATIVA RELATIVA ALL’ANNO 2025
99
Allegato 1/B: QUOTA DEI CAPEX DERIVANTI DA PRODOTTI O SERVIZI ASSOCIATI AD ATTIVITÀ ECONOMICHE ALLINEATE ALLA
TASSONOMIA – INFORMATIVA RELATIVA ALL’ANNO 2025
100
Allegato 1/C: QUOTA DI OPEX DERIVANTI DA PRODOTTI O SERVIZI ASSOCIATI AD ATTIVITÀ ECONOMICHE ALLINEATE ALLA
TASSONOMIA – INFORMATIVA RELATIVA ALL’ANNO 2025
101
Allegato 1/D – MODELLO 1 - TABELLA GAS E NUCLEARE
Riga
Attività legate all’energia nucleare
1.
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la ricerca, lo sviluppo, la dimostrazione e la realizzazione di impianti innovativi
per la generazione di energia elettrica che producono energia a partire da processi nucleari con una quantità minima di rifiuti
del ciclo del combustibile
No
2.
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione e l’esercizio sicuro di nuovi impianti nucleari per la generazione
di energia elettrica o calore di processo, anche a fini di teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di
idrogeno, e miglioramenti della loro sicurezza, con l’ausilio delle migliori tecnologie disponibili.
No
3.
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso l’esercizio sicuro di impianti nucleari esistenti che generano energia elettrica
o calore di processo, anche per il teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di idrogeno a partire da energia
nucleare, e miglioramenti della loro sicurezza.
No
Attività legate ai gas fossili
4.
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione o la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica
che utilizzano combustibili gassosi fossili.
5.
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di generazione
combinata di calore/freddo ed energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili.
6.
L’impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di generazion
e di
calore che producono calore/freddo utilizzando combustibili gassosi fossili.
102
Allegato 1/E MODELLO 4 E MODELLO 5 GAS E NUCLEARE
103
INDICE DEI CONTENUTI
ESRS Obblighi di Informativa Paragrafi del documento
Elementi d’informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE così
come elencati nell’Appendice B, se applicabile
BP 1 Criteri generali per la redazione
ESRS 2 BP-1 - Criteri generali per la
redazione
BP 2
Informativa in relazione a
circostanze specifiche
ESRS 2 BP-2 - Informativa in relazione
a circostanze specifiche
GOV 1
Ruolo degli organi di
amministrazione, direzione e
controllo
ESRS 2 GOV-1 Ruolo degli organi di
amministrazione, direzione e controllo
ESRS 2 GOV-1 Diversità di genere nel Consiglio paragrafo 21 (d)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 13
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II
ESRS 2 GOV-1 Percentuale di membri indipendenti del consiglio di
amministrazione, paragrafo 21, lettera e)
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II
GOV 2
Informazioni fornite agli organi
di amministrazione, direzione e
controllo dell'impresa e
questioni di sostenibilità da
questi affrontate
ESRS 2 GOV-2 Informazioni fornite
agli organi di amministrazione, direzione e
controllo dell'impresa e questioni di
sostenibilità da questi affrontate
GOV 3
Integrazione delle prestazioni di
sostenibilità nei sistemi di
incentivazione
ESRS 2 GOV-3 Integrazione delle
prestazioni in termini di sostenibilità nei
sistemi di incentivazione
GOV 4
Dichiarazione sul dovere di
diligenza
ESRS 2 GOV-4 Dichiarazione sul
dovere di diligenza
ESRS 2 GOV-4 Dichiarazione sul dovere di diligenza paragrafo 30
- Riferimento SFDR: allegato I, tabella 3, indicatore n. 10
104
GOV 5
Gestione del rischio e controlli
interni sulla rendicontazione di
sostenibilità
ESRS 2 GOV-5 Gestione del rischio e
controlli interni sulla rendicontazione di
sostenibilità
SBM 1
Posizione sul mercato, strategia,
modello aziendale e catena del
valore
ESRS 2 SBM-1 - Strategia, modello
aziendale e catena del valore
ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate ad attività nel settore dei
combustibili fossili, paragrafo 40, lettera d), punto i)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 4
- Riferimento terzo pilastro: Articolo 449a del regolamento (UE) N
575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione,
tabella 1 - Informazioni qualitative sul rischio ambientale e tabella 2 -
Informazioni qualitative sul rischio sociale
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II
ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate alla produzione di
sostanze chimiche, paragrafo 40, lettera d), punto ii
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 9
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II
ESRS 2 SBM-1 Partecipazione ad attività connesse ad armi controverse,
paragrafo 40, lettera d), punto iii)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 14
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato
(UE)
2020/1818, Articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE)
2020/1816, allegato II
ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate alla coltivazione e alla
produzione di tabacco, paragrafo 40, lettera d), punto iv
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato
(UE) 2020/1818, Articolo 12, paragrafo 1, del Regolamento delegato (UE)
2020/1816, Allegato II
105
SBM 2
Interessi e opinioni dei
portatori di interessi
ESRS 2 SBM-2 - Interessi e opinioni dei
portatori d’interessi
SBM 3
Impatti, rischi e opportuni
rilevanti e loro interazione con
la strategia e il modello
aziendale
ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e
opportunità rilevanti e loro interazione con
la strategia e il modello aziendale
ESRS 2- SBM3 - S1 Rischio di Lavoro forzato paragrafo 14, lettera f)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 13
ESRS 2- SBM3 - S1 Rischio di Lavoro minorile paragrafo 14, lettera g)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 12
ESRS 2- SBM3 S2 Grave rischio di lavoro minorile o di lavoro forzato
nella catena del lavoro, paragrafo 11, lettera b)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatori nn. 12 e 13
IRO 1
Descrizione dei processi per
individuare e valutare gli
impatti, i rischi e le opportunità
rilevanti relativi al clima
ESRS 2 IRO-1 - Descrizione dei processi
per individuare e valutare gli impatti, i
rischi e le opportunità rilevanti
ESRS 2 IRO-1 Descrizione dei
processi per individuare e valutare gli
impatti i rischi e le opportunità rilevanti
legate al clima
ESRS 2 IRO-1 Descrizione dei
processi per individuare e valutare gli
impatti, i rischi e le opportunità rilevanti
legati all'inquinamento
ESRS 2 IRO-1 Descrizione dei
processi per individuare e valutare gli
impatti, i rischi e le opportunità rilevanti
legati alle acque e alle risorse marine
ESRS 2- IRO 1 - E4 paragrafo 16, lettera a), punto i
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatori n. 7
ESRS 2- IRO 1 - E4 paragrafo 16, lettera b)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 10
ESRS 2- IRO 1 - E4 paragrafo 16, lettera c)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 14
106
ESRS 2 IRO-1 Descrizione dei
processi per individuare e valutare gli
impatti, i rischi, le dipendenze e le
opportunità rilevanti relativi alla
biodiversità e agli ecosistemi
ESRS 2 IRO-1 Gestione degli impatti,
dei rischi e delle opportunità
IRO 2
Obblighi di informativa degli
ESRS oggetto della
dichiarazione sulla sostenibilità
dell'impresa
ESRS 2 IRO-2 - Obbligo di informativa
degli ESRS oggetto della dichiarazione
sulla sostenibilità d’impresa
ESRS E1
E1-1 Piano di transizione per la
mitigazione dei cambiamenti
climatici
E1-1 - Piano di transizione per la
mitigazione dei cambiamenti climatici
ESRS E1-1 Piano di transizione per conseguire la neutralità climatica entro il
2050, paragrafo 14
- Riferimento normativa dell'UE sul clima: Articolo 2, paragrafo 1, del
regolamento (UE) 2021/1119
ESRS E1-1 Imprese escluse dagli indici di riferimento allineati con l'accordo
di Parigi, paragrafo 16, lettera g)
- Riferimento terzo pilastro: 575/2013; regolamento di esecuzione (UE)
2022/2453 della Commissione, modello 1: Portafoglio bancario Indicatori
del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici:
Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Articolo 12, paragrafo
1, lettere da d) a g), e paragrafo 2
E1-2 Politiche relative alla
mitigazione dei
cambiamenti climatici e
all'adattamento agli stessi
E1-2 - Politiche di mitigazione e
adattamento ai cambiamenti climatici
107
E1-3 Azioni e risorse relative
alle politiche in materia di
cambiamenti climatici
E1-3 - Azioni e risorse in relazione alle
politiche sui cambiamenti climatici
E1-4 Obiettivi relativi alla
mitigazione dei cambiamenti
climatici e all'adattamento agli
stessi
E1-4 - Obiettivi relativi alla mitigazione
dei cambiamenti climatici e all’adattamento
degli stessi
ESRS E1-4 Obiettivi di riduzione delle emissioni di GES, paragrafo 34
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 4
- Riferimento terzo pilastro: Articolo 449a del regolamento (UE) n.
575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione,
modello 3: Portafoglio bancario Indicatori del potenziale rischio di
transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Articolo 6 del
regolamento delegato (UE) 2020/1818
E1-5 Consumo di energia e mix
energetico
E1-5 - Consumo e mix energetico
ESRS E1-5 Consumo di energia da combustibili fossili disaggregato per fonte
(solo settori ad alto impatto climatico), paragrafo 38
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 5 e allegato I, tabella
2, indicatore n. 5
ESRS E1-5 Consumo di energia e mix energetico paragrafo 37
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 5
ESRS E1-5 Intensità energetica associata con attività in settori ad alto
impatto climatico, paragrafi da 40 a 43
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 6
E1-6 Emissioni lorde di ambito
1, 2, 3 ed emissioni totali di
GES
Phase-in
E1-9 Effetti finanziari attesi di
rischi fisici e di transizione
rilevanti e potenziali
opportunità legate al clima
Phase-in
ESRS E1-9 Esposizione del portafoglio dell'indice di riferimento verso rischi
fisici legati al clima, paragrafo 66
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Allegato II del
regolamento delegato (UE) 2020/1818 e allegato II del regolamento delegato
(UE) 2020/1816
ESRS E1-9 Disaggregazione degli importi monetari per rischio fisico acuto e
108
cronico, paragrafo 66, lettera a)
ESRS E1-9 Posizione delle attività significative a rischio fisico rilevante,
paragrafo 66, lettera c
- Riferimento terzo pilastro: Articolo 449a del regolamento (UE) n.
575/2013; punti 46 e 47 del regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della
Commissione; modello 5: Portafoglio bancario Indicatori del potenziale
rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al
rischio fisico
ESRS E1-9 Ripartizione del valore contabile dei suoi attivi immobiliari per
classi di efficienza energetica, paragrafo 67, lettera c)
- Riferimento terzo pilastro: Articolo 449a del regolamento (UE) n.
575/2013; punto 34 del regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della
Commissione; Modello 2: Portafoglio bancario Indicatori del potenziale
rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da
beni immobili Efficienza energetica delle garanzie reali
ESRS E1-9 Grado di esposizione del portafoglio a opportunità legate al
clima, paragrafo 69
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Allegato II del
regolamento delegato (UE) 2020/1818
ESRS E2
E2-1 Politiche relative
all’inquinamento
E2-1 Politiche relative
all'inquinamento
E2-2 Azioni e risorse connesse
all'inquinamento
E2-2 Azioni e risorse connesse
all'inquinamento
E2-3 Obiettivi connessi
all'inquinamento
E2-3 Obiettivi connessi
all'inquinamento
E2-4 Inquinamento di aria,
acqua e suolo
E2-4 Inquinamento di aria, acqua e
suolo
ESRS E2-4 Quantità di ciascun inquinante che figura nell'allegato II del
regolamento E- PRTR (registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di
sostanze inquinanti) emesso nell'aria, nell'acqua e nel suolo, paragrafo 28
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 8; allegato I, tabella 2,
109
indicatore n. 2; allegato 1, tabella 2, indicatore n. 1; allegato I, tabella 2,
indicatore n. 3
E2-5 Sostanze preoccupanti e
sostanze estremamente
preoccupanti
Le tematiche sono risultate non rilevanti
per la Società a seguito dell’analisi di
doppia rilevanza
E2-6 Effetti finanziari attesi di
impatti, rischi e opportunità
legati all'inquinamento
Phase-in
ESRS E3
E3-1 Politiche connesse alle
acque e alle risorse marine
E3-1 Politiche connesse alle acque e alle
risorse marine
ESRS E3-1 Acque e risorse marine, paragrafo 9
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 7
ESRS E3-1 Politica dedicata, paragrafo 13
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 8
ESRS E3-1 Sostenibilità degli oceani e dei mari paragrafo 14
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 12
E3-2 Azioni e risorse connesse
alle acque e alle risorse marine
E3-2 Azioni e risorse connesse alle
acque e alle risorse marine
E3-3 Obiettivi connessi alle
acque e alle risorse
marine
E3-3 Obiettivi connessi alle acque e alle
risorse marine
E3-4 Consumo idrico E3-4 Consumo idrico
ESRS E3-4 Totale dell'acqua riciclata e riutilizzata, paragrafo 28, lettera c)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 6.2
ESRS E3-4 Consumo idrico totale in m3 rispetto ai ricavi netti da operazioni
proprie, paragrafo 29
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 6.1
E3-5 Effetti finanziari attesi
derivanti da impatti, rischi e
Phase-in
110
opportunità connessi alle acque
e alle risorse marine
ESRS E4
E4-1 Piano di transizione e
attenzione alla biodiversità e
agli ecosistemi nella strategia e
nel
modello aziendale
Phase-in
E4-2 Politiche relative alla
biodiversità e agli ecosistemi
E4-2 Politiche relative alla biodiversità
e agli ecosistemi
ESRS E4-2 Politiche o pratiche agricole/di utilizzo del suolo sostenibili,
paragrafo 24, lettera b)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 11
ESRS E4-2 Pratiche o politiche di utilizzo del mare/degli oceani sostenibili,
paragrafo 24, lettera c)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 12
ESRS E4-2 Politiche volte ad affrontare la deforestazione, paragrafo 24,
lettera d)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 15
E4-3 Azioni e risorse
relative alla biodiversità e agli
ecosistemi
E4-3 Azioni e risorse relative alla
biodiversità e agli ecosistemi
E4-4 Obiettivi relativi alla
biodiversità e agli
ecosistemi
E4-4 Obiettivi relativi alla
biodiversità e agli ecosistemi
E4-5 Metriche d'impatto
relative ai cambiamenti della
biodiversità e degli ecosistemi
E4-5 Metriche d'impatto relative ai
cambiamenti della biodiversità e degli
ecosistemi
E4-6 Effetti finanziari attesi
derivanti da rischi e opportunità
Phase-in
111
connessi alla biodiversità e agli
ecosistemi
ESRS E5
E5-1 Politiche relative all'uso
delle risorse e
all'economia circolare
E5-1 Politiche relative all'uso delle
risorse e all'economia circolare
E5-2 Azioni e risorse relative
all'uso delle risorse e
all'economia circolare
E5-2 Azioni e risorse relative all'uso
delle risorse e all'economia circolare
E5-3 Obiettivi relativi all'uso
delle risorse e
all'economia circolare
E5-3 Obiettivi relativi all'uso delle
risorse e all'economia circolare
E5-4 Flussi di risorse in
entrata
E5-4 Flussi di risorse in entrata
E5-5 Flussi di risorse in uscita E5-5 Flussi di risorse in uscita
ESRS E5-5 Rifiuti non riciclati, paragrafo 37, lettera d)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 2, indicatore n. 13
ESRS E5-5 Rifiuti pericolosi e rifiuti radioattivi, paragrafo 39
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 9
E5-6 Effetti finanziari attesi
derivanti da impatti, rischi e
opportunità connessi all'uso
delle risorse e all'economia
circolare
Phase-in
ESRS S1
S1-1 Politiche relative alla
forza lavoro propria
S1-1 Politiche relative alla forza lavoro
propria
ESRS S1-1 Impegni politici in materia di diritti umani, paragrafo 20
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella
1, indicatore n. 11
ESRS S1-1 Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto
delle convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'Organizzazione internazionale
112
del lavoro, paragrafo 21
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II
ESRS S1-1 Procedure e misure per prevenire la tratta di esseri umani,
paragrafo 22
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 11
ESRS S1-1 Politica di prevenzione o sistema di gestione degli infortuni sul
lavoro, paragrafo 23
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 1
S1-2 Processi di
coinvolgimento dei lavoratori
propri e dei rappresentanti dei
lavoratori in merito agli
impatti
S1-2 Processi di coinvolgimento della
forza lavoro propria e dei rappresentanti
dei lavoratori in merito agli impatti
S1-3 Processi per porre rimedio
agli impatti negativi e canali che
consentono ai lavoratori propri
di sollevare preoccupazioni
S1-3 Processi per porre rimedio agli
impatti negativi e canali che consentono ai
lavoratori propri di sollevare
preoccupazioni
ESRS S1-3 Meccanismi di trattamento dei reclami/delle denunce, paragrafo
32, lettera c)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 5
S1-4 Interventi su impatti
rilevanti per la forza lavoro
propria e approcci per la
mitigazione dei rischi rilevanti e
il perseguimento di opportunità
rilevanti in relazione alla forza
lavoro propria, nonché efficacia
di tali azioni
S1-4 Interventi su impatti rilevanti per la
forza lavoro propria e approcci per la
gestione dei rischi rilevanti e il
perseguimento di opportunità rilevanti in
relazione alla forza lavoro propria, nonché
efficacia di tali azioni
S1-5 Obiettivi legati alla
gestione degli impatti negativi
rilevanti, al potenziamento degli
S1-5 Obiettivi legati alla gestione degli
impatti negativi rilevanti, al potenziamento
113
impatti positivi e alla gestione
dei rischi e delle
opportunità rilevanti
degli impatti positivi e alla gestione dei
rischi e delle opportunità rilevanti
S1-6 Caratteristiche dei
dipendenti dell'impresa
S1-6 Caratteristiche dei dipendenti
dell'impresa
S1-7 Caratteristiche dei
lavoratori non dipendenti nella
forza lavoro propria
dell'impresa
Phase-in
S1-8 Copertura della
contrattazione collettiva e
dialogo sociale
S1-8 Copertura della contrattazione
collettiva e dialogo sociale
S1-9 Metriche della diversità
S1-9 Metriche della diversità
S1-10 Salari adeguati
Phase-in
S1-11 Protezione sociale
Phase-in
S1-12 Persone con disabilità
Phase-in
S1-13 Metriche di formazione e
sviluppo delle
competenze
Phase-in
S1-14 Metriche di salute e
sicurezza
S1-14 Metriche di salute e sicurezza
ESRS S1-14 Numero di decessi e numero e tasso di infortuni connessi al
lavoro, paragrafo 88, lettere b) e c)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 2
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II
ESRS S1-14 Numero di giornate perdute a causa di ferite, infortuni, incidenti
114
mortali o malattie, paragrafo 88, lettera e)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 3
S1-15 Metriche dell'equilibrio
tra vita professionale e vita
privata
Phase-in
S1-16 Metriche di
retribuzione (divario retributivo
e retribuzione totale)
Phase-in
ESRS S1-16 Divario retributivo di genere non corretto, paragrafo 97, lettera
a)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 12
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II
S1-17 Incidenti, denunce e
impatti gravi in materia di diritti
umani
S1-17 Incidenti, denunce e impatti gravi
in materia di diritti umani
ESRS S1-17 Incidenti legati alla discriminazione, paragrafo 103, lettera a)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 7
ESRS S1-17 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su
imprese e diritti umani e OCSE, paragrafo 104, lettera a
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 e allegato I, tabella
3, indicatore n. 14
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Allegato II del
regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del
regolamento delegato (UE) 2020/1818
ESRS S2
S2-1 Politiche connesse ai
lavoratori nella catena del
valore
S2-1 Politiche connesse ai lavoratori
nella catena del valore
ESRS S2-1 Impegni politici in materia di diritti umani, paragrafo 17
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella
1, indicatore n. 11
ESRS S2-1 Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore, paragrafo
18
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatori nn. 11 e 4
ESRS S2-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su
imprese e diritti umani e delle linee guida dell'OCSE
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Allegato II del
115
regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del
regolamento delegato (UE) 2020/1818
ESRS S2-1 Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto
delle convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'Organizzazione internazionale
del lavoro, paragrafo 19
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Regolamento delegato
(UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II
S2-2 Processi di
coinvolgimento dei lavoratori
nella catena del valore in merito
agli impatti
S2-2 Processi di coinvolgimento dei
lavoratori nella catena del valore in merito
agli impatti
S2-3 Processi per porre rimedio
agli impatti negativi e canali che
consentono ai lavoratori nella
catena del valore di esprimere
preoccupazioni
S2-3 Processi per porre rimedio agli
impatti negativi e canali che consentono ai
lavoratori nella catena del valore di
esprimere preoccupazioni
S2-4 Interventi su impatti
rilevanti per i lavoratori nella
catena del valore e approcci per
la gestione dei rischi rilevanti e
il conseguimento di
opportunità rilevanti per i
lavoratori nella catena del
valore, nonché efficacia di tali
azioni
S2-4 Interventi su impatti rilevanti per i
lavoratori nella catena del valore e approcci
per la gestione dei rischi rilevanti e il
conseguimento di opportunità rilevanti per i
lavoratori nella catena del valore, nonché
efficacia di tali azioni
S2-5 Obiettivi legati alla
gestione degli impatti negativi
rilevanti, al potenziamento degli
impatti positivi e alla gestione
S2-5 Obiettivi legati alla gestione degli
impatti negativi rilevanti, al potenziamento
degli impatti positivi e alla gestione dei
rischi e delle opportunità rilevanti
116
dei rischi e delle
opportunità rilevanti
ESRS S3
S3-1 Politiche relative alle
comunità interessate
S3-1 Politiche relative alle comunità
interessate
ESRS S3-1 Impegni politici in materia di diritti umani, paragrafo 16
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella
1, indicatore n. 11
ESRS S3-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su
imprese e diritti umani, dei principi dell'OIL o delle linee guida dell'OCSE,
paragrafo 17
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Allegato II del
regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del
regolamento delegato (UE) 2020/1818
S3-2 Processi di
coinvolgimento delle
comunità
interessate in merito agli
impatti
S3-2 Processi di coinvolgimento delle
comunità interessate in merito agli impatti
S3-3 Processi per porre rimedio
agli impatti negativi e canali che
consentono alle comunità
interessate
di esprimere preoccupazioni
S3-3 Processi per porre rimedio agli
impatti negativi e canali che consentono alle
comunità interessate di esprimere
preoccupazioni
S3-4 Interventi su impatti
rilevanti sulle comunità
interessate e approcci per
gestire i rischi rilevanti e
conseguire opportunità rilevanti
per le comunità
S3-4 Interventi su impatti rilevanti sulle
comunità interessate e approcci per gestire i
rischi rilevanti e conseguire opportunità
rilevanti per le comunità interessate, nonché
efficacia di tali azioni
ESRS S3-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani, paragrafo 36
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 14
117
interessate, nonché efficacia di
tali azioni
S3-5 Obiettivi legati alla
gestione degli impatti rilevanti
negativi, al potenziamento degli
impatti positivi e alla gestione
dei rischi e delle opportunità
rilevanti
S3-5 Obiettivi legati alla gestione degli
impatti rilevanti negativi, al potenziamento
degli impatti positivi e alla gestione dei
rischi e delle opportunità rilevanti
ESRS S4
S4-1 Politiche connesse ai
consumatori e agli utilizzatori
finali
S4-1 Politiche connesse ai consumatori e
agli utilizzatori finali
ESRS S4-1 Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali,
paragrafo 16
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella
1, indicatore n. 11
ESRS S4-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su
imprese e diritti umani e delle linee guida dell'OCSE, paragrafo 17
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Allegato II del
regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del
regolamento delegato (UE) 2020/1818
S4-2 Processi di
coinvolgimento dei
consumatori e degli utilizzatori
finali in merito agli impatti
S4-2 Processi di coinvolgimento dei
consumatori e degli utilizzatori finali in
merito agli impatti
S4-3 Processi per porre rimedio
agli impatti negativi e canali che
consentono ai consumatori e
agli
utilizzatori finali di esprimere
preoccupazioni
S4-3 Processi per porre rimedio agli
impatti negativi e canali che consentono ai
consumatori e agli utilizzatori finali di
esprimere preoccupazioni
118
S4-4 Interventi su impatti
rilevanti per i consumatori e gli
utilizzatori finali e approcci per
la mitigazione dei rischi
rilevanti e il conseguimento di
opportunità rilevanti in
relazione ai consumatori e agli
utilizzatori finali, nonché
efficacia di tali azioni
S4-4 Interventi su impatti rilevanti sui
consumatori e gli utilizzatori finali,
approcci per gestire rischi rilevanti e
conseguire opportunità rilevanti in
relazione ai consumatori e agli utilizzatori
finali, ed efficacia di tali azioni
ESRS S4-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani, paragrafo 35
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 14
S4-5 Obiettivi legati alla
gestione degli impatti rilevanti
negativi, al potenziamento degli
impatti positivi e alla gestione
dei rischi e delle
opportunità rilevanti
S4-5 Obiettivi legati alla gestione degli
impatti rilevanti negativi, al potenziamento
degli impatti positivi e alla gestione dei
rischi e delle opportunità rilevanti
ESRS G1
G1-1 Politiche in materia di
cultura d'impresa e condotta
delle imprese
G1-1 Politiche in materia di cultura
d'impresa e condotta delle imprese
ESRS G1-1 Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, paragrafo
10, lettera b)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 15
ESRS G1-1 Protezione degli informatori, paragrafo 10, lettera d)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 6
G1-2 Gestione dei rapporti con
i fornitori
G1-2 Gestione dei rapporti con i
fornitori
G1-3 Prevenzione e
individuazione della corruzione
attiva e passiva
G1-3 Prevenzione e individuazione della
corruzione attiva e passiva
G1-4 Casi accertati di
corruzione attiva o passiva
G1-4 Casi di corruzione attiva o passiva
ESRS G1-4 Ammende inflitte per violazioni delle leggi contro la corruzione
attiva e passiva, paragrafo 24, lettera a)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 17
119
- Riferimento regolamento sugli indici di riferimento: Allegato II del
regolamento delegato (UE) 2020/1816
ESRS G1-4 Norme di lotta alla corruzione attiva e passiva, paragrafo 24,
lettera b)
- Riferimento SFDR: Allegato I, tabella 3, indicatore n. 16
G1-5 Influenza politica e
attività di lobbying
G1-5 Influenza politica e attività di
lobbying
G1-6 Prassi di pagamento
G1-6 Prassi di pagamento
120
Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
Relazione finanziaria 2025
Relazione sul governo societario
e gli assetti proprietari
ai sensi dell’art. 123-bis TUF
(Modello di amministrazione e controllo monistico)
Emittente: Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
Sito Web: www.centralelatteitalia.com
Esercizio a cui si riferisce la relazione: 2025
Data di approvazione della Relazione: 30 marzo 2026
121
GLOSSARIO
Assemblea: l’Assemblea dei soci dell’Emittente.
CLI: Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
Codice di
Corporate Governance
: il Codice di Corporate Governance delle società quotate approvato dal Comitato
per la Corporate Governance e pubblicato il 31 gennaio 2020.
Cod. civ./c.c.: il codice civile.
Comitato per la
Corporate Governance
: il Comitato italiano per la Corporate Governance delle società quotate,
costituito, oltre che da Borsa Italiana S.p.A., da ABI, Ania, Assogestioni, Assonime e Confindustria.
Consiglio di Amministrazione: il Consiglio di Amministrazione dell’Emittente.
Emittente/CLI/Società: l’emittente valori mobiliari cui si riferisce la Relazione.
Esercizio: l’esercizio 2025 a cui si riferisce la Relazione.
ESRS: i principi di rendicontazione di sostenibilità definiti nel Regolamento Delegato (UE) 2023/2772 della
Commissione del 31 luglio 2023.
Gruppo NewPrinces o Gruppo: gruppo societario a cui appartiene CLI.
NewPrinces S.p.A. o NewPrinces: controllante diretta dell’Emittente, già Newlat Food S.p.A.
Regolamento Emittenti Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 11971 del 1999
(come successivamente modificato) in materia di emittenti.
Regolamento Mercati Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 20249 del 2017 in
materia di mercati.
Regolamento Parti Correlate Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 17221 del 12
marzo 2010 (come successivamente modificato) in materia di operazioni con parti correlate.
Relazione: la relazione sul governo societario e gli assetti proprietari che le società sono tenute a redigere ai sensi
dell’art. 123-bis TUF.
Relazione sulla Remunerazione: la relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti
che le società sono tenute a redigere e pubblicare ai sensi dell’art. 123-ter TUF e 84-quater Regolamento Emittenti
Consob.
Rendicontazione di sostenibilità: predisposta in conformità alla CSRD, come recepita dal D.Lgs. 125/2024, e
agli ESRS di cui al Regolamento Delegato (UE) 2023/2772.
Testo Unico della Finanza/TUF: il Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
Laddove non diversamente precisato, devono altresì intendersi richiamate by reference le definizioni del Codice di
Corporate Governance relative ad Amministratori, Amministratori Esecutivi, Amministratori Indipendenti,
Azionista Significativo, Chief Executive Officer (CEO), Organo di Controllo, Piano Industriale e
Successo Sostenibile.
Inoltre, laddove non diversamente precisato, nelle sezioni che richiamano il contenuto degli ESRS rilevanti devono
altresì intendersi richiamate by reference le definizioni degli stessi ESRS, in particolare quelle relative a: attività di
lobbying, catena del valore, comunità interessate, corruzione attiva e passiva, cultura d’impresa,
consumatori, dichiarazione sulla sostenibilità, dipendente, discriminazione, fornitori, forza lavoro
122
propria, impatti, impatti legati alla sostenibilità, lavoratori nella catena del valore, lavoratori non
dipendenti, membri indipendenti del consiglio di amministrazione, metriche, modello aziendale,
molestie, obiettivo, opportunità, opportunità legate alla sostenibilità, organi di amministrazione
direzione e controllo, politica, popoli indigenti, portatori di interessi, questioni di sostenibilità, rilevanza,
rischi, rischi legati alla sostenibilità, utilizzatori finali.
1. PROFILO DELL’EMITTENTE
Mission dell’Emittente
Centrale del Latte d’Italia S.p.A., terzo operatore italiano del mercato del latte fresco e a lunga durata, svolge
l’attività di produzione, trattamento, lavorazione, commercializzazione del latte, comunque trattato, e dei prodotti
lattiero-caseari e alimentari in genere, avvalendosi attualmente di 7 stabilimenti produttivi e circa 700
dipendenti.
La Società può, inoltre, compiere tutte le operazioni commerciali, finanziarie, industriali, mobiliari e immobiliari
necessarie o utili per il conseguimento dell'oggetto sociale, ivi inclusa l'assunzione di partecipazioni in società aventi
oggetto sociale affine al proprio o strumentali per la propria attività (compreso il rilascio di garanzie personali o
reali anche nell'interesse di terzi e l'assunzione di mutui e finanziamenti anche ipotecari) con tassativa esclusione
dell'attività fiduciaria e professionale riservata ex lege, della raccolta del risparmio tra il pubblico, dell'esercizio nei
confronti del pubblico di ogni attività dalla legge qualificata come "attività finanziaria".
CLI può vantare, all’interno del suo portafoglio prodotti, circa 120 referenze che vanno dal latte e suoi derivati,
agli yogurt e alle bevande vegetali, che vengono distribuiti con diversi marchi di proprietà della medesima Società
tra i quali TappoRosso, Polenghi, Mukki, Tigullio, Vicenza, Giglio, Matese, Centrale del Latte Salerno, Optimus,
Torre in Pietra, Ala, Fior di Salento, sui territori di riferimento attraverso la grande distribuzione e i canali
tradizionali.
Oltre ai prodotti commercializzati con propri brand, CLI produce per conto terzi e per il mercato del private label.
Sistema di governo societario adottato
Il sistema di governo societario adottato è in linea con i principi contenuti nel Codice di Corporate Governance, a
cui la Società aderisce, applicandolo dall’esercizio 2021.
L’Assemblea, in data 29 aprile 2021, ha conferito alla società di revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A. (“PwC”),
l’incarico di revisione legale dei conti in relazione al bilancio di esercizio dell’Emittente, nonché l’incarico di
revisione limitata in relazione al bilancio semestrale abbreviato, per gli esercizi 2021-2029.
Inoltre, lo scorso 29 aprile 2024, l’Assemblea chiamata ad approvare il bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre
2023, con conseguente scadenza del mandato a suo tempo conferito al Collegio Sindacale, è stata convocata anche
in sede straordinaria ed ha approvato l’adozione del sistema di amministrazione e controllo monistico di cui all’art.
2409-sexiesdecies c.c., nonché le conseguenti modifiche statutarie.
Nella medesima seduta assembleare in sede ordinaria CLI ha poi proceduto ad eleggere il Consiglio di
Amministrazione in conformità al nuovo Statuto Sociale, costituendo al suo interno il Comitato per il Controllo
sulla Gestione, le cui caratteristiche vengono ampliamente descritte nei successivi paragrafi della presente
Relazione.
Successo sostenibile
L’Emittente mostra una particolare attenzione alle questioni legate allo sviluppo sostenibile in termini ambientali,
sociali e di governance, invero, nel corso degli anni la Società ha implementato le attività che permettono il concreto
raggiungimento di un successo sostenibile.
In particolare, al fine di perseguire l’obiettivo prefissato, CLI mira a:
123
i. Ottenere l’asseverazione del sistema di gestione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs.
81/2008, al fine di garantire ai propri dipendenti ambienti sicuri e ridurre le possibilità di infortuni sul lavoro.
ii. Monitorare l’impatto ambientale delle attività del Gruppo, ponendo attenzione alle modalità di gestione degli
scarti e dei rifiuti: nel primo caso si favorisce il riuso di questi, secondo i principi dell’economia circolare,
mentre nel secondo caso si punta a mantenere elevata la quota di conferimenti a riciclo, piuttosto che a
smaltimento.
iii. Ridurre l’emissione di CO2, misurando costantemente le proprie emissioni con l’obiettivo di ridurle quanto
più possibile, in linea con le politiche comunitarie.
iv. Verificare le pratiche adottate nella gestione della catena di fornitura, ponendosi come obiettivo il rispetto e
la tutela dei diritti umani.
Come meglio descritto nei paragrafi successivi della presente Relazione, il successo sostenibile viene perseguito
dalla Società attraverso una creazione di valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti, tenendo conto degli
interessi degli altri stakeholder rilevanti. In particolare, nel prosieguo, verranno dettagliatamente illustrate le
modalità di integrazione di tale obiettivo nelle strategie (Sezione 4.1), nelle politiche di remunerazione (Sezione 8)
e nel sistema di controllo interno e gestione dei rischi (Sezione 9).
Per maggiori dettagli si rimanda alla Rendicontazione di Sostenibilità ex D.Lgs n. 125/24, redatta su base
obbligatoria e disponibile alla pagina n. 25 della presente Relazione Finanziaria.
Natura di PMI
Centrale del Latte S.p.A. rientra nella definizione di PMI ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera w-quater.1) del TUF
e dell’art. 2-ter del Regolamento Emittenti Consob, in considerazione del valore della capitalizzazione media degli
ultimi tre esercizi.
Poiché la media annua è stata per il 2025 inferiore alla soglia di euro 1 miliardo (euro 40 milioni), la Società mantiene
la qualifica di PMI.
L’Emittente si qualifica, infine, come società a proprietà concentrata, come meglio descritto nella successiva
Sezione 7.
124
2. INFORMAZIONI SUGLI ASSETTI PROPRIETARI (ex art. 123-bis, comma 1, TUF) alla
data del 30 marzo 2026
a) Struttura del capitale sociale (ex art. 123-bis, comma 1, lettera a), TUF)
Il capitale sociale della Società è di Euro 28.840.041,20, interamente sottoscritto e versato, ed è suddiviso
in numero 14.000.020 azioni ordinarie prive di valore nominale, corrispondenti complessivamente a n.
37.000.322 diritti di voto per effetto della maturazione del diritto al voto maggiorato di cui alla successiva
lettera d). Tutte le azioni della Società sono quotate sul mercato Euronext Milan, organizzato e gestito da
Borsa Italiana S.p.A.
Le azioni ordinarie sono nominative, liberamente trasferibili ed emesse in regime di dematerializzazione,
in gestione accentrata presso Monte Titoli S.p.A.
Ciascuna azione ordinaria dà diritto a un voto in tutte le assemblee ordinare e straordinarie, ad eccezione
delle azioni ordinarie a voto maggiorato che danno diritto a due voti e a quelle a voto rafforzato che
danno diritto ad un voto ulteriore fino ad un massimo complessivo di 10 voti per azione, ai sensi dell’art.
5 dello Statuto, nonché agli altri diritti patrimoniali e amministrativi secondo le disposizioni di legge e di
statuto applicabili.
STRUTTURA DEL CAPITALE SOCIALE
n. azioni
% rispetto
Quotato
Diritti e obblighi
al C.S.
Azioni ordinarie 14.000.020 100% Euronext Milan
Diritto di voto in
assemblea ordinaria e
straordinaria
Azioni con diritto di voto
limitato
- -
Azioni prive di diritto di
voto
- -
Altri strumenti finanziari
Non esistono altri strumenti finanziari che attribuiscono il diritto di sottoscrivere azioni di nuova
emissione, anche gratuiti di nuova emissione, né piani di incentivazione a base azionaria.
Piano di incentivazione a base azionaria
Alla data di approvazione della presente Relazione non sono in essere piani di incentivazione a base
azionaria anche che comportano aumenti, anche gratuiti del capitale sociale.
b) Restrizioni al trasferimento di titoli (ex art. 123-bis, comma 1, lettera b), TUF)
Non esistono restrizioni al trasferimento dei titoli della Società.
c) Partecipazioni rilevanti nel capitale (ex art. 123-bis, comma 1, lettera c), TUF)
Sulla base delle informazioni disponibili alla data della presente Relazione, gli Azionisti che possiedono
partecipazioni uguali o superiori al 5% del capitale sociale con diritto di voto, direttamente e/o
125
indirettamente, anche per il tramite di interposte persone, fiduciari e società controllate, sono indicati
nella tabella che segue:
PARTECIPAZIONI RILEVANTI
Dichiarante
Azionista diretto
Quota % sul
Capitale
ordinario
Quota % sul
Capitale votante
Angelo Mastrolia
NewPrinces S.p.A.
67,74%
76,74%
Comune di Firenze
Comune di Firenze
12,31%
13,97%
NewPrinces S.p.A., a far data dal 4 gennaio 2023, ha maturato il voto maggiorato e, a far data dal 15
maggio 2025, ha maturato il voto rafforzato. Pertanto, la struttura del capitale sociale e del numero dei
diritti di voto sono i seguenti:
Capitale Sociale al 15 maggio 2025
n. azioni
Numero diritti di voto
Totale azioni
di cui:
14.000.020 37.000.322
Azioni ordinarie
2.499.869
2.499.869
Azioni ordinarie con voto maggiorato
11.500.151
34.500.453
d) Titoli che conferiscono diritti speciali (ex art. 123-bis, comma 1, lettera d), TUF)
Non sono stati emessi titoli che conferiscono diritti speciali di controllo.
Ai sensi dell’art. 5 dello Statuto Sociale, in deroga alla regola per cui ogni azione dà diritto ad un voto,
sono attribuiti due voti per ciascuna azione appartenuta al medesimo azionista per un periodo
continuativo non inferiore a ventiquattro mesi a decorrere dalla data di iscrizione nell’elenco a tale scopo
appositamente istituito, tenuto e aggiornato a cura della Società (la “Maggiorazione Ordinaria”).
L’Assemblea dello scorso 29 aprile 2024 ha, inoltre, deliberato l’introduzione della maggiorazione del
voto ai sensi dell’art. 127-quinquies, comma 2, del TUF, come modificato dalla Legge n. 21/2024 e,
quindi, modificato l’art. 5 dello Statuto Sociale, prevedendo l’attribuzione di un voto ulteriore (la
“Maggiorazione Rafforzata”) alla scadenza di ogni periodo continuativo di dodici mesi (il “Periodo
Continuativo”) a partire:
a) dalla maturazione della Maggiorazione Ordinaria; o
b) per i soggetti che, alla data di iscrizione presso il competente Registro delle Imprese della
deliberazione dell’assemblea straordinaria della Società del 29 aprile 2024, che ha introdotto la
Maggiorazione Rafforzata, abbiano già maturato la Maggiorazione Ordinaria e siano iscritti nell’elenco e
conservino tale maggiorazione, dalla data di iscrizione di tale delibera, a ciascuna azione appartenuta (in
forza di un diritto reale legittimante) al medesimo soggetto iscritto nell'elenco, fino a un massimo
complessivo di 10 voti per azione. In particolare, l’avente diritto sarà legittimato a esercitare nelle forme
previste dalla normativa applicabile:
(i) 2 voti per ciascuna azione a fronte di un Periodo Continuativo di 24 mesi;
(ii) 3 voti per ciascuna azione a fronte di un Periodo Continuativo di 36 mesi;
(iii) 4 voti per ciascuna azione a fronte di un Periodo Continuativo di 48 mesi;
(iv) 5 voti per ciascuna azione a fronte di un Periodo Continuativo di 60 mesi;
126
(v) 6 voti per ciascuna azione a fronte di un Periodo Continuativo di 72 mesi;
(vi) 7 voti per ciascuna azione a fronte di un Periodo Continuativo di 84 mesi;
(vii) 8 voti per ciascuna azione a fronte di un Periodo Continuativo di 96 mesi;
(viii) 9 voti per ciascuna azione a fronte di un Periodo Continuativo di 108 mesi;
(ix) 10 voti per ciascuna azione a fronte di un Periodo Continuativo di almeno 120 mesi.
CLI iscrive nell’elenco il titolare di azioni ordinarie che ne faccia richiesta alla Società; la richiesta può
riguardare tutte o anche solo parte delle azioni appartenenti al titolare di azioni ordinarie. La richiesta alla
Società dovrà essere accompagnata da idonea comunicazione rilasciata dall’intermediario presso il quale
le azioni sono depositate, ai sensi della normativa vigente.
La Società provvede alle iscrizioni e all’aggiornamento dell’elenco entro i termini di legge.
e) Partecipazione azionaria dei dipendenti: meccanismo di esercizio dei diritti di voto (ex art. 123-bis,
comma 1, lettera e), TUF)
Lo Statuto della Società non prevede particolari disposizioni relative all’esercizio dei diritti di voto dei
dipendenti azionisti.
f) Restrizioni al diritto di voto (ex art. 123-bis, comma 1, lettera f), TUF)
Non esistono restrizioni al diritto di voto.
g) Accordi tra azionisti (ex art. 123-bis, comma 1, lettera g), TUF)
Alla data della presente Relazione la Società non è a conoscenza dell’esistenza di accordi tra azionisti ai
sensi dell’articolo 122 del TUF aventi ad oggetto le Azioni.
h) Clausole di change of control (ex art. 123-bis, comma 1, lettera h), TUF) e disposizioni statutarie in
materia di OPA (ex artt. 104, comma 1-ter, e 104-bis, comma 1) TUF)
In data 7 luglio 2020, CLI ha stipulato con MPS Capital Services Banca per le Imprese S.p.A. (ora Banca
Monte dei Paschi di Siena S.p.A.) e Deutsche Bank S.p.A. un nuovo contratto di finanziamento (il
“Contratto di Finanziamento”) per un importo massimo pari a Euro 31.500.000,00, a un tasso Euribor
incrementato di un margine pari a 175 punti base, da rimborsarsi nel termine di 72 mesi dalla data di
sottoscrizione del contratto stesso. La controllante NewPrinces S.p.A. ha concesso a favore delle suddette
banche finanziatrici una garanzia personale a prima richiesta per l’importo massimo complessivo pari
all’importo capitale del finanziamento, oltre ai relativi interessi, oneri e altri accessori. Ai sensi del
Contratto di Finanziamento, in caso di cambio di controllo
25
, la Società dovrà rimborsare integralmente
il finanziamento, corrispondere gli interessi, nonché ogni altro importo dovuto alle banche entro e non
oltre 15 giorni lavorativi da tale evento.
i) Deleghe ad aumentare il capitale sociale e autorizzazioni all’acquisto di azioni proprie (ex art. 123-bis,
comma 1, lettera m), TUF)
25
Si ha un “cambio di controllo” ai sensi del Contratto di Finanziamento qualora (i) NewPrinces S.p.A. cessi in qualsiasi momento di detenere il controllo di
diritto di CLI ovvero, in ogni caso, una partecipazione almeno pari al 50% + 1 del capitale sociale con diritti di voto di CLI, ovvero (ii) Angelo Mastrolia
cessi in qualsiasi momento di rivestire la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione di CLI.
127
Deleghe per gli aumenti di capitale sociale
Ai sensi dell’art. 5 dello Statuto, l’Assemblea, riunitasi in sede straordinaria in data 29 aprile 2020, ha
deliberato di conferire al Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell’art. 2443 del codice civile, per il
periodo massimo di cinque anni dalla data della suddetta delibera assembleare, i) la delega ad aumentare
il capitale sociale per un importo massimo complessivo non superiore a nominali Euro 30.000.000,00
(l’“Importo Complessivo Massimo”), comprensivo di eventuale sovrapprezzo, in una o più volte, a
pagamento e in via scindibile, ma con facoltà del Consiglio di Amministrazione di fissare l’inscindibilità
per singole tranche di utilizzo della delega, con o senza warrant, anche con esclusione del diritto di
opzione ai sensi dell’articolo 2441, commi 4 e 5, del codice civile e ii) la delega, ai sensi dell’articolo 2420-
ter del codice civile, entro il medesimo Importo Complessivo Massimo, di emettere obbligazioni, anche
convertibili, con o senza warrant, anche con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell’articolo 2441
del codice civile.
Il Consiglio di Amministrazione avrà altresì la facoltà di decidere se procedere alla richiesta di ammissione
alle negoziazioni degli strumenti finanziari di nuova emissione e la delega per l’eventuale decisione di
attivare un consorzio di garanzia e/o di collocamento.
Autorizzazioni all’acquisto di azioni proprie
L’Assemblea ordinaria, riunitasi il 29 aprile 2024, ha autorizzato, ai sensi degli artt. 2357 e seguenti del
Cod. civ, nonché del combinato disposto di cui all’art. 132 TUF e all’art. 144-bis del Regolamento
Emittenti Consob n. 11971/99, e, comunque con ogni altra modalità consentita dalle leggi e regolamento
vigenti, l’acquisto, in una o più volte, di azioni ordinarie di Centrale del Latte d’Italia S.p.A. fino ad un
numero massimo che, tenuto conto delle azioni proprie di volta in volta detenute in portafoglio dalla
Società e dalle società da essa controllate, non sia complessivamente superiore alla quinta parte del capitale
sociale della Società, ai sensi dell’art. 2357, comma 3, c.c. o all’eventuale diverso ammontare massimo
previsto dalla legge pro tempore vigente. L’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie è finalizzata a
dotare la Società di uno stock di azioni proprie di cui può disporre, utilizzare, alienare in qualsiasi
momento, in tutto o in parte, in una o più volte e senza limiti temporali, nell’ambito di operazioni
straordinarie quali, tra le altre, operazioni di permuta, conferimento, scambio, di operazioni societarie e/o
finanziarie di natura straordinaria sul capitale ovvero ancora di operazioni di finanziamento e operazioni
di natura straordinaria quali, tra le altre, fusioni o simili, cessioni e progetti di acquisizione e/o di futuri
progetti industriali in linea con la strategia di sviluppo aziendale della Società, nonché nell'ambito di
operazioni di scambio e/o cessione di pacchetti azionari e/o per la conclusione di alleanze commerciali
e/o strategiche o per altri impieghi ritenuti di interesse finanziario e/o gestionale per la Società oltre che
per procedere a eventuali atti di disposizione delle azioni proprie acquisite anche per consentire di cogliere
le opportunità di massimizzazione del valore che possano derivare dall’andamento e, quindi, anche per
porre in essere attività di trading.
L’autorizzazione ha una durata pari a 18 mesi a far data dalla delibera dell’Assemblea ordinaria.
Alla data della Relazione la Società possiede n. 771.204 azioni proprie, pari allo 5,51% del Capitale Sociale
ed al 6,05% in termini di diritto di voto.
l) Attività di direzione e coordinamento (ex art. 2497 e ss codice civile)
La Società non è sottoposta all’attività di direzione e coordinamento.
Altre informazioni (rinvio)
Si precisa che con riferimento alle ulteriori informazioni di cui all’art. 123-bis, comma 1, del TUF:
128
le informazioni richieste alla lettera i), riguardanti eventuali accordi tra la Società e gli amministratori che
prevedono indennità in caso di dimissioni o licenziamento senza giusta causa o di cessazione del rapporto
di lavoro a seguito di offerta pubblica di acquisto, sono contenute nella Relazione sulla Remunerazione
pubblicata ai sensi dell’art. 123-ter del TUF;
le informazioni richieste alla lettera l), prima parte, relative alla nomina e alla sostituzione degli
amministratori, se diverse da quelle legislative e regolamentari applicabili in via suppletiva, sono illustrate
nella Sezione 4.2 della presente Relazione relativa al Consiglio di Amministrazione;
le informazioni richieste alla lettera l), seconda parte, relative alla modifica dello statuto, se diverse da
quelle legislative e regolamentari applicabili in via suppletiva, sono illustrate nella Sezione 13 della presente
Relazione relativa all’Assemblea.
3. COMPLIANCE (ex art. 123 bis, comma 2, lettera a), prima parte, TUF)
CLI ha aderito al Codice di Corporate Governance, applicandolo a partire dall’esercizio 2021, accessibile
al pubblico sul sito web di Borsa Italiana (https://www.borsaitaliana.it/comitato-corporate-
governance/codice/2020.pdf).
Nella presente Relazione si dà conto secondo il principio “comply or explain” posto a fondamento del
Codice di Corporate Governance e in linea con la Raccomandazione UE n. 208/2014 delle
raccomandazioni alle quali la Società non ha, allo stato, ritenuto di adeguarsi parzialmente o
integralmente.
Né l’Emittente né la sua società collegata sono soggette a disposizioni di legge non italiane che
influenzano la struttura di corporate governance dell’Emittente.
129
4. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
4.1 RUOLO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Il Consiglio di Amministrazione:
i. guida la Società perseguendone il successo sostenibile i) mediante l’implementazione di una
strategia volta ad includere anche elementi di natura ambientale, sociale e di governance, (ii)
prevedendo, all’interno delle politiche di remunerazione, anche KPI qualitativi di natura ESG;
(iii) rafforzando il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, attraverso la valutazione, il
monitoraggio e la gestione dei rischi di natura ESG;
ii. definisce le proprie strategie, volte al perseguimento del successo sostenibile, mediante la
conduzione di una analisi di materialità di Gruppo per le tematiche ESG per identificare i
principali aspetti di rischio e opportunità sulla base degli impatti sugli stakeholder e identificando
modalità di gestione di questi, monitorandone costantemente la corretta attuazione;
iii. definisce il sistema di governo societario più funzionale allo svolgimento delle attività dell’impresa
ed al perseguimento delle sue strategie;
iv. promuove, a livello di Gruppo, il dialogo con gli azionisti e gli stakeholder rilevanti per la Società,
mediante l’organizzazione e/o la partecipazione a conference call, organizzate ad hoc, con
investitori ed analisti, volte a comprendere le richieste del mercato e i suggerimenti da questi
offerti, al fine di creare valore nel lungo periodo.
Ai sensi dell’art. 13 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione è investito di tutti i poteri per la gestione
ordinaria e straordinaria della Società.
Sono di competenza del Consiglio di Amministrazione, fatti salvi i limiti di legge e senza facoltà di delega,
le deliberazioni relative: a) alla fusione e alla scissione, nei casi di cui agli articoli 2505 e 2505 bis Cod.
civ.; b) al trasferimento della sede legale nell’ambito del territorio nazionale; c) all’istituzione ed alla
soppressione delle sedi secondarie; d) all’indicazione di quali tra gli amministratori oltre al Presidente,
al Vice Presidente e agli Amministratori Delegati e i dirigenti hanno la rappresentanza della società, ai
sensi degli articoli 17 e 18 dello Statuto; e) alla riduzione del capitale sociale in caso di recesso del socio e
f) agli adeguamenti dello Statuto a disposizioni normative.
Il Consiglio di Amministrazione, inoltre:
-
esamina e approva i piani strategici, industriali e finanziari della Società, monitorandone
periodicamente l’attuazione;
-
definisce il sistema di governo societario dell’emittente e la sua struttura;
-
definisce la natura e il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici della Società,
includendo nelle proprie valutazioni tutti i rischi che possono assumere rilievo nell’ottica della
sostenibilità nel medio-lungo periodo;
-
valuta il generale andamento della gestione, tenendo in considerazione, in particolare, le
informazioni ricevute dagli organi delegati, nonché confrontando, periodicamente, i risultati
conseguiti con quelli programmati;
-
valuta l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile dell’Emittente nonché
quello delle controllate aventi rilevanza strategica, con particolare riferimento al sistema di
controllo interno e di gestione dei rischi;
-
stabilisce la periodicità, con la quale gli organi delegati devono riferire al consiglio circa l’attività
svolta nell’esercizio delle deleghe loro conferite;
130
-
valuta il generale andamento della gestione, tenendo in considerazione, in particolare, le
informazioni ricevute dagli organi delegati, nonché confrontando, periodicamente, i risultati
conseguiti con quelli programmati;
-
delibera in merito alle operazioni dell’emittente e delle sue controllate, quando tali operazioni
abbiano un significativo rilievo strategico, economico, patrimoniale o finanziario per l’emittente
stesso;
-
effettua una valutazione sul funzionamento del consiglio stesso e dei suoi comitati nonché sulla
loro dimensione e composizione, tenendo anche conto di elementi quali le caratteristiche
professionali, di esperienza, anche manageriale, e di genere dei suoi componenti, nonché della
loro anzianità di carica, anche in relazione ai criteri di diversità;
-
al fine di assicurare la corretta gestione delle informazioni societarie, adotta, su proposta
dell’amministratore delegato o del presidente del consiglio di amministrazione, una procedura per
la gestione interna e la comunicazione all’esterno di documenti e informazioni riguardanti
l’emittente, con particolare riferimento alle informazioni privilegiate.
Come accennato poc’anzi, il Consiglio di Amministrazione, in occasione dell’Assemblea dello scorso 29
aprile 2024, chiamata ad approvare il bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2023, con conseguente
scadenza del mandato a suo tempo conferito al Collegio Sindacale, ha ritenuto opportuno proporre
l’adozione del modello di amministrazione e controllo c.d. “monistico”.
Tale proposta è stata attentamente valutata dagli organi sociali della Società con un approfondito processo
istruttorio, finalizzato ad analizzare i benefici e l’incremento dell’efficienza della gestione ed efficacia dei
controlli per effetto della sostituzione del modello c.d. “tradizionale” con il sistema di governance c.d.
“monistico”.
Le ragioni sottostanti a detta proposta sono da ritrovarsi da una parte nella volontà di allineare il
sistema di governance della Società alle best practices internazionali e d’altra parte nell’esigenza di
razionalizzare la struttura di controllo interno della Società.
Invero, quanto al primo profilo, i dati e le evidenze statistiche hanno dimostrato che tale sistema
rappresenta il modello più affermato nelle società quotate sui mercati azionari europei e del mondo.
Quanto al secondo profilo, poi, le medesime evidenze supportano la conclusione che il sistema c.d.
“monistico” è funzionale al perseguimento di obiettivi di efficienza nell’operatività ed efficacia dei
controlli interni, in quanto consente di sviluppare una proficua e tempestiva sinergia tra la funzione di
controllo e quella di gestione.
Infatti, mentre il sistema c.d. “tradizionale” prevede due distinti organi (il Consiglio di Amministrazione
e il Collegio Sindacale) che esercitano, rispettivamente, le funzioni di amministrazione e controllo, il
sistema “monistico” si caratterizza per la convergenza delle predette funzioni nell’organo amministrativo,
supportato nello svolgimento della funzione di controllo dal Comitato per il Controllo sulla Gestione
costituito al suo interno, dettagliatamente illustrato alla successiva Sezione 11 della presente Relazione.
A differenza dei membri del Collegio Sindacale (che non sono consiglieri e pertanto possono limitare i
propri controlli alla legittimità dell’agire amministrativo), i membri del Comitato per il Controllo sulla
Gestione possono tuttavia verificare il merito delle azioni manageriali volte al perseguimento
dell’interesse aziendale. Sotto il profilo temporale, peraltro, mentre il controllo esercitato dal Collegio
Sindacale si sostanzia in un sindacato ex post sulle scelte gestorie, quello esercitato dal Comitato per il
Controllo sulla Gestione è sincronico rispetto all’assunzione delle decisioni da parte del plenum consiliare.
In sintesi, l’adozione del modello “monistico” ha rappresentato per la Società numerosi e importanti
vantaggi, tra cui:
131
i. semplificazione degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili dell’impresa, nonché
speditezza e concentrazione delle funzioni di governo societario;
ii. elevata trasparenza e flussi informativi completi e costanti;
iii. efficacia dei controlli tramite il superamento delle inefficienze e delle asimmetrie informative
determinate dall’esistenza di un organo di controllo separato dall’organo di gestione;
iv. maggiore compenetrazione fra la funzione gestoria e quella di controllo, determinata dalla
circostanza che gli amministratori investiti di deleghe e quelli deputati al controllo interno siedono
all’interno del medesimo organo;
v. importante ruolo del Presidente del Consiglio di Amministrazione, volto a favorire l’efficace
funzionamento del Consiglio, l’incoraggiamento di un’efficace dialettica e l’apporto fattivo di tutti
i Consiglieri al dibattito endoconsiliare;
vi. maggiore riconoscibilità in ambito internazionale, con conseguente maggiore attrattività per
potenziali investitori internazionali.
Per i motivi suesposti, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di proporre agli Azionisti di modificare
lo Statuto Sociale, ai fini dell’adozione del modello “monistico” di amministrazione e controllo,
introducendo un nuovo articolo 11 e modificando, di conseguenza, i precedenti articoli 9, 11, 13, 14, 15,
20, 21 e 22, in relazione ai quali si è reso necessario sostituire i riferimenti ai Sindaci e al Collegio Sindacale,
che per effetto della nuovo modello di amministrazione e controllo sono cessati definitivamente.
Sempre al fine di garantire un’efficiente implementazione del modello “monistico” di amministrazione e
controllo, il Consiglio di Amministrazione ha proposto agli Azionisti di modificare il precedente articolo
11 (i.e., il nuovo articolo 12) dello Statuto Sociale al fine di allineare il numero di consiglieri della Società
alle best practices dei principali operatori di mercato che adottano tale modello “monistico” di
governance. In particolare, ha proposto di modificare il numero di consiglieri previsto statutariamente
individuato in un numero ricompreso fra 3 e 14 in un numero che si attesta fra un minimo di 7 e un
massimo di 15 membri.
Con l’occasione, al fine di allineare la durata degli organi sociali attualmente in carica e di favorire un agile
passaggio al modello “monistico” di amministrazione e controllo, tutti i membri del Consiglio di
Amministrazione hanno altresì presentato le proprie dimissioni subordinatamente alla approvazione, da
parte dell’Assemblea, delle modifiche allo Statuto Sociale di CLI, necessarie all’adozione del modello
monistico di amministrazione e controllo, e con efficacia decorrente dalla costituzione del nuovo organo
amministrativo nominato dalla medesima Assemblea, in sede ordinaria.
Il Consiglio di Amministrazione ha adottato una politica per la gestione del dialogo con la generalità degli
azionisti, di cui alla successiva Sezione 12.
La descrizione dettagliata dei ruoli e delle responsabilità degli organi di amministrazione, direzione e
controllo, anche per le questioni di sostenibilità, contenuta al paragrafo GOV-1 “Ruolo degli organi di
amministrazione direzione e controllo” ed al paragrafo GOV-2 Informazioni fornite agli organi di
amministrazione, direzione e controllo dell’impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate, della
Rendicontazione di Sostenibilità ex D.Lgs n. 125/24.
132
133
4.2 NOMINA E SOSTITUZIONE DEGLI AMMINISTRATORI (ex art. 123-bis, comma 1,
lettera l), TUF)
La Società adotta il sistema di amministrazione controllo c.d. “monistico”, articolato in un Consiglio di
Amministrazione composto da 7 (sette) a 15 (quindici) componenti, comprensivo di 3 (tre) membri che
costituiscono il Comitato per il Controllo sulla Gestione, secondo quanto delibera l'assemblea all'atto
della nomina.
L’assunzione della carica di Amministratore è subordinata al possesso dei requisiti stabiliti dalla legge, dal
presente statuto e dalle altre disposizioni applicabili e la composizione del Consiglio di Amministrazione
deve essere idonea ad assicurare l’equilibrio tra i generi secondo quanto disposto dalla normativa vigente.
Gli Amministratori devono essere in possesso dei requisiti stabiliti dalla normativa tempo per tempo
vigente: di essi (i) almeno un terzo (fermo restando l’eventuale maggior numero previsto dalla normativa
tempo per tempo applicabile) deve possedere i requisiti di indipendenza previsti dall’articolo 2399,
comma 1, c.c. (o, in alternativa, i più stringenti requisiti di indipendenza di cui all’articolo 148, co. 3, TUF);
e (ii) almeno 3 (tre) - tra cui tutti i componenti del Comitato per il Controllo sulla Gestione - devono
essere in possesso dei requisiti stabiliti dall’articolo 148, commi 3 e 4, TUF; in aggiunta, di questi ultimi
almeno 1 (uno) Amministratore che sia componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione deve
essere iscritto nel registro dei revisori legali.
Il venir meno dei requisiti previsti dalla legge o dallo Statuto Sociale per ricoprire la carica di
Amministratore determina la decadenza dell’Amministratore; tuttavia, il venir meno di un requisito di
indipendenza sopra indicato, in capo a un Amministratore, non ne determina la decadenza se il requisito
permane in capo al numero minimo di Amministratori che secondo la normativa vigente e il presente
Statuto Sociale devono possedere tale requisito.
Gli Amministratori sono eletti sulla base di liste di candidati, secondo la procedura di cui alle disposizioni
seguenti, salvo quanto diversamente o ulteriormente previsto da inderogabili norme di legge o
regolamentari.
Le liste degli Amministratori da eleggere eccettuato quelle aventi meno di 3 (tre) candidati – devono:
(a) essere divise in due sezioni entrambe ordinate progressivamente per numero e devono indicare
(i) nella prima sezione i candidati alla carica di Consigliere di Amministrazione diversi dai soggetti
indicati nella seconda sezione e (ii) nella seconda sezione i potenziali candidati quali componenti
del Comitato per il Controllo sulla Gestione;
(b) essere redatte tenendo conto del criterio che assicura l’equilibrio dei generi, garantendo al genere
meno rappresentato un numero di candidati almeno pari alla percentuale richiesta dalla normativa,
anche regolamentare, pro tempore vigente in materia di equilibrio dei generi, il quale dovrà essere
calcolato in base a criteri di volta in volta previsti dalla stessa.
Hanno diritto a presentare le liste soltanto gli Azionisti che, da soli o insieme ad altri, siano
complessivamente titolari di azioni con diritto di voto rappresentanti almeno il 2,5% (due virgola cinque
per cento) del capitale con diritto di voto nell'Assemblea ordinaria. Ogni Azionista, non può presentare,
neppure per interposta persona o società fiduciaria, più di una lista né può votare liste diverse. Ogni
candidato può presentarsi in una sola lista a pena di ineleggibilità. Non possono essere inseriti nelle liste
candidati che ricoprano già incarichi di Amministratore in altre cinque società o enti, i cui titoli siano
ammessi alle negoziazioni di un mercato regolamentato iscritto nell'elenco previsto dagli articoli 63 e 67
del Decreto Legislativo 58/1998.
Dalla lista che ha ottenuto il maggior numero dei voti sono tratti (a) dalla prima sezione, secondo l’ordine
progressivo con il quale sono elencati nella lista stessa, tanti Amministratori pari al numero totale degli
Amministratori da eleggere meno 3 (tre); e (b) dalla seconda sezione, secondo l’ordine progressivo con il
quale sono elencati nella lista stessa, due Amministratori.
134
Dalla seconda sezione della lista di minoranza che ha ottenuto il maggior numero di voti e non sia in
alcun modo, neppure indirettamente collegata con la lista risultata prima per numero di voti, è tratto,
secondo l’ordine progressivo con il quale è elencato nella lista stessa, un Amministratore. Le liste
presentate devono essere depositate presso la sede della Società entro il venticinquesimo giorno
precedente la data dell’Assemblea chiamata a deliberare sulla nomina dei componenti del Consiglio di
Amministrazione.
Unitamente a ciascuna lista, entro il termine sopra indicato, sono depositate le dichiarazioni con le quali
i singoli candidati accettano la candidatura e attestano, sotto la propria responsabilità, l'inesistenza di
cause di ineleggibilità e di incompatibilità, nonché l'esistenza dei requisiti normativamente e
statutariamente prescritti per le rispettive cariche. La lista per la quale non sono osservate le statuizioni
di cui sopra è considerata come non presentata.
Qualora venga presentata un’unica lista questa esprime l’intero Consiglio di Amministrazione. Nel caso
non venga presentata alcuna lista l’Assemblea delibera a maggioranza dei votanti escludendo dal computo
gli astenuti.
Qualora la composizione del Consiglio di Amministrazione non consenta il rispetto dell’equilibrio tra i
generi secondo la normativa, anche regolamentare, pro tempore vigente in materia, tenuto conto del loro
ordine di elencazione in lista, gli ultimi eletti della lista di maggioranza del genere più rappresentato
decadono nel numero necessario ad assicurare l’ottemperanza al requisito, e sono sostituiti dai primi
candidati non eletti della stessa lista del genere meno rappresentato. In mancanza di candidati del genere
meno rappresentato all’interno della lista di maggioranza in numero sufficiente a procedere alla
sostituzione, l’Assemblea integra l’organo con le maggioranze di legge, assicurando il soddisfacimento del
requisito.
Dei tempi e dei modi di presentazione delle liste è fatta menzione nell'avviso di convocazione.
Le liste presentate sono messe a disposizione del pubblico sul sito internet della Società e con le altre
modalità previste dalla legge almeno 21 (ventuno) giorni prima della data dell’Assemblea.
Gli Amministratori durano in carica per un periodo massimo di 3 (tre) esercizi e scadono alla data
dell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica.
Essi sono rieleggibili.
L'Assemblea, prima di procedere alla loro nomina, determina il numero dei componenti il Consiglio di
Amministrazione e la durata in carica. Ove il numero degli Amministratori sia stato determinato in misura
inferiore al massimo previsto, l'Assemblea, durante il periodo di permanenza in carica del Consiglio di
Amministrazione, può aumentare tale numero. I nuovi Amministratori così nominati scadono insieme
con quelli in carica all'atto della loro nomina. L'Assemblea determina il compenso spettante ai
componenti il Consiglio di Amministrazione.
Nel caso in cui, nel corso dell’esercizio, vengano meno uno o più componenti del Consiglio di
Amministrazione, a condizione che la maggioranza sia sempre costituita dagli Amministratori nominati
dall’Assemblea, il Consiglio di Amministrazione provvede a cooptare, ai sensi dell’art. 2386 c.c., un
componente nell’ambito degli appartenenti alla medesima sezione della lista cui apparteneva
l’Amministratore cessato seguendo il medesimo ordine progressivo di volta in volta, purché siano
rispettati in tal modo i requisiti previsti dalla legge e dallo Statuto Sociale. Qualora non risulti possibile
rispettare il meccanismo appena illustrato, il Consiglio di Amministrazione provvede alla sostituzione
dell’Amministratore cessato, con le maggioranze di legge senza voto di lista. Successivamente
l’Assemblea, su proposta dei soggetti presenti cui spetta il diritto di voto, provvede a confermare
l’Amministratore cooptato o a nominare altro Amministratore in sua sostituzione con delibera assunta
con le maggioranze di legge senza voto di lista.
135
Per quanto riguarda le informazioni sul ruolo del Consiglio di Amministrazione e dei comitati
endoconsiliari nei processi di autovalutazione, nomina e successione degli amministratori, si rinvia alla
successiva Sezione 7
136
4.3 COMPOSIZIONE (ex art. 123-bis, comma 2, lettere d) e d-bis), TUF)
Il Consiglio di Amministrazione è composto da 3 (tre) amministratori esecutivi e da 4 (quattro)
amministratori non esecutivi, tutti dotati di professionalità e di competenze adeguate ai compiti loro
affidati.
Il numero e le competenze degli Amministratori non esecutivi sono tali da assicurare loro un peso
significativo nell’assunzione delle delibere consiliari e da garantire un efficace monitoraggio della gestione.
Il Consiglio di Amministrazione è composto da 3 (tre) Amministratori non esecutivi indipendenti.
Il Consiglio di Amministrazione attualmente in carica è stato nominato dall’Assemblea degli Azionisti del
29 aprile 2024 e scade con l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2026.
In data 4 aprile 2024, è stata presentata un’unica lista, dall’azionista di maggioranza NewPrinces S.p.A., il
quale era titolare di n. 9.454.282 azioni a voto maggiorato CLI, rappresentative del 74,15% del capitale
ordinario della Società.
Poiché veniva presentata una sola lista, i candidati proposti venivano tutti eletti con n. 19.555.989 voti
favorevoli, pari al 100% del capitale votante.
Il Consiglio di Amministrazione alla data della presente Relazione è così composto:
-
Angelo Mastrolia – Presidente del Consiglio di Amministrazione
-
Giuseppe Mastrolia – Vice-Presidente del Consiglio di Amministrazione
-
Stefano Cometto Amministratore Delegato
-
Benedetta Mastrolia Consigliere non esecutivo
-
Giovanni Maria Rayneri – Presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione
-
Valeria Bruni Giordani – Componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione
-
Anna Claudia Pellicelli – Componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione
Angelo Mastrolia - nato a Campagna (SA) il 5 dicembre 1964, ha conseguito il diploma di geometra nel
1982 ed ha frequentato la facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno. La sua
attività imprenditoriale inizia negli anni ’80 nel settore del latte e dei suoi derivati, ricoprendo il ruolo di
dirigente nella società di famiglia Piana del Sele Latteria S.p.A. Dopo una parentesi imprenditoriale nei
settori dei leasing, degli investimenti immobiliari e industriali e nella fornitura di arredi per imbarcazioni
di lusso, a partire dal 2004, attraverso la società TMT Finance SA (ora Newlat Group S.A.), inizia un
percorso di acquisizioni nel settore del food & beverage, tra cui si ricordano l’acquisizione della società
Industrie Alimentari Molisane S.r.l., produttrice della pasta a marchio Guacci, di Pezzullo, di Corticella
per arrivare nel 2008 all’acquisizione di Newlat S.p.A. (ora NewPrinces S.p.A.) da parte di Parmalat S.p.A.,
dopo aver ottenuto il nulla-osta da parte dell’autorità antitrust. A seguito dell’acquisizione di NewPrinces,
Angelo Mastrolia ha proseguito, nel suo ruolo di azionista di controllo e Presidente esecutivo, il percorso
di consolidamento e crescita del Gruppo NewPrinces nel settore del food & beverage a livello italiano ed
internazionale anche mediante le acquisizioni dei marchi Birkel e Drei Glocken, dello stabilimento
produttivo di Ozzano Taro, nel 2019 della società Delverde, nel 2020 di Centrale del Latte d’Italia S.p.A.,
nel 2021 della società inglese Symington’s Ltd, nel 2022 della società francese EM Foods S.A.S. (ora
Princes France S.A.S.) e nel 2024 del Gruppo Princes, attraverso l’acquisizione del 100% del capitale
sociale di Princes Limited (ora Princes Group plc). Nel corso del 2025 è stata perfezionata l’acquisizione
del 100% del capitale sociale di Diageo Operations Italy S.p.A. (ora Princes Ready to Drink S.p.A.), del
Gruppo Carrefour Italia, attraverso l’acquisizione del 100% del capitale di Carrefour Italia S.p.A. (ora
Princes Retail S.p.A.), nonché dal 100% della newco Plasmon S.r.l.
137
Giuseppe Mastrolia nato a Battipaglia (SA) l’11 febbraio 1989, ha conseguito il diploma di ragioneria
nel 2007, presso l’Istituto Kennedy di Battipaglia (SA), a far data dal 2008 è entrato a far parte del
Consiglio di Amministrazione della controllante NewPrinces S.p.A., dove ricopre l’incarico di Chief
Commercial Officer e Amministratore Delegato (responsabilità Sales&Marketing), a far data dall’aprile
2020 ricopre l’incarico di Vice-Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Emittente, dall’agosto
2021, riveste la posizione di CEO nella società inglese Symington’s Ltd, dal 2022 ricopre l’incarico di
Managing Director della società francese EM Foods S.A.S. (ora Princes France S.A.S.) e, dal 2024, gli
sono stati affidati gli incarichi di Amministratore in Princes Limited (ora Princes Group Plc), di Vice-
Presidente del Consiglio di Amministrazione in Princes Italia S.p.A. e di Amministratore in Princes Tuna
(Mauritius) Limited (società tutte appartenenti al Gruppo NewPrinces). Nel corso del 2025 gli sono stati,
inoltre, affidati gli incarichi di Vice-Presidente del Consigli di Amministrazione di Princes Ready to Drink
S.p.A., di Princes Retail S.p.A., di Princes Property S.p.A., di Princes Finance S.p.A. e di GS S.p.A.
Stefano Cometto nato a Monza il 25 settembre 1972, si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università
di Bologna nel 1998 e ha conseguito il titolo di dottore in legge presso la Nebrija Universidad de Madrid
nel 2013. Dal 1998 al 1999 è stato Tenente della Guardia di Finanza. Dal 1999 al 2000 ha ricoperto il
ruolo di legale interno nel settore crediti di San Paolo IMI S.p.A. e dal 2000 al 2001 ha ricoperto il ruolo
di legale del personale di Unicredit S.p.A. (all’epoca, Rolo Banca 1473). Dal 2001 al 2007 ha lavorato
presso Confindustria come funzionario addetto alle relazioni industriali e sindacali, nonché come
consulente legale per i sindacati. Nel 2008 è entrato a far parte del Gruppo NewPrinces, ove ricopre
l’incarico di Amministratore Delegato e Chief Operating Officer. A far data dall’aprile 2020 ricopre la
carica di amministratore all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’Emittente, dove a partire da
gennaio 2021 gli sono state conferite deleghe di poteri, divenendo un consigliere esecutivo e assumendo,
infine, l’incarico di Amministratore Delegato a far data dal mese di luglio 2022 a seguito delle
dimissioni rassegnate da Edoardo Pozzoli, dalla predetta carica. Dal 2024 ricopre la posizione di
Amministratore Delegato della società Princes Italia S.p.A., mentre dal 2025 ricopre la posizione di
Amministratore delegato in Princes Ready to Drink S.p.A., di Princes Property S.p.A. e di GS S.p.A.
Benedetta Mastrolia – nata a Roma il 18 ottobre 1995, ha conseguito un Bachelor Degree in Economics
and Business presso la University of London nel 2017 e un Master in Corporate Finance presso la Cass
Business School, City University London nel 2018. Nel 2014 è entrata a fare parte del Consiglio di
Amministrazione della controllante NewPrinces S.p.A., dal 2020 ricopre l’incarico di membro del
Consiglio di Amministrazione dell’Emittente e dal 2024 ricopre gli incarichi di Amministratore in Princes
Italia S.p.A. e Princes Limited (ora Princes Group Plc), dove ricopre anche la carica di Segretaria
Societaria. Dal 2025 ricopre l’incarico di Amministratore di Princes Ready to Drink S.p.A., di Princes
Property S.p.A., Princes Retail S.p.A. e di Princes Finance S.p.A.
Giovanni Maria Rayneri nato a Torino, il 20 luglio 1963, ha conseguito la laurea in Economia e
Commercio presso l’Università di Torino nel 1988 ed è iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti e dei
Revisori Legali dei Conti. È inoltre iscritto all’Albo dei Consulenti Tecnici del Giudice presso il Tribunale
di Torino. È presidente o membro del collegio sindacale in numerose società e gruppi di medie e grandi
dimensioni, anche internazionali. Dal 2018 al 2024 ha rivestito il ruolo di Sindaco Effettivo di CLI e dal
2024, a seguito dell’adozione del sistema di amministrazione e controllo c.d. “monistico” da parte della
Società, riveste il ruolo di Presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione. Inoltre, dal 2025 ricopre
il ruolo di Presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione in Princes Ready to Drink S.p.A.
138
Valeria Bruni Giordani nata a Firenze l’11 luglio 1974, si è laureata in Scienze Politiche presso la Facoltà
Cesare Alfieri di Firenze. A far data dall’aprile 2020 è entrata a far parte del Consiglio di Amministrazione
dell’Emittente quale consigliere non esecutivo indipendente e dal 2024, a seguito dell’adozione del sistema
di amministrazione e controllo c.d. “monistico” da parte della Società, riveste il ruolo di componente del
Comitato per il Controllo sulla Gestione.
Anna Claudia Pellicelli nata a Modena il 3 giugno 1965, ha conseguito la laurea in Economia e
Commercio presso l’Università di Torino. A far data dall’aprile 2020 è entrata a far parte del Consiglio di
Amministrazione dell’Emittente quale consigliere non esecutivo indipendente e dal 2024, a seguito
dell’adozione del sistema di amministrazione e controllo c.d. “monistico” da parte della Società, riveste il
ruolo di componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione.
La descrizione dettagliata della composizione e della diversità degli organi di amministrazione, direzione
e controllo, anche per ciò che attiene le competenze e le capacità sulle questioni di sostenibilità, è
contenuta al paragrafo GOV-1 “Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo” della
Rendicontazione di Sostenibilità ex D.Lgs n. 125/24.
Criteri e politiche di diversità nella composizione del Consiglio e nell’organizzazione aziendale
Il Consiglio di Amministrazione ha adottato una Politica sulla Composizione del Consiglio di
Amministrazione, approvata dapprima nella seduta consiliare del 17 marzo 2023, relativamente ad aspetti
quali l’età, il genere ed il percorso formativo e professionale, consultabile all’indirizzo
www.centralelatteitalia.com/investor-relations/.
Tale politica ha come obiettivo quello di individuare l’ottimale composizione quali-quantitativa del
Consiglio di Amministrazione in termini di numero dei componenti, che deve essere adeguato alle
dimensioni ed alla complessità dell’assetto organizzativo della Società, nonché in termini di competenze
diversificate e di profili dotati di professionalità adeguate al ruolo da ricoprire.
In particolare, la politica prefissa alcuni obiettivi in materia di composizione quali-quantitativa del
Consiglio di Amministrazione, quali:
-
sotto il profilo quantitativo, il numero dei componenti deve essere adeguato alle dimensioni ed
alla complessità dell’assetto organizzativo della Società, al fine di assicurare un adeguato
bilanciamento delle competenze e delle esperienze richieste dal business aziendale;
-
sotto il profilo qualitativo, per garantire il corretto assolvimento delle funzioni di responsabilità i
componenti del Consiglio di Amministrazione, devono essere:
pienamente consapevoli dei compiti chiamati a svolgere e delle responsabili
eventualmente derivanti;
dotati di professionalità adeguate al ruolo da ricoprire, anche nei comitati endoconsiliari, e
calibrate in relazione alle caratteristiche della Società;
in possesso di competenze ed esperienze diversificate.
Inoltre, tale politica fissa i criteri per la qualificazione di indipendenza e, al fine di perseguire gli obiettivi
strategici della Società, illustra la diversificazione, sia in termini di competenze, sia in termini di genere,
età, anzianità di carica ed esperienza maturate, che i componenti del Consiglio di Amministrazione di CLI
devono avere.
La politica è stata successivamente modificata con delibera assunta dal Consiglio di Amministrazione in
data 17 marzo 2025, al fine di adeguarla al sistema di amministrazione e controllo c.d. “monistico”,
eliminando i riferimenti al Collegio Sindacale, in luogo del Comitato per il Controllo sulla Gestione.
139
La descrizione dettagliata sulla diversità dei membri degli organi di amministrazione, direzione e
controllo, è contenuta al paragrafo GOV-1 “Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e
controllo” e al paragrafo S1-1 “Politiche relative alla forza lavoro propria” della Rendicontazione di
Sostenibilità ex D.Lgs. n. 125/24.
Cumulo massimo agli incarichi ricoperti in altre società
Nella medesima Politica sulla Composizione del Consiglio di Amministrazione, di cui al punto che
precede, la Società ha definito, altresì, al fine di garantire un efficace svolgimento della carica di
amministratore, che il numero di incarichi di amministrazione e controllo in altre società non può essere
superiore a 5 (cinque) in società quotate in mercati regolamentati (anche esteri) ovvero in società
finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni.
Ai fini del computo degli incarichi non si dovrà tener conto di quelli eventualmente ricoperti dagli
amministratori di CLI in società del Gruppo NewPrinces. Gli incarichi ricoperti in più società
appartenenti al medesimo gruppo sono considerati quale unico incarico con prevalenza dell’incarico
esecutivo su quello non esecutivo.
4.4 FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (ex art. 123-bis,
comma 2, lettera d), TUF)
In data 10 settembre 2021, la Società ha approvato il regolamento del Consiglio di Amministrazione, che
definisce le regole di funzionamento dell’organo stesso e dei suoi comitati, incluse le modalità di
verbalizzazione delle riunioni e le procedure per la gestione dell’informativa agli amministratori.
In particolare, quanto alla verbalizzazione, è previsto che i verbali vengano redatti dal Segretario, il quale
ha facoltà di procedere alla registrazione audio delle riunioni al fine di agevolare la verbalizzazione stessa,
ovvero dal Notaio nei casi previsti dalla vigente normativa.
A seguito della riunione, una bozza del verbale viene trasmessa a tutti i consiglieri e sindaci al fine di
recepire eventuali commenti ed osservazioni, che saranno raccolti dalla funzione Corporate & Legal
Affairs.
Il testo definitivo del verbale viene trascritto sul libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio
di Amministrazione a cura delle competenti strutture aziendali e viene firmato dal Presidente e dal
Segretario.
Quanto all’efficace gestione dell’informativa pre-consiliare, il Consiglio di Amministrazione ha previsto
che la documentazione a supporto degli argomenti posti all’ordine del giorno di ciascuna riunione venga
trasmessa ai consiglieri ed ai sindaci con congruo anticipo, di regola entro il secondo giorno anteriore a
quello fissato per la riunione, fatti salvi i casi di urgenza nei quali la documentazione è resa disponibile
con la migliore tempestività. La Società evidenzia che il predetto termine previsto per l’inoltro della
documentazione pre-consiliare è stato sempre rispettato.
Nel corso dell’esercizio 2025 il Consiglio di Amministrazione ha tenuto n. 4 riunioni della durata media
di 1 ora ciascuna. Le riunioni hanno registrato un’assidua e regolare partecipazione degli amministratori.
Nell’esercizio in corso sono state programmate n. 4 riunioni del Consiglio di Amministrazione, di cui n.
1 già tenutasi alla data della presente Relazione e, precisamente, in data 30 marzo 2026, quest’ultima
peraltro chiamata ad approvare la presente Relazione.
Le informazioni sulla composizione del Consiglio di Amministrazione e sulla partecipazione dei
consiglieri alle riunioni del Consiglio sono indicate nella Tabella 2 allegata alla Relazione.
140
Il regolamento del Consiglio di Amministrazione è stato, da ultimo modificato, adeguandolo al sistema
di amministrazione e controllo c.d. “monistico” nel corso della seduta consiliare del 9 settembre 2024.
141
4.5 RUOLO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione svolge il ruolo di raccordo tra gli amministratori esecutivi
e gli amministratori non esecutivi, curando l’efficace funzionamento dei lavori consiliari.
In particolare, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, con l’ausilio del Segretario del medesimo
organo:
-
cura e si accerta che l’informativa pre-consiliare e le informazioni complementari siano trasmesse
in modo completo ed esaustivo, tali da consentire agli amministratori di agire in modo informato
nello svolgimento del loro ruolo;
-
cura che l’attività dei comitati consiliari con funzioni istruttorie, propositive e consultive sia
coordinata con l’attività del Consiglio di Amministrazione, attraverso la partecipazione alle
riunioni dei comitati stessi;
-
cura, d’intesa con il C.E.O., che i dirigenti della Società, responsabili delle funzioni aziendali
competenti secondo la materia, intervengano alle riunioni consiliari, anche su richiesta dei singoli
amministratori, per fornire gli opportuni approfondimenti sugli argomenti posti all’ordine del
giorno, accertandosi della loro presenza e verificando che i medesimi dirigenti forniscano
informazioni complete e precise. Sul tema, si evidenzia la costante partecipazione dei dirigenti,
nei casi in cui è richiesta la presenza, in ragione degli argomenti di volta in volta posti all’ordine
del giorno;
-
cura e si accerta che tutti i componenti degli organi di amministrazione e controllo possano
partecipare, successivamente alla nomina e durante il mandato, a iniziative finalizzate a fornire
loro un’adeguata conoscenza dei settori di attività in cui opera la Società, delle dinamiche aziendali
e della loro evoluzione anche nell’ottica del successo sostenibile dell’Emittente, nonché dei
principi di corretta gestione dei rischi e del quadro normativo e autoregolamentare di riferimento;
-
cura l’adeguatezza e la trasparenza del processo di autovalutazione del Consiglio di
Amministrazione, con il supporto del comitato nomine.
Il Segretario del Consiglio
La Società non ha nominato un Segretario del Consiglio di Amministrazione, il quale viene nominato, di
volta in volta, in occasione di ciascuna riunione, anche all’infuori dei suoi membri ed anche esterno alla
Società.
142
4.6 CONSIGLIERI ESECUTIVI
Ai sensi dell’art. 14 dello Statuto Sociale, il Consiglio di Amministrazione può delegare parte dei suoi
poteri al Presidente, ai Vice Presidenti, a uno o più Amministratori Delegati e a uno o più componenti
fissandone attribuzioni e retribuzioni.
Il Consiglio può altresì nominare un Comitato Esecutivo fissandone i poteri, il numero dei componenti
e le modalità di funzionamento.
Amministratori Delegati
Il Consiglio di Amministrazione ferme le attribuzioni, i poteri e le facoltà normativamente e
statutariamente riservati al Consiglio di Amministrazione, al Presidente e ad altre funzioni aziendali ha
conferito, con delibera del 20 maggio 2024, le deleghe di poteri a Giuseppe Mastrolia e Stefano Cometto.
Alla data della presente Relazione, le deleghe attribuite al Vice Presidente ed all’Amministratore Delegato
sono le seguenti:
Giuseppe Mastrolia (Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione):
Tutti i poteri di ordinaria e di straordinaria amministrazione:
-
senza limiti di importo nell’ambito di tutte le operazioni effettuate infragruppo,
-
fino ad euro 300.000,00 (trecentomila/00) nei confronti dei terzi in autonomia e con firma libera,
-
senza alcuna limitazione di importo con la firma congiunta con altro componente del consiglio
di amministrazione, fatto salvo per le materie e le attività relative alla sicurezza sul lavoro,
ambiente e salubrità dei prodotti, che sono di esclusiva competenza del/degli amministratori
delegati o dei dirigenti preposti che hanno assunto le specifiche deleghe e responsabilità gestionali,
o per quelle materie che per legge o statuto, sono di esclusiva competenza del consiglio di
amministrazione e dell’assemblea dei soci.
Stefano Cometto (Amministratore Delegato):
Tutti i poteri relativi alla funzione di datore di lavoro, per tutte le divisioni, articolazioni aziendali,
stabilimenti e unità locali/depositi della Società, incluse le attività intese a dare attuazione ed
adempimento alle norme previste in materia di sicurezza e igiene sul lavoro, di tutela della salute dei
lavoratori e di protezione dell’ambiente, con facoltà di delega, nonché tutte le incombenze conseguenti
e/o collegate ai poteri ivi specificati.
In particolare, in qualità di datore di lavoro, a titolo esemplificativo e non esaustivo, sono attribuiti al
dott. Stefano Cometto, oltre alla firma sociale e al potere di rappresentanza della Società, deleghe negli
ambiti di seguito indicati:
1) contratti di lavoro
2) organizzazione di produzione
3) igiene, sicurezza e sicurezza degli alimenti
4) tutela dell’ambiente
5) poteri di gestione e controllo
6) locazioni, diritti reali
7) acquisto e cessione di beni e servizi; con i seguenti limiti di importo:
143
-
beni mobili fino al prezzo di Euro 100.000,00 per ogni operazione a firma singola e a firma
congiunta con qualsiasi altro membro del Consiglio di Amministrazione fino ad Euro
300.000,00;
-
autoveicoli di ogni genere, aeromobili e natanti fino al prezzo di Euro 100.000,00 a firma
singola e a firma congiunta con qualsiasi altro membro del Consiglio di Amministrazione
fino ad Euro 300.000,00 per ogni operazione;
-
forniture e somministrazioni per ogni genere di utenza che dovranno avere durata massima
iniziale di un anno, salvo rinnovo, e fino all’importo annuo di Euro 100.000,00;
-
contratti d’opera, appalti, consulenze e assumere rapporti di collaborazione autonoma, anche
continuativa, stipulando i relativi contratti, e fino all’importo annuo di Euro 100.000,00;
8) operazioni infragruppo senza alcuna limitazione di importo;
9) riscossioni, cessioni e ricevute;
10) operazioni bancarie e finanziarie, con i seguenti limiti di importo:
-
Euro 100.000,00 per: prelievi sui conti bancari della Società e pagamenti verso i creditori della
stessa, trarre o accettare cambiali tratte, richiedere assegni circolari; ritirare libretti di assegni
da emettere sui conti correnti della Società e sottoscrivere la relativa richiesta, rilasciare
dichiarazioni di manleva;
-
Euro 80.000,00 per: aprire, modificare o estinguere conti correnti postali, compiendo ogni
operazione consentita sui medesimi compresi i prelevamenti e l’emissione di vaglia postali;
riscuotere ed incassare, rilasciandone quietanza e scarico nelle debite forme, somme o quanto
altro comunque dovuto alla Società da privati, ditte, enti, istituti, società di qualsiasi natura,
compagnie di assicurazione, banche e casse;
11) assicurazioni;
12) appalti, gare e licenze;
13) procedure giudiziarie;
14) transazioni ed arbitrati;
15) adempimenti ed obblighi fiscali.
144
Presidente del Consiglio di Amministrazione
Con delibera del 29 aprile 2024, l’Assemblea ha nominato Angelo Mastrolia, quale Presidente del
Consiglio di Amministrazione e, successivamente, il Consiglio di Amministrazione, in data 20 maggio
2024, ha attribuito allo stesso tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, salvo per le
materie e le attività relative alla sicurezza sul lavoro, ambiente e salubrità dei prodotti, che sono di
esclusiva competenza del o degli Amministratori delegati o dei dirigenti preposti che hanno assunto le
specifiche deleghe e responsabilità gestionali, nonché per tutte le materie che per legge o statuto, sono di
esclusiva competenza del Consiglio di Amministrazione o dell’Assemblea dei soci.
Il Presidente, Angelo Mastrolia, è inoltre il socio unico di Newlat Group S.A., che a sua volta controlla
indirettamente la Società con una partecipazione pari al 67,74% del capitale sociale.
Informativa al Consiglio da parte dei consiglieri/organi delegati
Gli Amministratori Delegati riferiscono al Consiglio di Amministrazione circa l’attività di maggior rilievo
svolta nell’esercizio delle deleghe loro conferite.
Altri consiglieri esecutivi
Nel Consiglio di Amministrazione della Società non ci sono ulteriori consiglieri esecutivi, oltre a quelli
indicati nei precedenti paragrafi.
145
4.7 AMMINISTRATORI INDIPENDENTI E LEAD INDEPENDENT DIRECTOR
Amministratori indipendenti
Il Consiglio di Amministrazione dell’Emittente alla chiusura dell’esercizio 2025 includeva 3 (tre)
amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dall’art. 147-ter del TUF e del Codice di
Corporate Governance, i quali compongono il Comitato per il Controllo sulla Gestione.
Di seguito sono indicati gli amministratori indipendenti dell’Emittente:
a) Giovanni Maria Rayneri
b) Valeria Bruni Giordani
c) Anna Claudia Pellicelli
Il numero e le competenze degli Amministratori Indipendenti sono ritenuti adeguati alle esigenze della
Società ed al funzionamento del Consiglio di Amministrazione, nonché alla costituzione dei relativi
comitati.
Si precisa che il Presidente del Consiglio di Amministrazione non è qualificato come indipendente.
Il Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Nomine e Remunerazioni, ha redatto una
Politica sulla Composizione del Consiglio di Amministrazione, approvata dal medesimo organo in data
17 marzo 2023, così come modificata a seguito dell’adozione del sistema di amministrazione e controllo
c.d. “monistico” in data 17 marzo 2025, in cui vengono, altresì, individuati i criteri quantitativi e qualitativi
per valutare la significatività delle circostanze rilevanti ai sensi del Codice di Corporate Governance, ai
fini della valutazione di indipendenza degli amministratori.
In linea di principio, nell’ambito di tale valutazione, di norma, si ritiene non indipendente un
Amministratore, nelle seguenti ipotesi, per altro non tassative:
a) se è un azionista significativo della Società;
b) se l’amministratore è o è stato nei precedenti tre esercizi, un amministratore esecutivo o un
dipendente della Società, di una sua controllata avente rilevanza strategica o di una società
sottoposta a comune controllo con la Società, ovvero di un azionista significativo della Società;
c) se, direttamente o indirettamente (ad esempio attraverso società controllate o delle quali sia
esponente di rilievo, ovvero in qualità di partner di uno studio professionale o di una società di
consulenza), l’amministratore ha, o ha avuto nei tre esercizi precedenti, una significativa relazione
commerciale, finanziaria o professionale:
d) con la Società o le società da essa controllate, o con i relativi amministratori esecutivi o il top
management;
e) con un soggetto che, anche insieme ad altri attraverso un patto parasociale, controlla la Società;
o, se il controllante è una società o ente, con i relativi amministratori esecutivi o il top
management;
f) se riceve, o ha ricevuto nei precedenti tre esercizi, da parte della Società, di una sua controllata o
della società controllante, una significativa remunerazione aggiuntiva rispetto al compenso “fisso”
percepito per la carica di amministratore non esecutivo della Società e al compenso previsto per
la partecipazione ai Comitati raccomandati dal Codice o previsti dalla normativa vigente, anche
sotto forma di partecipazione a piani di incentivazione legati alla performance aziendale, anche a
base azionaria;
g) se è stato amministratore della Società per più di nove esercizi, anche non consecutivi, negli ultimi
dodici esercizi;
146
h) se riveste la carica di amministratore esecutivo in un’altra società nella quale un amministratore
esecutivo della Società abbia un incarico di amministratore;
i) se è socio o amministratore di una società, o di un’entità appartenente alla rete della società
incaricata della revisione legale della Società;
j) se è uno stretto familiare (per tale intendendosi il coniuge non separato legalmente, il convivente,
i figli, anche del coniuge, a carico e, se conviventi da almeno un anno, i genitori, i parenti fino al
4° grado) di una persona che si trovi in una delle situazioni di cui ai precedenti punti.
Il Consiglio di Amministrazione ha stabilito, quale soglia di valutazione delle ipotesi di cui alle precedenti
lettere c) e d), che il valore complessivo delle relazioni e della remunerazione aggiuntiva non devono
essere superiori al 5% del fatturato dell’amministratore in questione.
In ogni caso, il Consiglio di Amministrazione, immediatamente dopo la nomina, durante il corso del
mandato, con cadenza annuale, nonché al ricorrere di circostanze rilevanti, provvede a verificare il
possesso dei requisiti di indipendenza in capo a ciascuno dei consiglieri non esecutivi.
La verifica è stata effettuata adottando i criteri sopra evidenziati conformemente a quanto disposto dal
Codice di Corporate Governance e, in particolare, a quanto stabilito nella Raccomandazione 7 in forza
dei quali il Consiglio di Amministrazione ha potuto confermare l’indipendenza di Giovanni Maria
Rayneri, Valeria Bruni Giordani e Anna Claudia Pellicelli.
Nell’effettuare la suddetta valutazione, il Consiglio di Amministrazione ha preso in considerazione tutte
le informazioni a disposizione, in particolare quelle fornite dagli amministratori oggetto di valutazione,
che sono state ritenute sufficienti e complete per un puntuale esame di quelle circostanze che potrebbero
compromettere l’indipendenza, così come sottolineato dalla Raccomandazione 6.
Gli Amministratori Indipendenti in carica alla data della presente Relazione non si sono riuniti in assenza
degli altri amministratori ritenendo adeguate le occasioni d’incontro nell’ambito delle riunioni dei comitati
endoconsiliari ai quali partecipano tutti gli amministratori indipendenti.
147
Lead Independent Director
La Società ha nominato, con delibera del Consiglio di Amministrazione in data 20 maggio 2024,
l’amministratore non esecutivo e indipendente Anna Claudia Pellicelli, quale lead independent director.
Al Lead Independent Director è attribuito il compito di coordinare le istanze ed i contributi degli
amministratori non esecutivi ed in particolare di quelli indipendenti.
In particolare lo stesso:
-
collabora con il Presidente del Consiglio di Amministrazione al fine di garantire che gli
amministratori siano destinatari di flussi informativi completi e tempestivi e di definire le iniziative
atte a consentire ad amministratori e sindaci la migliore conoscenza della Società e del Gruppo e
delle dinamiche aziendali;
-
contribuisce al processo di valutazione del Consiglio di Amministrazione;
-
segnala al Presidente del Consiglio di Amministrazione eventuali argomenti da sottoporre
all’esame ed alla valutazione dell’organo amministrativo;
-
coordina le riunioni dei soli Amministratori Indipendenti.
148
5. GESTIONE DELLE INFORMAZIONI SOCIETARIE
Tutti gli Amministratori sono tenuti a mantenere riservati i documenti e le informazioni acquisiti nello
svolgimento del loro compito ed a rispettare le procedure per la comunicazione all'esterno di tali
documenti ed informazioni price sensitive.
Su proposta degli Amministratori Delegati, il Consiglio nella riunione del 18 dicembre 2000 ha deliberato
di riservare al Presidente ed agli Amministratori Delegati la facoltà di comunicare all'esterno documenti
ed informazioni riguardanti la Società, con particolare riferimento alle informazioni price sensitive. Essi
possono avvalersi della società di consulenza cui è demandata l'informazione finanziaria.
La Società ha inoltre approvato il Codice di comportamento Internal Dealing, diretto a disciplinare gli
obblighi informativi, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 19 del Regolamento (UE) n. 596/2014
del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014, dal Regolamento delegato (UE) n. 522/2016
del 17 dicembre 2015, dal Regolamento di esecuzione (UE) n. 523/2016, dalla Comunicazione Consob
n. 0061330 dell’1 luglio 2016, dal TUF e dal Regolamento Emittenti, inerenti le operazioni effettuate per
proprio conto da amministratori, sindaci, direttori generali della Società, nonché da ogni altra persona
che abbia accesso, in virtù dell’incarico ricoperto nella Società, ad informazioni su fatti tali da determinare
variazioni significative nelle prospettive economiche, finanziarie e patrimoniali della Società ed idonee, se
rese pubbliche, a influenzare sensibilmente il prezzo degli strumenti finanziari quotati.
Tale Regolamento è pubblicato sul sito dell’Emittente all’indirizzo https://centralelatteitalia.com/wp-
content/uploads/2016/06/Codice-internal-dealing-2016_CLI.pdf.
149
6. COMITATI INTERNI AL CONSIGLIO (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF)
Il Consiglio di Amministrazione ha costituito al proprio interno, oltre al Comitato per il Controllo sulla
Gestione, comitati con funzioni istruttorie, propositive e consultive, quali:
-
il comitato per le nomine e la remunerazione, meglio illustrato alle successive Sezioni 7.2 e 8.2 (il
“Comitato Nomine e Remunerazione”);
-
il comitato controllo e rischi, meglio illustrato alla successiva Sezione 9.2 (il “Comitato Controllo
e Rischi”);
-
il comitato per le operazioni con parti correlate, meglio illustrato alla successiva Sezione 10 (il
“Comitato OPC”).
Il Consiglio di Amministrazione ha determinato la composizione dei singoli comitati endoconsiliari
privilegiando la competenza e l’esperienza dei relativi componenti.
Alla data della Relazione i Comitati risultano così composti:
Ruolo
Comitato Controllo e
Rischi
Comitato Nomine
e Remunerazione
Comitato OPC
Presidente
Giovanni Maria
Rayneri
Anna Claudia Pellicelli
Valeria Bruni Giordani
Componente
Valeria Bruni Giordani
Valeria Bruni Giordani
Anna Claudia Pellicelli
Componente
Anna Claudia Pellicelli
Giovanni Maria
Rayneri
Giovanni Maria Rayneri
Il Consiglio di Amministrazione, in occasione della costituzione dei predetti comitati endoconsiliari, ha
altresì adottato i relativi regolamenti che definiscono le regole di funzionamento degli stessi, incluse le
modalità di verbalizzazione delle riunioni e le procedure per la gestione dell’informativa agli
amministratori che li compongono. Tali regolamenti sono stati da ultimo aggiornati dal Consiglio di
Amministrazione nella seduta del 9 settembre 2024, a seguito della modifica del sistema di
amministrazione e controllo.
In particolare, ciascun regolamento specifica la composizione del relativo comitato, precisando le
competenze richieste a ciascun componente, nonché la modalità con cui deve essere nominato il
presidente e la procedura di sostituzione dei membri.
Il regolamento stabilisce, altresì, la modalità di convocazione delle riunioni del comitato, le relative
tempistiche, precisando i luoghi dove possono essere tenute le riunioni ed i soggetti a cui deve essere
inoltrato l’avviso, nonché determinando la validità di costituzione di ciascuna adunanza e di deliberazione
sulle materie.
Inoltre, al fine di assicurare la completezza dei flussi informativi, tutelando allo stesso modo la
riservatezza dei dati e delle informazioni fornite, i regolamenti prevedono che l’eventuale
documentazione relativa alle materie all’ordine del giorno è messa a disposizione di norma entro il
secondo giorno anteriore a quello fissato per la riunione, fatti salvi i casi di urgenza nei quali la
documentazione è resa disponibile con la migliore tempestività.
Infine, i regolamenti specificano i compiti attribuiti a ciascun comitato, indicando i mezzi di cui i
componenti si possono avvalere al fine dello svolgimento delle proprie attività. Il tutto nel rispetto del
dovere della riservatezza in merito alle notizie ed alle informazioni acquisite nell’esercizio delle loro
funzioni, anche dopo la scadenza del mandato dei singoli componenti.
150
Comitati ulteriori (diversi da quelli previsti dalla normativa o raccomandati dal Codice)
Il Consiglio di Amministrazione non ha costituito comitati ulteriori diversi rispetto a quelli previsti dalla
normativa o raccomandati dal Codice di Corporate Governance.
151
7. AUTOVALUTAZIONE E SUCCESSIONE DEGLI AMMINISTRATORI COMITATO
NOMINE
7.1 AUTOVALUTAZIONE E SUCCESSIONE DEGLI AMMINISTRATORI
Il Consiglio di Amministrazione valuta l’efficacia della propria attività ed il contributo portato dalle sue
singole componenti, attraverso dei questionari predisposti ad hoc da consulenti esterni della Società.
L’Emittente conduce l’autovalutazione ogni anno ed ha ad oggetto dimensione, composizione e concreto
funzionamento, considerando anche il ruolo svolto dal Consiglio di Amministrazione nella definizione
delle strategie e nel monitoraggio dell’andamento della gestione e dell’adeguatezza del sistema di controllo
interno e di gestione dei rischi.
In particolare, il Consiglio di Amministrazione in carica ha svolto una propria autovalutazione e ha
espresso un orientamento sulla sua composizione quantitativa e qualitativa ritenuta ottimale, i cui esiti
sono stati pubblicati sul sito internet della Società https://centralelatteitalia.com/investor-relations/, da
cui è emerso quanto segue:
-
appropriatezza di un numero di Amministratori compreso tra 7 (sette) e 15 (quindici) per
assicurare un adeguato bilanciamento delle competenze e delle esperienze richieste dal business
della Società;
-
appropriatezza di un numero di 3 (tre) Amministratori che costituiscono il Comitato per il
Controllo sulla Gestione;
-
adeguatezza del rapporto attualmente in essere tra Amministratori Esecutivi (3), non-Esecutivi
(4) ed Indipendenti ai sensi del Codice di Corporate Governance (3), in quanto idoneo ad
assicurare un efficace funzionamento del Consiglio di Amministrazione stesso;
-
appropriatezza di 1 (uno) Amministratore - che sia componente del Comitato per il Controllo
sulla Gestione - iscritto nel registro dei revisori legali.
In generale, il Consiglio di Amministrazione ritiene adeguata la propria composizione sia in termini di
competenze ed esperienze, che di diversità, vista la presenza di figure manageriali di taglio internazionale
con forti competenze in materia contabile, finanziaria, nonché di gestione dei rischi, in grado di apportare
un concreto supporto al perseguimento degli obiettivi strategici della Società e dei compiti del Consiglio
di Amministrazione medesimo.
Per quanto attiene al funzionamento dell’organo di amministrazione, gli Amministratori ritengono che
l’organizzazione delle riunioni sia idonea alla struttura della Società, sia in termini di numero di incontri
che di durata delle riunioni stesse, a cui vi è una costante partecipazione, da parte di tutti i membri, nonché
dei soggetti esterni di volta in volta – coinvolti in ragione degli argomenti posti all’ordine del giorno di
ciascuna adunanza.
Anche le condizioni in cui si svolgono le riunioni sono state ritenute idonee e soddisfacenti, in termini di
intervento, di approfondimento sui singoli temi, nonché di deliberazioni con cognizione di causa ed in
piena autonomia.
Sono inoltre stati ritenuti adeguati i documenti informativi sugli argomenti posti all’ordine del giorno e la
verbalizzazione delle riunioni.
Per quanto attiene la dimensione, la composizione e il funzionamento dei comitati interni (Comitato
Controllo e Rischi, Comitato Nomine e Remunerazione e Comitato per le Operazioni con le Parti
Correlate), oltre al Comitato per il Controllo sulla Gestione, gli stessi sono stati ritenuti adeguati e idonei
alla struttura societaria. Detti comitati endoconsiliari sono infatti tutti composti da figure dotate di elevata
esperienza professionale che consentono uno svolgimento efficace dei compiti che ciascun Comitato è
chiamato a svolgere. Le attività a ciascuno affidate, di tipo istruttorie, consultive e propositive, in favore
152
del Consiglio di Amministrazione, sono state ritenute conformi ed in linea con i principi e le
raccomandazioni fornite dal Codice di Corporate Governance.
In conclusione, il Consiglio di Amministrazione ritiene adeguata la propria composizione, sia in termini
qualitativi che in termini quantitativi, in ragione (i) della presenza di un elevato grado di diversificazione
di profili, nonché di esperienze professionali maturate; (ii) dell’adeguata modalità di funzionamento
dell’organo stesso, le cui attività vengono svolte in un clima di fiducia, collaborazione e interazione tra i
componenti del Consiglio.
Piani di successione
Alla data della presente Relazione, in ragione del fatto che CLI è inquadrabile come società non grande
ed a proprietà concentrata, così come definite dal Codice di Corporate Governance, non è stato adottato
un piano per la successione degli amministratori esecutivi.
Il Consiglio di Amministrazione si riserva di poter effettuare, in futuro, un’attività di analisi per valutare
l’opportunità di definire misure che consentano di garantire la continuità della gestione, anche attraverso
l’adozione di un piano di successione, fermo restando quanto previsto dal Codice di Corporate
Governance.
153
7.2 COMITATO NOMINE
Composizione e funzionamento del comitato nomine (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d) TUF)
La Società ha istituito un unico Comitato Nomine e Remunerazione, composto dai membri del Comitato
per il Controllo sulla Gestione e, quindi, esclusivamente da Amministratori non esecutivi indipendenti,
nominando – quali componenti Giovanni Maria Rayneri e Valeria Bruni Giordani, nonché quale suo
presidente – Anna Claudia Pellicelli.
Le riunioni del comitato sono regolarmente verbalizzate e il presidente del comitato ne dà informazione
al primo Consiglio di Amministrazione utile.
Nell’esercizio 2025 il Comitato Nomine e Remunerazione ha tenuto n. 1 riunione della durata di 1 ora, a
cui hanno partecipato tutti i componenti.
Alla data della presente Relazione, si è già tenuta n. 1 riunione del Comitato Nomine e Remunerazione.
Funzioni del comitato nomine
Il Comitato Nomine:
-
coadiuva il Consiglio di Amministrazione nell’attività di autovalutazione dell’organo
amministrativo stesso e dei suoi comitati, supportando il Presidente del Consiglio di
Amministrazione nel curare l’adeguatezza e la trasparenza del processo di autovalutazione svolto
nel mese di febbraio 2026;
-
coadiuva il Consiglio di Amministrazione nell’attività di definizione della composizione ottimale
dell’organo di amministrazione e dei suoi comitati;
-
coadiuva il Consiglio di Amministrazione nell’attività di individuazione dei candidati alla carica di
amministratore in caso di cooptazione.
Qualora la Società si dovesse dotare di un piano di successione degli amministratori esecutivi, al Comitato
Nomine verrà richiesto un supporto nell’attività di predisposizione, aggiornamento ed attuazione di detto
piano.
Il Comitato Nomine svolge un ruolo consultivo e propositivo, ha il compito di assistere il Consiglio di
Amministrazione, con funzioni istruttorie, di natura propositiva e consultiva, nelle valutazioni e nelle
decisioni relative alla composizione del Consiglio di Amministrazione.
Nel corso dell’esercizio 2025, il Comitato Nomine ha svolto le seguenti attività principali:
-
discussione in merito alle risultanze del questionario di autovalutazione;
-
aggiornamento della politica sulla composizione del Consiglio di Amministrazione.
Il Comitato Nomine ha facoltà di accesso alle informazioni e alle funzioni e strutture aziendali necessarie
per lo svolgimento dei suoi compiti, disponendo di risorse finanziarie ed avvalendosi di consulenti esterni,
nei termini stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.
154
8. REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI COMITATO REMUNERAZIONI
8.1 REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI
Per le informazioni della presente Sezione si rinvia alla Relazione sulla Remunerazione, redatta dalla
Società, e disponibile all’indirizzo https://centralelatteitalia.com/investor-relations/bilanci-e-relazioni/.
La descrizione dettagliata delle informazioni riguardanti l’integrazione delle prestazioni in termini di
sostenibilità nei sistemi di incentivazione, è contenuta al paragrafo GOV-3 “Integrazione delle prestazioni
in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione” della Rendicontazione di Sostenibilità ex D.Lgs.
n. 125/24.
8.2 COMITATO REMUNERAZIONI
Composizione e funzionamento del comitato remunerazioni (ex art. 123-bis, comma 2, lett. d),
TUF)
Come precisato alla precedente Sezione 7.2, la Società ha istituito un unico Comitato Nomine e
Remunerazione, composto dai membri del Comitato per il Controllo sulla Gestione e, quindi,
esclusivamente da Amministratori non esecutivi indipendenti, nelle persone di Giovanni Maria Rayneri e
Valeria Bruni Giordani – quali componenti, nonché da Anna Claudia Pellicelli – quale suo presidente.
Tutti i componenti del Comitato Remunerazione possiedono conoscenze ed esperienza in materia
finanziaria o di politiche retributive, che sono state ritenute adeguate dal Consiglio di Amministrazione
al momento della nomina.
Conformemente a quanto previsto dal Codice di Corporate Governance, nessun amministratore prende
parte alle riunioni del Comitato Remunerazione in cui vengono formulate le proposte relative alla propria
remunerazione.
Le riunioni del comitato sono regolarmente verbalizzate e il presidente del comitato ne dà informazione
al primo Consiglio di Amministrazione utile.
Come già indicato nella precedente Sezione 7.2, nel corso dell’esercizio 2025 il Comitato Nomine e
Remunerazione ha tenuto n. 1 riunione della durata di 1 ora, a cui hanno partecipato tutti i componenti.
Alla data della presente Relazione, si è già tenuta n. 1 riunione del Comitato Nomine e Remunerazione.
Funzioni del comitato remunerazioni
Il Comitato Remunerazione:
-
coadiuva il Consiglio di Amministrazione nell’elaborazione della politica per la remunerazione;
-
presenta proposte ed esprime pareri sulla remunerazione degli amministratori esecutivi e degli
altri amministratori che ricoprono particolari cariche, nonché sulla fissazione degli obiettivi di
performance correlati alla componente variabile di tale remunerazione;
-
monitora la concreta applicazione della politica di remunerazione e verifica, in particolare,
l’effettivo raggiungimento degli obiettivi di performance;
-
valuta periodicamente l’adeguatezza e la coerenza complessiva della politica per la remunerazione
degli amministratori e del top management.
Nel corso dell’esercizio 2025, il Comitato Remunerazioni ha svolto le seguenti attività principali:
155
-
discussione in tema di Politica di Remunerazione ed analisi degli obiettivi di performance, sia
qualitativi che quantitativi;
-
discussione in tema di Relazione sulla Remunerazione riferita all’esercizio 2025.
Il Comitato Remunerazione ha facoltà di accesso alle informazioni e alle funzioni e strutture aziendali
necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti, disponendo di risorse finanziarie ed avvalendosi di
consulenti esterni, nei termini stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.
Il Comitato Remunerazione non si è avvalso dei servizi di un consulente al fine di ottenere informazioni
sulle pratiche di mercato in materia di politiche retributive.
9. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI COMITATO
CONTROLLO E RISCHI
In ottemperanza al Principio XVIII del Codice di Corporate Governance, l’Emittente ha definito le linee
di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (di seguito anche “SCIGR”) costituito
dall’insieme delle regole, procedure e strutture organizzative finalizzate ad una effettiva ed efficace
identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, al fine di contribuire al successo
sostenibile della Società, in coerenza con la strategia della stessa.
Valutazione di adeguatezza del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi
Per l’esercizio 2025, la valutazione di adeguatezza complessiva del Sistema di Controllo Interno e di
Gestione dei Rischi è stata espressa sulla base dell’analisi dei seguenti aspetti:
Fatti di rilievo con impatto sul modello di governo e controllo aziendale:
-
Risk Assessment di Gruppo,
-
Piano di Audit di Gruppo,
-
Variazioni nella composizione degli organi di amministrazione e controllo e nella struttura
organizzativa,
-
Variazioni nelle deleghe e nelle procure,
-
Compliance alla Legge n. 262/05 in materia di documentazione contabile e societaria,
-
Governance e gestione dei Sistemi informativi,
-
Export Compliance,
-
Operazioni con parti correlate,
-
Operazioni infragruppo e operazioni in potenziale conflitto,
-
Operazioni di internal dealing,
-
Principali contenziosi in essere,
-
Situazione dei crediti in sofferenza.
Risultati delle attività di verifica svolte dagli organi di controllo interni ed esterni:
-
Risultati delle attività di monitoraggio svolte dall’Internal Audit,
-
Incontro tra gli Organi di Controllo,
156
-
Informazioni dal Dirigente Preposto,
-
Risultati delle attività di monitoraggio svolte dall’Organismo di Vigilanza,
-
Risultati degli audit di terza parte sui sistemi di gestione della qualità, della salute e sicurezza sul
lavoro, e dell’ambiente,
-
Informazioni dal Servizio di Prevenzione e Protezione e dal presidio ambientale.
Sulla base delle informazioni ed evidenze raccolte, il Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del
Comitato Controllo e Rischi, ritiene che il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi in essere
nel corso del 2025 sia adeguato ed efficace rispetto alle dimensioni e caratteristiche del Gruppo a cui
appartiene la Società, e complessivamente idoneo al raggiungimento degli obiettivi aziendali.
La descrizione dettagliata dei ruoli e delle responsabilità degli organi di amministrazione, direzione e
controllo nella sorveglianza sulle procedure volte a gestire i rischi, gli impatti e le opportunità rilevanti,
nonchè del modo in cui tali organi sono informati in merito alle questioni di sostenibilità e come tali
questioni vengano affrontate durante il periodo di riferimento, è contenuta al paragrafo GOV-1 “Ruolo
degli organi di amministrazione, direzione e controllo” e al paragrafo GOV-2 “Informazioni fornite agli
organi di amministrazione, direzione e controllo dell’impresa e questioni di sostenibilità da questi
affrontate” della Rendicontazione di Sostenibilità ex D.Lgs. n. 125/24.
Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi sull’informativa finanziaria
La Società considera il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi sull’informativa finanziaria
come parte integrante del proprio sistema di gestione dei rischi.
Con specifico riferimento al Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi sul financial reporting,
la Società ha definito un proprio sistema di regole di Controllo Contabile da seguire.
A tale sistema si aggiungono le istruzioni e le norme interne (tra cui, a titolo esemplificativo, il sistema di
deleghe e procure, le istruzioni di reporting, i sistemi informativi a supporto, le visite presso gli
stabilimenti della Società), attraverso cui la Società assicura un efficiente sistema di scambio di dati tra
tutti gli stabilimenti.
La valutazione del 2025 ha evidenziato i processi rilevanti che sono stati sottoposti nel corso dell’esercizio
a interventi di verifica puntuali, in relazione a specifici obiettivi di controllo (esistenza, completezza e
accuratezza, valutazione, diritti e obblighi, presentazione e informativa).
Eventuali carenze/azioni di miglioramento identificate in occasione degli interventi di verifica e relazione
come sopra descritto, prevedono una immediata identificazione delle azioni da intraprendere, oltre che
un monitoraggio periodico della loro soluzione.
Di seguito vengono riportate le principali caratteristiche del SCIGR e le modalità di coordinamento tra i
soggetti in esso coinvolti, ispirate ai modelli ed alla best practice nazionale ed internazionale di
riferimento.
Gli organi societari e di controllo, facenti parte del SCIGR sono:
-
il Consiglio di Amministrazione;
-
il Comitato per il Controllo Interno e Rischi;
-
l’amministratore esecutivo responsabile dell’internal audit;
-
il preposto alla funzione di internal audit;
-
l’Organismo di Vigilanza ex D.Lgs 231/01;
157
-
il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari;
-
la Società di Revisione.
Il SCIGR della Società si articola su tre livelli di controllo:
I° Livello di Controllo le strutture operative sono le prime responsabili del processo di SCIGR. Invero,
queste ultime nello svolgimento delle attività giornaliere sono chiamate a identificare, misurare,
valutare e monitorare, nonché attenuare e riportare i rischi derivanti dall’ordinaria attività aziendale in
conformità del SCIGR e delle procedure interne applicabili.
II° Livello di Controllo vengono monitorati i rischi aziendali, vengono proposte le linee guida sui relativi
sistemi di controllo e viene verificata l’adeguatezza degli stessi affinché sia assicurata l’efficienza e
l’efficacia delle operazioni, nonché un adeguato controllo dei rischi, una prudente conduzione del
business, un’affidabilità delle informazioni, oltre che la conformità alle leggi, ai regolamenti ed alle
procedure interne.
III° Livello di Controllo il preposto all’internal audit verifica ed assicura l’adeguatezza e l’effettiva
operatività del I° e del II° Livello di Controllo e in generale del SCIGR, valutandone la completezza,
la funzionalità e l’affidabilità in termini di efficienza ed efficacia, nonché individuando le eventuali
violazioni delle procedure e delle norme applicabili.
Il ruolo centrale nel Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi viene svolto dal Consiglio di
Amministrazione che procede a definire la natura ed il livello di rischio compatibile con gli obiettivi della
Società.
L'effettivo SCIGR della Società garantisce, con ragionevole certezza, il raggiungimento di obiettivi
operativi, di informazione e di conformità. Precisamente:
-
l'obiettivo operativo del sistema di controllo interno riguarda l'efficacia e l'efficienza della Società
nell'impiegare le risorse, nel proteggersi dalle perdite, nel salvaguardare il patrimonio aziendale.
Tale sistema è volto, inoltre, ad assicurare che il personale operi per il perseguimento degli
obiettivi aziendali, senza anteporre altri interessi a quelli di Centrale del Latte d’Italia S.p.A.;
-
l'obiettivo di informazione si traduce nella predisposizione di rapporti tempestivi ed affidabili per
il processo decisionale all'interno e all'esterno dell'organizzazione aziendale;
-
l'obiettivo di conformità garantisce, invece, che tutte le operazioni ed azioni siano condotte nel
rispetto delle leggi e dei regolamenti, dei requisiti prudenziali e delle procedure aziendali interne.
Il SCIGR coinvolge ogni settore dell'attività svolta dalla Società, attraverso la distinzione dei compiti
operativi da quelli di controllo, riducendo ragionevolmente ogni possibile conflitto di interesse.
In particolare, il sistema di controllo interno si basa sui seguenti elementi:
-
sistema organizzativo formalizzato e chiaro nell'attribuzione delle responsabilità;
-
poteri autorizzativi e di firma assegnati in coerenza con le responsabilità;
-
sistemi informatici orientati alla segregazione delle funzioni;
-
sistema di controllo di gestione e reporting;
-
funzioni preposte in maniera strutturata alla comunicazione esterna;
-
attività periodica di audit sui principali processi aziendali.
Alla base del SCIGR della Società vi sono i seguenti principi:
-
ogni operazione, transazione ed azione deve essere veritiera, verificabile, coerente e documentata;
-
nessuno può gestire un intero processo in autonomia (c.d. segregazione dei compiti);
158
-
il sistema di controllo interno documenta l'effettuazione dei controlli, anche di supervisione.
La responsabilità, in ordine al corretto funzionamento del sistema di controllo interno, è rimessa a
ciascuna funzione aziendale per tutti i processi di cui essa sia responsabile.
La tipologia di struttura dei controlli aziendali esistente nella Società prevede:
-
controlli di linea, svolti dalle singole unità operative sui processi di cui hanno la responsabilità
gestionale, finalizzati ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni;
-
attività di monitoraggio, svolte dai responsabili di ciascun processo e volte a verificare il corretto
svolgimento delle attività sottostanti, sulla base dei controlli di natura gerarchica;
-
attività di rilevazione, valutazione e monitoraggio del sistema di controllo interno sui processi e
sui sistemi amministrativo-contabili che hanno rilevanza ai fini del bilancio.
In merito al SCIGR si precisa, infine, che nell’esercizio delle sue funzioni il Consiglio di Amministrazione,
nel corso della seduta consiliare del 30 marzo 2026:
-
ha approvato il piano di internal audit, sentito l’amministratore esecutivo responsabile
dell’internal audit, previo parere del Comitato per il Controllo sulla Gestione;
-
ha valutato, previo parere del Comitato Controllo e Rischi, l’adeguatezza del sistema stesso,
rispetto alle caratteristiche dell’impresa ed al profilo di rischio assunto, nonché la sua efficacia.
La descrizione dettagliata delle caratteristiche principali dei sistemi interni di controllo e gestione del
rischio in relazione al processo della rendicontazione di sostenibilità”, è contenuta al paragrafo GOV-5
“Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità” della Rendicontazione di
Sostenibilità ex D.Lgs. n. 125/24.
159
9.1 CHIEF EXECUTIVE OFFICER
Il Consiglio di Amministrazione ha individuato nel Presidente esecutivo del C.d.A., Angelo Mastrolia,
l’amministratore incaricato di istituire, mantenere e sovrintendere alla funzionalità del Sistema di
Controllo Interno e di Gestione dei Rischi.
Nell’ambito delle responsabilità affidategli dal Consiglio di Amministrazione, il Presidente ha dato
esecuzione alle linee di indirizzo e attuazione del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi,
definite dal Consiglio di Amministrazione, provvedendo a:
-
curare l’identificazione dei principali rischi aziendali, da sottoporre periodicamente all’esame del
Consiglio di Amministrazione, tenendo conto delle caratteristiche delle attività svolte;
-
dare esecuzione alle linee di indirizzo definite dal Consiglio, curando la progettazione, la
realizzazione e la gestione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, verificandone
costantemente l’adeguatezza e l’efficacia;
-
aggiornare il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi rispetto alle dinamiche delle
condizioni operative e del panorama legislativo e regolamentare;
-
affidare alla funzione di internal audit lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative e
sul rispetto delle regole e procedure interne nell’esecuzione di operazioni aziendali, dandone
contestuale al presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione;
-
riferire tempestivamente al Comitato Controllo e Rischi in merito a problematiche e criticità
emerse nello svolgimento della propria attività o di cui abbia avuto comunque notizia, affinché il
Comitato possa prendere le opportune iniziative.
160
9.2 COMITATO CONTROLLO E RISCHI
Composizione e funzionamento del Comitato Controllo e Rischi (ex art. 123-bis, comma 2, lett.
d), TUF)
La Società ha istituito il Comitato Controllo e Rischi, composto dai membri del Comitato per il Controllo
sulla Gestione e, quindi, esclusivamente da Amministratori non esecutivi indipendenti, nominando quali
componenti Valeria Bruni Giordani e Anna Claudia Pellicelli, nonché quale suo presidente Giovanni
Maria Rayneri.
Tutti i componenti del Comitato Controllo e Rischi possiedono un’adeguata competenza nel settore di
attività in cui opera la Società, funzionale a valutare i relativi rischi, e un’adeguata conoscenza ed
esperienza in materia contabile e finanziaria o di gestione dei rischi.
Le riunioni del comitato sono regolarmente verbalizzate e il presidente del comitato ne dà informazione
al primo Consiglio di Amministrazione utile.
Alle riunioni del Comitato Controllo e Rischi ha sempre partecipato il Dirigente Preposto alla redazione
dei documenti contabili societari di CLI, nonché su invito del presidente del comitato stesso il
preposto alla funzione di internal audit e gli esponenti della società di revisione, in ragione degli argomenti
posti all’ordine del giorno.
Nel corso dell’esercizio 2025 il Comitato Controllo e Rischi ha tenuto n. 3 riunioni della durata media di
1 ora ciascuna. Tali riunioni hanno registrato un’assidua e regolare partecipazione.
Alla data della presente Relazione, si è già tenuta n. 1 riunione del Comitato Controllo e Rischi.
Funzioni attribuite al Comitato Controllo e Rischi
Il Comitato Controllo e Rischi:
-
supporta il Consiglio di Amministrazione nell’espletamento dei compiti in materia di controllo
interno e di gestione dei rischi;
-
valuta, sentito il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari e la società di
revisione, il corretto utilizzo dei principi contabili, nonché la loro omogeneità ai fini della
redazione del bilancio consolidato;
-
valuta l’idoneità dell’informazione periodica, finanziaria e non finanziaria, a rappresentare
correttamente il modello di business, le strategie della Società, l’impatto della sua attività e le
performance conseguite;
-
esamina il contenuto dell’informazione periodica a carattere non finanziario rilevante ai fini del
sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;
-
esprime pareri su specifici aspetti inerenti l’identificazione dei principali rischi aziendali e supporta
le valutazioni e le decisioni del Consiglio di Amministrazione relative alla gestione di rischi
derivanti da fatti pregiudizievoli di cui quest’ultimo sia venuto a conoscenza;
-
esamina le relazioni periodiche e quelle di particolare rilevanza predisposte dalla funzione di
internal audit;
-
ove ne ravvisi la necessità, affida alla funzione di internal audit lo svolgimento di verifiche su
specifiche aree operative;
-
in occasione dell’approvazione della relazione finanziaria annuale e semestrale, riferisce al
Consiglio di Amministrazione sull’attività svolta, nonché sull’adeguatezza del sistema di controllo
interno e di gestione dei rischi.
Nel corso dell’Esercizio 2025, il Comitato Controllo e Rischi ha svolto le seguenti attività principali:
161
-
analisi dell’attività dell’internal audit nel 2025;
-
analisi dei rischi e approvazione del piano di audit di Gruppo 2026;
-
attività istruttorie per la formazione del bilancio 2025;
-
aggiornamento con la società di revisione sull’attività di bilancio;
-
testing ex L.262/05 e relativi risultati;
-
incontro con l’Organismo di Vigilanza;
-
valutazione dell’approccio ESG di Gruppo;
-
analisi della bozza di Relazione sulla Corporate Governance.
Il Comitato Controllo e Rischi ha facoltà di accesso alle informazioni e alle funzioni e strutture aziendali
necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti, disponendo di risorse finanziarie ed avvalendosi di
consulenti esterni, nei termini stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.
162
9.3 RESPONSABILE DELLA FUNZIONE DI INTERNAL AUDIT
Il Consiglio di Amministrazione ha nominato, in data 10 settembre 2021, il dott. Fabrizio Carrara, quale
responsabile della funzione Internal Audit, soggetto incaricato di verificare che il sistema di controllo
interno e di gestione dei rischi sia funzionale, adeguato e coerente con le linee di indirizzo definite dal
Consiglio di Amministrazione.
Il Consiglio di Amministrazione ha attribuito a Fabrizio Carrara una remunerazione coerente con le
politiche aziendali, assicurando che lo stesso sia dotato di risorse adeguate all’espletamento dei propri
compiti.
Il responsabile della funzione di Internal Audit non è responsabile di alcuna area operativa, dipende
gerarchicamente dal Consiglio di Amministrazione ed ha accesso diretto a tutte le informazioni utili per
lo svolgimento dell’incarico.
Il Consiglio di Amministrazione, in data 30 marzo 2026, ha approvato il piano di lavoro predisposto dal
responsabile della funzione di Internal Audit, sentiti il Comitato per il Controllo sulla Gestione ed il
C.E.O.
Nel corso dell’esercizio 2025, il responsabile della funzione di Internal Audit:
-
verifica, sia in via continuativa, sia in relazione a specifiche necessità e nel rispetto degli standard
internazionali, l’operatività e l’idoneità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi,
attraverso un piano di audit, approvato dal Consiglio di Amministrazione, basato su un processo
strutturato di analisi e prioritizzazione dei principali rischi;
-
predispone relazioni periodiche contenenti adeguate informazioni sulla propria attività, sulle
modalità con cui viene condotta la gestione dei rischi, nonché sul rispetto dei piani definiti per il
loro contenimento, oltre che una valutazione sull’idoneità del sistema di controllo interno e di
gestione dei rischi, trasmettendole ai presidenti del Comitato per il Controllo sulla Gestione e del
Consiglio di Amministrazione, nonché al C.E.O., salvo i casi in cui l’oggetto di tali relazioni
riguardi specificamente l’attività di tali soggetti;
-
predispone tempestivamente, anche su richiesta del Comitato per il Controllo sulla Gestione,
relazioni su eventi di particolare rilevanza, trasmettendole ai presidenti del Comitato per il
Controllo sulla Gestione e del Consiglio di Amministrazione, noncal C.E.O., salvo i casi in cui
l’oggetto di tali relazioni riguardi specificamente l’attività di tali soggetti.
Le principali attività svolte dal responsabile della funzione di Internal Audit, nel corso dell’esercizio 2025,
sono state le seguenti:
-
redazione della proposta di Piano di Audit basata sulla rilevazione e prioritizzazione dei principali
rischi aziendali presente nell’ERM;
-
svolgimento del programma di monitoraggio indipendente a supporto del Dirigente Preposto
nell’ambito del Sistema di Controllo sull’Informativa Societaria;
-
attività inerenti i rapporti con la Società di Revisione Legale;
-
Attività di verifica sul disegno del sistema di controllo interno a supporto della Rendicontazione
di Sostenibilità (CSRD).
163
9.4 MODELLO ORGANIZZATIVO EX D.LGS 231/2001
La Società ha adottato un modello di organizzazione, gestione e controllo, ai sensi e per gli effetti del D.
Lgs. n. 231/2001 (il “Modello 231”), così come aggiornato nella seduta consiliare del 9 settembre 2024.
Il Modello 231 si compone di: (a) una parte generale, relativa a tematiche inerenti, tra l’altro, la vigenza e
l’applicazione del Decreto Legislativo n. 231/2001, la composizione ed il funzionamento dell’organismo
di vigilanza, nonché il codice sanzionatorio da applicarsi in caso di violazioni dei canoni di condotta del
Modello 231; e (b) le parti speciali, contenenti i principi generali di comportamento ed i protocolli di
controllo per ciascuna delle fattispecie di reato presupposto considerate rilevanti per la Società.
In particolare, si evidenzia che il Modello 231 intende prevenire la seguente tipologia di reati
https://centralelatteitalia.com/investor-relations/modello-d-leg-231-2001-e-codice-etico/.
Le funzioni dell’Organismo di Vigilanza sono attribuite al Dott. Massimo Carlomagno, quale Presidente,
ed alla Dott.ssa Ester Sammartino, quale componente, in esercizio della facoltà prevista dalla normativa
applicabile. L’Organismo di Vigilanza così composto possiede i requisiti di autonomia, indipendenza,
professionalità e continuità di azione applicabili.
L’informativa che consente ai fruitori delle dichiarazioni sulla sostenibilità dell’impresa di comprendere
la strategia e l’approccio, i processi e le procedure dell’impresa, nonchè le sue prestazioni in materia di
condotta, è contenuta nella Sezione GOVERNANCE della Rendicontazione di Sostenibilità ex D.Lgs.
n. 125/24.
164
9.5 SOCIETA’ DI REVISIONE
Alla data della Relazione, la società incaricata della revisione legale dei conti dell’Emittente è
PricewaterhouseCoopers S.p.A., con sede legale in Milano, Piazza Tre Torri n. 2, iscritta al Registro dei
Revisori Legali tenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze al n. 119644.
L’Assemblea ordinaria dell’Emittente, in data 29 aprile 2021, ha deliberato di dare corso alla risoluzione
consensuale anticipata dell’incarico di revisione legale ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 39/2010 e dell’art.
7 del D.M. 261/2012, conferito alla società di revisione Deloitte & Touche S.p.A. dall’Assemblea degli
Azionisti in data 18 aprile 2015 e contestualmente ha deliberato di conferire, ai sensi dell’art. 13, comma
1, del D.Lgs. n. 39/2010, alla società PricewaterhouseCoopers S.p.A. l’incarico di revisione legale per
nove anni, con riferimento agli esercizi 2021-2029, nei termini e alle condizioni previsti dall’offerta dalla
stessa presentata e allegata alla proposta motivata del Collegio Sindacale a suo tempo in carica.
165
9.6 DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI
SOCIETARI E ALTRI RUOLI E FUNZIONI AZIENDALI
Il Consiglio di Amministrazione dell’Emittente, in osservanza a quanto previsto dall’art. 154-bis del TUF
e nel rispetto delle relative modalità di nomina, in data 4 maggio 2021 ha deliberato di nominare il Dott.
Fabio Fazzari, quale dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari.
In data 30 marzo 2026 il Consiglio di Amministrazione, con il parere favorevole del Comitato per il
Controllo sulla Gestione, ha deliberato di nominare la Dott.ssa Giada Carbonaro quale nuovo Dirigente
Preposto, in sostituzione del Dott. Fazzari.
Per quanto concerne le previsioni statutarie, l’art. 23 dello Statuto dell’Emittente prevede che il Consiglio
di Amministrazione della Società nomini o revochi, sentito il parere del Comitato per il Controllo sulla
Gestione, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili avente quale requisito di
professionalità una adeguata conoscenza in materia amministrativa, contabile e finanziaria.
Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari predispone adeguate procedure
amministrative e contabili per la predisposizione del bilancio di esercizio, del bilancio consolidato e di
ogni altra comunicazione di carattere finanziario. Allo stesso vengono conferiti adeguati poteri e mezzi
per l’esercizio dei compiti attribuiti. Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
attesta con apposita relazione allegata al bilancio di esercizio e ove previsto al bilancio consolidato,
l’adeguatezza e l’effettiva applicazione delle procedure nonché la corrispondenza del bilancio alle
risultanze dei libri e delle scritture contabili.
Il dirigente preposto, ai sensi dell’art. 154-bis TUF, provvede, fra l’altro, a:
-
redigere dichiarazioni scritte di accompagnamento per gli atti e le comunicazioni della Socie
diffusi al mercato e relativi all’informativa contabile anche infrannuale;
-
predisporre adeguate procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di
esercizio e di ogni altra comunicazione di carattere finanziario;
-
attestare con apposita relazione sul bilancio di esercizio e sul bilancio semestrale abbreviato (i)
l’adeguatezza e l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la
formazione del bilancio di esercizio; (ii) che i documenti sono redatti in conformità ai principi
contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento
(CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002; (iii) la
corrispondenza dei documenti alle risultanze dei libri e delle scritture contabili; (iv) l’idoneità dei
documenti a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale,
economica e finanziaria dell’Emittente; (v) per il bilancio d’esercizio, che la relazione sulla
gestione comprende un’analisi attendibile dell’andamento e del risultato della gestione, nonché
della situazione dell’Emittente, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui
sono esposti; (vi) per il bilancio semestrale abbreviato, che la relazione intermedia sulla gestione
contenga un’analisi attendibile delle informazioni di cui all’art. 154-ter, comma 4, TUF.
166
9.7 COORDINAMENTO TRA I SOGGETTI COINVOLTI NEL SISTEMA DI
CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI
La Società promuove incontri e scambi informativi fra i vari organi preposti alle attività di verifica e
monitoraggio dei sistemi organizzativi, amministrativi, contabili, di controllo interno e gestione dei rischi.
In particolare, fatte salve le disposizioni di legge con riguardo a sindaci (sostituiti dai componenti del
Comitato per il Controllo sulla Gestione nel sistema monistico) e Revisori legali dei conti
26
, è tenuta una
riunione collegiale prima dell’approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione, del Progetto di
bilancio e della relazione semestrale della Società fra i seguenti organi:
-
Comitato Controllo e Rischi,
-
Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001,
-
Responsabile della Funzione di Internal Audit,
-
Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari,
-
Amministratore incaricato del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi,
-
Revisori legali dei conti,
nel corso della quale sono previsti scambi informativi sulle principali risultanze e/o criticità riscontrate
nel corso delle attività di verifica svolte, con riguardo agli assetti organizzativi, amministrativi, contabili,
di controllo interno e di gestione dei rischi. Gli incontri sono verbalizzati.
Oltre alle riunioni collegiali periodiche sopra richiamate, la continuità e tempestività degli scambi
informativi fra i sopra citati organi di controllo è assicurata da:
-
la periodica informativa a cura dell’Organismo di Vigilanza verso il Comitato Controllo e Rischi,
nonché verso il Comitato per il Controllo sulla Gestione,
-
la periodica informativa a cura del Responsabile Internal Audit verso il Comitato Controllo e
Rischi, nonché verso il Comitato per il Controllo sulla Gestione,
-
lo scambio di informazioni tra il Comitato Controllo e Rischi, il revisore legale dei conti e il
Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari in merito ai principi contabili
applicati e all’adeguatezza delle procedure amministrativo-contabili applicate per la
predisposizione dell’informativa di natura finanziaria della Società.
26
Il riferimento è ai seguenti articoli del TUF: art. 150, comma 3 (Il Collegio Sindacale e il revisore legale o la società di revisione legale si
scambiano tempestivamente i dati e le informazioni rilevanti per l'espletamento dei rispettivi compiti) e comma 4 (Coloro che sono preposti
al controllo interno riferiscono anche al collegio sindacale di propria iniziativa o su richiesta anche di uno solo dei sindaci); art. 151, comma
1 (I Sindaci possono, anche individualmente, procedere in qualsiasi momento ad atti di ispezione e di controllo, nonché chiedere agli
amministratori notizie, anche con riferimento a società controllate, sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari, ovvero
rivolgere le medesime richieste di informazione direttamente agli organi di amministrazione e di controllo delle società controllate) e comma
2 (Il Collegio Sindacale può scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di
amministrazione e controllo ed all'andamento generale dell'attività sociale. [omissis]).
167
10. INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI E OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
In data 9 settembre 2024, il Consiglio di Amministrazione dell’Emittente ha adeguato, al nuovo sistema
di amministrazione e controllo c.d. “monistico”, la procedura per la disciplina delle operazioni con parti
correlate (di seguito la “Procedura Parti Correlate”), adottata dalla Società con delibera consiliare del 6
settembre 2019, disponibile all’indirizzo https://centralelatteitalia.com/governance/corporate-
governance/.
La Procedura Parti Correlate disciplina le modalità di istruzione e di approvazione delle operazioni con
parti correlate definite di maggiore rilevanza sulla base dei criteri indicati dal regolamento adottato da
Consob con delibera n. 17221 in data 12 marzo 2010 e successive modifiche e integrazioni (il
“Regolamento Parti Correlate”) e delle operazioni con parti correlate definite di minore rilevanza, per tali
intendendosi quelle diverse dalle operazioni di maggiore rilevanza e dalle operazioni di importo esiguo
(queste ultime sono quelle operazioni con parti correlate il cui valore non superi Euro 500.000,00, nel
caso in cui la Parte Correlata sia una persona giuridica, e non superiore a Euro 200.000,00, qualora la
Parte Correlata sia una persona fisica).
La Procedura Parti Correlate definisce come operazioni di maggiore rilevanza con parti correlate quelle
in cui almeno uno degli indici di rilevanza indicati nell’allegato 3 del Regolamento Parti Correlate risulti
superiore alla soglia del 5% e affida ad uno specifico presidio aziendale costituito dal dirigente preposto
alla redazione dei documenti contabili societari, a tal fine appositamente supportato dalle competenti
funzioni aziendali, il compito di accertare i termini di applicazione della procedura ad una determinata
operazione, tra cui se un’operazione rientri tra le operazioni di maggiore rilevanza o tra le operazioni di
minore rilevanza.
In conformità al Regolamento Parti Correlate, la procedura per le operazioni di minore rilevanza prevede
che, prima dell’approvazione di un’operazione con parti correlate, il Comitato Parti Correlate, composto
esclusivamente da amministratori indipendenti (ai sensi del TUF e del Codice di Corporate Governance)
e non correlati, esprima un parere motivato non vincolante sull’interesse della Società al suo compimento,
nonché sulla convenienza e correttezza sostanziale delle condizioni previste. A tale proposito si rileva che
l’Emittente ha individuato nel Comitato OPC l’organo competente in relazione alle operazioni con parti
correlate.
Per quanto riguarda le operazioni di maggiore rilevanza, la Procedura Parti Correlate prevede che il
Comitato OPC venga coinvolto nella fase delle trattative e nella fase istruttoria e, al termine di
quest’ultima, esprima il proprio parere motivato sull’interesse della Società al compimento dell’operazione
e sulla convenienza e correttezza sostanziale delle relative condizioni. Il Comitato OPC effettua le proprie
valutazioni e, in caso di suo parere negativo o condizionato all’accoglimento di determinati rilievi:
a) ove si tratti di operazione di maggiore rilevanza che non sia di competenza dell’Assemblea dei
soci o che non debba essere da questa autorizzata, il Consiglio di Amministrazione può: (i)
approvare l’operazione, a condizione che la delibera di approvazione recepisca integralmente i
rilievi formulati dal Comitato OPC; oppure (ii) approvare l’operazione nonostante il parere
contrario o comunque senza tener conto dei rilievi del Comitato, a condizione che il compimento
dell’operazione sia autorizzato dall’Assemblea dei soci, ai sensi dell’art. 2364, comma 1, n. 5) del
Cod. civ. e conformemente a quanto previsto dal successivo punto (b); oppure (iii) non dar corso
all’operazione;
b) ove si tratti di operazione di maggiore rilevanza di competenza dell’Assemblea dei soci o che
debba essere da questa autorizzata, fermo quanto previsto dagli articoli 2368, 2369 e 2373 del
Cod. civ., all’Operazione non potrà darsi corso qualora la maggioranza dei soci non correlati (per
tali intendendosi i soggetti ai quali spetta il diritto di voto diversi dalla controparte di una
determinata operazione e dai soggetti correlati sia alla controparte di una determinata operazione,
sia alla Società) votanti esprima voto contrario all’operazione, a condizione che i soci non correlati
presenti in Assemblea rappresentino almeno il 10% del capitale sociale.
168
Le disposizioni di cui alla Procedura Parti Correlate non si applicano alle operazioni deliberate dalla
Società e rivolte a tutti gli azionisti a parità di condizioni, ivi inclusi:
a) gli aumenti di capitale in opzione, anche al servizio di prestiti obbligazionari convertibili, e gli
aumenti di capitale gratuiti previsti dall’art. 2442 del codice civile;
b) le scissioni in senso stretto, totali o parziali, con criterio di attribuzione delle azioni proporzionale;
c) le riduzioni del capitale sociale mediante rimborso ai soci previste dell’art. 2445 del codice civile
e gli acquisti di azioni proprie ai sensi dell’art. 132 del TUF.
Le regole previste dalla Procedura Parti Correlate non trovano applicazione, altresì, nei seguenti casi di
esenzione:
a) deliberazioni assembleari relative ai compensi spettanti ai membri del Consiglio di
Amministrazione ai sensi dell’art. 2389, comma 1, del Cod. civ., nonché deliberazioni sulla
remunerazione degli amministratori investiti di particolari cariche inclusa nell’importo
complessivo per la remunerazione di tutti gli amministratori preventivamente determinato
dall’Assemblea ai sensi dell’art. 2389, comma 3, del Cod. civ.;
b) deliberazioni, diverse da quelle indicate sub (a), in materia di remunerazione degli amministratori
investiti di particolari cariche nonché degli altri dirigenti con responsabilità strategiche, a
condizione che:
i. la Società abbia adottato una politica di remunerazione approvata dall’Assemblea, nella cui
definizione sia stato coinvolto il Comitato Nomine e Remunerazione;
ii. sia stata sottoposta all’approvazione o al voto consultivo dell’Assemblea una relazione che
illustri la politica di remunerazione; e
iii. la remunerazione assegnata sia individuata in conformità con tale politica e quantificata
sulla base di criteri che non comportino valutazioni discrezionali;
c) operazioni di importo esiguo;
d) piani di compensi basati su strumenti finanziari approvati dall’Assemblea ai sensi dell’art. 114-bis
del TUF e le relative operazioni esecutive;
e) operazioni che rientrano nell’ordinario esercizio dell’attività operativa e della connessa attività
finanziaria della Società o della società controllata che compie l’operazione, effettuate a condizioni
analoghe a quelle usualmente praticate nei confronti di parti non correlate per operazioni di
corrispondente natura, entità e rischio, ovvero basate su tariffe regolamentate o su prezzi imposti
ovvero praticate a soggetti con cui la Società sia obbligata per legge a contrarre a un determinato
corrispettivo;
f) operazioni compiute dalla Società con società controllate dalla medesima ovvero operazioni
compiute tra tali società controllate, nonché quelle con società collegate, qualora nelle società
controllate o collegate controparti dell’operazione non vi siano interessi significativi di altre parti
correlate della Società;
g) deliberazioni assembleari relative ai compensi spettanti ai membri del Comitato per il Controllo
sulla Gestione ai sensi dell’art. 2402 del Cod. civ.;
h) operazioni da realizzare sulla base di istruzioni con finalità di stabilità impartite da Autorità di
Vigilanza, ovvero sulla base di disposizioni emanate dalla capogruppo per l’esecuzione di
istruzioni impartite da Autorità di Vigilanza nell’interesse della stabilità del Gruppo.
La procedura ammette l’adozione di delibere quadro relative a serie di operazioni omogenee da compiere
da parte della Società, direttamente ovvero per il tramite di società controllate, con determinate categorie
di parti correlate.
169
Si segnala che le eventuali decisioni in materia di rinnovo ancorché tacito o automatico dei contratti
e rapporti stipulati con parti correlate dall’Emittente nel periodo antecedente alla formale adozione della
procedura per le operazioni con parti correlate sopra descritta saranno assunte in conformità a tale
procedura.
Comitato per le operazioni con parti correlate
La Società ha istituito il Comitato Parti Correlate, composto dai membri del Comitato per il Controllo
sulla Gestione, quindi, esclusivamente da Amministratori non esecutivi indipendenti, nominando – quali
componenti – Giovanni Maria Rayneri e Anna Claudia Pellicelli e quale suo presidente Valeria Bruni
Giordani.
Le riunioni del comitato sono regolarmente verbalizzate e il presidente del comitato ne dà informazione
al primo Consiglio di Amministrazione utile. In particolare il Comitato Parti Correlate:
-
formula pareri preventivi sulle procedure che disciplinano l’individuazione e la gestione delle
operazioni con parti correlate poste in essere dall’Emittente e/o dalle società del Gruppo, nonché
sulle relative modifiche;
-
formula pareri preventivi e motivati, nei casi espressamente previsti, sull’interesse dell’Emittente
al compimento dell’operazione con parti correlate posta in essere, nonché sulla convenienza e
correttezza sostanziale delle relative condizioni; e
-
nel caso di operazioni di maggiore rilevanza con parti correlate, il Comitato OPC è coinvolto
nella fase delle trattative e nella fase istruttoria attraverso la ricezione di un flusso informativo
completo e tempestivo, con la facoltà di richiedere informazioni e di formulare osservazioni ai
soggetti incaricati della conduzione delle trattative o dell’istruttoria.
-
Nel corso dell’esercizio 2025, il Comitato Parti Correlate non ha tenuto riunioni.
170
11. COMITATO PER IL CONTROLLO SULLA GESTIONE
Come già illustrato all’interno delle precedenti Sezioni, il 29 aprile 2024, l’Assemblea chiamata ad
approvare il bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2023, con conseguente scadenza del mandato a
suo tempo conferito al Collegio Sindacale, è stata convocata anche in sede straordinaria e ha approvato
l’adozione del sistema di amministrazione e controllo monistico di cui all’art. 2409-sexiesdecies c.c.,
nonché le conseguenti modifiche statutarie.
Nella medesima seduta assembleare in sede ordinaria i Soci hanno poi proceduto ad eleggere il
Consiglio di Amministrazione in conformità al nuovo Statuto Sociale, costituendo al suo interno il
Comitato per il Controllo sulla Gestione, quale organo di controllo, in luogo del Collegio Sindacale.
11.1 NOMINA E SOSTITUZIONE
Il Comitato per il Controllo sulla Gestione è composto da 3 (tre) componenti nominati dal Consiglio di
Amministrazione fra i suoi membri in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente e dall’art. 21
dello Statuto Sociale. I membri del Comitato per il Controllo sulla Gestione devono possedere i requisiti
di professionalità e di onorabilità previsti dalla normativa vigente, i requisiti di indipendenza previsti
dall’art. 148, comma 3, TUF, nonché rispettare la normativa in materia di limiti al cumulo degli incarichi.
Almeno un componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione deve essere iscritto nel registro dei
revisori legali. Ai fini dell’art. 1, co. 3, del Decreto del Ministero della Giustizia del 30 marzo 2000, n. 162,
devono considerarsi strettamente attinenti a quelli dell’impresa esercitata dalla Società le materie
(giuridiche, economiche, finanziarie e tecnico-scientifiche) ed i settori di attività connessi o inerenti
all’attività svolta della Società e di cui all’oggetto sociale.
Il ruolo di Presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione spetta all’amministratore tratto dalla
seconda sezione della Lista di Minoranza o al soggetto nominato in sua mancanza e/o sostituzione, ai
sensi dell’art. 12 dello Statuto Sociale. Nel caso in cui non sia stata presentata alcuna lista il Presidente è
eletto dal Comitato per il Controllo sulla Gestione tra i suoi membri.
Il venir meno di uno dei requisiti previsti dalla normativa vigente e dallo Statuto Sociale per uno o più
componenti del Comitato per il Controllo sulla Gestione, ivi incluso quello di iscrizione nel registro dei
revisori legali, determina la loro decadenza dalla carica, che dev’essere dichiarata dall’assemblea entro 30
(trenta) giorni dalla nomina o dalla conoscenza del difetto sopravvenuto. Il venir meno di uno dei predetti
requisiti in capo ad un componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione determina, altresì, la sua
decadenza come Amministratore, a meno che, trattandosi di componente tratto dalla lista di maggioranza,
tra gli altri Amministratori in carica ve ne sia almeno uno in possesso dei requisiti previsti dalla normativa
vigente per sostituirlo quale componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione e tale
Amministratore accetti la carica di componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione al più tardi
entro la riunione del Consiglio di Amministrazione che lo nomini a tale carica. In tale ultimo caso, il
componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione cessato manterrà la carica di Amministratore.
Se un componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione cessa per qualunque motivo dalla carica
di Amministratore, per la sua sostituzione si applicheranno, nel rispetto della normativa vigente, le regole
previste dall’art. 12 dello Statuto Sociale. Qualora, invece, nel corso dell’esercizio, si debba procedere alla
sostituzione di uno o più componenti del Comitato per il Controllo sulla Gestione che non siano cessati
dalla carica di Amministratore, il Consiglio di Amministrazione, nel rispetto della normativa vigente e
dallo Statuto Sociale, procederà a nominare il sostituto secondo quanto previsto dal medesimo articolo
dello Statuto Sociale in modo da assicurare che i componenti del Comitato per il Controllo sulla Gestione
siano in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente e dallo statuto.
Compete all’assemblea ordinaria stabilire, all’atto della nomina del Consiglio di Amministrazione, uno
specifico compenso aggiuntivo per i componenti del Comitato per il Controllo sulla Gestione
171
determinato in ogni caso in misura fissa e in uguale misura capitaria, ma con un’apposita maggiorazione
per il Presidente.
Le decisioni del Comitato per il Controllo sulla Gestione sono prese a maggioranza assoluta degli
intervenuti alla riunione.
Le riunioni del Comitato per il Controllo sulla Gestione sono convocate dal Presidente, anche ai sensi
dell’art. 151-ter, co. 2, TUF.
Le riunioni del Comitato per il Controllo sulla Gestione possono svolgersi anche con mezzi di
telecomunicazione nel rispetto delle seguenti condizioni:
-
che sia consentito ai partecipanti di visionare, ricevere o trasmettere tutta la documentazione
necessaria;
-
che sia consentita la partecipazione in tempo reale alla discussione nel rispetto del metodo
collegiale.
Delle riunioni del Comitato per il Controllo sulla Gestione è redatto apposito processo verbale,
conservato agli atti della società.
172
11.2 COMPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO (ex art. 123-bis, comma 2, lettere d) e d-bis),
TUF)
Ai sensi dell’art. 21 dello Statuto, il Comitato per il Controllo sulla Gestione si compone di 3 (tre) membri
che durano in carica per tre esercizi, con scadenza alla data dell’approvazione del bilancio relativo al terzo
esercizio della carica e sono rieleggibili.
Tale Comitato per il Controllo sulla Gestione è stato nominato dall’Assemblea ordinaria dell’Emittente
in data 29 aprile 2024, fino all’approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2026.
È stata presentata un’unica lista, in data 4 aprile 2024, dall’azionista di maggioranza NewPrinces S.p.A.,
che ha proposto, nella seconda sezione i seguenti candidati:
1. Anna Claudia Pellicelli, nata a Modena (MO), il 3 giugno 1965, genere femminile;
2. Giovanni Maria Rayneri, nato a Torino (TO), il 20 luglio 1963, genere maschile;
3. Valeria Bruni Giordani, nata a Firenze (FI), il 22 luglio 1974, genere femminile.
In merito alla lista presentata dall’azionista NewPrinces S.p.A. vi sono state favorevoli azioni per n.
19.555.989 diritti di voto, rappresentanti il 100% dei votanti.
Sicché, il Comitato per il Controllo sulla Gestione dell’Emittente in carica è composto da:
Nome e cognome Carica
Giovanni Maria Rayneri
Presidente
Anna Claudia Pellicelli
Componente
Valeria Bruni Giordani
Componente
Il Comitato per il Controllo sulla Gestione in carica alla data della presente Relazione ha una
composizione adeguata ad assicurare l’indipendenza e la professionalità della propria funzione.
In particolare, non sono state riscontrate situazioni di cui alla raccomandazione 7 del citato Codice di
Corporate Governance.
La descrizione dettagliata della composizione e della diversità degli organi di amministrazione, direzione
e controllo, nonchè delle competenze e le capacità degli stessi sulle questioni di sostenibilità sono
contenute nel paragrafo GOV-1 “Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo” della
Rendicontazione di Sostenibilità ex D.Lgs. n. 125/24.
Criteri e politiche di diversità
Si segnala che l’Emittente ha aggiornato ed adeguato, a seguito del cambio di sistema di amministrazione
e controllo, la propria politica in materia di diversità in relazione alla composizione dell’organo di
controllo, che assicuri l’equilibrio tra generi, ai sensi di quanto previsto all’articolo 148, comma 1-bis, del
TUF, consultabile all’indirizzo https://centralelatteitalia.com/investor-relations/.
La composizione del Comitato per il Controllo sulla Gestione alla data della Relazione rispetta tali
disposizioni in materia di equilibrio tra i generi.
Indipendenza
La predetta Politica sulla Composizione del Comitato per il Controllo sulla Gestione prevede, altresì, che
tutti i componenti dell’organo di controllo siano in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti dall’art.
173
148, comma 3, del TUF, nonché dei requisiti di indipendenza previsti, per gli Amministratori, dalla
Raccomandazione 7 del Codice di Corporate Governance.
Inoltre, almeno un componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione deve essere iscritto nel
registro dei revisori legali. Ai fini dell’art. 1, co. 3, del Decreto del Ministero della Giustizia del 30 marzo
2000, n. 162, devono considerarsi strettamente attinenti a quelli dell’impresa esercitata dalla Società le
materie (giuridiche, economiche, finanziarie e tecnico-scientifiche) ed i settori di attività connessi o
inerenti all’attività svolta della Società e di cui all’oggetto sociale.
La verifica di tali requisiti viene svolta subito dopo la loro nomina e, successivamente, con cadenza
annuale. Dall’ultima valutazione effettuata, in data 30 marzo 2026, è stato possibile confermare
l’indipendenza di tutti i componenti del Comitato per il Controllo sulla Gestione.
Nell’effettuare la suddetta valutazione, sono state prese in considerazione tutte le informazioni fornite da
ciascun componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione, applicando tutti i criteri previsti dal
Codice di Corporate Governance con riferimento all’indipendenza degli Amministratori.
Remunerazione
Il compenso dei componenti il Comitato per il Controllo sulla Gestione, deliberato dall’Assemblea del
28 aprile 2025, è adeguato alla competenza, alla professionalità e all’impegno richiesti dalla rilevanza del
ruolo ricoperto, alle caratteristiche dimensionali e settoriali della Società, nonché alla sua situazione.
Gestione degli interessi
Il componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione che, per conto proprio o di terzi, abbia un
interesse in una determinata operazione della Società è tenuto ad informare tempestivamente ed in modo
esauriente gli altri componenti, nonché il Presidente del Consiglio di Amministrazione circa la natura, i
termini, l’origine e la portata dell’interesse stesso.
11.3 RUOLO
Il Comitato per il Controllo sulla Gestione, nel corso dell’esercizio 2025, si è riunito n. 4 volte e ha svolto
principalmente le seguenti attività:
-
Controllo dell’adeguatezza della struttura organizzativa,
-
Verifica della funzionalità del sistema del controllo interno,
-
Verifica dell’affidabilità del sistema amministrativo-contabile e, quindi, del sistema di reporting
interno, delle procedure amministrative, deleghe e procure,
-
Verifica della sicurezza dei sistemi informavi con riferimento alla cybersecurity, rischi e
performance ambientali/sociali/governance (ESG).
Incontri, anche per gli opportuni scambi di informazioni, con l’Organismo di Vigilanza, con il
Responsabile della Funzione di Internal Audit, con il Responsabile del Controllo Interno, con la Società
di Revisione e con il Dirigente Preposto.
La descrizione dettagliata dei ruoli e delle responsabilità degli organi di amministrazione, direzione e
controllo nella sorveglianza sulle procedure volte a gestire i rischi, gli impatti e le opportunità, nonché del
modo in cui tali organi sono informati in merito alle questioni di sostenibilità e come tali questioni
vengono affrontate, è contenuta nel paragrafo GOV-1 “Ruolo degli organi di amministrazione, direzione
e controllo” della Rendicontazione di Sostenibilità ex D.Lgs n. 125/24.
174
175
12. RAPPORTI CON GLI AZIONISTI
Accesso alle informazioni
L’Emittente ha istituito un’apposita sezione nell’ambito del proprio sito internet, facilmente individuabile
ed accessibile, nella quale sono messe a disposizione le informazioni concernenti la Società stessa, che
rivestono rilievo per i propri azionisti, in modo da consentire a questi ultimi un esercizio consapevole dei
propri diritti.
Tale sezione è consultabile all’indirizzo https://centralelatteitalia.com/investor-relations/.
L’Emittente ha incaricato un responsabile della gestione dei rapporti con gli azionisti, quale Investor
Relator, nella persona della Dott.ssa Giada Carbonaro.
L’Emittente ha, inoltre, stipulato un contratto con Barabino & Partners, primaria società di consulenza
nel campo della comunicazione, per veicolare al meglio le informazioni e le notizie rilevanti, sia in termini
di forma che di diffusione attraverso i principali organi di stampa.
Dialogo con gli azionisti
Conformemente alla Raccomandazione 3 del Codice di Corporate Governance, la Società ha adottato
una Politica di Dialogo con gli Azionisti volta a disciplinare le modalità di dialogo, attuali e potenziali di
CLI, al fine di potenziare, assicurare e promuovere, nelle forme più opportune, lo scambio di
informazioni e migliorare il livello di comprensione reciproca tra investitori e Società, nel rispetto della
normativa vigente, anche in tema di abusi di mercato, il tutto per conseguire ed incoraggiare lo scambio
di idee e favorire la generazione di valore nel medio-lungo termine.
In particolare, la predetta Politica, oltre ad indicare i canali di comunicazione attraverso cui la Società
intrattiene l’interlocuzione con il mercato, nonché i temi che possono essere oggetto di tale scambio di
informazioni, prevede la possibilità che il dialogo sia attivato anche su domanda del mercato,
disciplinando le relative modalità di richiesta.
Tale politica è consultabile all’indirizzo https://centralelatteitalia.com/investor-relations/.
La descrizione dettagliata delle modalità in cui si tiene contro degli interessi e delle opinioni dei portatori
di interessi nella strategia e nel modello aziendale, è contenuta nel paragrafo SBM-2 “Interessi e opinioni
dei portatori di interesse” della Rendicontazione di Sostenibilità ex D.Lgs. n. 125/24.
176
13. ASSEMBLEE (ex art. 123-bis, comma 1, lettera l) e comma 2, lettera c), TUF)
Ai sensi delle disposizioni di legge vigenti, l’Assemblea è competente, in sede ordinaria, ad approvare il
bilancio, a nominare e revocare gli amministratori, il Presidente del Comitato per il Controllo sulla
Gestione, a stabilire il compenso degli amministratori e delibera su quant’altro di sua competenza ai sensi
di legge. In sede straordinaria l’Assemblea delibererà sulle modificazioni dello statuto, nonché su tutto
quanto è riservato alla sua competenza dalla legge.
L’Assemblea delibera su tutti gli argomenti attribuiti alla sua competenza dalla legge e dallo Statuto.
Ogni azione dà diritto a un voto, salvo per le azioni a voto maggiorato e rafforzato, come dettagliatamente
illustrate nella precedente Sezione 2, lett. (d).
La Società designa per ciascuna assemblea, con indicazione contenuta nell’avviso di convocazione, un
soggetto al quale i soci possono conferire delega, con istruzioni di voto, per tutte o alcune delle proposte
all'ordine del giorno.
L’Assemblea può svolgersi anche in più luoghi, contigui o distanti, collegati sia in audio sia in video, alle
seguenti condizioni delle quali si deve dare atto nei verbali:
-
che siano presenti nello stesso luogo il presidente e il segretario della riunione, che redigono il
verbale;
-
che sia consentito al presidente di accertare l’identità e la legittimazione degli intervenuti, regolare
lo svolgimento dell’adunanza e constatare e proclamare i risultati della votazione;
-
che il Segretario possa verbalizzare correttamente gli eventi assembleari;
-
che gli intervenuti possano partecipare alla discussione e alla votazione simultanea degli argomenti
all’ordine del giorno e possano visionare, ricevere o trasmettere documenti;
-
che siano indicati nell’avviso di convocazione i luoghi audio/video collegati a cura della Società
nei quali gli intervenuti potranno affluire, dovendosi ritenere la riunione svolta nel luogo ove si
trovano il presidente e il segretario;
-
che in ogni luogo sia compilato un foglio delle presenze.
Il Consiglio di Amministrazione può prevedere nell’avviso di convocazione che l’intervento e l’esercizio
del diritto di voto in Assemblea possano avvenire esclusivamente mediante conferimento di delega (o
sub-delega) di voto a un soggetto, con il ruolo di rappresentante designato ai sensi della normativa
applicabile.
Fermo restando quanto precede, nel caso in cui il Consiglio di Amministrazione faccia ricorso alla facoltà
di cui al precedente capoverso, il Consiglio di Amministrazione potrà prevedere nell’avviso di
convocazione dell’Assemblea che la partecipazione all’Assemblea da parte dei soggetti legittimati ai sensi
della legge e dello statuto sociale (inclusi gli amministratori, i sindaci, il notaio, il rappresentante designato
e gli altri soggetti a cui è consentita la partecipazione all’assemblea) avvenga anche o debba avvenire
unicamente mediante collegamento per teleconferenza e/o videoconferenza, qualora ciò sia consentito
dalla legge e/o dalle disposizioni regolamentari pro tempore vigenti. In tal caso deve essere assicurato:
-
che sia consentito al presidente di accertare l’identità e la legittimazione degli intervenuti, regolare
lo svolgimento dell’adunanza e constatare e proclamare i risultati della votazione;
-
che il Segretario possa percepire adeguatamente gli eventi assembleari oggetto di verbalizzazione;
e
-
che gli intervenuti possano partecipare alla discussione e alla votazione simultanea degli argomenti
all’ordine del giorno e possano visionare, ricevere o trasmettere documenti.
177
Alla data della presente Relazione, non vi sono stati casi in cui gli azionisti che controllano l’Emittente
abbiano sottoposto all’Assemblea proposte in merito ad argomenti sui quali non era stata formulata dagli
Amministratori una specifica proposta.
L’Emittente, alla data della Relazione, non ha sottoposto all’approvazione dell’Assemblea un
regolamento che disciplini lo svolgimento delle riunioni assembleari.
All’Assemblea del 28 aprile 2025 sono intervenuti tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione.
Nell’esercizio 2024, il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto di sottoporre all’approvazione
dell’Assemblea la modifica del sistema di amministrazione e controllo, passando dal modello tradizionale
al c.d. “monistico”. Tale proposta è stata approvata dall’Assemblea straordinaria in data 29 aprile 2024.
Inoltre, il Consiglio di Amministrazione ha proposto alla medesima Assemblea del 29 aprile 2024 di
approvare in sede straordinaria l’introduzione della cd. maggiorazione rafforzata prevista dal nuovo
art. 127-quinquies del TUF come modificato dalla Legge 5 marzo 2024, n. 21 (cd. Legge Capitali).
14. ULTERIORI PRATICHE DI GOVERNO SOCIETARIO (ex art. 123-bis, comma 2, lettera
a), seconda parte, TUF)
L’Emittente non ha applicato ulteriori pratiche di governo societario, rispetto a quelle indicate nelle
precedenti Sezioni della presente Relazione.
15. CAMBIAMENTI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO DI RIFERIMENTO
A far data dalla chiusura dell’esercizio 2025 non si sono verificati altri cambiamenti nella struttura di
corporate governance rispetto a quelli segnalati nelle specifiche Sezioni.
178
16. CONSIDERAZIONI SULLA LETTERA DEL 18 DICEMBRE 2025 DEL PRESIDENTE
DEL COMITATO PER LA CORPORATE GOVERNANCE
Il Presidente nella riunione del 30 marzo 2026 ha portato a conoscenza del Consiglio di
Amministrazione e del Comitato per il Controllo sulla Gestione la lettera del Presidente del Comitato per
la Corporate Governance del 18 dicembre 2025.
Si riportano, di seguito, le considerazioni della Società e le iniziative intraprese in merito alle
raccomandazioni del Comitato.
Con riferimento alla misurabilità delle componenti della politica per la remunerazione, il
Comitato invita “le società quotate a esaminare le proprie politiche per la remunerazione che saranno sottoposte al voto
assembleare a partire dal 2026 al fine di:
-
verificare l’esistenza di previsioni circa possibili erogazioni straordinarie e/o possibili indennità di fine carica per
gli amministratori esecutivi;
-
valutare l’adeguatezza di tali previsioni rispetto al principio di misurabilità raccomandato dal Codice e, in caso di
valutazione negativa, integrare tali previsioni con limiti massimi e chiari parametri di riferimento;
-
nello svolgimento di quest’analisi, tenere conto delle eventuali istanze esplicite presentate su questi temi degli
investitori rilevanti in occasione del voto assembleare sulle politiche e/o durante le occasioni di dialogo extra-
assembleare.”
La Società ha preso in considerazione la raccomandazione del Comitato in materia di misurabilità delle
componenti della politica per la remunerazione. Nell’ambito della revisione della Politica di
Remunerazione, il Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Remunerazioni, ha
verificato le previsioni relative a eventuali erogazioni straordinarie e/o indennità di fine carica per gli
amministratori esecutivi.
All’esito di tale analisi è emerso che non sono previste erogazioni straordinarie e che la Politica di
Remunerazione è strutturata nel rispetto del principio di misurabilità raccomandato dal Codice, con criteri
e parametri chiaramente definiti. Nel corso dell’esercizio non sono pervenute specifiche istanze su tali
tematiche da parte degli investitori rilevanti.
Con riferimento allo sviluppo del dialogo con gli altri stakeholder rilevanti, il Comitato invita “le
società di grandi dimensioni ad adottare, nel corso dell’esercizio 2026, una politica di dialogo con gli stakeholder rilevanti
per la società (unità o separata dalla politica rivolta alla generalità degli azionisti).”
La Società ha preso in considerazione la raccomandazione del Comitato in materia di sviluppo del dialogo
con gli stakeholder rilevanti. Tuttavia, la raccomandazione del Comitato è rivolta alle società di grandi
dimensioni.
La Società, non rientrando in tale categoria, non ha adottato una specifica politica di dialogo con gli
stakeholder rilevanti. Resta fermo l’impegno della Società a mantenere un dialogo costante con i propri
stakeholder attraverso gli strumenti e le modalità già in essere.
179
TABELLA 1: INFORMAZIONI SUGLI ASSETTI PROPRIETARI
ALLA DATA DEL 30 MARZO 2026
STRUTTURA DEL CAPITALE SOCIALE
N° azioni
N° diritti
di voto
Quotato
(indicare i
mercati) / non
quotato
Diritti e obblighi
Azioni
ordinarie
(precisando se
è prevista la
possibilità di
maggiorazione
dei diritti di
voto)
14.000.020 37.000.322
Quotato
sull’Euronext
Milan
Voto maggiorato ex. art. 5
dello Statuto
27
Azioni
privilegiate
0 0 - -
Azioni a voto
plurimo
0 0 - -
Altre categorie
di azioni con
diritto di voto
0 0 - -
Azioni
risparmio
0 0 - -
Azioni
risparmio
convertibili
0 0 - -
Altre categorie
di azioni senza
diritto di voto
0 0 - -
Altro 0 0 - -
ALTRI STRUMENTI FINANZIARI
(attribuenti il diritto di sottoscrivere azioni di nuova emissione)
Quotato
(indicare i
mercati) / non
quotato
strumenti in
circolazione
Categoria di azioni al
servizio della
conversione/esercizio
N° azioni al
servizio della
conversione/
esercizio
Obbligazioni
convertibili
- - - -
27
Cfr. par. 2 (d) della presente Relazione.
180
Warrant
-
-
-
-
PARTECIPAZIONI RILEVANTI NEL CAPITALE
Dichiarante Azionista diretto
Quota % su capitale
ordinario
Quota % su
capitale votante
Angelo Mastrolia
NewPrinces S.p.A.
67,74%
76,74%
Comune di Firenze
Comune di Firenze
12,31%
13,97%
181
TABELLA 2: STRUTTURA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE ALLA DATA DI CHIUSURA DELL’ESERCIZIO
Indicare il numero di riunioni svolte durante l’ESERCIZIO: 4
Indicare il quorum richiesto per la presentazione delle liste da parte delle minoranze per l’elezione di uno o più membri (ex art. 147-ter TUF): gli azionisti che, da soli o insieme ad altri, siano complessivamente
titolari di azioni con diritto di voto rappresentanti almeno il 2,5% (duevirgolacinque per cento) del capitale con diritto di voto nell'assemblea ordinaria.
NOTE
I simboli di seguito indicati devono essere inseriti nella colonna “Carica”:
• Questo simbolo indica l’amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
(*) Per data di prima nomina di ciascun amministratore si intende la data in cui l’amministratore è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel CdA dell’Emittente.
(**) In questa colonna è indicato se la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore è stata presentata da azionisti (indicando “Azionisti”) ovvero dal CdA (indicando “CdA”).
(***) In questa colonna è indicato se la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore è “di maggioranza” (indicando “M”), oppure “di minoranza” (indicando “m”).
(****) In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato in altre società quotate o di rilevanti dimensioni. Nella Relazione sulla corporate governance
gli incarichi sono indicati per esteso.
(*****) In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni del CdA (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al numero complessivo delle riunioni cui avrebbe potuto
partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).
Consiglio di Amministrazione
Carica Componenti
Anno
di
nascita
Data di
prima
nomina
(*)
In
carica da
In carica fino a
Lista
(presentatori)
(**)
Lista
(M/m)
(***)
Esec.
Non
esec.
Indip.
Codice
Indip.
TUF
N. altri
incarichi
(****)
Partecipazione
(*****)
Presidente
Angelo
Mastrolia
1964 29.04.2020 29.04.2024
Assemblea di
approvazione bilancio
2026
Azionista M x 23 4/4
Vice-Presidente
Giuseppe
Mastrolia
1989 29.04.2020 29.04.2024
Assemblea di
approvazione bilancio
2026
Azionista M x 14 4/4
Amministratore
delegato
Stefano
Cometto
1972 29.04.2020 29.04.2024
Assemblea di
approvazione bilancio
2026
Azionista M x 9 4/4
Amministratore
Benedetta
Mastrolia
1995 29.04.2020 29.04.2024
Assemblea di
approvazione bilancio
2026
Azionista M x 9 4/4
---------------AMMINISTRATORI CESSATI DURANTE L’ESERCIZIO---------------
182
TABELLA 3: STRUTTURA DEI COMITATI CONSILIARI ALLA DATA DI CHIUSURA DELL’ESERCIZIO
NOTE
(*) In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni dei comitati (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al numero complessivo delle riunioni cui avrebbe potuto
partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).
(**) In questa colonna è indicata la qualifica del consigliere all’interno del comitato: “P”: presidente; “M”: membro.
C.d.A.
Comitato
Esecutivo
Comitato OPC
Comitato
Controllo e
Rischi
Comitato
Remunerazioni
Comitato
Nomine
Altro comitato Altro comitato
Carica/Qualifica Componenti (*) (**) (*) (**) (*) (**) (*) (**) (*) (**) (*) (**) (*) (**)
Indipendente da TUF e
da Codice
Anna Claudia
Pellicelli
N/A N/A 0 M 2/2 M 1/1 P 1/1 P - - - -
Indipendente da TUF e
da Codice
Valeria Bruni
Giordani
N/A N/A 0 P 2/2 M 1/1 M 1/1 M - - - -
Indipendente da TUF e
da Codice
Giovanni Maria
Rayneri
N/A N/A 0 M 2/2 P 1/1 M 1/1 M - - - -
---------------AMMINISTRATORI CESSATI DURANTE L’ESERCIZIO---------------
- - - - - - - - - - - - - - - -
---------------EVENTUALI MEMBRI CHE NON SONO AMMINISTRATORI---------------
- - - - - - - - - - - - - - - -
183
TABELLA 4: STRUTTURA DEL COMITATO PER IL CONTROLLO SULLA GESTIONE ALLA DATA DI CHIUSURA
DELL’ESERCIZIO
Indicare il numero di riunioni svolte durante l’Esercizio: 4
Indicare il quorum richiesto per la presentazione delle liste da parte delle minoranze per l’elezione di uno o più membri (ex art. 148 TUF): gli azionisti che, da soli o insieme ad altri, siano complessivamente titolari
di azioni con diritto di voto rappresentanti almeno il 2,5% (duevirgolacinque per cento) del capitale con diritto di voto nell'assemblea ordinaria.
NOTE
○ Questo simbolo indica il Lead Independent Director (LID).
(*) Per data di prima nomina di ciascun sindaco si intende la data in cui il sindaco è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nell’organo di controllo dell’Emittente.
(**) In questa colonna è indicato se la lista da cui è stato tratto ciascun componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione è “di maggioranza” (indicando “M”), oppure “di minoranza” (indicando “m”).
(***) In questa colonna è indicata la partecipazione dei soggetti interessati alle riunioni del Comitato per il Controllo sulla Gestione (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al numero complessivo
delle riunioni cui avrebbe dovuto partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).
(****) In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato ai sensi dell’art. 148-bis TUF e delle relative disposizioni di attuazione contenute nel
Regolamento Emittenti Consob. L’elenco completo degli incarichi è pubblicato dalla Consob sul proprio sito internet ai sensi dell’art. 144-quinquiesdecies del Regolamento Emittenti Consob.
Comitato per il Controllo sulla Gestione
Carica Componenti
Anno di
nascita
Data di prima
nomina
(*)
In
carica da
In carica fino a
Lista
(M/m)
(**)
Indip.
Codice
Partecipazioni alle
riunioni del Comitato
(***)
N. altri incarichi
(****)
Presidente Giovanni Rayneri 1963 26.04.2018
29.04.2024
Assemblea di
approvazione
bilancio 2026
M x 4/4 16
Componente
Valeria Bruni
Giordani
1974 29.04.2020 29.04.2024
Assemblea di
approvazione
bilancio 2026
M x 4/4 2
Componente
Anna Claudia
Pellicelli
1965 29.04.2021 29.04.2024
Assemblea di
approvazione
bilancio 2026
M x 4/4 1
---------------SINDACI CESSATI DURANTE L’ESERCIZIO---------------
184
185
Allegato A - Elenco dei principali incarichi ricoperti dagli Amministratori
Elenco dei principali incarichi ricoperti, alla data della presente relazione, da ciascun Amministratore in
altre società quotate in mercati regolamentati, anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o
di rilevanti dimensioni.
Nome e cognome
Società
Carica
Status
Angelo Mastrolia
NewPrinces S.p.A.
Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
Newlat GmbH
Amministratore
In carica
Plasmon S.r.l.
Amministratore Unico
In carica
Princes Ready to Drink
S.p.A.
Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
Princes Retail S.p.A.
Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
GS S.p.A.
Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
Princes Finance S.p.A.
Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
Princes Property S.p.A.
Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
Princes Group Plc
Presidente
In carica
Princes Italia S.p.A.
Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
Princes Foods B.V.
Amministratore
In carica
Princes Holding
(Rotterdam) B.V.
Amministratore In carica
Symington’s Ltd
Managing Director
In carica
Princes France S.A.S.
Presidente
In carica
Newlat Group SA
Amministratore Unico
In carica
Newservice S.r.l.
Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
New Property S.p.A.
Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
TMT Property S.r.l.
Presidente del Consiglio
di Amministrazione
In carica
Latterie Riunite Piana del
Sele S.r.l. in liquidazione
Liquidatore In carica
Biochemia System S.r.l.
Amministratore Unico
In carica
ABGM Group S.A.
Amministratore Unico
In carica
CFR Hypermarché S.A.
Amministratore Unico
In carica
TMT Group S.A.
Amministratore Unico
In carica
Giuseppe Mastrolia
NewPrinces S.p.A.
Amministratore
Delegato
In carica
Newlat GmbH
CEO
In carica
Princes Ready to Drink
S.p.A.
Vice-Presidente del
Consiglio di
Amministrazione
In carica
186
Princes Retail S.p.A.
Vice-Presidente del
Consiglio di
Amministrazione
In carica
GS S.p.A.
Vice-Presidente del
Consiglio di
Amministrazione
In carica
Princes Finance S.p.A.
Vice-Presidente del
Consiglio di
Amministrazione
In carica
Princes Property S.p.A.
Vice-Presidente del
Consiglio di
Amministrazione
In carica
Princes Tuna (Mauritius)
Limited
Amministratore In carica
Princes Group Plc
Amministratore
In carica
Princes Italia S.p.A.
Vice-Presidente del
Consiglio di
Amministrazione
In carica
Symington’s Ltd
CEO
In carica
Princes France S.A.S.
Managing Director
In carica
New Property S.p.A.
Vice-Presidente del
Consiglio di
Amministrazione
In carica
TMT Property S.r.l.
Consigliere
In carica
Stefano Cometto
NewPrinces S.p.A.
Amministratore
Delegato
In carica
New Property S.p.A.
Amministratore
Delegato
In carica
Princes Ready to Drink
S.p.A.
Amministratore
Delegato
In carica
Princes Property S.p.A.
Amministratore
Delegato
In carica
GS S.p.A.
Amministratore
Delegato
In carica
Princes Italia S.p.A.
Amministratore
Delegato
In carica
Newservice S.r.l.
Consigliere
In carica
RA Creations S.r.l.s in
liquidazione
Liquidatore
In carica
Gopura Consulting S.r.l.s.
Amministratore Unico
In carica
Benedetta Mastrolia
NewPrinces S.p.A.
Consigliere
In carica
Symington’s Ltd
Director
In carica
Princes Group Plc
Consigliere
In carica
Princes Italia S.p.A.
Consigliere
In carica
Princes Ready to Drink
S.p.A.
Consigliere
In carica
Princes Property S.p.A.
Consigliere
In carica
Princes Finance S.p.A.
Consigliere
In carica
Princes Retail S.p.A.
Consigliere
In carica
New Property S.p.A.
Consigliere
In carica
187
Allegato B - Elenco dei principali incarichi ricoperti dai membri del Comitato per il Controllo
sulla Gestione
Elenco dei principali incarichi ricoperti, alla data della presente relazione, da ciascun componente del
Comitato per il Controllo sulla Gestione in altre società quotate in mercati regolamentati, anche esteri, in
società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni.
Nome e cognome
Società
Carica
Status
Giovanni Rayneri
Princes Ready to Drink S.p.A.
Presidente del Comitato
per il Controllo sulla
Gestione
In carica
Ahlstrom Italia S.p.A.
Sindaco
In carica
Cave Germaire S.p.A.
Sindaco
In carica
Dumarey italia S.p.A.
Sindaco
In carica
Imes S.p.A.
Sindaco
In carica
Levosil S.p.A.
Sindaco
In carica
Origine SGR S.p.A.
Sindaco
In carica
Pneumofore S.p.A.
Sindaco
In carica
Varroc Italy S.p.A.
Sindaco
In carica
Zanichelli Editore S.p.A.
Sindaco
In carica
Componente O.d.V.
In carica
Valpizza S.r.l.
Consigliere
In carica
Fondazione Piemonte Innova
Revisore
In carica
Skillab S.r.l.
Revisore
In carica
Metroconsult S.r.l.
Revisore
In carica
Nodes S.c.a.r.l.
Revisore
In carica
Anna Claudia
Pellicelli
Novacoop Società Cooperativa Consigliere In carica
Valeria Bruni
Giordani
GAL S.p.A. Consigliere In carica
Unione Agricoltori Firenze
Vice-Presidente
In carica
188
PROSPETTI CONTABILI E NOTE ILLUSTRATIVE
189
SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA
(In Euro) Note
Al 31 dicembre
2025
2024
Attività non correnti
Immobili, impianti e macchinari
8.1
94.687.912
100.168.934
Attività per diritto d'uso
8.2
12.298.705
14.960.715
di cui verso parti correlate
4.986.084
8.397.757
Attività immateriali
8.3
19.496.349
19.506.954
Partecipazioni in imprese collegate
8.4
1.396.719
1.396.719
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con
impatto a conto economico
8.5 702.424 703.424
Attività per imposte anticipate
8.6
-
-
Totale attività non correnti
128.582.110
136.736.746
Attività correnti
Rimanenze
8.7
26.027.643
23.443.055
Crediti commerciali
8.8
23.255.494
38.267.542
di cui verso parti correlate
3.071.404
8.328.039
Attività per imposte correnti
8.9
129.968
129.968
Altri crediti e attività correnti
8.10
15.050.327
14.300.106
di cui verso parti correlate
6.560.919
5.865.553
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con
impatto a conto economico
8.11 1.068 1.068
Crediti finanziarie valutati al costo ammortizzato
8.12
2.524.652
2.540.088
di cui verso parti correlate
2.524.652
2.540.088
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
8.13
64.212.517
42.612.757
di cui verso parti correlate
56.478.194
35.218.320
Totale attività correnti
131.201.669
121.294.584
TOTALE ATTIVITA'
259.783.779
258.031.330
Patrimonio netto
Capitale sociale
28.840.041
28.840.041
Riserve
40.180.342
35.620.155
Risultato netto
4.650.676
4.419.221
Totale patrimonio netto
8.14
73.671.059
68.879.418
Passività non correnti
-
-
Fondi relativi al personale
8.15
4.234.812
5.010.717
Fondi per rischi e oneri
8.16
1.570.288
1.427.812
Passività per imposte differite
8.17
3.257.923
3.414.191
Passività finanziarie non correnti
8.18
24.057.366
30.054.230
Passività per
leasing
non correnti
8.2
7.419.598
8.358.345
di cui verso parti correlate
1.270.849
3.920.059
Totale passività non correnti
40.539.987
48.265.296
Passività correnti
-
-
Debiti commerciali
8.19
75.829.342
81.309.050
di cui verso parti correlate
3.970.000
3.647.000
Passività finanziarie correnti
8.18
44.150.209
34.740.815
di cui verso parti correlate
356.743
187.643
Passività per leasing correnti
8.2
9.160.554
10.032.623
di cui verso parti correlate
9.002.540
8.945.618
Passività per imposte correnti
8.9
123.866
43.330
Altre passività correnti
8.20
16.308.762
14.760.799
di cui verso parti correlate
5.658.817
3.477.766
Totale passività correnti
145.572.733
140.886.616
TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO
259.783.779
258.031.330
190
CONTO ECONOMICO
(In Euro) Note
Al 31 dicembre
2025
2024
Ricavi da contratti con i clienti
9.1
351.497.984
349.711.916
di cui verso parti correlate
1.547.407
1.170.971
Costo del venduto
9.2
(281.705.073)
(281.540.706)
di cui verso parti correlate
(6.911.646)
(6.922.657)
Risultato operativo lordo
69.792.911
68.171.210
Spese di vendita e distribuzione
9.2
(54.555.761)
(51.695.947)
Spese amministrative
9.2
(8.562.497)
(8.563.484)
di cui verso parti correlate
(48.000)
(48.000)
Svalutazioni nette di attività finanziarie
9.3
(568.532)
(197.002)
Altri ricavi e proventi
9.4
6.652.907
4.079.001
Altri costi operativi
9.5
(2.405.312)
(2.056.346)
Risultato operativo
10.353.716
9.737.433
Proventi finanziari
9.6
1.302.087
1.729.493
di cui verso parti correlate
1.115.216
1.533.527
Oneri finanziari
9.6
(4.990.993)
(5.138.758)
di cui verso parti correlate
(747.567)
(619.314)
Risultato prima delle imposte
6.664.810
6.328.168
Imposte sul reddito
9.7
(2.014.134)
(1.908.947)
Risultato netto
4.650.676
4.419.221
Risultato netto per azione base
9.8
0,33
0,32
Risultato netto per azione diluito
9.8
0,33
0,32
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO
(In Euro) Note
Al 31 dicembre
2025
2024
Risultato netto (A)
4.650.676
4.419.221
a) Altre componenti di conto economico complessivo
che non saranno successivamente riclassificate a
conto economico:
Utili/(perdite) attuariali
8.14
195.515
159.716
Effetto fiscale su utili/(perdite attuariali)
8.14
(54.549)
(44.561)
Totale altre componenti di conto economico
complessivo che non saranno successivamente
riclassificate a conto economico
140.966 115.155
Totale altre componenti di conto economico
complessivo, al netto dell'effetto fiscale (B)
140.966
115.155
Totale risultato netto complessivo (A)+(B)
4.791.642
4.534.376
191
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO
(In Euro) Note
Capitale
sociale
Riserve
Risultato
netto
Totale
patrimonio
netto della
Società
Al 31 dicembre 2023
8.14
28.840.041
34.833.578
2.958.814
66.632.433
Attribuzione del risultato netto dell'esercizio precedente
-
2.958.814
(2.958.814)
-
Risultato netto
-
-
4.419.221
4.419.221
Utili/(perdite) attuariali, al netto del relativo effetto
fiscale
- 115.155 - 115.155
Azioni proprie
-
(2.287.391)
-
(2.287.391)
Totale risultato netto complessivo dell'esercizio
-
786.578
1.460.407
2.246.985
Al 31 dicembre 2024
8.14
28.840.041
35.620.156
4.419.221
68.879.418
Attribuzione del risultato netto dell'esercizio precedente
-
4.419.221
(4.419.221)
-
Risultato netto
-
-
4.650.676
4.650.676
Utili/(perdite) attuariali, al netto del relativo effetto
fiscale
-
140.966
-
140.966
Azioni proprie
-
-
-
-
Totale risultato netto complessivo dell'esercizio
-
4.560.187
231.455
4.791.642
Al 31 dicembre 2025
8.14
28.840.041
42.467.734
4.650.676
73.671.060
192
RENDICONTO FINANZIARIO
(In migliaia di Euro) Note
Al 31 dicembre
2025
2024
Risultato prima delle imposte
6.664.810
6.328.168
- Rettifiche per:
Ammortamenti e svalutazioni
8.1-8.2-8.3
16.086.208
15.464.011
Oneri / (proventi) finanziari
9.6
3.688.907
3.409.264
di cui verso parti correlate
(747.567)
(619.314)
Flusso di cassa generato / (assorbito) da attività
operativa prima delle variazioni del capitale
circolante netto
26.439.925 25.201.444
Variazione delle rimanenze
8.7
(2.584.588)
294.545
Variazione dei crediti commerciali
8.8
14.443.516
(11.507.382)
Variazione dei debiti commerciali
8.19
(5.479.708)
2.991.780
Variazione di altre attività e passività
8.10-8.20
(881.971)
323.680
Utilizzo dei fondi per rischi e oneri e dei fondi per il
personale
8.15-8.16 (492.464) (556.248)
Imposte pagate
9.7
(644.153)
(826.456)
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) da
attività operativa
30.800.557 15.921.363
Investimenti in immobili, impianti e macchinari
8.1-8.2
(3.366.903)
(3.336.303)
Investimenti di attività finanziarie
8.5-8.12
16.436
-
Flusso di cassa netto generato / (assorbito) da
attività di investimento
(3.350.466) (3.336.303)
Accensioni di debiti finanziari a lungo termine
8.18
30.000.000
23.017.166
Rimborsi di debiti finanziari a lungo termine
8.18
(26.587.470)
(17.787.094)
Rimborsi di passività per leasing
8.2
(5.807.955)
(6.170.696)
di cui verso parti correlate
(1.488.740)
(2.740.000)
Interessi netti pagati
9.06
(3.454.907)
(3.276.265)
Azioni proprie
8.14
-
(2.287.391)
Flusso di cassa netto generato/(assorbito) da attività
finanziaria
(5.850.331) (6.504.280)
Totale variazione disponibilità liquide e mezzi
equivalenti
21.599.760 6.080.781
Disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio
42.612.757
36.032.058
di cui verso parti correlate
35.218.293
29.270.085
Totale variazione disponibilità liquide e mezzi equivalenti
21.599.760
6.580.673
Disponibilità liquide alla fine dell'esercizio
64.212.517
42.612.731
di cui verso parti correlate
56.475.694
35.218.293
193
1. NOTE ILLUSTRATIVE AL BILANCIO
1.1 Informazioni generali ed operazioni significative realizzate nell’esercizio 2025
Centrale del latte d’Italia S.p.A. è una società costituita in Italia in forma di società per azioni, che opera in
base alla legislazione italiana. La Società ha sede legale in Torino, Via Filadelfia 220.
A partire dal 1° aprile 2020 la Società è entrata a far parte del Gruppo NewPrinces, la cui Capogruppo risulta
oggi essere il principale azionista di Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
La Società ritiene di non essere soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte di NewPrinces
S.p.A. in quanto: (i) le principali decisioni relative alla gestione della Società sono prese all’interno degli organi
propri della Società; (ii) al Consiglio di Amministrazione della Società compete, tra l’altro, l’esame e
l’approvazione dei piani strategici, industriali e finanziari e i budget della Società, l’esame e l’approvazione
delle politiche finanziarie e di accesso al credito della Società , l’esame e l’approvazione della struttura
organizzativa, la valutazione dell’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della
Società; (iii) la Società opera in piena autonomia rispetto alla conduzione dei rapporti con la clientela e con i
fornitori, senza che vi sia alcuna ingerenza di soggetti estranei alla Società.
1.2 Indicatori alternativi di performance
Nella seguente relazione finanziaria sono presentati e commentati alcuni indicatori finanziari ed alcuni
prospetti riclassificati (relativi alla situazione patrimoniale e al rendiconto finanziario) non definiti dagli IFRS.
Queste grandezze, di seguito definite, sono utilizzate per commentare l’andamento del business della Società
in ottemperanza a quanto previsto dalla Comunicazione Consob del 28 luglio 2006 (DEM 6064293) e
successive modifiche e integrazioni (Comunicazione Consob n. 0092543 del 3 dicembre 2015 che recepisce
gli orientamenti ESMA/2015/1415). Gli indicatori alternativi di performance elencati di seguito dovrebbero
essere usati come un supplemento informativo rispetto a quanto previsto dagli IFRS per assistere gli
utilizzatori della relazione finanziaria a una migliore comprensione dell'andamento economico, patrimoniale
e finanziario della Società. Si segnala inoltre che potrebbe differire dai metodi utilizzati da altre società.
Indicatori finanziari utilizzati per misurare la performance economica della Società:
- Risultato Operativo Lordo/EBITDA: è dato dal risultato operativo (RO) al lordo degli ammortamenti e
delle svalutazioni relative a immobilizzazioni materiali e immateriali e di attività finanziarie;
- Cash conversion: è definito come rapporto fra EBITDA e la differenza fra EBITDA e totale investimenti.
194
2. PRINCIPI CONTABILI ADOTTATI
Di seguito sono riportati i principi contabili e i criteri di valutazione adottati nella predisposizione e redazione
della relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025.
La relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025 è stata redatta nel rispetto dei Principi Contabili
Internazionali (“IFRS”) emessi dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione
Europea. Con “IFRS” si intendono anche gli International Accounting Standards (“IAS”) tuttora in vigore, nonché
tutti i documenti interpretativi emessi dall’IFRS Interpretation Committee, precedentemente denominato
International Financial Reporting Interpretations Committee (“IFRIC”) e ancor prima Standing Interpretations Committee
(“SIC”).
La redazione di un bilancio in accordo con gli IFRS (International Financial Reporting Standards) richiede giudizi,
stime e assunzioni che hanno un effetto sulle attività, passività, costi e ricavi. I risultati consuntivi possono
essere diversi da quelli ottenuti tramite queste stime. Le voci di bilancio che richiedono più di altre una
maggiore soggettività da parte degli amministratori nell’elaborazione delle stime e per le quali una modifica
delle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbe avere un impatto significativo sul bilancio sono:
l’avviamento, l’ammortamento delle immobilizzazioni, le imposte differite, il fondo svalutazione crediti e il
fondo svalutazione magazzino, i fondi rischi, i piani a benefici definiti a favore dei dipendenti e i debiti per
acquisto di partecipazioni contenuti nelle altre passività.
In particolare, le valutazioni discrezionali e le stime contabili significative riguardano la determinazione del
valore recuperabile delle attività non finanziarie calcolato come il maggiore tra il fair value dedotti i costi di
vendita ed il valore d’uso. Il calcolo del valore d’uso è basato su un modello di attualizzazione dei flussi di
cassa. Il valore recuperabile dipende sensibilmente tal tasso di sconto utilizzato nel modello di attualizzazione
dei flussi di cassa, così come dai flussi di cassa attesi in futuro e del tasso di crescita utilizzato. Le assunzioni
chiave utilizzate per determinare il valore recuperabile dell’unità generatrice di flussi di cassa, inclusa un’analisi
di sensitività, sono descritte alla Nota 8.3.
Inoltre, l’utilizzo di stime contabili ed assunzioni significative riguarda anche la determinazione dei fair value
delle attività e passività acquisite nell’ambito delle aggregazioni aziendali. Infatti, alla data di acquisizione, la
Società deve rilevare separatamente, al loro fair value attività, passività e le passività potenziali identificabili ed
acquisite o assunte nell’ambito dell’aggregazione aziendale, nonché determinare il valore attuale del prezzo di
esercizio delle eventuali opzioni di acquisto sulle quote di minoranza. Tale processo richiede l’elaborazione di
stime, basate su tecniche di valutazione, che richiedono un giudizio nella previsione dei flussi di cassa futuri
nonché lo sviluppo di altre ipotesi quali i tassi di crescita di lungo periodo e i tassi di attualizzazione per i
modelli valutativi sviluppati anche con il ricorso ad esperti esterni alla direzione.
195
2.1 Base di preparazione
Il Bilancio è costituito dagli schemi della situazione patrimoniale e finanziaria, dal conto economico, dal conto
economico complessivo, dal prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal rendiconto finanziario e dalle
note illustrative.
Lo schema adottato per la situazione patrimoniale e finanziaria prevede la distinzione delle attività e delle
passività tra correnti e non correnti.
Un’attività è classificata come corrente quando:
si suppone che tale attività si realizzi, oppure sia posseduta per la vendita o il consumo, nel normale
svolgimento del ciclo operativo;
è posseduta principalmente con la finalità di negoziarla;
si suppone che si realizzi entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio;
è costituita da disponibilità liquide o mezzi equivalenti (a meno che non sia vietato scambiarla o
utilizzarla per estinguere una passività per almeno dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio).
Tutte le altre attività sono classificate come non correnti. In particolare, il principio IAS 1 include tra le attività
non correnti le attività materiali, le attività immateriali e le attività finanziarie aventi natura a lungo termine.
Una passività è classificata come corrente quando:
è previsto che venga estinta nel normale ciclo operativo;
è posseduta principalmente con la finalità di negoziarla;
sarà estinta entro dodici mesi dalla data di chiusura dell’esercizio;
non esiste un diritto incondizionato a differire il suo regolamento per almeno dodici mesi dalla data
di chiusura dell’esercizio. Le clausole di una passività che potrebbero, a scelta della controparte, dar
luogo alla sua estinzione attraverso l’emissione di strumenti rappresentativi di capitale, non incidono
sulla sua classificazione.
Lo schema di conto economico adottato prevede la classificazione dei costi per destinazione.
Il prospetto del conto economico complessivo include il risultato dell’esercizio e, per categorie omogenee, i
proventi e gli oneri che, in base agli IFRS, sono imputati direttamente a patrimonio netto.
Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto include, oltre agli utili / perdite complessivi del periodo, gli
importi delle operazioni con i possessori di capitale e i movimenti intervenuti durante l’esercizio nelle riserve.
Nel rendiconto finanziario, i flussi finanziari derivanti dall’attività operativa sono presentati utilizzando il
metodo indiretto, per mezzo del quale l’utile o la perdita d’esercizio sono rettificati dagli effetti delle operazioni
di natura non monetaria, da qualsiasi differimento o accantonamento di precedenti o futuri incassi o
pagamenti operativi, e da elementi di ricavi o costi connessi ai flussi finanziari derivanti dall’attività di
investimento o dall’attività finanziaria.
Il Bilancio è stato redatto in Euro, valuta funzionale della Società. Le situazioni finanziarie, patrimoniali,
economiche, le note informative di commento e le tabelle illustrative sono espresse in migliaia di Euro, salvo
ove diversamente indicato.
196
Il Bilancio è stato predisposto:
sulla base delle migliori conoscenze degli IFRS e tenuto conto della migliore dottrina in materia;
nella prospettiva della continuità dell’attività aziendale, secondo il principio della contabilizzazione
per competenza economica, nel rispetto del principio di rilevanza e significatività dell’informazione,
della prevalenza della sostanza sulla forma e nell’ottica di favorire la coerenza con le presentazioni
future. Le attività e le passività, i costi ed i ricavi non sono fra loro compensati, salvo che ciò sia
ammesso o richiesto dai principi contabili internazionali;
sulla base del criterio convenzionale del costo storico, fatta eccezione per la valutazione delle attività
e passività finanziarie nei casi in cui è obbligatoria l’applicazione del criterio del fair value.
Conversione delle poste in valuta
Le transazioni in valuta diversa dalla valuta funzionale sono rilevate al tasso di cambio in essere alla data
dell’operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta diversa dall’Euro sono
successivamente adeguate al tasso di cambio in essere alla data di chiusura dell’esercizio. Le differenze cambio
eventualmente emergenti sono riflesse nel conto economico all’interno della voce “Utili e perdite su cambi”.
2.2 Principi contabili e criteri di valutazione
Principi contabili adottati
Il Bilancio d’esercizio è stato predisposto in base ai principi contabili internazionali IFRS in vigore emessi
dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione Europea alla data di chiusura di
ciascuno degli esercizi di riferimento.
Si illustrano di seguito i criteri adottati con riferimento alla classificazione, iscrizione, valutazione e
cancellazione delle diverse poste dell’attivo e del passivo, nonché i criteri di rilevazione delle componenti
reddituali.
Attività materiali
La contabilizzazione di immobili, impianti e macchinari tra le attività materiali avviene solo quando si
verificano contemporaneamente le seguenti condizioni:
è probabile che i futuri benefici economici riferibili al bene saranno goduti dall’impresa;
il costo può essere determinato in modo attendibile.
Le attività materiali sono inizialmente valutate al costo, definito come l’importo monetario o equivalente
corrisposto o il fair value di altri corrispettivi dati per acquisire un’attività, al momento dell’acquisto o della
sostituzione. Successivamente all’iscrizione iniziale, le attività materiali sono valutate con il metodo del costo,
al netto delle quote di ammortamento contabilizzate e di qualsiasi perdita di valore accumulata.
197
Il costo include gli oneri direttamente sostenuti per rendere possibile il loro utilizzo, nonché eventuali oneri
di smantellamento e di rimozione che verranno sostenuti conseguentemente a obbligazioni contrattuali che
richiedano di riportare il bene nelle condizioni originarie.
Gli oneri sostenuti per le manutenzioni e le riparazioni di natura ordinaria e/o ciclica sono direttamente
imputati a conto economico quando sostenuti. La capitalizzazione dei costi inerenti all’ampliamento,
l’ammodernamento o il miglioramento degli elementi strutturali di proprietà o in uso da terzi è effettuata nei
limiti in cui essi rispondano ai requisiti per essere separatamente classificati come attività o parte di un’attività.
Il criterio di ammortamento utilizzato per le attività materiali è il metodo a quote costanti, lungo la vita utile
delle stesse. La vita utile stimata dalla Società per le varie categorie di attività materiali è di seguito riportata:
Categoria beni
Vita utile
Terreni e fabbricati
10-50 anni
Impianti e macchinari
4-25 anni
Attrezzature industriali e commerciali
2-9 anni
Altri beni
5-20 anni
Ad ogni fine esercizio la società verifica se sono intervenuti rilevanti cambiamenti nelle caratteristiche attese
dei benefici economici derivanti dai cespiti capitalizzati e, in tal caso, provvede a modificare il criterio di
ammortamento, che viene considerato come cambiamento di stima secondo quanto previsto dal principio
IAS 8.
Il valore dell’attività materiale viene completamente stornato all’atto della sua dismissione o quando l’impresa
si attende che non possa derivare alcun beneficio economico dalla sua cessione.
I contributi in conto capitale sono contabilizzati quando sussiste la ragionevole certezza che essi saranno
ricevuti e che tutte le condizioni ad essi riferite risultino soddisfatte. I contributi sono quindi detratti dal valore
delle attività o sospesi tra le passività e accreditati pro quota al conto economico in relazione alla vita utile dei
relativi cespiti.
Attività immateriali
Un’attività immateriale è un’attività che, contemporaneamente, soddisfa le seguenti condizioni:
è identificabile;
è non monetaria;
è priva di consistenza fisica;
è sotto il controllo dell’impresa che redige il bilancio;
si prevede che produca benefici economici futuri per l’impresa.
Se un bene non soddisfa i requisiti sopra indicati per essere definito come attività immateriale, la spesa
sostenuta per acquistare l’attività o per generarla internamente viene contabilizzata come un costo quando è
stata sostenuta.
Le attività immateriali sono rilevate inizialmente al costo. Il costo delle attività immateriali acquisite
dall’esterno comprende il prezzo d’acquisto e qualunque costo direttamente attribuibile.
198
L’avviamento generato internamente non è rilevato come un’attività così come le attività immateriali derivanti
dalla ricerca (o dalla fase di ricerca di un progetto interno).
Un’attività immateriale derivante dallo sviluppo o dalla fase di sviluppo di un progetto interno viene rilevata
se viene dimostrato il rispetto delle seguenti condizioni:
la fattibilità tecnica di completare l’attività immateriale in modo da essere disponibile per l’uso o per
la vendita;
l’intenzione a completare l’attività immateriale per usarla o venderla;
la capacità a usare o vendere l’attività immateriale;
il modo in cui l’attività immateriale è in grado di generare i futuri benefici economici ed in particolare
l’esistenza di un mercato per il prodotto dell’attività immateriale o per l’attività immateriale stessa o,
se deve essere usata per fini interni, la sua utilità;
la disponibilità di risorse tecniche, finanziarie e di altro tipo adeguate a completare lo sviluppo e per
l’utilizzo o la vendita del bene;
la capacità di valutare attendibilmente il costo attribuibile all’attività immateriale durante il suo
sviluppo.
Le attività immateriali sono valutate attraverso l’utilizzo del metodo del costo, il quale prevede che dopo la
rilevazione iniziale un’attività immateriale debba essere iscritta al costo al netto degli ammortamenti accumulati
e di qualsiasi perdita per riduzione di valore accumulata.
La vita utile stimata dalla Società per le varie categorie di attività immateriali è di seguito riportata:
Categoria beni
Vita utile
Avviamento
indefinita
Marchi
indefinita
Licenze software
5 anni
Altre immobilizzazioni
5 anni
Nell’ambito della Società sono identificabili le seguenti principali attività immateriali:
Avviamento
L’avviamento è classificato come attività immateriale a vita utile indefinita ed è inizialmente contabilizzato al
costo, come precedentemente descritto, e successivamente assoggettato a valutazione, almeno annuale, volta
a individuare eventuali perdite di valore (si veda in merito quanto riportato nel successivo paragrafo
“Riduzione di valore dell’Avviamento e delle attività materiali e immateriali e delle attività per diritto d’uso”).
Non è consentito il ripristino di valore nel caso di una precedente svalutazione per perdite di valore.
Attività a vita utile indefinita
I marchi, per i quali le condizioni per la classificazione ad attività immateriale a vita utile indefinita sono
rispettate, non sono ammortizzati sistematicamente e sono sottoposti ad impairment test almeno una volta
all’anno e qualora ci siano indicatori di impairment.
199
Attività immateriali a vita utile definita
Le attività immateriali a vita utile definita sono rilevate al costo, come precedentemente descritto, al netto
degli ammortamenti cumulati e delle eventuali perdite di valore.
L’ammortamento ha inizio nel momento in cui l’attività è disponibile all’uso ed è ripartito sistematicamente
in relazione alla residua possibilità di utilizzazione della stessa e cioè sulla base della stimata vita utile; per il
valore da ammortizzare e la recuperabilità del valore di iscrizione valgono i criteri indicati, rispettivamente, ai
paragrafi “Attività materiali” e “Riduzione di valore dell’Avviamento, delle attività materiali e immateriali e
delle attività per diritto d’uso”.
Attività per diritto d’uso e passività per leasing
In accordo con l’IFRS 16, un contratto è, o contiene, un leasing se, in cambio di un corrispettivo, conferisce il
diritto di controllare l’utilizzo di un’attività specificata per un periodo di tempo. Il contratto viene valutato
nuovamente per verificare se è, o contiene, un leasing solo in caso di modifica dei termini e delle condizioni
del contratto.
Per un contratto che è, o contiene, un leasing, ogni componente leasing è separata dalle componenti non leasing,
a meno che la Società applichi l’espediente pratico di cui al paragrafo 15 dell’IFRS 16. Tale espediente pratico
permette al locatario di scegliere, per ogni classe di attività sottostante, di non separare le componenti non
leasing dalle componenti leasing e di contabilizzare ogni componente leasing e le associate componenti non leasing
come un'unica componente leasing.
La durata del leasing è determinata come il periodo non annullabile del leasing, a cui vanno aggiunti entrambi i
seguenti periodi:
periodi coperti da un’opzione di proroga del leasing, se il locatario ha la ragionevole certezza di
esercitare l’opzione; e
periodi coperti dall’opzione di risoluzione del leasing, se il locatario ha la ragionevole certezza di non
esercitare l’opzione.
Nel valutare se il locatario ha la ragionevole certezza di esercitare l'opzione di proroga del leasing o di non
esercitare l'opzione di risoluzione del leasing, sono considerati tutti i fatti e le circostanze pertinenti che creano
un incentivo economico per il locatario a esercitare l'opzione. Il locatario deve rideterminare la durata del
leasing in caso di cambiamento del periodo non annullabile del leasing.
Alla data di decorrenza del contratto, la Società rileva l’attività per diritto d’uso e la relativa passività per leasing.
Alla data di decorrenza del contratto, l'attività per diritto d’uso è valutata al costo. Il costo dell'attività per
diritto d’uso comprende:
l'importo della valutazione iniziale della passività del leasing;
i pagamenti dovuti per il leasing effettuati alla data o prima della data di decorrenza al netto degli
incentivi al leasing ricevuti;
i costi iniziali diretti sostenuti dal locatario; e
200
la stima dei costi che il locatario dovrà sostenere per lo smantellamento e la rimozione dell'attività
sottostante e per il ripristino del sito in cui è ubicata o per il ripristino dell'attività sottostante nelle
condizioni previste dai termini e dalle condizioni del leasing, a meno che tali costi siano sostenuti per
la produzione delle rimanenze.
Alla data di decorrenza del contratto, il locatario deve valutare la passività per leasing al valore attuale dei
pagamenti dovuti per il leasing non versati a tale data. I pagamenti dovuti per il leasing includono i seguenti
importi:
i pagamenti fissi, al netto di eventuali incentivi al leasing da ricevere;
i pagamenti variabili dovuti per il leasing che dipendono da un indice o un tasso, valutati inizialmente
utilizzando un indice o un tasso alla data di decorrenza;
gli importi che si prevede che il locatario dovrà pagare a titolo di garanzie del valore residuo;
il prezzo di esercizio dell'opzione di acquisto, se il locatario ha la ragionevole certezza di esercitare
l'opzione; e
i pagamenti di penalità di risoluzione del leasing, se la durata del leasing tiene conto dell'esercizio da
parte del locatario dell'opzione di risoluzione del leasing.
I pagamenti dovuti per il leasing devono essere attualizzati utilizzando il tasso di interesse implicito del leasing,
se è possibile determinarlo facilmente. Se non è possibile, il locatario deve utilizzare il suo tasso di
finanziamento marginale, ossia il tasso di interesse incrementale che la società dovrebbe pagare per ottenere
un finanziamento della medesima durata e ammontare del contratto di locazione.
Successivamente alla rilevazione iniziale, l'attività per diritto d’uso è valutata al costo:
al netto degli ammortamenti accumulati e delle riduzioni di valore accumulate; e
rettificato per tener conto di eventuali rideterminazioni della passività del leasing.
Successivamente alla rilevazione iniziale, la passività per leasing è valutata:
aumentando il valore contabile per tener conto degli interessi sulla passività per leasing;
diminuendo il valore contabile per tener conto dei pagamenti dovuti per i leasing effettuati; e
rideterminando il valore contabile per tener conto di eventuali nuove valutazioni o modifiche del
leasing o della revisione dei pagamenti dovuti per i leasing fissi nella sostanza.
In caso di modifiche del leasing che non si configurano come un leasing separato, l’attività per diritto d’uso
viene rideterminata (al rialzo oppure al ribasso), in coerenza con la variazione della passività per leasing alla
data della modifica. La passività per leasing viene rideterminata in base alle nuove condizioni previste dal
contratto di locazione, utilizzando il tasso di attualizzazione alla data della modifica.
Si precisa che la Società si avvale di due esenzioni previste dall’IFRS 16, con riferimento: (i) ai leasing a breve
termine (ossia ai contratti di leasing che hanno una durata pari o inferiore a 12 mesi a partire dalla data di
decorrenza), in relazione ad alcune categorie di immobilizzazioni, e (ii) ai leasing di attività di modesto valore.
In tali casi, non viene rilevata l’attività consistente nel diritto di utilizzo e la relativa passività per leasing, e i
pagamenti dovuti per il leasing sono rilevati a conto economico.
201
Riduzione di valore dell’Avviamento, delle attività materiali e immateriali e delle attività per diritto d’uso
A ciascuna data di riferimento del bilancio è effettuata una verifica finalizzata ad accertare l’eventuale esistenza
di indicatori di riduzione del valore delle attività materiali e immateriali non completamente ammortizzate o
a vita utile indefinita ed eventuali immobilizzazioni in corso.
Nel caso sia identificata la presenza di tali indicatori, si procede alla stima del valore recuperabile delle suddette
attività, imputando l’eventuale svalutazione rispetto al relativo valore contabile a conto economico.
In presenza di attività immateriali a vita utile indefinita la stima del valore recuperabile dei relativi ammontari
deve essere fatta con cadenza almeno annuale indipendentemente dalla presenza di indicatori di impairment.
Il valore recuperabile di un’attività è rappresentato dal maggiore tra il fair value, ridotto dei costi di vendita, e
il relativo valore d'uso, determinato attualizzando i flussi finanziari futuri stimati per tale attività, inclusi, se
significativi e ragionevolmente determinabili, quelli derivanti dalla cessione al termine della relativa vita utile,
al netto degli eventuali oneri di dismissione. Nel determinare il valore d'uso, i flussi finanziari futuri attesi sono
attualizzati utilizzando un tasso di sconto al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato
del costo del denaro, rapportato al periodo dell’investimento e ai rischi specifici dell'attività.
Per un’attività che non genera flussi finanziari ampiamente indipendenti, il valore recuperabile è determinato
in relazione all’unità generatrice di flussi finanziari (Cash generating unit” o “CGU”) cui tale attività appartiene.
Una riduzione di valore è riconosciuta a conto economico qualora il valore di iscrizione dell’attività, o della
CGU a cui la stessa è allocata, sia superiore al relativo valore recuperabile. Le riduzioni di valore di una CGU
sono imputate in primo luogo a riduzione del valore contabile dell’eventuale avviamento attribuito alla stessa
e, quindi, a riduzione delle altre attività, in proporzione al loro valore contabile e nei limiti del relativo valore
recuperabile. Se vengono meno i presupposti per una svalutazione precedentemente effettuata, il valore
contabile dell’attività è ripristinato con imputazione al conto economico, nei limiti del valore netto di carico
che l’attività in oggetto avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione e fossero stati effettuati i
relativi ammortamenti. Non è consentito il ripristino di valore dell’avviamento nel caso di una precedente
svalutazione per perdite di valore.
Attività finanziarie
Al momento della loro iniziale rilevazione, le attività finanziarie devono essere classificate come “Attività
finanziarie valutate al costo ammortizzato”, “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva” o “Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico” sulla base
dei seguenti elementi:
il modello di business dell'entità per la gestione delle attività finanziarie; e
le caratteristiche relative ai flussi finanziari contrattuali dell'attività finanziaria.
Le attività finanziarie vengono successivamente cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato
il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata
mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste
continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata
effettivamente trasferita.
202
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
a) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
l’attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito
mediante l’incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (Business model “Hold to Collect”); e
i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari
rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da
restituire (cd. “SPPI test” superato).
All’atto della rilevazione iniziale tali attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi
di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Successivamente alla rilevazione iniziale, le
attività finanziarie in esame sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse
effettivo. Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per le attività valorizzate al costo storico
la cui breve durata fa ritenere trascurabile l’effetto dell’applicazione della logica dell’attualizzazione, per quelle
senza una scadenza definita e per i crediti a revoca.
Tale categoria include principalmente i crediti commerciali derivanti dal trasferimento di beni e dalla
prestazione di servizi, rilevati secondo i termini previsti dal contratto con il cliente in base alle disposizioni
dell’IFRS 15 e classificati in funzione della natura del debitore e/o della data di scadenza del credito (tale
definizione include le fatture da emettere per servizi già prestati).
Inoltre, poiché generalmente i crediti commerciali sono a breve termine e non prevedono la corresponsione
di interessi, non si procede al calcolo del costo ammortizzato, e vengono contabilizzati sulla base del valore
nominale riportato nelle fatture emesse o nei contratti stipulati con la clientela: qualora l’effetto
dell’applicazione del metodo del costo ammortizzato non sia di valore significativo, questa disposizione è
adottata anche per i crediti commerciali che hanno una durata contrattuale superiore a 12 mesi. La scelta
deriva dal fatto che l’importo dei crediti a breve termine risulta molto simile applicando il metodo del costo
storico o il criterio del costo ammortizzato e l’impatto della logica di attualizzazione sarebbe dunque del tutto
trascurabile.
I crediti commerciali sono soggetti a una verifica per riduzione di valore (c.d. impairment) in base alle
disposizioni dell’IFRS 9. Ai fini del processo di valutazione, i crediti commerciali sono suddivisi per fasce
temporali di scaduto. Per i crediti performing si effettua una valutazione collettiva raggruppando le singole
esposizioni sulla base del rischio di credito similare. La valutazione è effettuata partendo dalle perdite registrate
per attività con caratteristiche di rischio di credito simili sulla base di esperienze storiche e tiene conto delle
perdite attese.
b) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
l’attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia
mediante l’incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente sia mediante la vendita dell’attività
finanziaria (Business model “Hold to Collect and Sell”); e
203
i termini contrattuali dell’attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari
rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell’interesse sull’importo del capitale da
restituire (cd. “SPPI test” superato).
All’atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di
transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Successivamente alla rilevazione iniziale, le
interessenze azionarie non di controllo, collegamento e controllo congiunto, sono valutate al fair value, e gli
importi rilevati in contropartita del patrimonio netto non devono essere successivamente trasferiti a conto
economico, neanche in caso di cessione. La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è
oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi.
Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è
utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia quando
le più recenti informazioni per valutare il fair value sono insufficienti, oppure se vi è un'ampia gamma di
possibili valutazioni del fair value e il costo rappresenta la migliore stima del fair value in tale gamma di valori.
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le “Attività
finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva” e tra le “Attività finanziarie valutate
al costo ammortizzato”. La voce, in particolare, include esclusivamente gli strumenti di capitale detenuti per
finalità diverse dal trading per i quali la Società non ha optato per la valutazione al fair value con impatto sulla
redditività complessiva e i titoli obbligazionari.
Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono inizialmente iscritte al fair value,
rappresentato normalmente dal prezzo della transazione.
Dopo la rilevazione iniziale, tali attività finanziarie sono valutate al fair value. Eventuali utili o perdite risultanti
dalla variazione del fair value sono imputati nel conto economico.
Rimanenze
Le rimanenze sono beni:
posseduti per la vendita nel normale svolgimento dell’attività;
impiegati nei processi produttivi per la vendita;
sotto forma di materiali o forniture di beni da impiegarsi nel processo di produzione o nella
prestazione di servizi.
Le rimanenze sono rilevate e valutate al minore tra il costo e il valore netto di realizzo.
Il costo delle rimanenze comprende tutti i costi di acquisto, i costi di trasformazione oltre che gli altri costi
sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali mentre non include le differenze cambio
in caso di rimanenze fatturate in valuta estera. In conformità con quanto previsto dallo IAS 2, per la
determinazione del costo delle rimanenze viene utilizzato il metodo del costo medio ponderato.
204
Quando il valore netto di realizzo è inferiore al costo, l’eccedenza viene svalutata immediatamente nel conto
economico.
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
La cassa e le altre disponibilità liquide equivalenti sono iscritte, a seconda della loro natura, al valore nominale
ovvero al costo ammortizzato. Le altre disponibilità liquide equivalenti rappresentano impieghi finanziari a
breve termine e ad alta liquidità che sono prontamente convertibili in valori di cassa noti e soggetti ad un
irrilevante rischio di variazione del loro valore, la cui scadenza originaria ovvero al momento dell’acquisto non
è superiore a 3 mesi.
Debiti
I debiti commerciali e gli altri debiti sono riconosciuti inizialmente al fair value e successivamente sono valutati
in base al metodo del costo ammortizzato.
I debiti verso banche e altri finanziatori sono inizialmente iscritti al fair value, al netto dei costi accessori di
diretta imputazione, e successivamente sono valutati al costo ammortizzato, applicando il criterio del tasso
effettivo di interesse. Se vi è un cambiamento nella stima dei flussi di cassa attesi, il valore delle passività è
ricalcolato per riflettere tale cambiamento sulla base del valore attuale dei nuovi flussi di cassa attesi e del tasso
interno effettivo determinato inizialmente. I debiti verso banche e altri finanziatori sono classificati fra le
passività correnti, salvo che la Società abbia un diritto incondizionato a differire il loro pagamento per almeno
dodici mesi dopo la data di riferimento.
I debiti sono rimossi dal bilancio al momento della loro estinzione e quando la Società abbia trasferito tutti i
rischi e gli oneri relativi allo strumento stesso.
Benefici ai dipendenti
I benefici ai dipendenti comprendono benefici a breve termine, benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione
del rapporto di lavoro e benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro.
I benefici a breve termine, che includono anche i programmi di incentivazione rappresentati dai premi annuali,
dagli MBO e dai rinnovi una-tantum dei contratti collettivi nazionali, sono contabilizzati come passività
(accantonamento di costi) dopo aver dedotto qualsiasi importo già corrisposto, e come costo, a meno che
qualche altro principio IFRS richieda o consenta l’inclusione dei benefici nel costo di un’attività (ad esempio
il costo del personale impiegato nello sviluppo di attività immateriali generate internamente).
La categoria dei benefici per la cessazione del rapporto di lavoro include i piani di incentivazione all’esodo,
sorti nel caso di dimissioni volontarie che prevedono l’adesione del dipendente o di un gruppo di dipendenti
ad accordi sindacali per l’attivazione dei cosiddetti fondi di solidarietà, e i piani di licenziamento, che hanno
luogo nel caso di cessazione del rapporto di lavoro a seguito di scelta unilaterale da parte dell’impresa.
L’impresa rileva il costo di tali benefici come una passività di bilancio nella data più immediata tra il momento
in cui l’impresa non può ritirare l’offerta di tali benefici e il momento in cui l’impresa rileva i costi di una
ristrutturazione che rientra nell’ambito del principio IAS 37. Gli accantonamenti per esodi sono riesaminati
con periodicità almeno semestrale.
205
I piani per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro si dividono in due categorie: i piani a
contribuzione definita e i piani a benefici definiti.
I piani a contribuzione definita comprendono principalmente:
i fondi di previdenza integrativa che implicano un ammontare definito di contribuzione da parte
dell’impresa;
il fondo TFR, limitatamente alle quote maturande dal 1° gennaio 2007 per le imprese con oltre 50
dipendenti, qualunque sia l’opzione di destinazione scelta dal dipendente;
le quote del TFR maturate dal 1° gennaio 2007 e destinate alla previdenza complementare, nel caso
di imprese con meno di 50 dipendenti;
le casse di assistenza sanitaria integrativa.
I piani a benefici definiti comprendono, invece:
il TFR, limitatamente alla quota maturata fino al 31 dicembre 2006 per tutte le imprese, nonché le
quote maturate dal 1° gennaio 2007 e non destinate alla previdenza complementare per le imprese
con meno di 50 dipendenti;
i fondi di previdenza integrativa le cui condizioni prevedono la corresponsione agli aderenti di una
prestazione definita;
i premi di anzianità, che prevedono un’erogazione straordinaria al dipendente al raggiungimento di
un certo livello di anzianità lavorativa.
Nei piani a contribuzione definita l’obbligazione dell’impresa che redige il bilancio è determinata sulla base
dei contributi dovuti per quell’esercizio e pertanto la valutazione dell’obbligazione non richiede ipotesi
attuariali e non vi è possibilità di utili o perdite attuariali.
La contabilizzazione dei piani a benefici definiti è caratterizzata dal ricorso ad ipotesi attuariali per determinare
il valore dell’obbligazione. Tale valutazione è affidata ad un attuario esterno e viene effettuata con cadenza
annuale. Ai fini dell’attualizzazione, la società utilizza il metodo della proiezione unitaria del credito che
prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e
l’attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. Gli utili e le perdite
attuariali sono rilevati in contropartita al patrimonio netto così come previsto dal principio contabile IAS 19.
Fondi per rischi ed oneri, attività e passività potenziali
Le attività e passività potenziali si possono distinguere in più categorie a seconda della natura delle stesse e
dei loro riflessi contabili. In particolare:
i fondi sono obbligazioni effettive di importo e sopravvenienza/scadenza incerta che sorgono da
eventi passati e per le quali è probabile che vi sia un esborso di risorse economiche per le quali sia
possibile effettuare una stima attendibile dell’importo;
le passività potenziali sono obbligazioni possibili per le quali non è remota la probabilità di un
esborso di risorse economiche;
206
le passività remote sono quelle per le quali l’esborso di risorse economiche è poco probabile;
le attività potenziali sono attività per le quali manca il requisito della certezza e non possono essere
contabilizzate in bilancio;
il contratto oneroso è un contratto nel quale i costi non discrezionali necessari per adempiere alle
obbligazioni assunte sono superiori ai benefici economici che si suppone siano ottenibili dal
contratto;
la ristrutturazione è un programma pianificato e controllato dalla Direzione aziendale che modifica
in maniera significativa il campo d’azione di un’attività intrapresa dall’impresa o il modo in cui
l’attività è gestita.
Ai fini della rilevazione contabile dell’onere, si ha una rilevazione di accantonamenti nei casi in cui vi è
incertezza in merito alla scadenza o sull’ammontare del flusso di risorse necessario per adempiere
all’obbligazione o di altre passività ed in particolare debiti commerciali o stanziamenti per debiti presunti.
Gli accantonamenti si distinguono dalle altre passività in quanto non vi è certezza in merito alla scadenza o
all’importo della spesa futura richiesta per l’adempimento. Data la loro diversa natura, gli accantonamenti
sono esposti separatamente dai debiti commerciali e dagli stanziamenti per debiti presunti.
La contabilizzazione di una passività o l’accantonamento ad un fondo avviene quando:
vi è un’obbligazione corrente legale o implicita quale risultato di eventi passati;
è probabile che sia necessario l’impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere
l’obbligazione;
può essere effettuata una stima attendibile dell’ammontare dell’obbligazione.
Gli accantonamenti richiedono l’uso di stime. In circostanze estremamente rare in cui non può essere
effettuata una stima attendibile, si è in presenza di una passività che non può essere attendibilmente
determinata e che pertanto è descritta come una passività potenziale.
L’accantonamento ai fondi rischi ed oneri è effettuato per un ammontare che rappresenti la migliore stima
possibile della spesa necessaria per liquidare la relativa obbligazione esistente alla data di riferimento del
bilancio e tiene in considerazione i rischi e le incertezze che inevitabilmente circondano molti fatti e
circostanze. L’importo dell’accantonamento riflette gli eventuali eventi futuri che possono condizionare
l’ammontare richiesto per estinguere un’obbligazione se vi è una sufficiente evidenza oggettiva che questi si
verificheranno.
Una volta determinata la migliore stima possibile della spesa necessaria per liquidare la relativa obbligazione
esistente alla data di riferimento del bilancio, viene determinato il valore attuale dell’accantonamento, nel caso
in cui l’effetto del valore attuale del denaro sia un aspetto rilevante.
Ricavi da contratti con i clienti
In accordo con il principio IFRS 15, i ricavi da contratti con i clienti sono rilevati quando si verificano le
seguenti condizioni:
è stato identificato il contratto con il cliente;
207
sono state identificate le obbligazioni contrattuali (“performance obligations”) contenute nel contratto;
è stato determinato il prezzo;
il prezzo è stato allocato alle singole obbligazioni contrattuali contenute nel contratto;
è stata soddisfatta l’obbligazione contrattuale contenuta nel contratto.
La Società rileva i ricavi da contratti con i clienti quando (o man mano che) adempie l'obbligazione contrattuale
trasferendo al cliente il bene o servizio (ossia l'attività) promesso. L'attività è trasferita quando (o man mano
che) il cliente ne acquisisce il controllo.
La Società trasferisce il controllo del bene o servizio nel corso del tempo, e pertanto adempie l'obbligazione
contrattuale e rileva i ricavi nel corso del tempo, se è soddisfatto uno dei seguenti criteri:
il cliente simultaneamente riceve e utilizza i benefici derivanti dalla prestazione dell'entità man mano
che quest'ultima la effettua;
la prestazione della Società crea o migliora l'attività (per esempio, lavori in corso) che il cliente
controlla man mano che l'attività è creata o migliorata;
la prestazione della Società non crea un'attività che presenta un uso alternativo e la stessa ha il diritto
esigibile al pagamento della prestazione completata fino alla data considerata.
Se l’obbligazione contrattuale non è adempiuta nel corso del tempo, l’obbligazione contrattuale è adempiuta
in un determinato momento. In tal caso, la Società rileva il ricavo nel momento in cui il cliente acquisisce il
controllo dell’attività promessa.
Il corrispettivo contrattuale incluso nel contratto con il cliente può includere importi fissi, importi variabili
oppure entrambi. Se il corrispettivo contrattuale include un importo variabile (es. sconti, concessioni sul
prezzo, incentivi, penalità o altri elementi analoghi), la Società provvede a stimare l’importo del corrispettivo
al quale avrà diritto in cambio del trasferimento al cliente dei beni o servizi promessi. La Società include nel
prezzo dell’operazione l’importo del corrispettivo variabile stimato solo nella misura in cui è altamente
probabile che quando successivamente sarà risolta l'incertezza associata al corrispettivo variabile non si
verifichi un significativo aggiustamento al ribasso dell'importo dei ricavi cumulati rilevati.
I costi incrementali per l’ottenimento dei contratti con i clienti sono contabilizzati come attività e ammortizzati
lungo la durata del contratto sottostante, se la Società prevede il loro recupero. I costi incrementali per
l'ottenimento del contratto sono i costi che la Società sostiene per ottenere il contratto con il cliente e che
non avrebbe sostenuto se non avesse ottenuto il contratto. I costi per l'ottenimento del contratto che
sarebbero stati sostenuti anche se il contratto non fosse stato ottenuto devono essere rilevati come costo nel
momento in cui sono sostenuti, a meno che siano esplicitamente addebitabili al cliente anche qualora il
contratto non sia ottenuto.
Riconoscimento dei costi
I costi sono rilevati a conto economico secondo il principio della competenza.
208
Dividendi
I dividendi ricevuti sono contabilizzati a conto economico secondo il principio della competenza, ossia
nell’esercizio in cui sorge il relativo diritto al credito, a seguito della delibera assembleare di distribuzione dei
dividendi da parte della società partecipata.
I dividendi distribuiti sono rappresentati come movimento di patrimonio netto nell’esercizio in cui sono
approvati dall’assemblea degli azionisti.
Imposte sul reddito
Le imposte correnti sono calcolate sulla base del reddito imponibile dell’esercizio, applicando le aliquote fiscali
vigenti alla data di bilancio. Le imposte correnti dell’esercizio e di quelli precedenti, nella misura in cui non
siano state pagate, sono rilevate come passività. Le attività e passività fiscali correnti, dell’esercizio in corso e
di quelli precedenti, devono essere determinate al valore che si prevede rispettivamente di recuperare o di
pagare alle autorità fiscali, applicando le aliquote fiscali e la normativa fiscale vigenti o sostanzialmente
emanate alla data di riferimento del bilancio.
Le imposte differite si distinguono in:
passività fiscali differite, sono gli importi delle imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri
riferibili alle differenze temporanee imponibili;
attività fiscali anticipate, sono gli importi delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri
riferibili a differenze temporanee deducibili, riporto a nuovo di perdite fiscali non utilizzate, riporto
a nuovo di crediti di imposta non utilizzati.
Per calcolare l’importo delle attività e delle passività fiscali differite viene applicata l’aliquota fiscale alle
differenze temporanee, imponibili o deducibili, identificate, ovvero alle perdite fiscali non utilizzate e ai crediti
di imposta non utilizzati. Le imposte differite, attive e passive, possono essere compensate quando vi è un
diritto legale a compensare le attività fiscali correnti con le passività fiscali correnti e quando si riferiscono ad
imposte sul reddito applicate dalla medesima autorità fiscale e la Società intende liquidare le attività e passività
fiscali correnti su base netta.
A ciascuna data di riferimento del bilancio è effettuata una nuova valutazione sia delle attività fiscali differite
non rilevate in bilancio che delle attività fiscali anticipate rilevate in bilancio al fine di verificare la sussistenza
del presupposto della probabilità del recupero delle attività fiscali anticipate.
Risultato netto per azione
Il risultato netto per azione base è calcolato dividendo il risultato netto di pertinenza della Società per la media
ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, escludendo le azioni proprie.
Il risultato netto per azione diluito è calcolato dividendo il risultato di pertinenza della Società per la media
ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio, escludendo le azioni proprie. Ai fini del
calcolo dell’utile per azione diluito, la media ponderata delle azioni in circolazione è modificata assumendo
l’esercizio da parte di tutti gli assegnatari di diritti che potenzialmente hanno effetto diluitivo, mentre il
209
risultato di pertinenza della Società è rettificato per tener conto di eventuali effetti, al netto delle imposte,
dell’esercizio di detti diritti.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni omologati dall’Unione Europea ed efficaci
dal 1° Gennaio 2025
Data di entrata in
vigore
Nuovo principio
contabile/emendamento
Regolamento UE e data
di pubblicazione
1° gennaio 2025
Impossibilità di cambio
(Modifiche allo IAS 21)
13 Nov 2024 (EU)
2024/2862
Modifiche allo IAS 21
Con il Regolamento (UE) n. 2024/2862 del 13 novembre 2024, la Commissione Europea ha omologato
(“endorsed”) la modifica di regolamento per quanto riguarda lo IAS 21 The Effects of Changes in Foreign
Exchange Rates: Lack of Exchangeability”. Il documento richiede ad un’entità di applicare una metodologia
in maniera coerente al fine di verificare se una valuta può essere convertita in un’altra e, quando ciò non è
possibile, come determinare il tasso di cambio da utilizzare e l’informativa da fornire in nota integrativa.
Non si riscontrano impatti derivanti dall’applicazione di tale principio sulla relazione al 31 dicembre 2025 per
Centrale del Latte d’Italia S.p.A.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni omologati dall’Unione Europea ed efficaci dal
Gennaio 2026
Data di entrata in
vigore
Nuovo principio
contabile/emendamento
Regolamento UE e data di
pubblicazione
1° gennaio 2026
Modifiche alla classificazione e
alla valutazione degli strumenti
finanziari (Modifiche all'IFRS 9 e
all'IFRS 7)
(UE) 2025/1047 28 maggio
2025
1° gennaio 2026
Contratti collegati all'energia
elettrica dipendente dalla natura
(Modifiche all'IFRS 9 e all'IFRS
7)
(UE) 2025/1266 1º luglio
2025
1° gennaio 2026
Ciclo annuale di miglioramenti ai
principi contabili IFRS - Volume
11 (Modifiche all'IFRS 1, all'IFRS
7, all'IFRS 9, all'IFRS 10 e allo
IAS 7)
(UE) 2025/1311 10 luglio
2025
Modifiche alla classificazione e alla valutazione degli strumenti finanziari (Modifiche all'IFRS 9 e
all'IFRS 7)
210
Il 30 maggio 2024, lo IASB ha emesso emendamenti mirati all’ “IFRS 9 Financial Instruments” ed all’ “IFRS 7
Financial Instruments: Disclosures” per rispondere a recenti domande emerse nella pratica e per includere nuovi
requisiti non solo per gli istituti finanziari ma anche per le società aziendali. Tali emendamenti:
1. chiariscono la data di riconoscimento e derecognition di alcune attività e passività finanziarie, con una
nuova eccezione per alcune passività finanziarie regolate tramite un sistema di trasferimento
elettronico di denaro;
2. chiariscono e aggiungono ulteriori linee guida per valutare se un'attività finanziaria soddisfa il criterio
dei soli pagamenti di capitale e interessi (SPPI – Solely Payments Of Principal And Interest);
3. aggiungono nuove informative per determinati strumenti con termini contrattuali che possono
modificare i flussi di cassa (come alcuni strumenti finanziari con caratteristiche legate al
raggiungimento di obiettivi ambientali, sociali e di governance);
4. aggiornano le informative per gli strumenti azionari designati al fair value attraverso il conto
economico complessivo (FVOCI – Fair Value Through Other Comprehensive Income).
Le modifiche di cui al punto (b) risultano essere le più rilevanti per le istituzioni finanziarie, mentre le
modifiche di cui ai punti (a), (c) e (d) risultano essere rilevanti per tutte le altre società.
Gli Amministratori stanno valutando gli impatti che l’introduzione degli emendamenti potrebbero avere sul
bilancio della Società.
Contratti collegati all'energia elettrica dipendente dalla natura (Modifiche all'IFRS 9 e all'IFRS 7)
Nel dicembre 2024 lo IASB ha emesso emendamenti mirati a IFRS 7 e IFRS 9 finalizzati a consentire alle
entità di rappresentare meglio, nei bilanci, la natura dei contratti di elettricità dipendente dalla natura. In
particolare, gli emendamenti:
(i) chiariscono l’applicazione del criterio dell’ “own-use” a tali contratti,
(ii) consentono l’hedge accounting qualora i contratti siano utilizzati come strumenti di copertura e
(iii) introducono nuovi requisiti informativi per permettere agli utilizzatori del bilancio di
comprendere meglio gli effetti di tali contratti sulla performance finanziaria e sui flussi di cassa di
un’entità.
Gli Amministratori hanno effettuato un’analisi di tali modifiche e ne hanno valutato la non applicabilità in
relazione alla natura delle operazioni e dei contratti attualmente poste in essere.
Ciclo annuale di miglioramenti ai principi contabili IFRS - Volume 11
211
Nel settembre 2024 lo IASB ha pubblicato i “Miglioramenti annuali agli IFRS Accounting Standards Volume 11”,
che apportano chiarimenti e miglioramenti mirati a diversi principi, tra cui:
- IFRS 1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards;
- IFRS 7 Financial Instruments: Disclosure e le relative linee guida sull’implementazione dell’IFRS7;
- IFRS 9 Financial Instruments;
- IFRS 10 Consolidated Financial Statements;
- IAS 7 Statement of Cash Flows.
Gli Amministratori hanno effettuato un’analisi di tali modifiche e non si attendono un impatto significativo
nel bilancio della Società.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni non ancora omologati dall’Unione Europea.
IFRS 18 – Presentation and Disclosure in Financial Statements
Nell’aprile 2024, lo IASB ha emesso l’IFRS 18 in risposta alle preoccupazioni degli investitori in merito alla
comparabilità e alla trasparenza della rendicontazione della performance delle entità. I nuovi requisiti di
presentazione introdotti dall’IFRS 18 aumenteranno la comparabilità della performance finanziaria di entità
simili, in particolare per quanto riguarda il modo in cui viene definito l’“operating profit or loss”. I nuovi
requisiti informativi relativi alle “management-defined performance measures” accresceranno la trasparenza.
L’IFRS 18 è efficace dal 1° gennaio 2027. Pur essendo consentita l’adozione anticipata, la Società non ha
adottato anticipatamente l’IFRS 18.
Gli Amministratori stanno attualmente valutando gli impatti derivanti dall’applicazione di questo nuovo
principio e prevedono di fornire, nel prossimo bilancio, aggiornamenti sullo stato di avanzamento del
processo di implementazione e sulle principali valutazioni svolte in relazione all’adozione dell’IFRS 18.
IFRS 19 – Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures
Nel maggio 2024, lo IASB ha emesso l’IFRS 19, che consente alle entità idonee di scegliere di applicare
requisiti informativi ridotti, continuando ad applicare i requisiti di rilevazione, misurazione e presentazione
previsti dagli altri IFRS Accounting Standards. Per essere idonea, alla fine del periodo di riferimento un’entità:
- deve essere una controllata come definito nell’IFRS 10;
- non può avere accountability pubblica;
- deve avere una capogruppo (ultima o intermedia) che redige un bilancio consolidato, disponibile per
l’uso pubblico, conforme agli IFRS Accounting Standards;
212
L’IFRS 19 è efficace dal 1° gennaio 2027. Pur essendo consentita l’adozione anticipata, la Società non ha
adottato anticipatamente l’IFRS 19.
Tale principio non risulta applicabile per la società Centrale del Latte d’Italia Spa.
Amendment IAS 21 – Translation to Hyperinflationary Presentation Currency
In data 13 novembre 2025 lo IASB ha pubblicato l’Amendment allo IAS 21 che chiarisce le procedure di
conversione per un’entità la cui valuta di presentazione è quella di un’economia iperinflazionata. L’entità
applica le modifiche se:
- la sua valuta funzionale è quella di un’economia non iperinflazionata e sta convertendo i suoi risultati
economici e la sua situazione patrimoniale - finanziaria nella valuta di un’economia iperinflazionata;
oppure,
- sta convertendo nella valuta di un’economia iperinflazionata i risultati economici e la situazione
patrimoniale - finanziaria di una gestione estera la cui valuta funzionale è quella di un’economia non
iperinflazionata.
Le modifiche si applicheranno a partire dai bilanci degli esercizi che avranno inizio dal 1° gennaio 2027. Gli
Amministratori non si attendono un effetto sul bilancio della società Centrale del Latte d’Italia Spa.
3. STIME E ASSUNZIONI
La predisposizione dei bilanci richiede da parte degli Amministratori l’applicazione di principi e metodologie
contabili che, in talune circostanze, si fondano su valutazioni e stime difficili e soggettive, basate
sull’esperienza storica e su assunzioni che sono di volta in volta considerate ragionevoli e realistiche in
funzione delle relative circostanze.
L’applicazione di tali stime e assunzioni influenza gli importi riportati negli schemi di bilancio, quali il
prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria, il prospetto di conto economico, il prospetto di conto
economico complessivo, il rendiconto finanziario, nonché l’informativa fornita. I risultati finali delle poste di
bilancio per le quali sono state utilizzate le suddette stime e assunzioni, potrebbero differire, anche
significativamente, da quelli riportati nei bilanci che rilevano gli effetti del manifestarsi dell’evento oggetto di
stima, a causa dell’incertezza che caratterizza le assunzioni e le condizioni sulle quali si basano le stime.
Le aree che richiedono più di altre una maggiore soggettività da parte degli amministratori nell’elaborazione
delle stime e per le quali un cambiamento nelle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbe avere
un impatto significativo sui risultati finanziari della Società sono le seguenti:
a) Riduzione di valore delle attività materiali e immateriali a vita utile definita: le attività materiali e
immateriali a vita utile definita sono oggetto di verifica al fine di accertare se si sia verificata una
perdita di valore quando sussistono indicatori che facciano prevedere difficoltà per il recupero del
relativo valore netto contabile tramite l’uso. La verifica dell’esistenza dei suddetti indicatori richiede
213
da parte degli amministratori l’esercizio di valutazioni soggettive basate sulle informazioni disponibili
sia di fonte interna che esterna, nonché sull’esperienza storica. Inoltre, qualora venga determinato
che possa essersi generata una potenziale perdita di valore, si procede alla determinazione della stessa
utilizzando tecniche valutative ritenute idonee. La corretta identificazione degli indicatori di una
potenziale perdita di valore, nonché le stime per la determinazione delle stesse, dipendono da
valutazioni soggettive nonché da fattori che possono variare nel tempo influenzando le valutazioni
e le stime effettuate dal management.
b) Riduzione di valore delle attività immateriali a vita utile indefinita (avviamento): il valore
dell’avviamento è verificato annualmente al fine di accertare l’esistenza di eventuali perdite di valore
da rilevare a conto economico. In particolare, la verifica in oggetto comporta l’allocazione
dell’avviamento alle unità generatrici di flussi finanziari e la successiva determinazione del relativo
valore recuperabile, inteso come il maggiore tra il fair value e il valore d’uso. Qualora il valore
recuperabile risulti inferiore al valore contabile delle unità generatrici di flussi finanziari, si procede
a una svalutazione dell’avviamento allocato alle stesse.
c) Riduzione di valore delle attività immateriali a vita utile indefinita (marchi): il valore dei marchi a vita
utile indefinita è assoggettato a test di impairment annuale. Il valore in uso è determinato sulla base
del metodo discounted cash flow (DCF), sulla base di un tasso di sconto e un periodo di previsione
esplicita di 4 anni basato sui budget approvati dalla Società. Successivamente al periodo di previsione
esplicita, viene assunto uno specifico tasso di crescita pari al tasso d’inflazione atteso a lungo termine.
I valori previsionali riferiti agli anni futuri e i parametri determinati con riferimento alle informazioni
di mercato correnti sono oggetto di incertezze dovute a sviluppi futuri imprevedibili e possibili
sviluppi nel mercato in cui opera la Società; pertanto, non si esclude che negli anni successivi possa
essere necessario apportare svalutazioni.
d) Fondo svalutazione crediti: la determinazione di tale fondo riflette le stime del management legate alla
solvibilità storica ed attesa degli stessi.
e) Fondi per rischi e oneri: l’identificazione della sussistenza o meno di un’obbligazione corrente (legale
o implicita) è in alcune circostanze di non facile determinazione. Gli amministratori valutano tali
fenomeni di caso in caso, congiuntamente alla stima dell’ammontare delle risorse economiche
richieste per l’adempimento dell’obbligazione. Quando gli amministratori ritengono che il
manifestarsi di una passività sia soltanto possibile, i rischi vengono indicati nell’apposita sezione
informativa su impegni e rischi, senza dar luogo ad alcuno stanziamento.
f) Vita utile delle attività materiali e immateriali: la vita utile è determinata al momento dell’iscrizione
del bene in bilancio. Le valutazioni sulla durata della vita utile si basano sull’esperienza storica, sulle
condizioni di mercato e sulle aspettative di eventi futuri che potrebbero incidere sulla vita utile stessa,
compresi i cambiamenti tecnologici. Di conseguenza, è possibile che la vita utile effettiva possa
differire dalla vita utile stimata.
g) Attività fiscali anticipate: le attività fiscali anticipate sono rilevate nella misura in cui sia probabile
l’esistenza di adeguati utili fiscali futuri a fronte dei quali le differenze temporanee o eventuali perdite
fiscali potranno essere utilizzate.
h) Rimanenze: le rimanenze finali di prodotti che presentano caratteristiche di obsolescenza o di lento
rigiro sono periodicamente sottoposte a test di valutazione e svalutate nel caso in cui il valore
recuperabile delle stesse risultasse inferiore al valore contabile. Le svalutazioni effettuate si basano
214
su assunzioni e stime degli amministratori derivanti dall’esperienza degli stessi e dai risultati storici
conseguiti.
i) Passività per leasing e diritto d’uso su beni di terzi: l’ammontare della passività per leasing e
conseguentemente delle relative attività per diritto d’uso, dipende dalla determinazione del lease term.
Tale determinazione è soggetta a valutazioni del management, con particolare riferimento all’inclusione
o meno dei periodi coperti dalle opzioni di rinnovo e di risoluzione del leasing previste dai contratti
di locazione. Tali valutazioni saranno riviste al verificarsi di un evento significativo o di un
significativo cambiamento delle circostanze che abbia un’incidenza sulla ragionevole certezza del
management di esercitare un’opzione precedentemente non considerata nella determinazione del lease
term o di non esercitare un’opzione precedentemente considerata nella determinazione del lease term.
4. GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI
Nell’ambito dei rischi d’impresa, i principali rischi identificati, monitorati e, per quanto di seguito specificato,
attivamente gestiti dalla Società sono i seguenti:
rischio di mercato, derivante dall’oscillazione dei tassi di cambio tra l’Euro e le altre valute nelle quali
opera la Società e dei tassi di interesse;
rischio di credito, derivante dalla possibilità di default di una controparte;
rischio di liquidità, derivante dalla mancanza di risorse finanziarie per far fronte agli impegni
finanziari.
Obiettivo della Società è il mantenimento nel tempo di una gestione bilanciata della propria esposizione
finanziaria, atta a garantire una struttura del passivo in equilibrio con la composizione dell’attivo di bilancio e
in grado di assicurare la necessaria flessibilità operativa attraverso l’utilizzo della liquidità generata dalle attività
operative correnti e il ricorso a finanziamenti bancari.
La capacità di generare liquidità dalla gestione caratteristica, unitamente alla capacità di indebitamento,
consente alla Società di soddisfare in maniera adeguata le proprie necessità operative, di finanziamento del
capitale circolante operativo e di investimento, nonché il rispetto dei propri obblighi finanziari. La politica
finanziaria della Società e la gestione dei relativi rischi finanziari sono guidate e monitorate a livello centrale.
In particolare, la funzione di finanza centrale ha il compito di valutare e approvare i fabbisogni finanziari
previsionali, di monitorare l’andamento e porre in essere, ove necessario, le opportune azioni correttive.
4.1 Rischio di mercato
Rischio di cambio
L’esposizione al rischio di variazioni dei tassi di cambio deriva dalle attività commerciali della Società condotte
anche in valute diverse dall’Euro. Ricavi e costi denominati in valuta possono essere influenzati dalle
fluttuazioni del tasso di cambio con impatto sui margini commerciali (rischio economico), così come i debiti
e i crediti commerciali e finanziari denominati in valuta possono essere impattati dai tassi di conversione
utilizzati, con effetto sul risultato economico (rischio transattivo). Infine, le fluttuazioni dei tassi di cambio si
riflettono anche sui risultati economici e sul patrimonio.
215
I principali rapporti di cambio a cui la Società è esposta riguardano:
Euro/USD, in relazione alle transazioni effettuate in dollari statunitensi;
Euro/GBP, in relazione alle transazioni effettuate in sterlina;
Euro/CHF, in relazione alle transazioni effettuate in franchi svizzeri.
La Società non adotta politiche specifiche di copertura delle oscillazioni dei tassi di cambio in considerazione
del fatto che il management non ritiene che tale rischio possa influire negativamente sui risultati della Società in
modo significativo, in quanto l’ammontare dei flussi in entrata ed uscita di valuta estera risulta essere, oltre
che poco rilevante, abbastanza similare per volumi e tempistiche.
Una ipotetica variazione positiva o negativa pari a 100 bps dei tassi di cambio relativi alle valute in cui opera la
Società non avrebbe un impatto significativo sul risultato netto e sul patrimonio netto degli esercizi in esame.
Rischio di tasso di interesse
La Società utilizza risorse finanziarie esterne sotto forma di debito e impiega la liquidità disponibile in
strumenti di mercato. Variazioni nei livelli dei tassi d’interesse influenzano il costo e il rendimento delle varie
forme di finanziamento e di impiego, incidendo pertanto sul livello degli oneri finanziari netti. L’esposizione
al rischio di tasso di interesse è costantemente monitorata in base all’andamento della curva Euribor, al fine
di valutare eventuali interventi per il contenimento del rischio di un potenziale rialzo dei tassi di interesse di
mercato. Alle date di riferimento non vi sono in essere coperture effettuate mediante negoziazione di
strumenti derivati.
Con riferimento al rischio di tasso d’interesse, è stata elaborata un’analisi di sensitività per determinare l’effetto
sul conto economico e sul patrimonio netto che deriverebbe da una ipotetica variazione positiva e negativa di
50 bps dei tassi di interesse rispetto a quelli effettivamente rilevati in ciascun periodo. L’analisi è stata effettuata
avendo riguardo principalmente alle seguenti voci: (i) cassa e disponibilità liquide equivalenti e (ii) passività
finanziarie a breve e a medio/lungo termine. Con riferimento alle disponibilità liquide ed equivalenti è stato
fatto riferimento alla giacenza media e al tasso di rendimento medio del periodo, mentre per quanto riguarda
le passività finanziarie a breve e medio/lungo termine, l’impatto è stato calcolato in modo puntuale.
La tabella di seguito evidenzia i risultati dell’analisi svolta:
(In migliaia di Euro)
Impatto sull'utile al netto
dell'effetto fiscale
Impatto sul patrimonio netto al
netto dell'effetto fiscale
- 50 bps + 50 bps - 50 bps + 50 bps
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(461)
461
(461)
461
Esercizio chiuso al 31 dicembre 2024
(155)
155
(155)
155
4.2 Rischio di credito
La Società fronteggia l’esposizione al rischio di credito insito nella possibilità di insolvenza e/o nel
deterioramento del merito creditizio della clientela esercitando un monitoraggio continuo.
Il rischio di credito deriva sostanzialmente dall’attività commerciale della Società, le cui controparti sono
operatori della grande distribuzione organizzata (GDO) e della distribuzione al dettaglio. I crediti del secondo
216
settore sono estremamente frazionati, mentre il settore della grande distribuzione è caratterizzato da una
esposizione su singolo cliente relativamente più consistente.
La Società gestisce il rischio di credito di entrambe le tipologie di clienti attraverso una prassi consolidata, che
prevede una gestione mirata ed oculata con un limite di fido concesso sulla base delle informazioni
commerciali, finanziarie e rischio percepito dal mercato.
La Società opera in aree di business con bassi livelli di rischio di credito, considerata la natura delle sue attività
e il fatto che la sua esposizione creditoria è suddivisa su un largo numero di clienti. Le attività sono iscritte in
bilancio al netto di eventuali svalutazioni determinate sulla base del rischio di inadempienza delle controparti,
tenendo conto delle informazioni disponibili sulla solvibilità e dei dati storici e prospettici.
Le posizioni sono oggetto di periodico monitoraggio del rispetto delle condizioni di pagamento e le azioni di
sollecito dello scaduto sono condotte in coordinamento con la forza vendita. Nel caso, invece, che a seguito
di un’analisi puntuale della singola fattispecie si rilevi un’oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale
del credito l’ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili. La metodologia di
gestione del credito non è tale per cui sia ritenuto rilevante suddividere l’esposizione della clientela in classi di
rischio differenti.
Inoltre, si segnala che La Società ha in essere polizze d’assicurazione del credito con primarie società del
settore al fine di mitigare il rischio connesso alla solvibilità della clientela.
Il rischio di credito derivante da crediti che la Società vanta verso il sistema bancario è invece di moderata
entità e deriva sostanzialmente da momentanee giacenze di liquidità eccedente investite solitamente in depositi
bancari e conti correnti presso gli istituti di credito.
La seguente tabella fornisce una ripartizione dei crediti commerciali al 31 dicembre 2025 e 2024 raggruppati
per scaduto, al netto del fondo svalutazione crediti:
(In migliaia di Euro)
A scadere
Scaduti da
1 a 90
giorni
Scaduti
da 91 a
180
giorni
Scaduti
da oltre
181 giorni
Totale
Crediti commerciali lordi al 31 Dicembre 2025
3.032
17.669
876
4.829
26.406
Fondo svalutazione crediti - - - (3.151) (3.151)
Crediti commerciali netti al 31 Dicembre 2025
3.032
17.669
876
1.678
23.255
Crediti commerciali lordi al 31 Dicembre 2024 18.716 17.647 1.082 3.447 40.892
Fondo svalutazione crediti
-
-
-
(2.624)
(2.624)
Crediti commerciali netti al 31 Dicembre 2024 18.716 17.647 1.082 823 38.268
4.3 Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità rappresenta il rischio che, a causa dell’incapacità di reperire nuovi fondi o di liquidare
attività sul mercato, la Società non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento, determinando un
impatto negativo sul risultato economico nel caso in cui fosse costretto a sostenere costi addizionali per
fronteggiare i propri impegni o una situazione di insolvibilità.
Il rischio liquidità cui la Società potrebbe essere soggetto consiste nel mancato reperimento di adeguati mezzi
finanziari necessari per la sua operatività, nonché per lo sviluppo delle proprie attività industriali e
217
commerciali. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità della Società sono da una parte
le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento, dall’altra le caratteristiche di scadenza
e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato. In particolare, il
principale fattore che influenza la liquidità della Società è costituito dalle risorse assorbite dall’attività
operativa: il settore in cui la Società opera presenta fenomeni di stagionalità delle vendite con picchi di
fabbisogno di liquidità nel terzo trimestre dell’esercizio causati da un maggiore volume di crediti commerciali
rispetto al resto dell’anno. Il governo della variabilità del fabbisogno è affidato all’attività di coordinamento
tra l’area commerciale e l’area finanza che si traduce in un’attenta pianificazione dei fabbisogni finanziari legati
alle vendite attraverso la stesura del budget finanziario ad inizio anno, ed un attento monitoraggio dei fabbisogni
nel corso di tutto l’esercizio.
Anche il fabbisogno di liquidità legato alle dinamiche di magazzino risulta essere oggetto di analisi, essendo
soggetto anch’esso a fenomeni di stagionalità: la pianificazione degli acquisti di materie prime per il magazzino
è gestita secondo prassi consolidate, che prevedono il coinvolgimento della Presidenza nelle decisioni che
potrebbero avere conseguenze sugli equilibri finanziari della Società.
L’attività finanziaria della Società comporta, in base a prassi consolidate ispirate a criteri di prudenza e tutela
degli stakeholders, la negoziazione delle linee di affidamento con il sistema bancario e l’esercizio di un costante
monitoraggio dei flussi finanziari della Società.
La tabella successiva evidenzia, per fasce di scadenza contrattuale, i fabbisogni finanziari della Società al 31
dicembre 2025 e 2024 espressi seguendo le seguenti ipotesi:
(i) i flussi di cassa non sono attualizzati;
(ii) i flussi di cassa sono imputati fascia temporale di riferimento in base alla prima data di esigibilità
prevista dai termini contrattuali;
(iii) tutti gli strumenti detenuti alla data di chiusura dell'esercizio per i quali i pagamenti sono stati già
contrattualmente designati sono inclusi. I futuri impegni pianificati ma non ancora iscritti a bilancio
non sono inclusi;
(iv) quando l’importo pagabile non è fisso (es. futuri rimborsi di interessi), la passività finanziaria è valutata
alle condizioni di mercato alla data di reporting; e
(v) i flussi di cassa includono anche gli interessi che l’azienda pagherà fino alla scadenza del debito al
momento della chiusura del bilancio.
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2025
entro 1 anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività finanziarie
44.150
9.358
20.102
384
73.994
68.208
Passività per leasing
9.160
2.427
3.901
1.092
16.580
16.580
Debiti commerciali
75.829
-
-
-
75.829
75.829
Altre passività correnti
16.309
-
-
-
16.309
16.309
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2024
entro 1 anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
oltre 5
anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività finanziarie
34.741
13.259
15.098
2.238
65.336
64.795
Passività per leasing
10.033
3.293
4.172
894
18.392
18.391
218
Debiti commerciali
81.309
-
-
-
81.309
81.309
Altre passività correnti
14.761
-
-
-
14.761
14.761
5. POLITICA DI GESTIONE DEL CAPITALE
La gestione del capitale della Società è volta a garantire un solido rating creditizio e adeguati livelli degli
indicatori di capitale per supportare i piani di investimento, nel rispetto degli impegni contrattuali assunti con
i finanziatori.
La Società si dota del capitale necessario per finanziare i fabbisogni di sviluppo dei business e di funzionamento
operativo; le fonti di finanziamento si articolano in un mix bilanciato di capitale di rischio e di capitale di
debito, per garantire un’equilibrata struttura finanziaria e la minimizzazione del costo complessivo del capitale,
con conseguente vantaggio di tutti gli stakeholders.
La remunerazione del capitale di rischio è monitorata sulla base dell’andamento del mercato e delle performance
del business, una volta soddisfatte tutte le altre obbligazioni, tra cui il servizio del debito; pertanto, al fine di
garantire un’adeguata remunerazione del capitale, la salvaguardia della continuità aziendale e lo sviluppo dei
business, la Società monitora costantemente l’evoluzione del livello di indebitamento in rapporto al patrimonio
netto, all’andamento del business e alle previsioni dei flussi di cassa attesi, nel breve e nel medio/lungo
periodo.
6. CATEGORIE DI ATTIVITA’ E PASSIVITA’ FINANZIARIE E INFORMATIVA SUL
FAIR VALUE
Categorie di attività e passività finanziarie
Le seguenti tabelle forniscono una ripartizione delle attività e passività finanziarie per categoria al 31 dicembre
2025 e 2024:
(In migliaia di Euro)
Valore contabile al 31 dicembre
2025
2024
ATTIVITÀ FINANZIARIE:
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato:
Crediti finanziari valutati al costo ammortizzato
2.540
2.540
Crediti commerciali
23.255
38.268
Altri crediti e attività correnti (*)
7.695
7.349
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
64.213
42.613
97.703
90.770
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico:
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con impatto a conto economico
702
703
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a conto economico
1
1
703
704
TOTALE ATTIVITÀ FINANZIARIE
98.406
91.474
(*) per la sola voce inerente acconti, altri crediti e ratei e risconti attivi
(In migliaia di Euro)
Valore contabile al 31 dicembre
2025
2024
PASSIVITÀ FINANZIARIE:
219
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato:
Passività finanziarie non correnti
24.057
30.054
Passività per leasing non correnti
7.420
8.358
Debiti commerciali
75.829
81.309
Passività finanziarie correnti
44.150
34.741
Passività per leasing correnti
9.161
10.033
Altre passività correnti (*)
2.199
4.670
TOTALE PASSIVITÀ FINANZIARIE
162.816
169.165
(*) per la sola voce inerente altri debiti e ratei risconti passivi
Le tabelle sopra esposte evidenziano che la gran parte delle attività e passività finanziarie in essere è
rappresentata da poste finanziarie attive e passive a breve termine. In considerazione della loro natura, per la
maggior parte delle poste, il valore contabile è considerato una ragionevole approssimazione del fair value.
Le attività e passività finanziarie non correnti sono regolate o valutate a tassi di mercato e si ritiene pertanto
che il fair value delle stesse sia sostanzialmente in linea con gli attuali valori contabili.
Informativa sul fair value
In relazione alle attività e passività rilevate nella situazione patrimoniale e finanziaria e valutate al fair value,
l’IFRS 13 richiede che tali valori siano classificati sulla base di una gerarchia di livelli, che rifletta la
significatività degli input utilizzati nella determinazione del fair value. Di seguito si riporta la classificazione dei
fair value degli strumenti finanziari sulla base dei seguenti livelli gerarchici:
Livello 1: fair value determinati con riferimento a prezzi quotati (non rettificati) su mercati attivi per
strumenti finanziari identici. Pertanto, nel Livello 1 l’enfasi è posta sulla determinazione dei seguenti
elementi: (a) il mercato principale dell’attività o della passività o, in assenza di un mercato principale,
il mercato più vantaggioso dell’attività o della passività; (b) la possibilità per l’entità di effettuare
un’operazione con l’attività o con la passività al prezzo di quel mercato alla data di valutazione.
Livello 2: fair value determinati con tecniche di valutazione con riferimento a variabili osservabili su
mercati attivi. Gli input per questo livello comprendono: (a) prezzi quotati per attività o passività
similari in mercati attivi; (b) prezzi quotati per attività o passività identiche o similari in mercati non
attivi; (c) dati diversi dai prezzi quotati osservabili per l’attività o passività, per esempio: tassi di
interesse e curve dei rendimenti osservabili a intervalli comunemente quotati, volatilità implicite,
spread creditizi, input corroborati dal mercato.
Livello 3: fair value determinati con tecniche di valutazione con riferimento a variabili di mercato
non osservabili.
Le seguenti tabelle riepilogano le attività e passività finanziarie valutate al fair value, suddivise sulla base dei
livelli previsti dalla gerarchia, al 31 dicembre 2025 e 2024:
(In Euro)
Al 31 dicembre 2025
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con impatto
a conto economico
- - 703
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a
conto economico
- - 1
Totale attività finanziarie valutate al
fair value
-
-
704
220
(In Euro)
Al 31 dicembre 2024
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Attività finanziarie non correnti valutate al fair value con
impatto a conto economico
- - 703
Attività finanziarie correnti valutate al fair value con impatto a
conto economico
- - 1
Totale attività finanziarie valutate al
fair value
-
-
704
Non vi sono stati trasferimenti tra i diversi livelli della gerarchia del fair value nei periodi considerati.
7. SETTORI OPERATIVI
L’IFRS 8 - Settori operativi definisce un settore operativo come una componente:
che coinvolge attività imprenditoriali generatrici di ricavi e di costi;
i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente al più alto livello decisionale;
per la quale sono disponibili dati economico finanziari separati.
Ai fini dell’IFRS 8, l’attività svolta dalla Società è identificabile nei seguenti settori operativi: Milk Products,
Dairy Products e Altre attività.
La natura dei prodotti e dei servizi che compongono l’informativa di settore è esaurientemente descritta
all’interno della relazione sulla gestione, alle quali si rimanda.
Si evidenzia che i settori Dairy e Altre attività fanno riferimento a dati economico-patrimoniali confluiti in
Centrale del Latte d’Italia S.p.A. per effetto dell’affitto di ramo d’azienda dalla controllante NewPrinces S.p.A.
avente efficacia dal 1° gennaio 2021. Con riferimento invece al perimetro di attività della Società non afferenti
al ramo menzionato, coerentemente con i precedenti esercizi, le componenti economicopatrimoniali del
bilancio sono totalmente ascrivibili al settore “Milk products” in considerazione dell’organizzazione delle
attività produttive e di commercializzazione prodotti in essere.
Le tabelle di seguito riportano le grandezze economiche e patrimoniali esaminate dal più alto livello decisionale
operativo al fine di una valutazione delle performances della Società al e per l’esercizio chiuso al 31 dicembre
2025 e 2024, nonché la riconciliazione di tali voci rispetto al corrispondente importo incluso nel Bilancio
d’esercizio:
(In Euro migliaia)
Al 31 dicembre 2025
Milk products
Dairy products
Altri Prodotti
Totale
Ricavi da contratti con i clienti verso terzi
269.203
67.092
15.203
351.498
EBITDA (*)
19.100
6.960
380
26.440
EBITDA Margin
7,1%
10,4%
2,5%
7,5%
Ammortamenti e svalutazioni
14.528
913
76
15.517
Svalutazioni nette di attività finanziarie
569
569
Risultato operativo
4.572
6.047
(265)
10.354
Proventi finanziari
-
-
1.302
1.302
Oneri finanziari
-
-
(4.991)
(4.991)
Risultato prima delle imposte
4.572
6.047
(3.954)
6.665
Imposte sul reddito
-
-
(2.014)
(2.014)
Risultato netto
4.573
6.046
(5.968)
4.651
221
(*) L'EBITDA è calcolato come somma in valore assoluto del risultato operativo, delle svalutazioni nette di attività
finanziarie e degli ammortamenti e svalutazioni.
(In Euro migliaia)
Al 31 dicembre 2024
Milk products
Dairy products
Altre Attivi
Totale
Ricavi da contratti con i clienti verso terzi
274.547
60.139
15.026
349.712
EBITDA (*)
19.316
5.498
386
25.200
EBITDA Margin
5,5%
1,6%
0,1%
7,21%
Ammortamenti e svalutazioni
14.589
587
89
15.265
Svalutazioni nette di attività finanziarie
197
197
Risultato operativo
4.727
4.911
100
9.737
Proventi finanziari
-
-
1.729
1.729
Oneri finanziari
-
-
(5.139)
(5.139)
Risultato prima delle imposte
4.727
4.911
(3.309)
6.328
Imposte sul reddito
-
-
(1.909)
(1.909)
Risultato netto
4.727
4.911
(5.218)
4.419
(*) L'EBITDA è calcolato come somma in valore assoluto del risultato operativo, delle svalutazioni nette di attività finanziarie e degli ammortamenti e
svalutazioni.
222
8. NOTE ALLA SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA
8.1 Immobili, impianti e macchinari
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Immobili, impianti e macchinari
per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2025 e 2024:
(In migliaia di Euro)
Terreni e
fabbricati
Impianti e
macchinari
Attrezzature
industriali e
commerciali
Migliorie
su beni
di terzi
Attività materiali
in corso e acconti
Totale
Costo storico al 31
dicembre 2024
85.552 134.572 18.697 358 635 239.814
Investimenti
116
2.081
184
-
985
3.366
Dismissioni
-
-
(924)
-
-
(924)
Riclassifiche - 740 - - (740)
-
Costo storico al 31
dicembre 2025
85.668 137.393 17.957 358 880 242.256
Fondo
ammortamento al 31
dicembre 2024
29.928 91.564 17.826 327 0 139.645
Ammortamenti
1.476
7.071
298
2
-
8.847
Dismissioni
-
-
(924)
-
-
(924)
Riclassifiche
-
-
-
-
-
-
Fondo
ammortamento al 31
dicembre 2025
31.404 98.635 17.200 329 0 147.568
Valore netto contabile
al 31 dicembre 2024
55.624 43.008 871 31 635 100.169
Valore netto contabile
al 31 dicembre 2025
54.264 38.758 757 29 880 94.688
Gli investimenti in immobili, impianti e macchinari per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 sono stati pari
ad Euro 3.366 migliaia e sono prevalentemente riconducibili al rinnovamento delle linee di confezionamento
del settore milk e dairy. Per maggiori informazioni relativamente agli investimenti, si rimanda allo specifico
capitolo “Investimenti” riportato in Relazione sulla Gestione.
Il valore delle attività materiali dismesse per l’esercizio 2025 è di ammontare pari ad Euro 924 migliaia.
Al 31 dicembre 2025 non vi sono contributi in conto capitale classificati a riduzione degli impianti e
macchinari di riferimento.
Nel corso dell’esercizio non sono state iscritte dalla Società svalutazioni di attività materiali.
223
8.2 Attività per diritto d’uso e passività per
leasing
La seguente tabella riporta la movimentazione della voce “Attività per diritto d’uso” per l’esercizio chiuso al
31 dicembre 2025:
(In migliaia di Euro)
Attività per diritto d'uso
Costo storico al 31 dicembre 2024
40.613
Investimenti
4.054
Dismissioni
(3.829)
Costo storico al 31 dicembre 2025
40.838
Fondo ammortamento al 31 dicembre 2024
25.652
Ammortamenti
6.659
Dismissioni
(3.773)
Riclassifiche
-
Fondo ammortamento al 31 dicembre 2025
28.538
Valore netto contabile al 31 dicembre 2024
14.961
Valore netto contabile al 31 dicembre 2025
12.299
Al 31 dicembre 2025, la Società non ha individuato indicatori di perdite durevoli di valore relativamente alle
attività per diritto d’uso.
Gli incrementi dell’esercizio fanno riferimento prevalentemente alla locazione di beni strumentali impiegati
nel processo produttivo.
La tabella che segue riporta i valori contrattuali non attualizzati delle passività per leasing della Società al 31
dicembre 2025:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2025
entro 1
anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
Oltre 5 anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività per leasing
9.160
2.427
3.901
1.092
16.580
16.580
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre 2024
entro 1
anno
tra 1 e 2
anni
tra 3 e 5
anni
Oltre 5 anni
Valore
contrattuale
Valore
contabile
Passività per leasing
10.033
3.293
4.172
894
18.392
18.391
Il tasso di attualizzazione è stato determinato sulla base del tasso di finanziamento marginale della Società,
con una durata e con garanzie simili, necessario per ottenere un'attività di valore simile all'attività consistente
nel diritto di utilizzo in un contesto economico simile. La Società ha deciso di applicare un unico tasso di
attualizzazione ad un portafoglio di leasing con caratteristiche ragionevolmente simili, quali i leasing con una
durata residua simile per una classe di attività sottostante simile in un contesto economico simile.
Le attività per diritto d’uso si riferiscono prevalentemente al contratto di affitto di ramo d’azienda fra
NewPrinces S.p.A. e la Società con cui la prima ha concesso in affitto alla seconda l’esercizio dell’attività di
produzione e commercializzazione dei prodotti legati al settore “Milk & Dairy”, con scadenza al 31 dicembre
2026.
224
8.3 Attività immateriali
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Attività immateriali” per
l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025:
(In migliaia di Euro) Avviamento
Concessioni, licenze,
marchi e diritti simili
Immobilizzazioni in
corso
Totale
Costo storico al 31
dicembre 2024
570 42.395 2 42.967
Investimenti
-
-
-
-
Costo storico al 31
dicembre 2025
570 42.395 2 42.967
Fondo ammortamento
al 31 dicembre 2024
220 23.242 - 23.462
Ammortamenti
-
9
2
11
Fondo ammortamento
al 31 dicembre 2025
220 23.253 - 23.473
Valore netto contabile
al 31 dicembre 2024
350 19.155 2 19.507
Valore netto contabile
al 31 dicembre 2025
350 19.143 2 19.496
Non sono stati individuati indicatori di perdite durevoli di valore relativamente alle attività immateriali per
l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025.
Si riporta di seguito una descrizione delle principali voci che compongono le attività immateriali:
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili
La voce “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili” è composta prevalentemente dai marchi a vita utile
indefinita, di cui si riporta di seguito il valore al 31 dicembre 2025 e 2024:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2025
2024
Marchi a vita utile indefinita
19.132
19.132
Totale valore netto contabile
19.132
19.132
Con l’operazione di fusione per incorporazione di Centrale del Latte di Vicenza e Centrale del Latte della
Toscana, vengono iscritti tra le attività immateriali a vita utile indefinita, oltre il marchio “Centro Latte Rapallo
Latte Tigullio” già in capo a Centrale del Latte d’Italia S.p.A. (Euro 5.891 migliaia), i marchi “Mukki” (Euro
7.955 migliaia) e “Centrale del Latte di Vicenza” (Euro 5.286 migliaia) per complessivi Euro 19.132 migliaia.
Sulla base delle indicazioni previste dallo IAS 36 i marchi a vita utile indefinita sono sottoposti a test di
impairment su base almeno annuale.
Il valore d’uso è determinato sulla base del metodo del discounted cash flow (DCF), utilizzando un tasso di
sconto e un periodo di previsione esplicita di 3 anni basato sull’aggiornamento del Piano industriale approvato
dal Consiglio di Amministrazione.
225
I flussi utilizzati dagli Amministratori ai fini del test di impairment non includono le componenti economico-
finanziarie derivanti dall’affitto del ramo d’azienda “Milk & Dairy”.
Successivamente al periodo di previsione esplicita, viene assunto uno specifico tasso di crescita pari al tasso
d’inflazione atteso a lungo termine. I valori previsionali riferiti agli anni futuri e i parametri determinati con
riferimento alle informazioni di mercato correnti sono oggetto di incertezze dovute a sviluppi futuri
imprevedibili e possibili sviluppi nel mercato in cui opera la Società, pertanto, non si esclude che negli anni
successivi possa essere necessario apportare svalutazioni.
L’analisi richiesta dallo IAS 36 circa la determinazione delle unità generatrici di flussi finanziari, ha condotto
gli Amministratori all’identificazione di un’unica CGU, coincidente con il perimetro societario, escludendo
tutto ciò che confluisce dall’affitto del ramo d’azienda “M&D”, in linea, tra l’altro, con la struttura di gestione
e del processo decisionale e di pianificazione strategica nonché con il modello di verifica delle performance
aziendali.
Il test di impairment, approvato dal Consiglio d’Amministrazione, è stato predisposto con il supporto di un
professionista indipendente, confrontando il valore contabile con il valore recuperabile della relativa cash
generating unit (CGU) a cui fa riferimento.
La configurazione di valore recuperabile è quella del valore d’uso, determinato attualizzando i dati previsionali
della CGU (“DCF Method”) relativi al periodo di 3 anni successivo alla data di bilancio.
Le assunzioni chiave utilizzate dal management per la determinazione dei dati previsionali della CGU sono la
stima dei livelli di crescita del fatturato, il mantenimento attuale dell’EBITDA e dei flussi di cassa operativi,
nonché un tasso di crescita del valore terminale e del costo medio ponderato del capitale in linea con i dati di
mercato (tasso di attualizzazione), tenendo in considerazione le performance economico-reddituali passate e
le aspettative future.
È stata inoltre verificata la ragionevolezza delle marginalità nel periodo di previsione esplicita, di fatto allineata
a quella registrata nell’esercizio 2025.
Il valore terminale della CGU è stato determinato in base al criterio della rendita perpetua del flusso di cassa
normalizzato della CGU, con riferimento all’ultimo periodo dei dati previsionali considerato, assumendo un
tasso di crescita pari ad un punto percentuale e un tasso di attualizzazione (“WACC”, che rappresenta la media
ponderata tra il costo del capitale proprio e il costo del debito, dopo le imposte), come di seguito
rappresentato:
Tasso di crescita: 0,0%
WACC: 6,67%
Ai fini della stima del valore d’uso della CGU:
(i) si è fatto uso delle seguenti fonti d’informazione:
a) fonti interne: lo IAS 36 richiede che la stima del valore d’uso si fondi sulle previsioni di flussi di
risultato più aggiornate formulate dall’alta Direzione. Ai fini dell’impairment test delle attività a vita utile
indefinita al 31 dicembre 2025, si è pertanto fatto riferimento all’aggiornamento del Piano industriale
2026/2028, stimando i flussi di risultato in modo omogeneo per gli anni successivi. Il Consiglio di
Amministrazione della Società ha approvato tale test, nonché i flussi ivi rappresentati. Ai fini della stima del
226
valore d’uso, sono stati previsti investimenti di “mantenimento” per circa Euro 7,5 milioni durante gli anni di
previsione esplicita e Euro 4,5 milioni negli anni successivi. Ai fini dell’impairment test al 31 dicembre 2025,
non sono prudenzialmente previste ottimizzazioni dei costi operativi, oltre a quelli già realizzati nel corrente
esercizio, e pertanto si è considerata una marginalità sostanzialmente costante nel periodo.
b) fonti esterne: ai fini dell’impairment test, si è fatto uso di fonti esterne di informazione ai fini del
calcolo del costo del capitale, la cui stima si è fondata:
- sul CAPM per la stima del cost of equity;
- sulla formula del WACC per la stima del costo medio ponderato del capitale (dopo le imposte).
Il costo del capitale è stato calcolato usando la struttura finanziaria del panel di comparable considerati nel
contesto di analisi.
(ii) si è fatto inoltre uso dei seguenti principali assunti di base:
a) incremento medio dei ricavi del 1% annuo dal 2026 al 2028; e
b) EBITDA margin negli anni di previsione pari al 8,8%.
La crescita dei ricavi assunta per gli anni del periodo esplicito è sostanzialmente in linea con le attese di crescita
del mercato italiano, in considerazione del buon posizionamento competitivo della società, ma soprattutto in
considerazione (i) delle previste strategie di crescita della Società; (ii) di una filiera garantita e fortemente
collegata al territorio.
Dalle risultanze dei test di impairment effettuati, emerge che il valore recuperabile stimato per la CGU eccede
il relativo capitale investito netto per oltre Euro 78 milioni.
Il valore d’uso è stato calcolato sulla base di un costo medio ponderato del capitale (WACC) pari al 6,67%, ed
un saggio di crescita dei flussi nel valore terminale (g) pari a zero in considerazione delle incertezze legate al
clima geopolitico che potrebbero impattare negativamente la crescita dell’azienda nei prossimi anni. Sono
state inoltre effettuate delle analisi di sensitività per verificare gli effetti sui risultati del test di impairment della
variazione di ±0,5% e ±0,25% rispettivamente del WACC e del tasso di crescita, parametri ritenuti
significativi. In particolare, a variazioni individuali dei principali parametri utilizzati ai fini del test in oggetto,
in costanza degli altri parametri, il valore recuperabile della CGU risulta non inferiore al relativo valore
contabile.
8.4 Partecipazioni in imprese collegate
Al 31 dicembre 2025 le partecipazioni in imprese collegate pari ad Euro 1.397 migliaia si riferiscono
principalmente alla partecipazione detenuta dalla Centrale del Latte d’Italia SpA in Mercafir Scpa. Il valore del
patrimonio netto è allineato a quanto iscritto al 31 dicembre 2025.
8.5 Attività finanziarie non correnti valutate al
fair value
con impatto a conto economico
Al 31 dicembre 2025 le attività finanziarie non correnti valutate al fair value con impatto a conto economico
ammontano ad Euro 702 migliaia e si riferiscono principalmente alla partecipazione in Futura S.r.l., oggetto
227
di valutazione al fair value individuato con il supporto di esperti indipendenti. Tale fair value è classificabile
di livello 3 sulla base dei parametri utilizzati nelle tecniche di valutazione applicate.
Il fair value della società Futura S.r.l. è stato determinato sulla base del metodo patrimoniale. Tale metodo di
stima si basa sul principio dell’espressione a valore correnti dei singoli componenti attivi e passivi che formano
il patrimonio di un’azienda o di una parte funzionale della stessa. Secondo tale metodologia, il valore è il
risultato di una stima, a valori di mercato e in ipotesi di continuità di gestione, di tutte le attività materiali ed
immateriali (nei casi in cui esse possano essere determinate singolarmente), diminuite di tutte le passività.
Tale metodo non prende in esplicita considerazione gli aspetti inerenti la capacità dell’azienda di produrre
risultati economici prospettici.
Questo metodo è comunemente utilizzato per valutare le Holding non operative di partecipazioni, quale è
Futura S.r.l., le cui principali attività sono le partecipazioni e rami d’azienda affittati a società partecipate.
Il valore della partecipazione al netto dello sconto Holding è pari a 689 migliaia di Euro.
Il valore delle altre partecipazioni possedute (non significative) è ritenuto rappresentativo del fair value della
quota partecipativa (si tratta principalmente di partecipazioni consortili).
8.6 Attività per imposte anticipate
Le attività per imposte anticipate sono state iscritte in quanto si ritiene probabile che saranno realizzati redditi
imponibili futuri, a fronte dei quali possano essere realizzate
Le attività per imposte anticipate derivano dalle differenze temporanee tra il valore attribuito ad un’attività o
passività in bilancio e il valore attribuito a quella stessa attività o passività ai fini fiscali.
Le attività per imposte anticipate dal 2025 sono state compensate con le imposte differite, per maggiori
informazioni si rimanda alla nota 8.17.
8.7 Rimanenze
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Rimanenze” al 31 dicembre 2025 e 2024:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2025
2024
Materie prime, sussidiarie, di consumo e ricambi
15.808
13.913
Prodotti finiti e merci
10.330
9.680
Acconti
26
26
Totale rimanenze lorde
26.164
23.619
Fondo svalutazione rimanenze
(136)
(176)
Totale rimanenze
26.028
23.443
Le rimanenze sono iscritte al netto del fondo obsolescenza, di ammontare pari ad Euro 136 migliaia al 31
dicembre 2025 prevalentemente connesso a ricambi per macchinari, a lenta movimentazione. La tabella
riporta la movimentazione del fondo svalutazione:
228
(In migliaia di Euro)
Fondo svalutazione rimanenze
Saldo al 31 dicembre 2024
(176)
Utilizzi
40
Saldo al 31 dicembre 2025
(136)
8.8 Crediti commerciali
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Crediti commerciali” al 31 dicembre 2025 e
2024:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2025
2024
Crediti commerciali verso clienti
23.334
32.564
Crediti commerciali verso parti correlate
3.072
8.328
Crediti commerciali (lordi)
26.406
40.892
Fondo svalutazione crediti commerciali
(3.151)
(2.624)
Totale crediti commerciali
23.255
38.268
La seguente tabella riporta la movimentazione del fondo svalutazione crediti commerciali per l’esercizio
chiuso al 31 dicembre 2025:
(In migliaia di Euro)
Fondo svalutazione crediti commerciali
Saldo al 31 dicembre 2023
(2.590)
Accantonamenti
(198)
Utilizzi
164
Saldo al 31 dicembre 2024
(2.624)
Accantonamenti
(569)
Utilizzi
42
Saldo al 31 dicembre 2025
(3.151)
L’analisi del rischio di credito, comprensiva dell’evidenza della copertura del fondo svalutazione crediti sulle
singole fasce di scaduto, è riportata nella precedente sezione della Relazione sulla Gestione - “Gestione dei
rischi finanziari”.
L’analisi dei crediti commerciali verso parti correlate è riportata nella successiva sezione “Rapporti con parti
correlate”.
Si ritiene che il valore contabile dei crediti commerciali approssimi il relativo fair value.
8.9 Attività e passività per imposte correnti
Le attività per imposte correnti ammontano ad Euro 130 migliaia al 31 dicembre 2025 e 2024.
Le passività per imposte correnti ammontare ad Euro 124 migliaia ed Euro 43 migliaia rispettivamente al 31
dicembre 2025 e 2024.
Le variazioni intervenute nei saldi netti delle attività e passività in esame per l’esercizio chiuso al 31 dicembre
2025 riguardano principalmente lo stanziamento di imposte correnti sul reddito per Euro 725 migliaia e
pagamenti per Euro 644 migliaia.
8.10 Altri crediti e attività correnti
229
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Altri crediti e attività correnti” al 31 dicembre
2025 e 2024:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2025
2024
Crediti tributari
7.355
6.947
Crediti verso istituti previdenziali
-
5
Ratei e risconti attivi
530
444
Acconti
902
781
Altri crediti
6.263
6.123
Totale altri crediti e attività correnti
15.050
14.300
Gli altri crediti fanno principalmente riferimento al credito verso la controllante NewPrinces SpA sorto
nell’ambito dell’operazione di affitto ramo d’azienda “Milk & Dairy” (Euro 5,3 milioni).
Gli acconti al 31 dicembre 2025 e 2024 si riferiscono prevalentemente a somme versate a fronte di forniture
da ricevere.
I crediti tributari al 31 dicembre 2025 includono prevalentemente i crediti IVA verso l’Erario pari ad Euro
5.725 migliaia, i crediti d’imposta per Euro 388 migliaia oltre che i crediti da consolidato fiscale per Euro 1.242
migliaia.
8.11 Attività finanziarie correnti valutate a fair value con impatto a conto economico
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Attività finanziarie correnti valutate al fair value
con impatto a conto economico” al 31 dicembre 2025 e 2024:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2025
2024
Attività finanziarie correnti valutate a fair value con impatto a conto economico
1
1
8.12 Crediti Finanziari valutati al costo ammortizzato
La voce crediti finanziari pari a Euro 2.525 migliaia include crediti i finanziari vantati nei confronti della parte
correlata New Property SpA.
8.13 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Disponibilità liquide e mezzi equivalenti” al 31
dicembre 2025 e 2024:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2025
2024
Depositi bancari e postali
64.205
42.514
Denaro e valori in cassa
8
99
Totale disponibilità liquide e mezzi equivalenti
64.213
42.613
I depositi bancari si riferiscono prevalentemente ai rapporti di tesoreria centralizzata con la controllante
NewPrinces SpA, pari ad Euro 58.476 migliaia. Quest’ultimi risultano essere prontamente liquidabili ed
230
esigibili dalla controllante. I restanti depositi bancari fanno riferimento a disponibilità liquide depositate su
conti correnti presso primarie istituzioni bancarie e finanziarie.
Al 31 dicembre 2025, le disponibilità liquide non sono soggette a restrizioni o vincoli.
Si veda lo schema di rendiconto finanziario per le variazioni intervenute nella voce “Disponibilità liquide e
mezzi equivalenti” nel corso degli esercizi in esame.
8.14 Patrimonio netto
La voce “Patrimonio netto” al 31 dicembre 2025 ammonta ad Euro 73.671 migliaia. Il prospetto delle
variazioni del patrimonio netto è riportato nella relativa sezione.
I movimenti che hanno interessato il patrimonio netto per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 sono relativi
a quanto segue:
la rilevazione di un utile d’esercizio per Euro 4.651 migliaia;
utile attuariale per Euro 141 migliaia relative all’attualizzazione del fondo trattamento di fine rapporto.
Capitale sociale
Il capitale sociale, interamente sottoscritto e versato ammonta Euro 28.840.041,20 diviso in numero
14.000.020 di azioni senza valore nominale.
Riserva legale
La riserva legale al 31 dicembre 2025 è pari ad Euro 2.579 migliaia.
Riserve
Si rimanda al prospetto di movimentazione del patrimonio netto presente negli schemi, per il dettaglio e la
variazione delle riserve avvenuta nell’esercizio 2025. Di seguito si riporta il prospetto con la possibilità di
utilizzo, con riferimento al 31 dicembre 2025:
Natura / descrizione
Importo
Possibilità di utilizzazione
Quota disponibile
Capitale
28.840.041
B
28.840.041
Riserve di capitale:
Fondo Riv.Obbl. L.413/91
196.523
A, B
196.523
Riserva FTA
1.265.968
B
1.265.968
Riserva sovrapprezzo azioni
17.420.592
A,B,C
17.420.592
Altre riserve non distribuibili
91.112
A, B
91.112
Azioni proprie
(2.287.391)
B
(2.287.391)
Riserve di utili:
Riserva legale
2.578.947
B
2.578.947
Riserva straordinaria
24.225.832
A,B,C
24.225.833
Altre riserve
(3.311.242)
A,B,C
(3.311.242)
231
Totale
69.020.383
Quota non distribuibile
30.685.200
Residua quota
distribuibile
38.335.183
Note:
A Disponibile per aumento di capitale
B Disponibile per copertura eventuali perdite
C Distribuibile agli azionisti
8.15 Fondi relativi al personale
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Fondi relativi al personale” per
gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2025 e 2024:
(In migliaia di Euro)
T.F.R.
Saldo al 31 dicembre 2023
5.786
Oneri finanziari
170
Perdite/(utili) attuariali
(160)
Benefici pagati
(785)
Saldo al 31 dicembre 2024
5.011
Oneri finanziari
153
Perdite/(utili) attuariali
(195)
Benefici pagati
(733)
Saldo al 31 dicembre 2025
4.236
I fondi relativi al personale rappresentano la stima dell’obbligazione, determinata su base di tecniche attuariali,
relativa all’ammontare da corrispondere ai dipendenti al momento della futura cessazione del rapporto di
lavoro.
Trattamento di fine rapporto (T.F.R.)
Il valore del debito per il trattamento di fine rapporto relativo a Centrale del Latte, che rientra nella definizione
di piani a benefici definiti secondo lo IAS 19, è stato determinato secondo logiche attuariali. Si riportano di
seguito le principali ipotesi attuariali, finanziarie e demografiche utilizzate per determinare il valore della
passività al 31 dicembre 2025 e 2024, in accordo alle disposizioni dello IAS 19.
Al 31 dicembre
2025
2024
Ipotesi finanziarie
Tasso di attualizzazione
3,70%
3,29%
Tasso di inflazione
2,25%
2,00%
Tasso annuo di incremento salariale
2,25%
2,00%
Ipotesi demografiche
Decesso
Tavola SIM/SIF2002 ISTAT
Tavola SIM/SIF2002 ISTAT
Pensionamento
Il raggiungimento del primo dei requisiti
pensionabili secondo la normativa
vigente
Il raggiungimento del primo dei
requisiti pensionabili secondo la
normativa vigente
La seguente tabella riepiloga l’analisi di sensitività per ciascuna ipotesi attuariale, finanziaria e demografica,
mostrando gli effetti (in valore assoluto) che ci sarebbero stati a seguito delle variazioni delle ipotesi attuariali
ragionevolmente possibili al 31 dicembre 2025 e 2024:
232
(In migliaia di Euro)
Tasso di attualizzazione
Tasso di inflazione
Tasso di
turnover
+0,50%
-0,50%
+0,50%
-0,50%
+1%
- 1%
Fondi per il personale (TFR) al 31 dicembre 2025
83
(83)
53
(53)
9
(9)
Fondi per il personale (TFR) al 31 dicembre 2024
83
(83)
53
(53)
9
(9)
8.16 Fondi per rischi e oneri
La seguente tabella riporta la composizione e la movimentazione della voce “Fondi per rischi e oneri” per
l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025:
(In migliaia di Euro)
Fondo indennità
clientela agenti
Altri fondi per rischi
e oneri
Totale fondo rischi
e oneri
Saldo al 31 dicembre 2023
1.301
68
1.369
Accantonamenti
129
-
129
Utilizzi
(70)
-
(70)
Saldo al 31 dicembre 2024
1.360
68
1.428
Accantonamenti
149
-
149
Utilizzi
(7)
-
(7)
Saldo al 31 dicembre 2025
1.502
68
1.570
Il fondo indennità clientela agenti rappresenta una ragionevole previsione degli oneri che risulterebbero a
carico della Società in caso di futura interruzione dei rapporti di agenzia.
8.17 Passività per imposte differite
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Passività per imposte differite” al 31 dicembre
2025 e 2024:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2025
2024
Attività immateriali
5.104
5.104
Attività materiali
Altro
711
783
90
74
Passività per imposte differite lorde
5.905
5.961
Compensazione con le attività per imposte anticipate
(2.647)
(2.547)
Passività per imposte differite
3.258
3.414
Nel corso del 2025 la Società ha compensato le attività per imposte anticipate a riduzione delle passività per
imposte differite, essendovi i presupposti.
La seguente tabella riporta la movimentazione delle passività per imposte differite per l’esercizio chiuso al 31
dicembre 2025:
(In migliaia di Euro)
Attività
immateriali
Attività
materiali
Altri Totale
Saldo al 31 dicembre 2024
5.104
783
74
5.961
Accantonamenti (rilasci) a conto economico
-
(55)
(55)
(-110)
Accantonamenti (rilasci) a conto economico
complessivo
- - 55 55
Saldo al 31 dicembre 2025
5.104
754
90
5.905
233
La tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “attività per imposte anticipate” al 31 dicembre 2025
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2025
2024
Fondi
1.037
913
Ripristino Oneri M&D
1.539
1.539
Ammortamenti
Altro
69
2
93
2
Attività per imposte anticipate
2.647
2.547
La seguente tabella riporta la movimentazione delle attività per imposte anticipate per l’esercizio chiuso al 31
dicembre 2024:
(In migliaia di Euro)
Fondi
Oneri M&D
Ammortamenti
Altro
Totale
Saldo al 31 dicembre 2024
913
1.539
93
2
2.547
Accantonamenti (rilasci) a conto economico
124
-
(24)
-
100
Saldo al 31 dicembre 2025
1.037
1.539
69
2
2.647
8.18 Passività finanziarie (correnti e non correnti)
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Passività finanziarie” (correnti e non correnti)
al 31 dicembre 2025 e 2024:
(In migliaia di Euro)
Al 31 Dicembre 2025
Al 31 Dicembre 2024
Quota
corrente
Quota non
corrente
Quota
corrente
Quota non
corrente
Totale passività finanziarie
44.150
24.057
34.741
30.054
In alcuni contratti di finanziamento è previsto il rispetto di parametri finanziari, che risultano essere tutti
rispettati al 31 dicembre 2025.
Di seguito si riporta la Posizione Finanziaria Netta, secondo lo schema di classificazione indicato nella
Comunicazione Consob:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
Indebitamento finanziario netto
2025
2024
A. Disponibilità liquide
7.737
7.394
B. Mezzi equivalenti a disponibilità liquide
56.476
35.219
C. Altre attività finanziarie correnti
2.526
2.540
D. Liquidità (A)+(B)+(C)
66.738
45.153
E. Debiti finanziari correnti
(33.583)
(34.312)
F. Parte corrente del debito finanziario non corrente
(19.728)
(10.461)
G. Indebitamento finanziario corrente (E)+(F)
(53.311)
(44.773)
H. Indebitamento finanziario corrente netto (G)+(D)
13.427
380
I. Debiti finanziari non correnti
(31.477)
(38.413)
J. Strumenti di debito
-
K. Debiti commerciali e altrei debiti non correnti
-
-
L. Indebitamento finanziario non corrente (I)+(J)+(H)
(31.477)
(38.413)
M. Indebitamento finanziario netto (H)+(L) determinato in conformità alle
comunicazioni CONSOB ed ESMA
(18.050) (38.033)
234
La variazione dell’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2025 rispetto al 31 dicembre 2024 pari
complessivamente a Euro 19.983 migliaia, è principalmente dovuta alla capacità della Società di generare cassa
dall’attività operativa.
Di seguito viene riportata la posizione finanziaria netta escludendo l’effetto IFRS 16:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2025
2024
Indebitamento finanziario al lordo delle passività per leasing
(18.050)
(38.033)
Passività per leasing non corrente
7.420
8.358
Passività per leasing corrente
9.161
10.033
Indebitamento finanziario al netto delle passività per leasing
(1.469)
(19.642)
In alcuni contratti di finanziamento è previsto il rispetto di parametri finanziari, che risultano essere tutti
rispettati al 31 dicembre 2025.
La tabella che segue riporta, ai sensi dello IAS 7, le variazioni delle passività finanziarie derivanti dai flussi di
cassa generati e/o assorbiti dell’attività di finanziamento, nonché derivanti da elementi non monetari.
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2024
Accensioni Riclassifiche Rimborsi
Al 31 dicembre
2024
Passività finanziarie non correnti
30.054
15.000
5.772
(26.769)
24.057
Passività finanziarie correnti
34.741
15.182
(5.772)
44.151
Totale passività finanziarie
64.795
30.182
-
(26.769)
68.208
I rimborsi sopra esposti sono al netto del costo ammortizzato annuo.
8.19 Debiti commerciali
La seguente tabella riporta il prospetto di dettaglio della voce “Debiti commerciali” al 31 dicembre 2025 e
2024:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2025
2024
Debiti commerciali verso fornitori
71.859
77.662
Debiti commerciali verso parti correlate
3.970
3.647
Totale debiti commerciali
75.829
81.309
Tale voce include prevalentemente i debiti relativi al normale svolgimento dell’attività produttiva da parte
della Società.
L’analisi dei debiti commerciali verso parti correlate è riportata nella successiva sezione “Rapporti con parti
correlate” del Bilancio d’esercizio.
Si ritiene che il valore contabile dei debiti commerciali approssimi il relativo fair value.
8.20 Altre passività correnti
La seguente tabella riporta il dettaglio della voce “Altre passività correnti” al 31 dicembre 2025 e 2024:
(In migliaia di Euro)
Al 31 dicembre
2025
2024
Debiti verso dipendenti
5.227
5.493
235
Debiti verso istituti di previdenza
1.980
1.551
Debiti tributari
6.902
4.908
Ratei e risconti passivi
1.906
2.401
Debiti diversi
293
407
Totale altre passività correnti
16.309
14.761
I debiti verso dipendenti si riferiscono a retribuzioni da liquidare e oneri differiti quali ferie, permessi e
mensilità aggiuntive.
I debiti verso istituti di previdenza si riferiscono prevalentemente alle passività verso l’INPS ed altri istituti
previdenziali per il versamento di contributi.
I debiti tributari al 31 dicembre 2025 includono prevalentemente debiti verso l’erario per ritenute alla fonte,
pari ad Euro 1.242 migliaia e per consolidato fiscale pari ad Euro 5.659 migliaia.
9. NOTE AL CONTO ECONOMICO
9.1 Ricavi da contratti con i clienti
La tabella che segue riporta il dettaglio della voce “Ricavi da contratti con i clienti” per settore operativo:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
Variazioni
2025
%
2024
%
2025 vs 2024
%
Milk Products
269.203
76,6%
274.547
78,5%
(5.344)
(1,9%)
Dairy Products
67.092
19,1%
60.139
17,2%
6.953
11,6%
Altre attività
15.203
4,3%
15.026
4,3%
177
1,2%
Ricavi da contratti con i clienti
351.498
100,0%
349.712
100,0%
1.786
0,5%
La tabella che segue riporta il dettaglio della voce “Ricavi da contratti con i clienti” per canale distributivo:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
Variazioni
2025
%
2024
%
2025 vs 2024
%
Grande Distribuzione Organizzata
221.036
62,9%
220.519
63,0%
517
0,2%
B2B partners
11.204
3,2%
11.432
3,3%
(229)
-2,0%
Normal trade
84.097
23,9%
83.855
24,0%
242
0,3%
Private labels
17.150
4,9%
16.073
4,6%
1.077
6,7%
Food services
18.011
5,1%
17.833
5,1%
178
1,0%
Totale ricavi da contratti con i clienti
351.498
100,0%
349.712
100,0%
1.786
0,5%
La tabella che segue riporta il dettaglio della voce “Ricavi da contratti con i clienti” per area geografica:
(In migliaia di Euro e in percentuale)
Al 31 dicembre
Variazioni
2025
%
2024
%
2025 vs 2024
%
Italia
304.725
86,7%
305.470
87,3%
(745)
-0,2%
Germania
18.305
5,2%
17.686
5,0%
619
3,5%
Altri Paesi
28.468
8,1%
26.556
7,7%
1.912
7,2%
Totale ricavi da contratti con i clienti
351.498
100,0%
349.712
100,0%
1.786
0,5%
L’informativa settoriale è riportata nella precedente sezione 7 del Bilancio d’esercizio.
I ricavi da contratti con i clienti per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 sono quasi esclusivamente relativi
alla vendita di beni. I ricavi associati a tali vendite di beni sono rilevati nel momento del trasferimento del
controllo dell’attività ai clienti.
236
9.2 Costi operativi
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei costi operativi suddivisi sulla base della loro
destinazione:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2025
2024
Costo del venduto
(281.705)
(281.541)
Spese di vendita e distribuzione
(54.556)
(52.696)
Spese amministrative
(8.562)
(8.563)
Totale costi operativi
(344.823)
(341.800)
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei medesimi costi operativi suddivisi sulla base della loro
natura:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2025
2024
Materie prime e prodotti finiti
186.115
191.310
Costo del personale
36.298
35.434
Packaging
25.485
22.761
Trasporti
26.575
25.715
Ammortamenti
15.516
15.267
Utenze
19.826
19.659
Provvigioni su vendite
9.510
8.777
Manutenzione e riparazione
8.130
6.955
Facchinaggio e magazzinaggio
4.732
4.255
Costo per godimento beni di terzi
1.568
1.212
Spese commerciali
3.010
2.940
Altri costi minori
2.681
2.151
Vigilanza e pulizia
1.095
1.178
Pubblicità e promozioni
1.115
1.001
Spese amministrative
928
799
Consulenze e prestazioni professionali
637
788
Assicurazioni
715
682
Analisi e prove di laboratorio
108
210
Compensi presidente e amministratori
132
132
Compensi società di revisione
131
131
Royalties passive
72
71
Noleggio
188
161
Altri costi
256
211
Totale costi
344.823
341.800
I costi operativi per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 registrano un incremento per effetto di un amento
delle quantità vendute nel corso dell’esercizio e di un incremento medio delle principali componenti del costo
del venduto (prevalentemente incremento del costo del personale per effetto del rinnovo del contratto
collettivo nazionale e l’incremento del costo medio di acquisto della materia prima).
9.3 Svalutazioni nette di attività finanziarie
La voce “Svalutazioni nette di attività finanziarie”, pari ad Euro 569 migliaia per l’esercizio chiuso al 31
dicembre 2025, si riferisce principalmente alla svalutazione di crediti commerciali. Il prospetto di dettaglio
relativo alla movimentazione del fondo svalutazione crediti per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
riportato nella precedente Nota 8.8 - “Crediti commerciali” del Bilancio d’esercizio.
237
9.4 Altri ricavi e proventi
La tabella che segue riporta il prospetto di dettaglio della voce “Altri ricavi e proventi”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2025
2024
Locazioni attive
22
31
Rimborsi e risarcimenti
45
772
Contributi in conto esercizio
250
263
Altri ricavi minori
6.336
3.013
Totale altri ricavi e proventi
6.653
4.079
Gli “Altri ricavi minori” si riferiscono prevalentemente ad attività di co-marketing.
9.5 Altri costi operativi
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio della voce “Altri costi operativi”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2025
2024
Bolli, tributi e imposte locali
658
675
Altri costi operativi
1.747
1.381
Totale altri costi operativi
2.405
2.056
9.6 Proventi e oneri finanziari
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio della voce “Proventi finanziari”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2025
2024
Altri proventi finanziari
1.302
1.730
Totale proventi finanziari
1.302
1.730
La tabella di seguito riporta il dettaglio della voce “Oneri finanziari”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2025
2024
Interessi passivi su finanziamenti
2.573
2.575
Altri oneri finanziari
2.105
2.286
Commissioni
262
261
Differenze cambio
51
17
Totale oneri finanziari
4.991
5.139
9.7 Imposte sul reddito
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio della voce “Imposte sul reddito”:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2025
2024
Imposte correnti
2.906
2.464
Imposte relative a esercizi precedenti
(681)
28
Totale imposte correnti
2.225
2.492
238
Diminuzione (aumento) di imposte anticipate
(101)
(506)
Aumento (diminuzione) di imposte differite
(110)
(77)
Totale imposte differite
(211)
(583)
Totale imposte sul reddito
2.014
1.909
La tabella che segue riporta la riconciliazione del tasso teorico d’imposizione fiscale con l’effettiva incidenza
sul risultato ante imposte:
(In migliaia di Euro)
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2025
2024
Risultato prima delle imposte
6.665
6.328
Aliquota teorica
27,9%
27,9%
Onere fiscale teorico
1.859
1.766
Rettifiche
Differenza permanente
836
115
Imposte relative a esercizi precedenti
(681)
28
Imposte sul reddito
2.014
1.909
9.8 Risultato netto per azione
La tabella di seguito riporta il risultato netto per azione, calcolato come rapporto tra il risultato netto e la
media ponderata del numero di azioni ordinarie in circolazione nel periodo:
Esercizio chiuso al 31 dicembre
2025
2024
Utile dell’esercizio in Euro migliaia
4.651
4.419
Media ponderata delle azioni in circolazione
13.936
13.936
Utile per azione (in Euro)
0,33
0,32
Il risultato netto diluito per azione è uguale al risultato netto per azione, in quanto non vi sono in essere
strumenti finanziari con potenziali effetti diluitivi.
239
RAPPORTI CON PARTI CORRELATE
Le operazioni poste in essere dalla Società con le parti correlate, individuate sulla base dei criteri definiti dallo
IAS 24 “Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate”, sono principalmente di natura
commerciale e finanziaria e sono effettuate a normali condizioni di mercato. Sebbene le operazioni con parti
correlate siano effettuate a normali condizioni di mercato, non vi è garanzia che, ove le stesse fossero state
concluse fra o con terze parti, queste ultime avrebbero negoziato e stipulato i relativi contratti, ovvero eseguito
le operazioni stesse, alle medesime condizioni e con le stesse modalità.
La Società intrattiene rapporti con le seguenti parti correlate:
Newlat Group S.A., società controllante indiretta;
NewPrinces S.p.A., società controllante diretta; e
società controllate dalla controllante diretta o dalle controllanti indirette e diverse dalle proprie
controllate e collegate (“Società sottoposte al controllo delle controllanti”).
240
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei saldi patrimoniali relativi ai rapporti della Società
con parti correlate al 31 dicembre 2025 e 2024:
(In migliaia di Euro)
Società
controllante
diretta
Società
controllante
indiretta
Società sottoposte al controllo delle
controllanti
Totale
Totale voce di
bilancio
Incidenza
sulla voce
di bilancio
NewPrinces
Newlat
Group
New
Property
Princes
Italia
Newservice
Attività per diritto d'uso
Al 31 dicembre 2025
2.760
2.226
4.986
12.299
40,5%
Al 31 dicembre 2024
5.520
2.877
8.397
14.961
56,1%
Crediti commerciali
Al 31 dicembre 2025
321
1.205
1.546
3.072
23.255
13,2%
Al 31 dicembre 2024
7.395
933
8.328
38.268
21,8%
Altri crediti e attività
correnti
Al 31 dicembre 2025
6.561
6.561
15.050
43,6%
Al 31 dicembre 2024
5.867
5.867
14.300
40,9%
Crediti finanziari valutati
al costo ammortizzato
Al 31 dicembre 2025
2.525
2.525
2.525
100,0%
Al 31 dicembre 2024
15
2.525
2.540
2.540
100,0%
Disponibilità liquide e
mezzi equivalenti
Al 31 dicembre 2025
56.476
2
56.478
64.213
88,0%
Al 31 dicembre 2024
35.218
35.218
42.613
82,6%
Passività per leasing non
correnti
Al 31 dicembre 2025
-
1.271
1.271
7.420
17,1%
Al 31 dicembre 2024
1.988
1.932
3.920
8.358
46,9%
Debiti commerciali
Al 31 dicembre 2025
2.099
36
1.125
488
222
3.970
75.829
5,2%
Al 31 dicembre 2024
2.259
12
1.376
3.647
81.309
4,5%
Passività finanziarie
correnti
Al 31 dicembre 2024
357
357
44.150
0,8%
Al 31 dicembre 2024
187
187
34.741
0,5%
Passività per leasing
correnti
Al 31 dicembre 2025
8.341
661
9.003
9.161
98,3%
Al 31 dicembre 2024
8.310
636
8.946
10.033
89,2%
Altre passività correnti
Al 31 dicembre 2025
5.659
5.659
16.309
34,7%
Al 31 dicembre 2024
3.478
3.478
14.761
23,6%
La tabella di seguito riporta il prospetto di dettaglio dei saldi economici relativi ai rapporti della Società con
parti correlate per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2025 e 2024:
(In migliaia di Euro)
Società controllante
diretta
Società
controllante
indiretta
Società sottoposte al controllo delle
controllanti
Totale
Totale
voce di
bilancio
Incidenza
sulla voce
di
bilancio
NewPrinces
Newlat
Group
New
Property
Princes
Italia
Newservice
Ricavi da contratti con i clienti
Al 31 dicembre 2025
2
1.546
1.548
351.498
0,4%
Al 31 dicembre 2024
1.171
1.171
349.712
0,3%
Costo del venduto
Al 31 dicembre 2025
4.877
831
485
719
6.912
281.705
2,5%
Al 31 dicembre 2024
5.782
809
332
6.923
281.541
2,5%
Spese amministrative
Al 31 dicembre 2025
48
48
8.562
0,6%
Al 31 dicembre 2024
48
48
8.563
0,6%
Proventi finanziari
Al 31 dicembre 2025
756
359
1.115
1.302
85,6%
Al 31 dicembre 2024
760
773
1.533
1.729
88,6%
Oneri finanziari
Al 31 dicembre 2025
643
104
747
4.991
15,0%
Al 31 dicembre 2024
416
74
129
619
5.139
12,0%
241
Operazioni con la controllante NewPrinces SpA
Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti, pari ad Euro 56.476 migliaia al 31 dicembre 2025, sono
riconducibili ai rapporti di tesoreria centralizzata con la controllante diretta NewPrinces S.p.A.
Le attività per diritto d’uso si riferiscono all’affitto del ramo d’azienda del settore Milk&Dairy concesso a far
data dal 1°gennaio 2021 e rinnovato in corso d’esercizio 2023 fino al 2026.
Operazioni con la controllante indiretta Newlat Group SA
Le spese amministrative pari ad Euro 48 migliaia al 31 dicembre 2024 sono riconducibili a spese di gestione
sostenute in relazione a contratti di prestazioni di servizi con la controllante Newlat Group SA.
Operazioni con società sottoposte al controllo delle controllanti
Di seguito si riportano le società soggette al controllo delle controllanti con cui la Società ha intrattenuto
rapporti nel corso dei periodi in esame:
New Property S.p.A., società immobiliare a cui vengono corrisposti canoni relativi a contratti di
locazione immobiliare;
Princes Italia
altre società sottoposte al controllo delle controllanti, quale Newservice S.r.l.
Operazioni con New Property S.p.A.
Al 31 dicembre 2025 le attività per diritto d’uso, pari ad Euro 2.226 migliaia, e le passività per leasing correnti
e non correnti, rispettivamente per Euro 661 migliaia ed Euro 1.271 migliaia, si riferiscono ai beni immobili,
concessi in locazione a NewPrinces e successivamente ceduti nell’ambito dell’operazione di affitto di ramo
d’azienda del settore Milk&Dairy. La contabilizzazione di tali contratti in base all’IFRS 16 ha comportato la
rilevazione di ammortamenti, iscritti nel costo del venduto, per Euro 831 migliaia, e di oneri finanziari per
Euro 104 migliaia per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025.
Al 31 dicembre 2025 sono iscritti crediti di natura finanziaria nei confronti della New Property S.p.A. per un
ammontare complessivo pari ad Euro 2.525 migliaia.
Ad eccezione delle parti correlate sopra identificate non sono avvenute transazioni con Società riconducibili
a dirigenti con responsabilità strategiche.
10. ALTRE INFORMAZIONI
10.1 Contributi governativi
Ai sensi dell’art.1, comma 125 della Legge 124/2017 si informa che nel corso del 2025 la società non ha
ricevuto contributi in conto esercizio.
242
10.2 Compensi agli Amministratori
I compensi spettanti agli Amministratori ammontano ad Euro 132 migliaia.
10.3 Compensi alla società di revisione
I compensi spettanti alla società di revisione (PricewaterhouseCoopers SpA) a fronte di servizi forniti alla
Società per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 ammontano complessivamente a Euro 131 migliaia, e si
riferiscono a:
compensi per prestazione di servizi di revisione legale per Euro 90 migliaia;
compensi per prestazione di servizi diversi dalla revisione legale e finalizzati all’emissione di
un’attestazione per Euro 41 migliaia.
10.4 Rischi ambientali e climatici
Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali forze dirompenti con il potenziale di determinare
cambiamenti sostanziali nelle operazioni della Società nel breve, medio e lungo termine. Molti dei potenziali
impatti del cambiamento climatico possono essere definiti come rischi: rischi fisici per il nostro ambiente o
rischi legati alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio per perseguire gli obiettivi
dell’Accordo di Parigi. Il rischio climatico può colpire aziende, istituzioni finanziarie, famiglie, paesi e il sistema
finanziario in generale. Tuttavia, potrebbero sorgere opportunità per quelle aziende che favoriscono la
transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio quali una migliore attrattività verso gli investitori,
un rafforzamento della reputazione dell’azienda tra gli stakeholder ed una maggiore sostenibilità del business
a lungo termine.
Il Gruppo NewPrinces, e conseguentemente la Società, monitorano costantemente i rischi legati ai
cambiamenti climatici ed effettuano regolari valutazioni per misurare la propria resilienza nei confronti dei
rischi ritenuti rilevanti. Tale analisi è stata effettuata anche nel corso del 2025, in concomitanza con
l’aggiornamento dell’ERM di Gruppo. Vi sono poi altri elementi che permettono di accrescere la resilienza
della Società. Primo tra questi, la solidità finanziaria della Società e del Gruppo a cui appartiene che consente
di ottenere capitali a un costo sostenibile, facilitando il finanziamento di investimenti strategici e di misure di
mitigazione dei rischi senza compromettere l’equilibrio economico-finanziario.
Inoltre, la capacità di riconvertire, potenziare o dismettere gli asset esistenti rappresenta un fattore chiave di
adattabilità, permettendo di ottimizzare le risorse, ridurre il rischio di immobilizzazioni obsolete e rispondere
tempestivamente alle evoluzioni del mercato o a eventuali criticità operative.
L’analisi dei rischi sopra menzionata ha incluso la valutazione dell’impatto del cambiamento climatico sulla
catena di approvvigionamento, sugli asset aziendali e sulle performance economico-finanziarie, considerando
anche l’aderenza alle normative ambientali e gli impegni internazionali di transizione verso un’economia a
basse emissioni di carbonio.
Tale valutazione degli impatti derivanti dai cambiamenti climatici sulle nostre operazioni effettuata nel 2025
non ha evidenziato problematiche tali da compromettere l’ordinario svolgimento delle attività o che non siano
243
affrontabili con le risorse a disposizione e non risulta emersa alcuna questione economica materiale
significativa che abbia avuto effetti sulla redazione del presente bilancio.
Nello specifico, sono state fatte le seguenti considerazioni:
il rischio di dipendenze critiche e/o possibili interruzioni nella catena di approvvigionamento è stato
mitigato mediante l’attivazione di piani di emergenza e di diversificazione geografica dei fornitori;
per quanto riguarda i rischi relativi agli asset, alle infrastrutture e alla continuità operativa, non sono
stati riscontrati, negli ultimi anni, problemi significativi dovuti a eventi climatici estremi. Il
monitoraggio costante di questi aspetti consente l’adozione tempestiva di misure preventive per
minimizzare eventuali impatti;
in materia di conformità normativa, la Società ha istituito un sistema di gestione ambientale con figure
dedicate sia al controllo dei consumi e delle emissioni sia al monitoraggio dell’evoluzione della
normativa europea per garantire la piena conformità alle direttive sulla decarbonizzazione.
In ultimo, la Società ha tenuto conto degli impatti derivanti dal cambiamento climatico con riferimento:
alle previsioni dei flussi di cassa utilizzate nelle valutazioni di perdita di valore del valore d'uso delle
attività non correnti compreso l'avviamento e le atre attività a vita utile indefinita: non sono stati
identificati fattori di rischio nel 2025;
ai fattori che determinato il valore contabile delle attività non correnti (quali valori residui, vite utili e
metodi ammortamento, accantonamenti e contratti onerosi): non sono stati identificati fattori di
rischio nel 2025.
10.5 Inflazione
Il settore in cui opera la Società è stato esposto alle sfide delle pressioni inflazionistiche incrementali. I rischi
derivanti dal relativo indebolimento delle performance dei settori industriali unitamente ai cambiamenti nei
comportamenti dei consumatori, nonché l'evoluzione complessiva dello scenario macroeconomico, sono
costantemente monitorati dalla Società per mitigare eventuali impatti. Anche nel 2025 l’intensificarsi delle
pressioni inflazionistiche è stato mitigato dal favorevole mix di vendita e dagli incrementi di prezzo applicati
durante tutto l’anno.
10.6 Evoluzione prevedibile della gestione
Considerando il breve lasso di tempo storicamente coperto dal portafoglio ordini della Società e le difficoltà
ed incertezze della attuale situazione economica globale non risulta agevole formulare previsioni
sull’andamento del prossimo esercizio, che appare comunque molto positivo. La società continuerà a prestare
particolare attenzione al controllo dei costi ed alla gestione finanziaria, al fine di massimizzare la generazione
di free cash flow da destinare sia alla crescita organica per via esterna che alla remunerazione degli Azionisti.
Alla data di approvazione della presente relazione finanziaria annuale è in corso un conflitto in Medio Oriente,
tale situazione è stata e sarà monitorata dagli Amministratori al fine di individuare potenziali criticità (aumento
dell’inflazione, incremento dei costi di trasporto ed incrementi dei costi delle utilities) ed intervenire
prontamente con azioni mitigative.
244
Tali eventi hanno condizionato e condizionano costantemente le scelte e le politiche commerciali della Società
che si trova di fronte ad un contesto altamente dinamico nel quale è difficile prevedere in quale misura suddetti
eventi possano avere ripercussioni significative sulle prospettive dell’esercizio a venire.
Gli Amministratori ritengono, sulla base delle informazioni disponibili alla data di predisposizione della
presente relazione, di escludere impatti negativi significativi.
10.7 Continuità aziendale
Con riferimento a quanto esposto nel precedente paragrafo, pur considerando la complessità di un contesto
di mercato in rapida evoluzione, la Società considera appropriato e corretto il presupposto della continuità
aziendale, tenuto conto della sua capacità di generare flussi di cassa dall’attività operativa e far fronte alle
proprie obbligazioni nel prevedibile futuro e in particolare nei prossimi 12 mesi, sulla base della solidità della
struttura finanziaria, con riferimento alla quale si evidenzia quanto di seguito:
la consistente scorta di liquidità disponibile al 31 dicembre 2025;
la presenza di linee di credito accordate e non utilizzate al 31 dicembre 2025 dalla Società nei confronti
dell’azionista di maggioranza NewPrinces SpA;
il costante supporto dato delle principali banche alla società ed al Gruppo NewPrinces a cui
appartiene, anche per effetto della sua posizione di leadership nel settore in cui opera.
Si evidenzia, inoltre, che le disponibilità liquide al 31 dicembre 2025, i rapporti di cash pooling in essere con
la Controllante diretta, le linee di credito attualmente disponibili e i flussi di cassa che verranno generati dalla
gestione operativa, sono ritenuti più che sufficienti per adempiere alle obbligazioni e a finanziare l’operatività
della Società.
10.8 Eventi successivi alla chiusura del periodo
Non vi sono ulteriori eventi significativi successivi alla data di chiusura della presente relazione annuale.
10.9 Proposta di destinazione del risultato netto
Signori Azionisti, il bilancio d’esercizio che sottoponiamo alla Vostra approvazione chiude con un utile di
Euro 4.650.676 che proponiamo di destinare per il 5% a riserva legale e il restante 95% a riserva straordinaria.
245
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO D’ESERCIZIO, AI SENSI DELL’ARTICOLO 154-BIS
DEL D.DLGS 58/98
246
RELAZIONE DELLA SOCIETA’ DI REVISIONE
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254
RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE E DELL’ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI
CENTRALE DEL LATTE D'ITALIA S.p.A.
Sede legale in Torino, via Filadelfia n. 220
Capitale sociale € 28.840.041,20 i.v.
Registro delle Imprese di Torino
Codice fiscale e partita iva 01934250018
**************************
Relazione del Comitato per il Controllo sulla Gestione all’Assemblea degli
Azionisti relativa al
Bilancio d’esercizio chiuso al 31/12/2025
255
Signori Azionisti,
la presente Relazione è redatta dal Comitato per il Controllo sulla Gestione, nominato per il triennio
“2024-2026” dall’Assemblea degli Azionisti tenutasi il 29 aprile 2024, composto da membri del
Consiglio di Amministrazione aventi tutti quanti i requisiti richiesti di onorabilità, professionalità e
indipendenza, nelle persone dei Signori dott. Giovanni Rayneri (Presidente), dott.ssa Valeria Bruni
Giordani e prof.ssa Anna Claudia Pellicelli.
Come noto, l’Assemblea degli Azionisti nella riunione del 29 aprile 2024, su proposta del Consiglio
di Amministrazione assunta nella riunione del 18 marzo 2024, ha optato per l’adozione del sistema
di “governance” c.d. “monistico” in luogo di quello tradizionale, in quanto ritenuto in grado di
migliorare rispetto a quest’ultimo la “governance” societaria, snellendo gli assetti organizzativi,
amministrativi e contabili, garantendo una maggior efficacia dei controlli tramite flussi informativi
completi e costanti e il superamento delle inefficienze determinate dall’esistenza di un organo di
controllo separato da quello di gestione.
Questa tipologia di assetto societario prevede la presenza del Consiglio di Amministrazione, cui
competono le funzioni di direzione strategica e gestionale e, all’interno di tale Organo sociale, del
Comitato per il Controllo sulla Gestione, che svolge le funzioni di controllo.
Il Comitato per il Controllo sulla Gestione, nell’esercizio delle proprie funzioni e per il migliore
svolgimento delle stesse, oltre a partecipare a tutte le riunioni del Consiglio di Amministrazione e ad
avere un confronto con il Management della Società, con il Dirigente Preposto alla redazione dei
documenti contabili, con il responsabile dell’Internal Audit e con la società esterna incaricata della
revisione legale dei conti, scambia le informazioni di reciproco interesse e si coordina per lo
svolgimento dei rispettivi compiti con l’Organismo di Vigilanza costituito ai sensi del d.lgs.
256
231/2001, con il quale ha un continuo confronto e aggiornamento riguardo all’esito delle rispettive
attività svolte.
Ai sensi dell’art. 153, comma 1, del d.lgs. 58/1998 (“TUF”), il Comitato per il Controllo sulla
Gestione è tenuto a riferire all’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio dell’esercizio
sull’attività di vigilanza svolta e sulle omissioni e sui fatti censurabili.
Pertanto, il Comitato per il Controllo sulla Gestione, con la presente Relazione, tenendo a mente le
raccomandazioni Consob in materia e in particolare la Comunicazione n. 1025564 del 6 aprile 2001
e successivi aggiornamenti, Vi riferisce sull’esito dell’attività svolta nel corso dell’esercizio 2025,
unitamente alle proprie osservazioni e proposte relative al Bilancio d’esercizio chiuso al 31 dicembre
2025 e alla sua approvazione.
Ricordiamo che il Comitato per il Controllo sulla Gestione svolge i compiti previsti per l’Organo di
controllo dallo Statuto e dall’art. 2409-octiesdecies del Codice civile, nonché i compiti assegnati
dall’art. 19 del d.lgs. 27/01/2010 n. 39 al Comitato per il controllo interno e la revisione contabile e
che quindi allo stesso compete l’obbligo di vigilare sull’osservanza delle norme di legge,
regolamentari e statutarie e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, con particolare
riferimento all’adeguatezza, efficienza, funzionalità della struttura organizzativa della Società e del
sistema di controllo interno, nonché del sistema amministrativo e contabile e sulla sua idoneità a
rappresentare correttamente i fatti di gestione.
Diamo atto che in seno al Consiglio di Amministrazione, in ossequio al Codice di Corporate
Governance, sono stati istituiti i seguenti Comitati, i cui componenti chiamati a farne parte sono tutti
Consiglieri dotati dei requisiti di indipendenza, oltre a quelli di onorabilità e professionalità:
257
- Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità (“CCRS”), i cui membri sono il dott. Giovanni Rayneri
(Presidente), la dr.ssa Valeria Bruni Giordani e la prof.ssa Anna Claudia Pellicelli, che assiste il
Consiglio di Amministrazione nelle valutazioni e decisioni relative al Sistema di controllo interno e
di gestione dei rischi, all’approvazione dei Bilanci e delle Relazioni semestrali e mantiene i rapporti
con la società di revisione esterna incaricata della revisione legale dei conti.
- Comitato per le Nomine e le Remunerazioni (“CNR”), i cui membri sono la prof.ssa Anna Claudia
Pellicelli (Presidente), la dr.ssa Valeria Bruni Giordani e il dott. Giovanni Rayneri, che svolge un
ruolo consultivo e propositivo, con funzioni istruttorie, nelle valutazioni e nelle decisioni relative alla
composizione del Consiglio di Amministrazione e alla remunerazione degli Amministratori e dei
dirigenti con responsabilità strategiche, vigilando sulla loro applicazione e formulando
raccomandazioni generali in materia.
- Comitato per le Operazioni con Parti Correlate (“Comitato OPC”), i cui membri sono la dr.ssa
Valeria Bruni Giordani (Presidente), la prof.ssa Anna Claudia Pellicelli e il dott. Giovanni Rayneri,
che ha il compito di vigilare affinchè sia garantita la correttezza sostanziale dell’operatività con le
Parti correlate, mediante il rilascio di appositi pareri laddove si presenti la fattispecie con i quali si
attesti l’interesse della Società a porre in essere una determinata operazione, nonché la convenienza
e correttezza delle relative condizioni.
Ognuno dei sopra elencati Comitati si è dotato di un proprio Regolamento, che viene seguito nello
svolgimento delle rispettive incombenze.
Nel corso dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, il Comitato per il Controllo sulla Gestione ha
svolto le attività di vigilanza previste dalla legge e dallo Statuto sociale.
258
In particolare, ai sensi del combinato disposto dell’art. 149, comma 1, del “TUF”, dall’art. 19, comma
1, del d.lgs. 39/2010, nonché dell’art. 2409-octiesdecies del Codice civile, il Comitato ha vigilato:
* sull’osservanza della legge e dello Statuto, nonché sul rispetto dei principi di corretta
amministrazione nello svolgimento delle attività sociali, effettuando incontri periodici con il
Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari e con la società di revisione, anche
al fine di verificare che le scelte gestionali fossero fondate su di un adeguato impianto di flussi
informativi agli Organi sociali e che i processi decisionali tenessero conto della rischiosità e degli
effetti delle scelte gestionali adottate; il Comitato ha constatato che i flussi tra le strutture aziendali e
l’Amministratore Delegato, nonché tra questi e il Consiglio di Amministrazione sono continui, con
scambi di informazioni che avvengono sia in via informale sia tramite incontri periodici, per lo più
tenuti in modalità audio-video conferenza; il Comitato ha svolto l’attività di vigilanza sull’osservanza
delle disposizioni in materia di adempimenti previsti per le operazioni di maggior rilievo economico,
finanziario e patrimoniale, riscontrando come le stesse fossero conformi alla legge e allo Statuto e
non fossero manifestamente imprudenti, azzardate, in conflitto di interesse, in contrasto con le
delibere assunte dall’Assemblea o tali da compromettere l’integrità del patrimonio sociale; il
Comitato nella propria attività di vigilanza non ha riscontrato irregolarità gestionali o anomalie
andamentali.
* sul fatto che la Società abbia ottemperato alla redazione della Relazione sul Governo Societario e
Assetti Proprietari e in proposito ha preso favorevolmente atto che la Relazione è stata redatta tenendo
conto delle Raccomandazioni indirizzate dal Presidente del Comitato Italiano per la Corporate
Governance a tutti i Presidenti degli Organi amministrativi delle società quotate italiane (13° rapporto
sull’applicazione del Codice di Autodisciplina del 18 dicembre 2025).
259
* sull’adeguatezza della struttura organizzativa della Società, per gli aspetti di propria competenza,
del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo e contabile, nonché sulla sua idoneità a
rappresentare correttamente i fatti di gestione;
* sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste dalla legge, dallo
Statuto e dal Codice di Corporate Governance a cui aderisce la Società;
* sul processo di informativa finanziaria e sull’adeguatezza del sistema amministrativo-contabile
della Società, nonché sulla sua affidabilità a rappresentare correttamente i fatti di gestione;
* sulla revisione legale dei conti annuali, nonché sull’indipendenza della società di revisione legale
dei conti “PricewaterhouseCoopers S.p.A.”.
Il Comitato per il Controllo sulla Gestione ha acquisito, nel corso dell’esercizio, le informazioni per
lo svolgimento delle proprie funzioni, sia attraverso incontri con le strutture aziendali, sia in virtù di
quanto riferito nel corso delle riunioni del Consiglio di Amministrazione e dei vari Comitati endo-
consiliari. Tali incontri e riunioni si sono svolti essenzialmente in “remoto”, a mezzo di audio video
conferenze con l’invio a mezzo e-mail della documentazione oggetto di esame e discussione.
Per lo svolgimento delle proprie verifiche, il Comitato per il Controllo sulla Gestione nel corso
dell’esercizio cui la presente Relazione si riferisce si è riunito 4 volte.
Nello svolgimento della propria attività istituzionale il Comitato per il Controllo sulla Gestione
atto di avere:
vigilato sull’osservanza della legge e dello Statuto e dei Regolamenti in vigore, nonché sul
rispetto dei principi di corretta amministrazione;
260
partecipato alle riunioni dell’Assemblea e del Consiglio di Amministrazione, acquisendo
conoscenza sull’attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo effettuate dalla Società,
secondo le disposizioni di legge e di Statuto;
acquisito le informazioni necessarie per svolgere l’attività di competenza sull’osservanza
della legge e dello Statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, nonché sul
grado di adeguatezza della struttura organizzativa della Società e dei sistemi di controllo
interno e amministrativo-contabile, mediante raccolta di dati, analisi e acquisizione di
informazioni dai responsabili delle principali funzioni interessate, nonché dalla società di
revisione “PricewaterhouseCoopers S.p.A.”;
di essersi avvalso del complesso di flussi informativi, sia interni sia esterni, posti in essere
dalla Società, che si ritengono idonei a garantire da parte nostra la verifica della conformità
della struttura organizzativa, delle procedure interne, degli atti sociali e delle deliberazioni
degli Organi sociali alle norme di legge, alle disposizioni statutarie e ai regolamenti
applicabili;
verificato che tutte le delibere fossero rispondenti all’interesse della Società e supportate da
idonea documentazione;
vigilato, nella qualità di “Comitato per il controllo interno e la revisione contabile” ai sensi
dell’art. 19, comma 2, lettera c), del d.lgs. n. 39/2010, con riferimento a) al processo di
informativa finanziaria, b) all’efficacia dei sistemi di controllo interno, di revisione interna e
di gestione del rischio, c) alla revisione legale dei conti annuali e d) all’indipendenza del
soggetto incaricato della revisione legale, in particolare, per quanto concerne l’eventuale
prestazione di servizi diversi da quello della revisione legale dei conti;
261
recepito nelle proprie riunioni i risultati delle verifiche trimestrali svolte dalla società
incaricata della revisione legale dei conti e ricevuto informazioni in merito al piano di
revisione;
ricevuto, ai sensi dell’art. 19, comma 3, del d. lgs. n. 39/2010, la Relazione della società di
revisione, illustrativa di quanto emerso in sede di revisione legale e delle eventuali “carenze
significative“ rilevate nel sistema di controllo interno in relazione al processo di informativa
finanziaria; la Relazione della società di revisione al bilancio d’esercizio, rilasciata in data
odierna ai sensi degli artt. 14 del d.lgs. n. 39/2010 e 10 del Regolamento UE n. 537/2014, non
contiene rilievi, né richiami di informativa e attesta che il Bilancio d’esercizio è redatto con
chiarezza e in conformità alle norme che ne disciplinano la redazione e rappresenta in modo
veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria, il risultato economico e i flussi di
cassa della “Centrale del Latte d’Italia S.p.A.” per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025;
nella suddetta Relazione è posta come aspetto chiave della revisione (c.d. “Key Audit Matters”
“KAM”) la valutazione della recuperabilità del valore delle attività immateriali a vita utile
indefinita e in particolare dei marchi (Mukki, Centrale del Latte di Rapallo - Latte Tigullio,
marchio Centrale del Latte di Vicenza). La predetta Relazione attesta altresì che la Relazione
sulla Gestione e le informazioni presentate nella Relazione sul governo societario e gli assetti
proprietari sono coerenti con il Bilancio d’esercizio e che non sono emerse carenze
significative nel sistema di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria
da portare all’attenzione del Comitato per il controllo interno e la revisione contabile;
ricevuto ai sensi dell’art. 17, comma 9, lettera a) del d.lgs. n. 39/2010, dalla società di
revisione la conferma dell’indipendenza della medesima e l’assenza di cause di
262
incompatibilità ai sensi degli art. 10 e 17 d.lgs. n. 39/2010, nonché la comunicazione dei
servizi non di revisione legale forniti alla Società dalla società di revisione legale dei conti o
da entità appartenenti alla rete della stessa;
discusso, ai sensi dell’art. 17, comma 9, lettera b) del d.lgs. 39/2010, con la società di revisione
legale dei conti, dei rischi relativi all’indipendenza della medesima, nonché delle misure
adottate dalla stessa società di revisione legale dei conti per limitare tali rischi;
ricevuto regolare periodica informativa dall’Organismo di Vigilanza previsto dal Modello di
Organizzazione Gestione e Controllo (“MOG”) adottato dalla Società ai sensi del d.lgs.
231/2001 e preso visione della sua Relazione annuale;
avuto periodico aggiornamento con il responsabile dell’Internal Audit, il quale ha illustrato il
piano di attività e di volta in volta aggiornato con apposite relazioni le risultanze delle proprie
attività;
monitorato le concrete modalità di attuazione delle regole di governo societario previste dal
Codice di Autodisciplina delle società quotate promosso da Borsa Italiana s.p.a., come
adottate dalla Società;
vigilato ai sensi dell’art. 4, comma 6, del Regolamento approvato da Consob con delibera n.
17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche, sul rispetto della Procedura in materia di
Operazioni con Parti Correlate, che la Società ha adottato sin dal 1° gennaio 2011 e modificato
successivamente con delibera del Consiglio di Amministrazione del 25 giugno 2021, con
decorrenza dal 1° luglio 2021, per adeguarsi alla delibera Consob n. 21624 del 10/12/2020 in
attuazione della delega contenuta nel d.lgs. 10/6/2019 n. 49 che ha recepito la Direttiva
Comunitaria 828/201/UE (“SHRD II”);
263
preso atto, sulla base delle dichiarazioni rilasciate dagli Amministratori e delle valutazioni
espresse dal Consiglio di Amministrazione, che i criteri e le procedure di accertamento
adottati dal Consiglio di Amministrazione medesimo per valutare l’indipendenza dei propri
membri sono stati correttamente applicati.
Nel corso dell’attività di vigilanza del Comitato del Controllo sulla Gestione, svolta secondo le
modalità sopra descritte, non sono emersi fatti significativi tali da richiedere la segnalazione
all’Autorità di Vigilanza.
Il Comitato per il Controllo sulla Gestione, sulla base delle informazioni acquisite, ritiene che siano
rispettati i principi di corretta amministrazione e che le scelte gestionali siano ispirate al principio di
corretta informazione e ragionevolezza e che gli Amministratori siano consapevoli della rischiosità e
degli effetti delle operazioni assunte e compiute.
Sulla base delle informazioni acquisite, il Comitato rileva l’osservanza degli obblighi informativi in
materia di informazioni regolamentate, privilegiate, ovvero richieste dall’Autorità di Vigilanza, a
quest’ultimo riguardo precisando che le attestazioni e le comunicazioni della Società risultano
conformi agli schemi e contenuti previsti dalla Consob.
Tenuto conto della “Relazione di trasparenza annuale” predisposta dalla società di revisione
“PricewaterhouseCoopers S.p.A.”, pubblicata sul proprio sito internet il 20 ottobre 2025, nonché della
conferma formale della propria indipendenza rilasciata dalla suddetta società e della comunicazione
degli incarichi conferiti, verificato che non sono stati attribuiti incarichi per servizi che possano
compromettere l’indipendenza del revisore ai sensi dell’art. 17 del d.lgs. 39/2010, il Comitato per il
Controllo sulla Gestione non ritiene che esistano aspetti di criticità in materia di indipendenza del
revisore “PricewaterhouseCoopers S.p.A.”.
264
Diamo atto che la società di revisione oltre all’attività di revisione legale dei conti, comprensiva della
revisione legale completa sul bilancio d’esercizio e della revisione limitata sulla relazione semestrale,
per il cui incarico il compenso annuo è di 90 mila Euro, ha avuto il riconoscimento, con nostro parere
favorevole, dei seguenti ulteriori compensi per le seguenti attività:
- 40 mila Euro per ciascun esercizio per l’attività di “limited assurance” sulla rendicontazione di
sostenibilità, con incarico conferito dall’Assemblea per i bilanci relativi al triennio “2024-2026”;
- 1 mila Euro per la prestazione di servizi diversi dalla revisione legale consistita nell’asseverazione
saldi del Comune di Firenze.
* * *
Per quanto riguarda l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, non si sono verificati particolari fatti
da portare in evidenza da parte nostra.
* * *
Il Comitato per il Controllo sulla Gestione ha verificato l’osservanza delle norme di legge e
regolamenti inerenti la formazione, l’impostazione e gli schemi del Bilancio d’esercizio, nonché dei
documenti correlati.
Il Comitato ha più in generale verificato la conformità della Relazione sulla Gestione per l’esercizio
2025 relativa al Bilancio d’esercizio della Società alle leggi e ai regolamenti vigenti e la sua coerenza
con le deliberazioni adottate dal Consiglio di Amministrazione.
I prospetti di bilancio sono redatti in conformità ai principi contabili internazionali e alle pertinenti
disposizioni dell’Autorità di Vigilanza.
265
Sia le Note al Bilancio che la Relazione sulla Gestione descrivono accuratamente i principali rischi e
incertezze cui è esposta la Società, le informazioni attinenti all’ambiente e al personale ed hanno i
contenuti previsti dai principi contabili internazionali e dalla normativa nazionale necessari per la
comprensione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società e del risultato
economico della gestione, nonché il compimento di eventuali operazioni con parti correlate.
Nelle Note al Bilancio sono riportati i criteri di valutazione seguiti e questi sono conformi ai principi
contabili internazionali adottati.
In particolare, il Dirigente Preposto alla predisposizione delle informazioni Finanziarie sul Bilancio
e il Consiglio di Amministrazione hanno preso in dovuta considerazione il documento congiunto di
Banca d'Italia/Consob/ISVAP n. 4 del 3 marzo 2010 in riferimento "alle informazioni fornire nelle
relazioni finanziarie (Bilanci annuali e semestrali) sulle verifiche per riduzione di valore delle attività
(impairment test), sulle clausole contrattuali dei debiti e sulla "Gerarchia del fair value".
Sulla base dei controlli espletati e degli accertamenti eseguiti si rileva, in via preliminare, che il
Bilancio sottoposto alla Vostra attenzione corrisponde alle risultanze della contabilità sociale e che,
per quanto riguarda forma e contenuto, esso è stato redatto con chiarezza, nel rispetto della vigente
normativa.
Il Bilancio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e
finanziaria della Società e del risultato economico dell’esercizio 2025, quali risultano
dall’applicazione dei principi contabili internazionali dell’International Financial Reporting
Standards (IFRS) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) ed omologati
dall’Unione Europea, nonché dai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del D.LGS n.
266
38/2005 (con gli “IFRS” si intendono anche gli International Accounting Standards - “IAS” a
tutt’oggi in vigore).
Nelle Note Esplicative il Consiglio di Amministrazione ha fornito tutte le informazioni richieste dalla
legge e quelle ritenute opportune per consentire una rappresentazione veritiera e corretta della
situazione patrimoniale-finanziaria ed economica della Società. Il Consiglio di Amministrazione ha
adeguatamente rappresentato gli eventi che hanno determinato i movimenti finanziari intervenuti nel
corso dell’esercizio e quanto questi abbiano inciso sulla situazione di liquidità e solvibilità sociale.
E’ stato dato ampio spazio all’informativa relativa ai rischi finanziari e operativi a cui la Società è
esposta, nonché ai criteri di valutazione che hanno interessato le poste del bilancio.
La struttura e il contenuto dello Stato Patrimoniale, del Conto Economico, del prospetto delle
variazioni del Patrimonio Netto, del Rendiconto Finanziario e delle Note Esplicative sono adeguati e
pertanto il Comitato per il Controllo sulla Gestione non ritiene necessario né il raggruppamento di
voci, né l’aggiunta di nuove voci o l’adattamento di quelle previste dagli “IFRS” in relazione
all’attività svolta.
Il Comitato per il Controllo sulla Gestione conferma che gli Amministratori nella redazione del
Bilancio non hanno derogato alle norme di legge ai sensi dell’art. 2423 del Codice civile, nè a quanto
stabilito dallo “IAS” n.8 - “Cambiamenti nelle stime ed errori contabili”.
* * *
Diamo atto che la Società ha redatto quale parte integrante della Relazione sulla Gestione la
Rendicontazione di Sostenibilità seguendo i requisiti stabiliti dagli European Sustainability Reporting
Standards (“ESRS”), in linea con la Direttiva UE 2022/2464, Corporate Sustainability Reporting
267
Directive (“CSRD”), di cui al d.lgs. 125/24, e che quest’ultima è sottoposta alla revisione limitata da
parte della società di revisione “PricewaterhouseCoopers”.
Il Documento di Sostenibilità è stato redatto su base individuale, ricordando che i siti in cui la Società
è operativa si trovano tutti in Italia (Torino, Firenze, Reggio Emilia, Lodi, Salerno, Vicenza e
Rapallo).
Gli Impatti, Rischi e Opportunità (“IRO”) oggetto di informazione sono stati individuati attraverso
l'analisi della c,d. “doppia rilevanza” o anche “doppia materialità”.
Segnaliamo che la Rendicontazione di Sostenibilità copre solo una parte delle informazioni relative
alla catena del valore a monte e a valle di Centrale del Latte d’Italia, come ammesso dalla normativa
transitoria.
* * *
In conclusione, come dettagliato nello svolgimento della presente Relazione, il Comitato per il
Controllo sulla Gestione ha verificato la funzionalità delle procedure interne che sono risultate idonee
a garantire l’osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie, dopo aver appurato che il
processo decisionale tiene in adeguata considerazione la rischiosità e gli effetti delle scelte di gestione
adottate e che gli Organi societari dispongono di un adeguato impianto di flussi informativi. La
struttura organizzativa, il sistema amministrativo contabile e il processo di revisione legale dei conti
sono risultati adeguati e funzionali ai compiti che sono chiamati a svolgere. In particolare, il Comitato
ha motivo di ritenere che il sistema amministrativo contabile della Società sia in grado di assicurare
una corretta rappresentazione degli accadimenti gestionali e che non vi siano carenze significative
nel sistema di controllo interno in relazione al processo di informazione finanziaria, avendo altresì
riscontrato l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del
268
bilancio d’esercizio annuale e di ogni altra comunicazione di carattere finanziario. Il Comitato ha
altresì verificato l’insussistenza di elementi di criticità tali da inficiare il processo di governo e di
gestione dei rischi, nonché l’assetto del sistema dei controlli interni.
Tenuto conto di tutto quanto sopra riportato, considerato il contenuto del parere espresso dalla società
di revisione e preso atto delle attestazioni rilasciate in via congiunta dal Presidente e Amministratore
Delegato e dal Dirigente Preposto, il Comitato per il Controllo sulla Gestione, per quanto di sua
competenza, non segnala elementi ostativi all’approvazione del Bilancio d’esercizio chiuso al 31
dicembre 2025, comprensivo dalla relativa Nota integrativa e accompagnato dalla Relazione
sull’andamento della Gestione, così come approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 30
marzo 2026.
Il Comitato per il Controllo sulla Gestione esprime inoltre il proprio parere favorevole in merito alla
proposta formulata dal Consiglio di Amministrazione riguardo alla destinazione dell’utile netto
d’esercizio conseguito di Euro 4.650.676 alla Riserva legale per il 5% e alla Riserva straordinaria per
il 95%.